COMUNITA' PROVVISORIA

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associazione silenia terranuova

Al Blog della Comunità Provvisoria con PREGHIERA DI NOTIZIA E PARTECIPAZIONE  /  Il federalismo fiscale e, successivamente, quello politico, impongono analisi accurate delle possibilità di sviluppo del territorio.   La Regione Campania, nel quadro di un’autonomia prossima, dovrebbe assicurare il progresso di aree diverse per storia, situazione socio-economica, prospettive e vocazioni.
La situazione che si verrebbe a creare, aggravata dal retaggio di anni spesi per progetti politici mirati, ritarderebbe lo sviluppo generale e non garantirebbe l’armonia delle diverse province.
L’Associazione Silenia Terranuova, partendo da un’analisi del disagio socio-economico generale, che iscrive la Campania tra le regioni maggiormente in ritardo di sviluppo e, dallo studio di modelli compatibili con le vocazioni territoriali, ritiene di impegnarsi a realizzare un’autonomia delle provincie dell’ATTUALE Regione che siano maggiormente affini. 
L’unione di tali realtà in una nuova Regione, libera da ritardi accumulati e obblighi consolidati, determinerebbe le condizioni per affrontare il recupero sociale ed economico con possibilità di successo che oggi non si intravedono. 
A  tale obiettivo è finalizzato il programma che sarà illustrato presso la Sala stampa del Bar Moka, C.so Vittorio Emanuele, 108 – Salerno, mercoledì 21 Luglio 2010 alle ore 10,30.
La presenza della comunità provvisoria sarà particolarmente gradita per il ruolo fondamentale di critica e di informazione dell’opinione pubblica di cui sono naturale portavoce.
Grati per l’attenzione, Il Presidente – Ing. Vincenzo Demasi
info: coordinamento@sileniaterranuova.com
Pagina Fb: Silenia Terranuova – Associazione
Gruppo FB: SALERNO, AVELLINO, BENEVENTO: La nuova Regione Silenia

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Written by comunitaprovvisoria

17 luglio 2010 a 11:51 am

12 Risposte

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  1. Ringrazio Angelo per l’interessamento.
    Raffaele
    http://www.sileniaterranuova.com

    Raffaele

    17 luglio 2010 at 2:04 pm

  2. COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE “SILENIA TERRANUOVA”
    (da Conferenza Stampa di oggi 21/07/2010)

    L’associazione SILENIA TERRANUOVA ha lanciato la sua proposta di una nuova regione che comprenda le province più affini per cultura e possibilità di sviluppo.

    La nostra è un’esigenza che affonda le sue radici nella storia ma che oggi è diventata una reale consapevolezza dei cittadini che vivono nei territori delle province di Salerno, Avellino e Benevento e che vedono frenate le proprie aspettative di crescita economica, sociale e culturale, dall’appartenenza ad una Regione, la Campania, che non li rappresenta più.

    All’incontro, cui hanno partecipato i soci fondatori, sono state analizzate le ragioni della proposta che prende le mosse dalla riforma del Titolo V della Costituzione e dal federalismo fiscale e politico, da tutti accettato quale interpretazione realistica del decentramento finalizzato allo sviluppo dei territori.
    Le regioni, così come le abbiamo ereditate, sono un coacervo di interessi, storie e tendenze assemblate con criteri superati. Il “Napolicentrismo”, prima di essere uno slogan elettorale, è la definizione di una scelta che, per anni, ha privilegiato bisogni ed aspettative territorialmente limitate a danno delle restanti popolazioni.
    L’area del bisogno ha oscurato quella dello sviluppo. La pace sociale continuamente in pericolo lungo l’asse Napoli-Caserta, è stata assicurata attraverso scelte i cui costi sono ricaduti su tutte le province. Il cambio di registro che avvicina i centri di decisione e di spesa alle popolazioni che devono fruirne non consente il perpetuarsi di questo stato di cose. Le province minori, unite tra loro, possono utilizzare le vocazioni naturali e le potenzialità di area per avviare, da subito, una politica di sviluppo e di recupero del “gap” tra gli altri territori. Esse non hanno cumuli di debiti da ripianare. Non devono sostenere ritardi occupazionali e disastri ambientali, non possono perdere tempo in una defatigante lotta tra i poveri finalizzata alla ripartizione delle poche risorse disponibili. Senza separatismi sociali sciocchi, occorre prendere atto che l’attuale Campania registra situazioni diverse che non sono omologabili: E’ dunque arrivato il momento di porre, alla popolazione interessata, la questione reale sul tappeto, suggerendo la strada per venirne fuori. SILENIA TERRANUOVA ritiene che il percorso ideale sia quello di costituire una nuova Regione i cui costi, tutto sommato, siano ampiamente compensati dai benefici che ne deriveranno.
    SILENIA TERRANUOVA è consapevole delle difficoltà che si incontreranno, ma ritiene che la politica debba fare un salto di qualità ed affrontare problemi di cultura e di economia in chiave nuova e più aderente ai bisogni che vanno emergendo con la globalizzazione che ci deve vedere protagonisti senza limiti di obblighi pregressi. L’Associazione si propone di affrontare in un prossimo convegno l’analisi della situazione che erediteremo dal sistema vigente. Valuteremo in quella sede le opportunità che ci derivano da un’autonomia legislativa del territorio che oggi non abbiamo.
    A tale convegno saranno invitati i Sindaci, i Presidenti di Provincia e altre Istituzioni dell’area delle Province di Salerno, Avellino e Benevento, e verranno consegnate ai Sindaci le bozze di delibera per gli adempimenti previsti in tali casi.

