COMUNITA' PROVVISORIA

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L’elogio dei nuovi “invincibili”

 

Mi piace pensare nell’emozione di uno spettacolo musical-teatrale  alla nostra esperienza “comunitaria” nello spirito della paesologia  al  “cavaliere della triste figura ” Don Chisciotte  della Mancia o delle varie  Irpinie  in giro per il mondo urbanizzato e non. Pensando a lui e al suo fido Sancho mi chiedo se è  mai possibile ,ammettendo che la finzione sia o possa fare storia, trasformare la verosimiglianza o la poesia in qualcosa di efficace e concreto che si faccia politica e storia .Perchè anche noi  “visionari e vagabondi dell ‘impotenza  e della provvisorietà” stiamo coltivando e praticando un sogno nella verosimiglianza e nella poesia.Siamo ammaliati dalla caotica commistione, nella povera mente allucinata di Don Chisciotte, di ciò ciò che non può essere vero, con ciò che può esserlo nella confusione concettuale di un epoca di transizione e di degrado culturale ,civile e politico.Non solo una vecchia posizione estetica, romantica e poetica per resistere alla devastante teoria e pratica tecnologico-scientifica assoggettata all’economia. Foucault scriveva  : “ Don Chiscotte è la prima delle opere moderne poiché in essa si vede la crudele ragioni delle identità e delle differenze deridere all’infinito segni e similitudini, poiché il linguaggio in essa, spezza la sua vecchia parentela con le cose, per entrare in quella sovranità solitaria da cui riapparirà, nel s…uo essere scosceso, solo dopo che è diventato letteratura, poiché la somiglianza entra così in una età che per essa è quella della insensatezza e dell’immaginazione”. Il cavaliere dalla triste figura …..un invincibile in nome della “finzione,del sogno e della fantasia” nel tempo che  altri “taroccati cavalieri” dalla losca figura  hanno esproriato e travisato  per noi anche le parole del sogno,della finzione ,della libertà e del futuro E allora noi  “nuovi visionari provvisori e smarriti” ,semplici migratori  stanziali innamorati della propria terra che ci spostiamo non più per emigrare ma per spostare e cambiare il mondo, come il visionario e pazzo Qujote, osiamo coltivare  queste belle e sognanti “vie di fuga” da un mondo definitivamente sottomesso ai nuovi e vecchi “giganti cattivi ” delle forze economiche ,dei poteri freddi  e degli interessi costituiti…….anche in nome dei “piccoli paesi dalla grande vita”…

mercuzio

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Written by Mercuzio

26 luglio 2010 a 4:05 pm

Pubblicato su AUTORI

11 Risposte

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  1. Al caro amico Mercuzio, e a Edda, perchè mentre sogniamo i “Cavalieri Invincibili” al “revés”, cioé quelli che -scusate, absit iniuria verbis- “piangono e fottono”…zitti zitti lemme lemme, non ci fottano un’altra volta!….Parate estis…e vigilate!

    Salvatore D'Angelo

    28 luglio 2010 at 11:08 pm

  2. ..e ancora, a Edda e Mauro, con affetto :

    Da parte mia, a tutte le Dulcinea che ci spingono alla vita e al sogno :

    Gravida d’attesa, di muta festa
    regina tu di sogni, di bellezza
    ancora inesplorata,ma ti resta,
    dimmelo, quel sorriso di dolcezza

    intatto, come una stella a sera
    nel cielo di smeraldo? E ti basta?
    esiste – e ora, e qui – ed è vera
    tanta quiete e luce, e ti basta?

    Tienilo così, come una scommessa
    accesa e vinta: la tua promessa.

