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SEGNATELO IN AGENDA : CAIRANO 7X 2011. DIARIO ITALIANO DI NNIMMO BASSEY

di Nnimmo Bassey (presidente di friends of the earth international)

Nei giorni scorsi sono stato ad Avellino, Cairano e Roma, tutti posti in Italia ovviamente. Sono stato invitato dai compagni di Amici della Terra dell’area di Avellino a partecipare a Cairano 7x, un festival che dura un settimana dove artisti, poeti, scrittori, filosofi, musicisti, contadini, muratori, viaggiatori, si incontrano, partecipano a workshop e godono della ospitalità nelle case degli abitanti di Cairano. Io sono sicuro che ognuno di voi avrebbe voluto essere lì. É effettivamente un enorme esperimento culturale basato su sette progetti per sette giorni (così era nella prima edizione ndr). Le date dell’evento quest’anno erano dal 20 al 27 giugno. Ma io ero impegnato in quei giorni e quindi ho potuto visitare Cairano solo un paio di giorni dopo la fine della manifestazione.
Mi sono perso molto? Ci potete scommettere! Ma poiché Cairano è una cosa viva, ho potuto incontrare l’atmosfera e le impronte lasciate dal festival dietro di sé
Avrei dovuto dirvi che Cairano anche il nome del paese che ospita annualmente Cairano 7x. Appena ci siamo diretti verso l’Irpinia d’oriente verso Cairano nel caldo pomeriggio del 29 giugno, i miei ospiti Luca Battista, Fiorella Guerriero , Eleonora Giaquinto e Letizia Lieto hanno iniziato a preparami rispetto a quello che stavo per vedere. A proposito, il panorama irpino è incredibilmente bello. Le montagne arginano l’orizzonte in ogni direzione; parchi protetti assicurano che quello che vuole restare verde può restare verde (lo dico con invidia). Abbiamo attraversato una serie di ponti senza fiumi sotto di loro. La cosa mi ha davvero sorpreso. Abbiamo incontrato solo due piccolissimi fiumi e un lago artificiale.
Letizia, la mia interprete, mi ha ricordato le parole di Franco Arminio, poeta, scrittore e direttore artistico di Cairano 7x. Lui ha spiegato il progetto di Cairano in questo modo: Cairano 7x è un’idea semplice ma molto ambiziosa: noi pensiamo che un nuovo umanesimo possa nascere da qualche parte e noi crediamo che le montagne, le zone interne, siano il miglior posto per svilupparsi. Arminio chiama questo nuovo umanesimo paesologia, una disciplina che guarda ai paesi come sono e a come potrebbero diventare piuttosto che pensare a come erano in passato. Questo tipo di sguardo sui paesi è l’attività di chi si avvicina alla paesologia.
Bisgona andarci a Cairano per comprendere appieno cosa il festival cerca di ottenere e cosa rappresenta. Cairano è un paese che sorge su una vetta che non si può non vedere. La stessa rupe in cima al paese è una sorta di scultura che ti fa venire in mente mille cose allo stesso tempo. Forse è caduta lì dallo spazio? Tutto intorno alla collina ci sono terreni coltivati e solo un po’ più in là pale eoliche generano elettricità per posti tutti lontani.
Cairano aveva una popolazione di 1410 abitanti nel 1951. Adesso la popolazione è crollata a circa 300 persone o meno, principalmente anziani e donne che siedono nel sole estivo ricordando forse i giorni del passato quando il paese era un brulicare di gente. Solo poche coppie giovani vivono qui, quindi si possono trovare alcuni bambini e qualche ragazzo. C’é solo un asilo, quindi i ragazzi devono frequentare scuole di altri paesi o città vicine. Grande cosa, mi sono subito reso conto che qui non si ha bisogno di un orologio da polso, perché le campane della chiesa suonano l’ora ogni 15 minuti. Mi sono chiesto se avrebbero continuato a suonare anche la notte.
Dunque arriviamo e ad aspettarci troviamo una piccola delegazione così può iniziare il tour del paese. Cairano 7x quest’anno ha avuto per tema la migrazione. Ho imparato qui cosa vuol dire terra di transito.
Durante la settimana della manifestazione alcuni artisti hanno realizzato sculture, e istallazioni dinamiche che raccontano la storia della migrazione. Una veramente interessante è stata realizzata con ritagli di carta con sopra disegni di uccelli e lumache, a rappresentare il movimento rapido e quello lento. Ho trovato questi disegni attaccati alle porte, alle finestre ed ai muri. Naturalmente le lumache strisciavano ai piedi del muro. A volte si ha l’impressione che stiano convergendo tutte in punto, altre che si stiano disperdendo ognuna in una direzione. Stupendo.