    silenia terranuova

    21 luglio 2010 at 7:26 pm

  3. – ANAMNESI STORICA DELLA NUOVA REGIONE “SILENIA” –
    La costituzione di una nuova Regione presuppone la consapevolezza, da parte dei suoi abitanti, delle radici storiche, culturali e ideologiche che giustificano tale scelta e che motivano l’individuazione, per essa, di un nome adeguato e caratterizzante.
    Quando, a suo tempo, si identificò quale “Campania” il territorio regionale che ancora oggi è a noi ben noto, si prese in prestito un termine che, in realtà, connotava soltanto la piana del Volturno – Campania felix – che circondava la città romana di Capua: ossia quell’area meglio conosciuta, dall’alto medioevo fino ad oggi, con l’accezione di “Terra di lavoro”. Si potrebbe a pieno titolo obiettare, quindi, che la soluzione adottata allora si riferiva soltanto ad una parte dell’intero territorio regionale e non riguardava affatto, ad esempio, l’estesa provincia di Salerno, ma neanche la sezione più interna del Beneventano.
    Nelle more della costituzione di una nuova Regione che, separandosi dall’attuale Campania, intende riunire le tre province di Salerno, Avellino e Benevento, ci si è fermati a riflettere sul possibile nome da dare alla costituenda realtà geopolitica e sulla pregnanza storica che l’unione di questi territori viene a costituire.
    Nell’arco di circa dodici mesi di consultazione popolare avvenuta attraverso un Gruppo attivo sul social network Facebook, sono state prese in considerazione molteplici proposte di carattere storico che si prefiguravano quale esplicito riferimento alle tante civiltà, alle popolazioni che già in età molto antica si sono stanziate sul territorio campano.
    In questa sede si riassumeranno velocemente le proposte formulate e che, ad avviso dei soci fondatori dell’Associazione, non rispondono all’esigenza di identificare l’intero territorio costituito dalle Province di Salerno, Avellino e Benevento ma contraddistinguono, al più, singole porzioni dell’area geografica in questione.
    La presenza stanziale di Greci, Etruschi, Sanniti, Lucani, Osci, Ausoni, attestata già dall’VIII secolo avanti Cristo dalle indagini di scavo condotte e dallo studio delle scarse testimonianze scritte, ha indotto a proporre, tra i nomi possibili per la nuova Regione, soluzioni varie tra cui Poseidonia, Sannio, Etruria, Lucania, Ausonia. Nomi molto evocativi, senza dubbio, ma che riguarderebbero soltanto alcune realtà territoriali (la fascia costiera o l’entroterra, il Beneventano o l’Irpinia ma non il Salernitano e il Cilento ecc.) o che si approprierebbero, come nei casi di Sannio e Lucania, di un’accezione geografica che va ben oltre i confini dell’attuale regione Campania.
    Più grande significato ha avuto, nell’economia delle vicende storiche delle tre Province interessate dal progetto della nuova Regione, la plurisecolare presenza della dominazione longobarda dal VI all’XI secolo, caratterizzata da una piena affermazione di controllo territoriale e da un’importanza centrale nei giochi di potere tra i due imperi carolingio/germanico e bizantino. La cosiddetta Longobardia minore, allora costituita prima dal Ducato di Benevento e quindi dai Principati di Benevento, Capua e Salerno, potrebbe a pieno titolo essere individuata, nel suo nucleo fondante, nei territori delle attuali province di Salerno, Avellino e Benevento. Ma sembra evidente che l’idea di chiamare “Longobardia” la nuova Regione costituisca una poco opportuna assonanza con la regione Lombardia. Da qui si è anche pensato di sottolineare il legame ideologico con un personaggio storico di grande rilevanza, il duca longobardo di Benevento, quindi principe dall’anno 774, Arechi II, al cui prestigio si lega anche la rinascita della città altomedievale di Salerno, pensando ai nomi “Terra di Arechi” e “Terra dei principi”; quest’ultima soluzione presupponeva anche la possibilità di richiamare la storia successiva dei Principati Citeriore e Ulteriore, ubicati sui medesimi territori. Ma neanche queste possibili soluzioni sono apparse pienamente soddisfacenti.
    Dopo un proficuo confronto tra i soci fondatori, si è giunti quindi ad una conclusione del tutto diversa. I nomi con richiami di tipo storico, paradossalmente, nonostante questi territori abbiano conosciuto una storia variegata e assai illustre, rischierebbero di non dare risposte compiute per l’identificazione ideologica e culturale dei medesimi territori. Per cui è sembrato giusto provare a praticare altre strade, alla ricerca di un nome che potesse seguire logiche diverse.
    La proposta conclusiva, “Silenia” (da cui deriverebbe l’accezione di “Sileni” per i suoi abitanti), richiama alle antiche divinità dei fiumi e dei sorgenti, i Sileni per l’appunto, che ben si addice ad un territorio che è proprio connotato da una cospicua presenza di sorgenti d’acqua che alimentano la rete idrica di molte città interessate dall’operazione. In più Silenia allude idealmente all’antico nome del fiume Sele, Silarus, un corso d’acqua che attraversa gran parte del territorio della nuova Regione e che ha rappresentato, già nell’alto medioevo, una grande opportunità per l’economia dell’area; un fiume navigabile, fondamentale per il trasporto delle merci – soprattutto il legname, indispensabile ai commercianti islamici -, la cui foce costituiva il vero porto mercantile di Salerno longobarda.
    Per il nome dell’Associazione, al termine prescelto “Silenia” si è deciso di far seguire “Terranuova”: una parola semplice che raccoglie in sé tutte le aspettative, legittime, che gli abitanti delle province salernitana, avellinese e beneventana possono riporre nel progetto di costituzione della nuova Regione. E’ un nome che presuppone la voglia di rinascita, di ripartire da zero, di costituire una prospettiva che non a caso si distacca molto dalla logica che ha seguito la Costituente alla metà del secolo scorso. Non più uno sguardo al passato, ma l’intento di proiettarsi al futuro.

