COMUNITA' PROVVISORIA

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La natura che sfida la politica.

La natura che sfida la politica.

Nella “ comunità provvisoria”  la politica in tutte le sue forme espressive gioca un ruolo accattivante ed insidioso assieme .E’ il convitato di pietra e la ammaliante sirena assieme che rischia di ingenerare equivoci,incomprensioni e conflitti inutili e distruttivi se non preventivamente chiariti nei suoi presupposti e finalità. La politica politicata o politicante  nella nostra  provincia anche quando ha a che fare con gli uomini o le idee, opera nella oggettività del potere, della saldezza delle istituzioni, della forza degli interessi. Questa è la funzione  della  politica che comunque ci interessa come cittadini  con diritto di voto  ma  non esaurisce  le nostre esigenze o pretese  nello specifico della nostre iniziative culturali comunitarie sul nostro territorio. Sgombriamo il campo dagli equivoci :noi non amiamo  per niente o coltiviamo “i pensieri corti” e le pratiche di potere della politica politicante e strumentale. Tuttavia non escludiamo a priori  che la politica nella dimensione della parola, del pensiero, della rappresentazione, della narrazione  necessita di mediarsi e legittimarsi attraverso saperi; e che accetta  il rischio o la sfida cognitiva di confrontarsi con altri saperi autonomi ed aperti , ma critici quale è e deve essere il nostro nella società e sul territorio. La “paesologia” come sapere comunitario non è orientato  nel potere , nell’ oggettività o nelle  “strategie di alcun tipo” ( parco rurale o nuova e corretta  analisi del territorio) quando questi  non si vivicano nello spirito della soggettività,della creatività e esitenzialità del fare e del dire  sociologicamente , letterariamente ,poeticamente o filosoficamente .”Non abbiamo idee buone sul mondo per tutta la giornata” (F. Arminio). Tuttavia non amiamo e non rifiutiamo a priori o a prescindere il linguaggio e le pratiche  del potere e dei contropoteri, delle istituzioni .Non è il nostro campo e non soddisfa i nostri interessi. Della radice della parola “politica” prediligiamo la sua accezione di ‘pòlemos’ (mutevole,nomade,cangiante ,plurale) alla classica “pòlis” (stabile,stanziale,univoca e singolare) .Come scrive Franco” c’è da affermare il primato dell’esperienza sul lògos. Quello che c’è fuori viene prima di quello che c’è dentro. L’aria (ci) sta più a cuore delle opinioni”.
A noi comunque interessano le parole  e le pratiche (meglio le idee) della politica non per semplice esercizio retorico o dialettico ma per provocarle, contaminarle o vivificarle perché consumate ed abusate e metterle a confronto (pòlemos) con le nostre idee e azioni culturali che si esprimono in “idee lunghe”, sentimenti autentici ,fantasie concrete ,sogni pratici,poesie ragionanti e racconti  personali detti in libertà ma anche con qualche consapevolezza, passione,rabbia ,sconforto  o apatia. Ovviamente,nessuno pensa di dare, delle parole e dei fatti della politica, una definizione o un giudizio in qualche modo univoco o partigiano sapendo che in essi si è depositata la storia vera di uomini di ieri e la vita di oggi , e vive la nostra passione (o apatia) di ieri e di oggi.. Noi anche in Irpinia  quando progettiamo “il parco rurale dell’Irpinia d’oriente”  o nuove letture della programmazione del territorio, nuove forme organizzative del turismo e del vivere  il territorio,  privilegiamo  la cultura politica dello stare insieme di realtà e di norma, di fatti e parole, di azioni e pensieri”. Insomma la nostra esperienza comunitaria anche con Cairano 7x è autenticamente culturale e politica assieme e vuole essere una “prova continua” ….. “una prova provvisoria. Non siamo un’istituzione, non abbiamo compiti e non siamo pagati per svolgerli. Direi che è già una buona cosa far circolare affetti, dare posto all’ammirazione più che all’accidia. Poi chi vuole può fare progetti, può delineare strategie” (F. Arminio) liberamente ma non in modo definitivo , esclusivo,fondante e prescrittivo. Culturale nel senso di recuperare la capacità di essere “in grado di riconoscere la grandezza altrui, lo splendore silenzioso di cose piccolissime o grandissime e di inchinarci di fronte a loro” (E. Martino).Di amare la nostra Irpinia e il suo paesaggio non per costruirci intorno una bella e preziosa cornice ma sapendo e spiegando che “ rivolgersi a un paese a un paesaggio è operazione che ha bisogno di grande mitezza, di gesti semplici, di menti pulite, poche parole, pochissimi concetti, molti, moltissimi dubbi” (E.Martino).Questo è il terreno,il senso e la portata della nostra “sfida cognitiva” alla Politica il resto è già stato fatto con nobiltà di intenti e di sapere .Noi dobbiamo essere sfacciatamente presuntuosi della sfida che proponiamo perché consapevoli che come scrive  visionariamente  Elda “il nostro mondo è sfinito, sta morendo. non c’è spazio per galleggiare, bisogna andare a fondo, bisogna tirare un bel respiro e provare a scendere, oppure bisogna iniziare a volare

Mauro Orlando

 

pubblicato da Il mattino  il 12/7/2010

…il titolo è redazionale!

 

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Written by Mercuzio

14 luglio 2010 a 12:04 pm

Pubblicato su AUTORI

6 Risposte

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  1. Bellissimo articolo, complimenti a Mauro.

    giovanni ventre

    14 luglio 2010 at 2:16 pm

  2. salve

    Luigi Capone

    14 luglio 2010 at 7:21 pm

  3. Mauro, volevo scriverti una mail per ringraziarti, ma poi ho pensato che i ringraziamenti, come gli omaggi, come gli esercizi di ammirazione (tu me lo insegni), vanno fatti pubblicamente, altrimenti non hanno senso e ricadiamo nel “disincanto concordato” (qui cito) che pervade ormai molti cuori (di certo non il tuo, per fortuna). grazie per aver dato rilevanza a ciò che molto modestamente avevo scritto e grazie per il tuo bell’articolo. dobbiamo discutere ancora.
    un abbraccio
    e.

    eldarin

    15 luglio 2010 at 8:34 am

  4. Un Mercuzio al suo meglio. Grazie di esserci, amici.

    Michele Citoni

    15 luglio 2010 at 12:17 pm

  5. Ecco la “mia Irpina” ecco perchè il “progetto” è così mio, così utile, così affascinante. Mauro è in ansia quando commento i suoi scritti: “tutto in famiglia?”. Io, come mio solito, trasgredisco. Se non ci fosse questo amore per questa terra, per questo luogo sconosciuto, per questo abbandono, come sarebbe possibile capire come, una persona con una storia così diversa, possa essere così “presa” da questo “incontro” da sentirsi improvvisamente e stranamente “COSI’ IRPINA”?. UN bacio EDDA

    Edda Canali

    17 luglio 2010 at 11:48 am

  6. in Cina un nuovo incidente..
    Basta!!!
    A che cosa ma soprattutto a CHI serve questo… .. PETROLIO?

    iside

    21 luglio 2010 at 1:45 pm


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