COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

L’ amicizia,la generosità,la cura e la “paesologia”.

 

“ma perchè  le persone non la capivano?

Perché stavano al buio o dentro falsi luci.

F.Arminio

 

Penso sempre più che la nostra esperienza nella Comunità provvisoria ha una discriminante  nella propensione e nella  disponibilità all ‘amicizia , alla generosità e alla cura .Montaigne a proposito dell’‘amicizia soleva ripetere il detto di Aristotele: “O miei amici ,non cè nessun amico”.Al pessimismo teoretico e discriminante aristotelico non possiamo contrapporre un ottimismo di maniera o dei buoni sentimenti. Io credo che nell’immediato futuro ci troveremo a dover sciogliere alcuni nodi  non solo psicologici  o comportamentali ma  culturali e identitari.La parola chiave  del nostro sentirsi a casa e a proprio agio in questo viaggio  originale ed autentico è il suo cuore ,il suo spirito: la paesologia.Non discuteremo del dito che ce la indica o ce la spiega ma del nostro modo di sentirla , pensarla ma sopratutto viverla.Costruiremo “parchi rurali”, riscopriremo reperti archeologici,culturali e storici, organizzeremo feste ,incontri e iniziative culturali nei “ piccoli paesi” consapevolmente convinti che in essi c’è La grande vita” della paesologia. Alcune personali considerazioni analitiche e necessariamente personali.

 Alla paesologia non interessano i “non luoghi”degli spazi metropolitani privi di identità e di memoria ma soprattutto scarsi di relazioni. Dove vive una “collettività senza festa” e si soffre la “solitudine senza l’isolamento”. Si vive in un epoca del “tempo veloce, accelerato”.Il futuro è sempre più alle nostre spalle, in soggezione ad un presente che ci sommerge e ci virtualizza .E persino la storia è diventata un fatto mediatico.Il futuro non solo sembra senza senso e fine ma ci carica sopratutto di ‘paure’ e nel suo orizzonte esclude le categorie di ‘progetto’ e ‘speranza’.Paure economiche, sociali,ecologiche e perfino “metafisiche e religiose”.L’avvenire è rubato soprattutto ai più giovani. Una nuova rivoluzione scientifica e tecnologica toglie potere e crea esclusione in quelli che non si ritrovano in questi poli. La rivoluzione informatica aiuta e favorisce i meglio tecnologizzati e i già informati o i ‘già-formati’.
.Il nostro “io” occidentale e moderno svuotato di senso è costretto a cimentarsi con i pieni dei poteri economici e culturali a cui ci eravamo abituati dall’Illuminismo in poi. C’è oggi la necessità di coltivare una ragione che si fa “luce” e si fà ‘compassionevole’ e ‘fraterna’ in un colloquio doloroso e difficile con le “ombre”, con l’assenza, col mistero, con il sacro, con gli esclusi , gli sconfitti con i luoghi abbandonati economicamente e terremotati interiormente o lontani dai centri decisionali dei poteri. Il suo compito precipuo e costruttivo è non solo capire e dare un nome alle cose e alle persone ma di suggerire altro.Creare aspettative e possibilità è già costruire presente e precostituire futuro. Ripropone una caratura politica molto complicata,complessa e sottile che va al di là del sociologismo astratto e il meridionalismo politologico e di maniera se pur nobile. E’ una  richiesta di superamento ,filosofico direi, dell’Illuminismo non ideologico e dottrinale dove il rifiuto delle “magnifiche sorti e progressive”, delle utopie astratte e ideologiche e delle speranze universali e necessarie nel futuro ci impone una idea più che di recupero o di salvezza delle persone ,delle cose e della natura, di amore .di amicizia e di cura di esse ma non più per indicare il loro possibile futuro ma per la vivibilità del loro presente reale e per un rispetto per il passato che non passa e non ritorna nello stesso tempo. Punta soprattutto a far crescere una capacità personale di guardare e conoscere  le cose e amarle disinteressatamente in sè stesse e per sé stesse. Una riproposizione esistenziale ,vitale e attiva di vivere la ’modernità’ non necessariamente contrapposta alla ‘antichità’ ma nella sua capacità intellettuale ed umana di vivere l’antico, il tradizionale, il periferico,l’emarginato, l’escluso,l’altro da sé insomma come un sempre  possibile “inizio”,curando una massima consonanza,intimità con i luoghi, le cose e le persone insieme alla massima lontananza e alterità.