    anamnesi storica della nuova regione

    21 luglio 2010 at 7:28 pm

  4. chiamatela campania interna, che male c’è?

    sergio gioia

    22 luglio 2010 at 9:35 pm

  5. Credo che sarà difficile istituire una nuova regione, vedo meno complicato aggregare i territori interni della Campania alle regioni limitrofe con cui si hanno maggiori affinità: il territorio a sinistra del fiume sele alla Basilicata per formare la Lucania, regione storico-geografica già esistita, e la provincia di benevento, quasi tutta quella di Avellino(andrebbero scorporati il baianese, il vallo di Lauro, il montorese e l’Alta Irpinia)e il Sannio alifano ora in provincia di Caserta aggregati al Molise per formare il Sannio, anche questa regione storico-geografica già esistita, o il Molisannio come qualcuno ha proposto.

    pietro

    26 luglio 2010 at 9:09 pm

  6. Nessuno però sa dire in concreto a cosa servirebbe tutto ciò. L’unica cosa che servirebbe sul serio è andare oltre il regionalismo…

    Luigi Capone

    27 luglio 2010 at 2:46 am

  7. P.S. informazione per chi non lo sapesse, scusate l’intrusione.
    Il presidente dell’associazione, De Masi è di Alleanza Nazionale…

    Luigi Capone

    27 luglio 2010 at 2:59 am

  8. l’alta irpinia la mettiamo con la daunia a formare la regione allucinogena?

    sergio gioia

    27 luglio 2010 at 12:54 pm

  9. possiamo mettere l’irpinia con la daunia solo se facciamo una monarchia italo-boema con zeman imperatore (zdenek I).

    paolo

    27 luglio 2010 at 6:52 pm

  10. Per Sergio Gioia. L’Alta Irpinia, subito dopo l’unità d’Italia, alla fine del brigantaggio post unitario,avrebbe dovuto costituire con il Vulture-Melfese la provincia di Melfi, ma non se ne fece nulla per l’opposizione dei Savoia. La stessa cosa fu riproposta all’inizio del novecento, ed ancora nel 195o-51 quando fu costituito un comitato ad hoc tra i comuni interessati, cui aderirono con proprie delibere i comuni di:Calitri, Sant’Andrea di Conza, Aquilonia. Monteverde, Lacedonia e Rocchetta Sant’Antonio. Di questo comitato esiste una pubblicazione.Come si vede per costruire il futuro bisogna sempre conoscere il passato.

    pietro

    2 agosto 2010 at 4:03 pm

  11. ma io sono favorevole alla nuova regione, mica ho detto io che escluderei l’alta irpinia dal molisannio. una curiosità: la provincia alta irpinia vulture melfese avrebbe aderito alla campania o alla basilicata? …se sei pietro brundu perchè non ritorni tra noi, ci manca la tua presenza signorile e simpatica!

    sergio gioia

    3 agosto 2010 at 12:46 am

  12. Sicuramente avrebbe fatto parte della Basilicata(Lucania) perchè abitata da lucani o popolazioni affini, la zona in questione non ha nulla di campano. Due anni fà , in un convegno tenutosi a Melfi, il comune di Aquilonia aderì al progetto Grande Lucania portato avanti da un comitato costituitosi nel Cilento e Vallo di Diano per ricostituire la Lucania.

    pietro

    3 agosto 2010 at 9:15 am


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