E poi c’era una grande impalcatura che conteneva diversi concetti di movimento: filo spinato a rappresentare l’accesso vietato, un grande nido fatto di erba a rappresentare l’idea di casa. C’erano semi in un recipiente che parlavano di vita e insediamento. Così tanti simboli. Si potrebbe stare in piedi davanti a questa scultura architettonica per ore e ci sarebbe ancora di più da vedere. E cosa dire della sedia di legno che sta messa precariamente su un muro? Non sono riuscito a comprenderne il significato. Tranne se significa dire che non c’è tempo per sedersi. Continuare a muoversi. Ma poi un pezzo di carta che sembra un prezzo gigante racconta un’altra storia: potrebbe essere necessario venderla, e muoversi. La mia immaginazione impazzava!
Che dire del workshop in un edificio abbandonato, con una foglia gigante di legno sul pavimento e dei pali verticali che si innalzavano da essa? Sulla parete c’è un blocco di legno su cui c’è un invito al mondo ad abbandonare i combustibili fossili e lasciare il petrolio nel suolo. Sì!
Tutto intorno a questa zona ci sono dadi di pietra di diversi colori. La voglia di tirare i dadi era così forte che ho dovuto spostare la mia attenzione sulle gambe di un ragno gigante fatte di fasce di legno e una damigiana di vetro come corpo.
Venite con me. Saliamo più in alto e guardiamo la bellezza di questo paese “abbandonato”. Ho potutto vedere un edificio in mattoni rossi costruito grazie ad un compasso a doppio fulcro, mi spiega Luca. L’architetto che ha inventato il compasso e questo metodo di costruzione l’ha usato per costruire un ospedale in Mali. E credo che la stessa cosa è stata replicata nei mercati artigianali di Bamako (che devo dire è l’unico posto dove trovo sandali fatti a mano che i miei piedi gradiscano!) Ah!
Su all’apice di questo splendido borgo vi è la prua di una nave costruita con pali e corde. Sta appollaiata in modo precario sul precipizio affacciandosi su un lago in lontananza e dandoti la sensazione di veleggiare. verso il futuro. E poi accanto ad essa vi sono sedie e una panca. E’ stato istruttivo constatare che tutti i progetti artistici qui sono stati eseguiti con materiali di provenienza locale. Nulla è stato importato.
Mentre lasciavamo Cairano i più giovani erano dispiaciuti che le persone dovevano andarsene dopo essere arrivati in paese. Speravano che la gente fosse venuta per restare. Hmmm. E’ stato triste salutarsi. Non ho potuto fare mio il suono della musica che deve essersi diffusa attraverso il paesaggio di Cairano durante l’evento. Le spine sono state staccate e i palchi smontati. I giardini sviluppati da alcuni dei partecipanti erano vivi e vegeti e continuo a domandarmi come mai i fiori fossero già sbocciati se erano stati piantati solo la settimana prima. Scendendo da Cairano, avrei voluto davvero poter rimanere. Il ricordo della manifestazione persiste nell’aria. E l’abbiamo portata in parte al seminario che si sarebbe tenuto il giorno seguente. Max Bienati e Rosa Filippini sono scesi da Roma per unirsi a noi ad Avellino. Le cose si stavano scaldando.
Il seminario si è svolto ad Avellino e sono stato onorato di intervenire sulle cause strutturali del cambiamento climatico, promuovere gli elementi del Chochabamba Peoples Agreement on Climate Change (Accordo dei Popoli Chochabamba sul Cambiamento Climatico) e anche di parlare delle fuoriuscite di petrolio nel Golfo del Messico e di quelle nel Delta del Niger che al contrario viene puntualmente dimenticato. Ho anche letto una poesia che ho scritto in Bolivia, Non Danzerò al Tuo Ritmo. Altri oratori hanno parlato del fatto che la crescita infinita è impossibile in un pianeta finito. Cairano è visto come esempio di luogo che sia “sostenibile in sé, non avendo ancora saturato la sua capacità di sopportare le pressioni dovute alle attività umane. Dare un nuovo significato demografico ed economico a questi territori occidentali è probabilmente una delle azioni strategiche più importanti per l’ambiente con l’obiettivo di ridurre le emissioni che alterano il clima e di garantire i diritti civili non disgiunti dalla salute e dalla sicurezza forniti dall’ambiente”. Il seminario è stato seguito da eccellente cucina locale e musica folk. Avevo voglia di saltellare a ritmo!

