COMUNITA' PROVVISORIA

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Un dialogo immaginifico tra pasquale innarella e mercuzio a Cairano 7x 2010..

Un dialogo immaginifico con pasquale innarella e mercuzio  a Cairano 7x 2010..

Oggi si discute molto dell’interesse degli intellettuali italiani per la musica. E’ un fatto sociologico,antropologico,culturale o  più drasticamente estetico o teoretico?Lasciamo stare il trito e ritrito pigro “ ritornello che la musica radicale del ventesimo e ventunesimo secolo è difficile! Oppure che è tediosa! Una piccola rassegna di opere  firmate Anthony Braxton, Karlheinz Stockhausen, Fausto Romitelli, John Cage, Francesco Cusa, Mauricio Kagel, Edoardo Sanguineti-Stefano Scodanibbio può servire a smontare questi luoghi comuni.”Bisogna andare oltre  e ritornare all’essenziale del discorso vede l’ ” io  che si espone e comunica” al centro  del nostro interesse culturale oltre che esitenziale.

“Partiamo da  esperienza concreta come quella di Cairano.Io ho semplicemente spiegato ai miei allievi occasionali  e provvisori che  il cuore universale e  musicale è nel  ‘blues’   che giganteggia su tutti gli altri linguaggi musicali  classsici, moderni o locali come il“pop“ il “folk” la pizzica”……prima  imparare a suonare una “strumento perbene”    stabilire  armonia o accordo  tra la mente e lo strumento  e infine  esprimere il proprio “io” musicale  nel rapporto con  il ritmo, la melodia e l’armonia…….una koinè  originale ed autentica  per poter vivere e frequentare la musica jazz come fatto non solo culturale ma esistenziale con “una testa che ti fuma”……curiosità.ascolto, discrezione  e  autenticità    soprattutto questo è il senso e le attese  per fare musica ….comunque….”

Alt! Al tempo…..ma questo mi sembra un vecchio discorso che vuole far rientrare dalla finestra le vecchie dicotomie estetiche musicali o addirittura le vecchie gerarchie…..

“No assolutamente ! Premetto anch’io credo che la musica sia un fatto eminentemente di cultura del proprio tempo, una esperienza del tempo, conflittuale o armonico con il proprio tempo, forma e occasione di liberazione  attraverso i suoni..I generi c’entrano poco  ….’colto’, ‘extracolto’, ‘popolare’ e quant’altro….La musica non è solo linguaggio tecnico ha un suo “pensiero”  o “anima”e partecipa a tutti gli effetti  alla battaglia delle idee  in tutte le circostanze storiche in cui si è trovata ad esprimersi……dai primordi dell’umanità  per fare gruppo ,comunità e comunicare con Dio ….. fino alle esasperazioni più sperimentali degli ultimi tempi sempre per il medesimo scopo….Questo semplificando voglio significare quando parlo di una priorità “imparare a suonare “uno strumento perbene” e poi suonare ,esprimersi…..comunicare.”

Ma allora anche tu ritieni che agli intellettuali oggi o per statuto mentale ed estetico  non interessa la musica o che sottovalutano l’importanza del suo linguaggio nella comunicazione culturale  ?

