COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

il parco, l’appia e la paesologia

Metto qui un pezzo uscito sul mattino dopo quelli di picone e verderosa. penso che su questi argomenti di aver detto veramente tutto quello che avevo da dire. adesso mi aspetto le parole e i pensieri degli altri, anche di quelli che amano tacere. direi che è il momento di pronunce chiare e generose. il giornale di picone è molto disponibile, approfittatene. _ armin

Faccio il paesologo perché  non ho idee sul mondo buone per ogni giornata. Il mondo mi fa impressione, mi suscita talvolta meraviglia, più spesso disagio. Il mio lavoro di scrittura è una risposta alla frizione che il mondo esercita sulla cartilagine dei pensieri. La paesologia non ha l’ambizione di salvare i paesi, né di indicare strategie di alcun tipo, più volte l’ho definita una scienza arresa. Non capisco bene il senso della crescita e in un certo senso neppure quello dello sviluppo sostenibile. Mi sembra che si tratti più che altro di un mercato anche delle opinioni, di una bancarella a cui potersi approvvigionare per far finta di avere qualcosa da dire. In un certo senso abbiamo fatto e continueremo a fare Cairano 7x proprio perché le idee, i ragionamenti e le stesse parole in circolazione non ci convincevano. Prima che un nuovo modello di sviluppo io penserei a un nuovo modo di percepire le cose e soprattutto noi stessi. Per me l’idea del parco dell’Irpinia d’Oriente è innanzitutto questo: vedere un luogo con occhi più attenti, vederlo in tutte le sue pieghe, nelle brutture e nelle bellezze. La prima cosa da fare non è parlare del parco, ma viverlo. Oggi al tramonto  credo che  farò una lunga passeggiata sul Formicoso. Nei prossimi giorni andrò a salutare Monteverde. Per come la vedo io  c’è da affermare il primato dell’esperienza sul lògos. Quello che c’è fuori viene prima di quello che c’è dentro. L’aria mi sta più a cuore delle opinioni. Camminare più che stare seduti a parlare male della politica. Anche il discorso sulla via Appia mi sta bene non tanto nella chiave di progetto di sviluppo, ma come incentivo a mettersi in cammino, a tenere desta la voglia di girovagare nei dintorni. La gente allestisce le proprie vacanze  mirando a luoghi lontani, sembra quasi che se ne ricavi più prestigio. È un’illusione. Non c’è nessuno ad aspettarli al ritorno. E allora vale di più, a mio parere, vagare nei paesi vicini, vedere a che punto è la loro salute e la loro malattia. Molti non hanno avuto tempo di venire a Cairano, ma lo troveranno per andare ai tropici. Considero questo un atteggiamento molto provinciale. Il bel ragionamento di Angelo Verderosa sulla terra rischia di essere inficiato da un diffuso provincialismo che arriva a ritenere poco prestigiosa la parola “contadino”. Difficile nei nostri paesi trovare un uovo fresco e difficile pure vedere ragazzi che vanno in cerca di more. Poi c’è pure il fatto che un quintale di grano costa quanto un chilo di baccalà. Non sono un esperto di economia agricola e neppure di turismo. Al massimo posso dirmi esperto delle mie paure. Stando qui da mezzo secolo mi pare di vedere certe mutazioni, cerco di segnarne opportunità e pericoli, tutto qui. Da un po’ di tempo il mio lavoro si è incrociato con quello di altri. La Comunità Provvisoria è nata da questo incontro. Non abbiamo soluzioni da offrire, forse possiamo svolgere qualche esercizio di perplessità. Volendo si può anche scorgere nel nostro lavoro un modo particolare di vivere la modernità, una sorta di umanesimo dei monti. Bisogna avere la buona creanza di pensare che tutto questo non ha niente di particolarmente originale. Non stiamo inventando niente e non siamo una setta in cerca di adepti. Il nostro stare in Irpinia qui ed ora ci ha portato a capire che donare se stessi forse è più utile che lamentarsi di quello che fanno gli altri. Non è detto che ci riusciamo, ma almeno ci proviamo. Cairano 7x è indubbiamente una prova di questo tipo. Una prova provvisoria. Non siamo un’istituzione, non abbiamo compiti e non siamo pagati per svolgerli. Direi che è già una buona cosa far circolare affetti, dare posto all’ammirazione più che all’accidia. Poi chi vuole può fare progetti, può delineare strategie. Questo non è il mio lavoro. A me interessa scrivere, guardare il mondo. Mi capita spesso stando qui di impegnarmi in quelle che si chiamano battaglie civili, penso alla lotta contro la discarica o sulla sanità, ma sono cose che mi sembrano quasi ovvie.  Nella nostra provincia prevale un’opinione pubblica che ha scelto uno stato di quiescenza. Si preferisce una posizione parassitaria in cui il potere viene esecrato genericamente, ma poi blandito in tutte le maniere quando ci può venire comodo per gli affari di famiglia. Io non ho nulla da spartire con questo sud. Sono stato qui mezzo secolo senza chiedere nulla a nessuno. E così è accaduto anche alla mia famiglia. Pure questa cosa dovrebbe essere ovvia invece così non è in una provincia che pratica una sorta di illegalità psicologica in cui si briga per anni alla ricerca di un favore e poi non si ha energia per nient’altro. Io le energie che mi restano le voglio impiegare con chi ama la poesia, con chi dà più valore alla cultura che all’economia. Non è la base per la vita degli altri, è la base, forse l’unica possibile e seriamente percorribile, per la vita mia e per le persone che mi sono care.