Il 1° di luglio sono andato a Roma con Raffaele Spagnuolo, Presidente di Amici della Terra Campania, Luca e Letizia. Max e Rosa Filippini di Amici della Terra Italia ci stavano aspettando, avendo lasciato Avellino il giorno prima. Roma è stata la sede di una conferenza stampa vitale per richiamare l’attenzione del pubblico italiano sul fatto che anche se tutti parlano della marea nera che sgorga nel Golfo del Messico, Stati Uniti, ci sono catastrofi non dichiarate che accadono ogni giorno nel Delta del Niger in Nigeria. E società petrolifere italiane, ENI ed AGIP sono invischiate fino al collo
La conferenza stampa è stata moderata da Rosa di Amici della Terra Italia ed è stata tenuta da me, Christine Weise di Amnesty International (Italia) e Elena Gerebizza della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale.
La stampa era lì e lo erano anche i rappresentanti del colosso italiano del petrolio ENI. Avere la presenza di rappresentanti ENI è stato significativo!
La conferenza si è aperta con un video prodotto dalla Banca Mondiale sul fenomeno del “gas flaring” (bruciare il metano che si forma nella estrazione del petrolio ndt) nel mondo. Il video dimostra ocme questa attività inquinante sia pratica diffusa prima di tutto nella federazione Russa e subito dopo in Nigeria cui va la medaglia d’argento.
Ci siamo concentrati sulla pratica nefasta e illegale del “gas flaring” in Nigeria (illegale dal 1984) e il fatto che la perdita della BP negli USA dimostra chiaramente che gli standard del settore dell’industria del petrolio non sono adeguati. Oltre al fatto che dati affidabili sono difficili da trovare. Un esempio è dato dalla fuoriuscita di BP che è cresciuta dai 1.000 barili al giorno a oltre 100.000 barili. Non c’è menzione nel loro copia-e-incolla con i quali scrivono i loro studi di impatto ambientale di piani di risposta agli sversamenti.
Christine ha parlato soprattutto del fatto che i diritti ambientali sono diritti umani e che le major petrolifere che operano nel Delta del Niger hanno giocato sporco in ogni modo possibile – l’equivalente di una fuoriuscita Exxon Valdez ogni anno per oltre 50 anni. Con in più violazioni dei diritti umani in corso nel settore del petrolio e in generale in Nigeria.
Elena si è concentrata sulle tracce delle istituzioni finanziarie internazionali in questo pantano. E ha portato anche il caso della compagnia petrolifera italiana ENI che ha ottenuto un assenso a ricevere crediti di carbonio per fermare un’attività illegale in Nigeria.
Siamo andati a pranzo dopo la conferenza. Mi è piaciuta molto la pasta e formaggio questi ultimi giorni. Qui ho ricevuto un regalo gradito da Laura Radiconci che scrive sotto lo pseudonimo di Camilla. Mi ha dato una copia del suo libro “I Paracadutisti” – una storia di un soldato americano della Seconda Guerra Mondiale che era in realtà un vampiro, feroce, disperato e assetato di sangue. La domanda sulla fascetta pubblicitaria di questo libro è “Rivedendo il suo amore resisterà alla tentazione di ucciderla?”
Le dissi che avrebbe potuto scrivere una nuova storia su un altro vampiro, le compagnie petrolifere, che hanno affondato le loro zanne nel collo delle comunità povere.
Non vedevo l’ora di godermi questo viaggio. Non sono stato deluso. Salutare non è stato facile. Ma Cairano7X si terrà anche nel 2011. Segnatelo in agenda.

(un grazie a MariaTolmina Ciriello, per questa traduzione)

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Written by lucabattista

20 luglio 2010 a 10:56 pm

2 Risposte

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  1. da Cairano ora si vede anche la Nigeria …

    giovanni ventre

    23 luglio 2010 at 10:23 am


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