“ beh anch’io ho il sospetto  o il dubbio che agli intellettuali di stretta formazione letteraria dove “la parola” la fa da padrona per intenderci,  la musica interessa poco o in modo errato o limitativo. La musica è vero è “stare sulla lunghezza d’onda delle trasformazioni,delle sorprese,delle aperture” fuori dai luoghi comuni  inossidabili e provinciali. Vorrei essere più preciso e semplice  a  rischio di essere banale o s emplicistico.Si parte dal presupposto o pregiudizio che  la musica contemporanea è difficile all’ascolto  e per “pochi”…..la solita “tirannia della maggioranza “ che dalla democrazia si è trasferita  nella cultura in senso lato.Io suono spesso per giovani  svezzati e cresciuti  con l’elettronica post-techno “dove di tonalità non si ha più memoria e nemmeno della distinzione tra musica e rumore”. Eppure poi quando si comincia a suonare la magia funzione sempre   a patto che la performance  comunque esprime al meglio quelle che sono comunque  le espressioni  dell’io di chi sta suonando al di là di cosa suona e spesso anche di come suona. In giro per l’Italia nei luoghi meno eslcusivi ed impensati  trovi nuovi intellettuali  di nuovo tipo e di spiccata sensibilità musicale.Bisogna cercarli questi nuovi “luoghi” non certo solo nei circoli esclusivi ed autorefernziali   anche dei spazi  politici dissenzienti, centri sociali per intenderci .Io vado nei piccoli paesi dove il pubblico e “vario ed eventuale” ma  curioso,attento e rispettoso. Anche nei luoghi dell’inpegno,della rabbia o della protesta …..anche questi li sento molti  spesso disattenti e a loro modo ‘snob’. Consumano techno,jazz mainstream, rock,dub, dj,elettronica fatta in casa  e quant’altro  ma in un certo senso hanno dimenticato “l’anima” semplice ed autentica della musica  che è comunque l’ “io” nelle suo forme autentice e profonde  di comunicare agli altri se stesso ,il suo sentimento, la sua passione,….i suoi sogni…… attraverso  i suoni e uno “strumento  perbene”  e rispettato ” Io personalemente credo  che la mia anima si è trovata in consonanza o armonia con il “blues” ma non in modo eslusivo o discriminante …..è il mio modo di essere e di intendere la vita  come esercizio di  “koinonia” tra armonia,ritmo e melodia….inordine sparso e non gerarchico.Questa è stata la mia esperienza a Cairano 7x e questa è l’esperienza che ripeto in giro per l’Italia e nel mondo dove sento “i respiri” di consenso di tutti quelli che vengono a sentirmi  giovani,vecchi  intellettuali e non”

Grazie pasquale per la tua competenza,generosità  anche a nome di “zio carminuccio” e il suo organetto antico come l’Irpinia e “perbene” come tu ben dici!

mercuzio

 

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Written by Mercuzio

17 luglio 2010 a 9:19 am

Pubblicato su AUTORI

5 Risposte

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  1. Grazie Mauro, molto bello. E allora ascoltiamola un po’ quest’anima jazzatamente blues di Innarella . Qui:

    Salvatore D'Angelo

    17 luglio 2010 at 11:22 pm

  2. …o “bluesmente jazzata”. Qui:

    Salvatore D'Angelo

    17 luglio 2010 at 11:23 pm

  3. la musica dell’anima … complimenti a questo grandissimo interprete.

    giovanni ventre

    19 luglio 2010 at 9:24 am

  4. Lo sapevo che quando dialogano tra loro musicisti e angeli si possono ascoltare anche i concerti di del fruscio delle stelle…

    Nanosecondo

    20 luglio 2010 at 7:17 pm

  5. …e poi non so,……..

    Apro il sipario e lascio il mistero alle mie spalle.

    Non sò, e non voglio più sapere cosa accade alle mie spalle.

    Voglio vivere il mio momento. Osservo con la punta del naso, la mia nuova coscienza. Ogni istante è pieno.

    Il vuoto è la mia nuova presenza. La quiete riempe i miei passi, uno dopo l’altro. Avanzo e conquisto il mio spazio. Il palco della mia nuova vita. Ogni volta che faccio un’azione, il semplice alzare il dito della mano destra o muovere il gomito del mio braccio sinistro è pieno del tempo che voglio.

    Centro la mia presenza in questo tempo infinito, in quest’istante stesso che compio l’azione.

    Nella quiete del mio pendolare, passo dopo passo, qui davanti a voi. Ritrovo il mio ideale, nel soffio del mio respiro.

    Cosi la mia coscienza parla attraverso lo sguardo, che non guarda più indietro al ricordo di se ma si osserva ed è così che ogni parola è superflua.

    “Ricordo di se”, mentre mi osservo consapevole dei mie piccoli ma significativi gesti.

    “Ricordo di se” (senza nessuno accento, non ce né bisogno) perché adesso finalmente ogni istante che muovo i mei passi, che vi guardo negli occhi percepisco il mio dito che si muove della mia mano destra o della mia mano sinistra è tutt’uno con il mio gesto. E, iniziata una nuova vita. La mia vita di clown.

    La mia mente non è più “distratta dal passato”, mi presento cosi come sono e vi dico finalmente: “Mi chiamo: Nanosecondo!!”

    Adesso posso iniziare il mio viaggio, per appagare ogni mio bisogno d’amore: sono clown “uomo intero!”.

    di Nanos

    Nanosecondo

    22 luglio 2010 at 8:13 pm


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