    Salvatore D'Angelo

    28 luglio 2010 at 11:19 pm

  3. E infine l’originale, Dulcinea, dal film di Arthur Hiller “he Man of La Mancha (1972). Qui sotto il testo :

    Music by Mitch Leigh
    Lyrics by Joe Darion
    Performed by Simon Gilbert (dubbing Peter O’Toole) and Men’s Chorus

    Lyrics:

    I have dreamed thee too long
    Never seen thee or touched thee
    But known thee with all of my heart
    Half a prayer, half a song
    Thou hast always been with me
    Though we have been always apart

    Dulcinea… Dulcinea…
    I see heaven when I see thee, Dulcinea
    And thy name is like a prayer
    An angel whispers… Dulcinea… Dulcinea

    If I reach out to thee
    Do not tremble and shrink
    From the touch of my hand on thy hair
    Let my fingers but see
    Thou art warm and alive
    And no phantom to fade in the air

    Dulcinea… Dulcinea…
    I have sought thee, sung thee
    Dreamed thee, Dulcinea

    Now I’ve found thee
    And the world shall know thy glory
    Dulcinea… Dulcinea

    Salvatore D'Angelo

    28 luglio 2010 at 11:22 pm

  4. pensiamoci ancora a quest’idea della musica/teatro/spettacolo della comunita’ ….

    mi fa pensare al film La Strada di Fellini …

    Laura E. Ruberto

    29 luglio 2010 at 12:23 am

  5. Grazie salvatore
    dalle attenzioni delle tue parole generose …..comincio a distinguere lo spirito amicale dalle solite ‘zavorre’ e i grumi rancorosi di chi non è nella schiera degli “invincibili” indicata da Erri De luca libero amico e compagno da sempre nel passato enel futuro

    mercuzio

    29 luglio 2010 at 11:24 am

  6. Laura, Giulietta Masina, La Strada, che meraviglia!…la Masina, qui meglio di Charlie Chaplin!

    Mauro,noi si è sempre dalla parte dei “perdenti” ( e con chi, sennò!) ma con lucidità e …amore!

    Salvatore D'Angelo

    29 luglio 2010 at 1:09 pm

  7. voglio dedicare questa canzone all’amicizia e agli “amici nel passato e nel futuro ” della Comunità provvisoria……

    mercuzio

    30 luglio 2010 at 7:19 am

  8. …non ce ne sarebbe bisogno ma mi piace trascrivere il testo:
    I miei amici veri, purtroppo o per fortuna,
    non sono vagabondi o abbaialuna,
    per fortuna o purtroppo ci tengono alla faccia:
    quasi nessuno batte o fa il magnaccia.

    Non son razza padrona, non sono gente arcigna,
    siamo volgari come la gramigna.
    Non so se è pregio o colpa esser fatti così:
    c’è gente che è di casa in serie B.

    Contandoli uno a uno non son certo parecchi,
    son come i denti in bocca a certi vecchi,
    ma proprio perchè pochi son buoni fino in fondo
    e sempre pronti a masticare il mondo.

    Non siam razza d’ artista, nè maschere da gogna
    e chi fa il giornalista si vergogna,
    non che il fatto c’ importi: chi non ha in qualche posto
    un peccato o un cadavere nascosto?

    Non cerchiamo la gloria, ma la nostra ambizione
    è invecchiar bene, anzi, direi… benone!
    Per quello che ci basta non c’è da andar lontano
    e abbiamo fisso in testa un nostro piano:

    se e quando moriremo, ma la cosa è insicura,
    avremo un paradiso su misura,
    in tutto somigliante al solito locale,
    ma il bere non si paga e non fa male.

    E ci andremo di forza, senza pagare il fìo
    di coniugare troppo spesso in Dio:
    non voglio mescolarmi in guai o problemi altrui,
    ma questo mondo ce l’ ha schiaffato Lui.

    E quindi ci sopporti, ci lasci ai nostri giochi,
    cosa che a questo mondo han fatto in pochi,
    voglio veder chi sceglie, con tanti pretendenti,
    tra santi tristi e noi più divertenti,
    veder chi è assunto in cielo, pur con mille ragioni,
    fra noi e la massa dei rompicoglioni….

    mercuzio

    30 luglio 2010 at 7:23 am

  9. Ci dobbiamo sforzare ed ……..essere “più divertenti”!? Grazie. Un abbraccio. Edda

    Edda Canali

    30 luglio 2010 at 9:30 pm

  10. …way up high
    or down low…
    …if I could…

    dulcinea

    4 agosto 2010 at 3:44 pm

  11. …way up high
    or down low…
    …if I could…
    scusate che vor di’?= grazie!Gaetano

    Gaetano Calabrese

    5 agosto 2010 at 3:32 am


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