mauro orlando

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Written by Mercuzio

1 agosto 2010 a 7:52 am

Pubblicato su AUTORI

7 Risposte

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  1. caro mauro
    sei sempre premuroso di irrorare di pensieri ed emozioni la pianta della comunità provvisoria.
    nessuno sa a che punto siamo, nessuno sa veramente
    cosa ci aspetta.
    possiamo, però, provare a stare vicini, proteggere le nostre cose. appena vieni in irpinia ci vediamo, magari in via fornogiardino per il corso breve di filosofia

    Arminio

    1 agosto 2010 at 10:15 am

  2. Mauro come sempre riesce a centrare i pensieri di noi tutti comunitari, vivere questa esperienza è per me un arricchimento, ho conosciuto persone che neanche sapevo esistessero e vi garantisco che sono tutte persone vere. Franco dice che nessuno sa a che punto siamo, certamente siamo in cammino, lungo un sentiero irto e faticoso.

    giovanni ventre

    1 agosto 2010 at 10:42 am

  3. Via fornogiardino di bisaccia mi va benissimo.
    Lo spirito filosofico è quella dell esperienza paesologica.
    Il tema occasionale potrebbe essere: un viaggio leggero e provvisorio nella filosofia classica greca per una lettura della modernità attravrso “il mito della caverna” di Platrone……nientemeno!
    mauro

    mercuzio

    1 agosto 2010 at 11:49 am

  4. Caro Mauro,
    condivido appieno quello che scrivi e sento che lo hai scritto anche con il cuore oltre che con il lògos e questo mi fa ancora più piacere. ci vediamo a grotta e a bisaccia, insomma, ci vediamo e basta.
    salutami edda e di nuovo grazie per questo bell’intervento che mette insieme anime e parti diverse di te, di noi.
    a presto
    e.

    eldarin

    1 agosto 2010 at 3:40 pm

  5. Dentro la metafora della fiducia si annidano le ombre di un pensiero immaginario. E’ l’alterità dell’essere non consapevole che il comunismo si è dissolto perchè il Paradiso è prerogativa di Dio e non degli uomini.

    M.Teresa Iarrobino

    1 agosto 2010 at 8:12 pm

  6. m.teresa …veramente non capisco il tuo commento.Potresti essere più esplicita …..ho sempre fatto molta fatica a capire o interpretare le parole degli uomini con tutta la mia buona volontà pur amandoli sopratutto quando ipostatizzavano i propri limiti e le prorie paure immaginadosi di sotituirsi a un Dio.Delle prerogative di Dio neanche a parlarne….. mi sembra perfino blasfemo anche essere sfiorati dal pensiero di essrne ermeneuti…..apprezzo e stimo gli uomini di fede quando abdicano al loro libero arbitrio e accettano supinamente che spetta solo a Dio rivelare i suoi progetti e le sue volontà sul destino degli uomini.Capisco molto di più i limiti e le angosce degli uomini graci di fronte al destino e alla fortuna un pò meno dal medioevo in poi quando si sono arrovellati il pensiero e la vita per definire un possibile rapporto con un Dio unico e creatore o per rifiutarlo con motivazioni strettamente umane e mondane…..non mi ci ritrovo e faccio fatica a seguire gli uni e gli altri.

    mercuzio

    1 agosto 2010 at 10:08 pm

  7. Che bella idea ripetere in Irpinia l’esperienza delle lezioni di filosifia. Da perecchi anni Mauro, con nostra grande gioia, organizza, a Desenzano, questi incontri, con un gruppo ristretto di compagni;i grandi filosofi saranno, ovviasmente, i vostri punti di riferimento principali, ma anche i contemporanei, io, forse anche perchè eravamo amici, ho amato e amo molto Sandro Biral, che splendida persona e che grande filosofo era Sandro, e’ sempre presente tra noi. Spero che sarà, anche per voi, fonte di gioia e di emozioni. Un abbraccio. Edda

    Edda Canali

    1 agosto 2010 at 10:19 pm


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