franco arminio, bisaccia, luglio 2010

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Written by Arminio

8 luglio 2010 a 7:00 am

8 Risposte

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  1. ….ho fatto 800 km e sono stanco di pensare .Ho appena letto il bell’articolo di Franco e metto un commento che avevo scritto per altro ‘post’….
    Noi dobbiamo avere cura di Franco e preservalo dagli umori neri e anche dalle “brutte compagnie” che spesso lo infastidiscono ma anche lo condizionano.La “paesologia” è un dono gratuito che ci è stato fatto a nostra insaputa e non certo per nostro merito……è un pò come il grano evamgelico che non ama tutti ‘terreni’ …è selettivo e prezioso….non ama essere ingabbiato in dottrine o ideologie…..è nomade e non stanziale….mutevole e imprendibile per i più……aristocratico per progetto non per stato….privilegia il ‘pòlemos’ che divide alla ‘pòlis’ che unifica e tante cose ancora.Ama essere apprezzata fuori dell’Irpinia… a Londra,Berlino,Los Angeles,Milano o Desenzano ma privilegia e desidera trovare terreni fertili,generosi e aperti in terra d’Irpinia
    mauro

    mercuzio

    8 luglio 2010 at 3:58 pm

  2. Un grande articolo…dopo averlo letto ho messo i pattini e ho fatto un giro di trenta km sul Formicoso.C’era un aria tersa..come le tue parole

    fabio nigro

    8 luglio 2010 at 6:18 pm

  3. grande fabio, e chi ti scorda…lo sai ci hanno sgraffignato duecento euro di libri sotto agli occhi ma è stato bello lo stesso…

    sergio gioia

    8 luglio 2010 at 6:36 pm

  4. Franco, questa è la linea,la linea di chi sa che l’unica salvezza vera per l’umanità, per ciò che ne resta, sta nel dubbio, nella perplessità, nell’attenzione vera e generosa e nel dono di sé.
    grazie.
    e.

    eldarin

    8 luglio 2010 at 11:05 pm

  5. sono stato a una penosa riunione per la vicenda dell’ospedale di bisaccia. cerco di combattere su più fronti. mi consola sapere che ho buoni amici, finalmente!

    Arminio

    8 luglio 2010 at 11:22 pm

  6. Ho letto il pezzo di Franco grazie all’indicazione di una comunitaria. Pura poesia. Condivido con lui l’idea che bisogna ritornare ad un primato della cultura e dei sentimenti, ad un primato dell’attenzione, dell’esperienza, dello sguardo clemente.

    i progetti si possono sempre fare, ci sono in Italia migliaia di persone che fanno solo quello: progetti, ne siamo sommersi. Sono menti ben oliate e poco dubbiose, menti che si nutrono di obiettivi, strumenti, finalità e validazioni e che, in qualche caso, mutuano da autori fin troppo noti le loro “idee”.

    La cp è ben altro, è ciò che dice franco, e che leggo anche nelle parole di altri comunitari,un grande esercizio di perplessità, un luogo provvisorio, ed è per questo che, anche dove, normalmente, vivo io, suscita tanta curiosità. Si nutre di fragilità, di utopie, di sogni e di generosità.

    un grazie a Franco, grande Scrittore e Poeta vero.
    e un abbraccio a tutti i comunitari che conservano ancora la loro innocenza ( mi pare che ce ne siano).
    sono con voi
    carlo

    carlo de' nigriis

    9 luglio 2010 at 12:30 pm

  7. per piacere potete postare gli articoli di verderosa e arminio sul mattino di ieri e l’altro ieri?

    sergio gioia

    9 luglio 2010 at 12:59 pm

  8. Mi piacerebbe aver tanta buona memoria per ricordare, quando voglio, le parole di Franco, così “utili”. Grazie. Ha ragione Orlando: bisogna preservare Franco, aver cura di lui. Alcune giornate non vi leggo, non ho con me il computer, oppure sono impegnata, questo non è bello. Mi fa molto bene pensare che voi siete in Irpinia, a guardare, ad ascoltare, a fare compagnia alla nostra Irpinia. Un bacio. Edda

    Edda Canali

    9 luglio 2010 at 10:06 pm


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