COMUNITA' PROVVISORIA

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FARE POESIA

SCAVARE

di Antonio Sparzani 

 

Scavare (Piacenza, 2010)

Questa ostinata ossessione
per la vita
ha sue radici nelle ossa della specie ‒
come l’innamoramento
demente
che alla specie
più non serve ‒
ma che continua a scavare
nelle ossa inesorabili
che sempre e ancora lanciano
grida di progenitori
remoti.

Scavare nelle ossa
è scavare nelle parole
che nascono da sole
dal pensiero che ho dappertutto.

Scavare nelle ossa
è correre nel bosco
pieno di una incomprensibile felicità
tra alberi inaspettati
e farfalle in agguato.

Scavare nelle ossa
è passeggiare e divagare
sul filo del lago
e inquietarsi per ogni sussurro
della brezza sull’acqua.

Scavare nelle ossa
è riposare su molli cuscini,
e leggere senza capire
di leggende remote ‒

e la mano che trema

appena un poco ‒
accarezzando
la tazza del tuo tè.

Lamelle di mare (Genova 2010)

Le so le lamelle di mare
da qui le intuisco
oltre le cinte delle ville
con le cime degli abeti
strani alberi di mare ‒

non sento il loro rumore
che accompagna le voci degli amici
non avverto il loro profumo
che si nasconde sotto l’aria dei frutteti ‒

non vedo il sorriso che amo
in tutti questi visi
così sorridenti e contenti
e ardenti di sollecitudine
di bellezze di consuetudine
di così opportuna
mansuetudine ‒

il sorriso che so
non è opportuno e consueto
non è mansueto e sollecito ‒

dev’essere là, oltre gli abeti
strani alberi di mare,
tra le lamelle di mare.

 

 

 

 

 

 

 

Questo post è stato pubblicato il luglio 28, 2010 a 4:00 pm su lapoesiaelospirito

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Written by soter54

1 agosto 2010 a 1:33 am

Pubblicato su AUTORI

Una Risposta

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  1. Bellissime poesie, grazie Saldan!
    Due poesie strutturate all’insegna dell’estrema comprensibilità con immagini nitide: nell’accorato richiamo anaforico la prima, la seconda con pensieri visivi e considerazioni snodate in percorso semplice. E’ proprio vero che un poeta quando vuole comunicare trova l’essenzialità e la forma semplice del soliloquio.
    Poesie, queste, che si acquietano nella riflessione attraverso il vissuto evocato, intravisto, prospettato e l’anima può stare affacciata ad un balcone per essere catturata da uno sguardo.
    A presto! Saluti a tutti, Gaetano Calabrese.

    Gaetano Calabrese

    1 agosto 2010 at 2:17 am


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