COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

INCURIA, VITTIMISMO, SPRECHI

METTO QUI UN PEZZO USCITO OGGI SUL MATTINO.NEI PROSSIMI GIORNI CREDO NON MI SARà POSSIBILE CONNETTERMI AL BLOG.
CI RISENTIAMO ALL’INIZIO DI SETTEMBRE PER I LAVORI DELLA NUOVA COMUNITà PROVVISORIA.
armin

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Adesso tutti dicono che l’Irpinia è bella, ma sono pochi quelli che si curano di proteggere e di non oltraggiare questa bellezza. A Bisaccia c’è una piazza bellissima che guarda verso la nuca sassosa del Gargano. L’amministrazione comunale ha pensato di installare a cento metri dalla piazza un depuratore. La giustificazione è che il progetto era già stato predisposto dalle precedenti amministrazioni. Ho provato a far capire che si tratta di un’opera inutile, che esistono possibilità di effettuare la depurazione a costi dieci volte più bassi e senza impatto ambientale. Il risultato è che i lavori sono prontamente ripresi dopo la pausa di ferragosto. Quando si tratta di fare cose buone si indugia. Per quelle cattive si procede alacremente.
Ovviamente il caso di Bisaccia non è isolato, basta andare in giro per paesi e si raccolgono le prove che quello che si dice quasi mai corrisponde a quello che si fa.
L’altra sera ero a Lacedonia per esibirmi in un’insolita band insieme a due miei amici musicisti. Faccio una passeggiata e scopro che gli scavi della città romana sono occultati da un vetro sporchissimo che impedisce qualunque visione (mancano luci e indicazioni). Riferisco a un cultore locale di archeologia, vedremo che succederà.
In questo mese sono stato più volte ad Aquilonia a portare persone al museo etnografico. In genere ho l’abitudine di accompagnarli anche al paese vecchio, ma quest’anno la novità è che le rovine sono state circondate da alti cancelli, ovviamente chiusi. Il Partenone e le Piramidi non hanno cancelli e ad Aquilonia si mette sotto chiave il nulla. Quel posto era bello quando le rovine erano rovine e ci arrivavi e vedevi come la natura si stava riprendendo il paese. Anche qui ho riferito a un assessore che stimo. Vedremo che succederà.
Sempre nei miei giri da guida turistica sono arrivato a Morra con la speranza che almeno ad agosto la casa natale di De Sanctis fosse aperta. Niente, chiusa anche quella e chiuse tutte le strutture annunciate da pompose insegne installate ai tempi del parco letterario. Un altro caso di fallimento perfetto. Qui non ho trovato nessuno a cui riferire e la faccenda è annosa, non sono in attesa che possa succedere qualcosa. Spero almeno che qualcuno provi a leggere qualche pagina di De Sanctis. Non sarebbe male se nelle scuole superiori della provincia gli insegnanti di lettere si preoccupassero di mettere il grande critico irpino sotto gli occhi dei ragazzi.
Mi fermo qui con la biografia dell’incuria. È singolare come in questa provincia tutti si lamentino della musica che c’è in giro, ma nessuno prova a suonarne un’altra. E alla musica voglio dedicare le ultime righe di questo articolo.
Anche quest’anno ogni paese ha allestito concerti e concertini di tutti i tipi. Dai Dik Dik a Pino Daniele, c’è stato solo l’imbarazzo della scelta. Viene da chiedersi: ma è questo il lavoro che devono fare le amministrazioni? Che senso ha spendere tanti soldi per manifestazioni effimere e poi lamentarsi tutto l’anno perché non si hanno i soldi neppure per comprare la carta igienica? E che senso ha inveire contro il napolicentrismo e annunciare referendum che forse non si faranno se poi si amministra senza scrupolo e senza utopia?
Anche qui torna il problema della clamorosa assenza dell’opinione pubblica. Possibile che nei paesi nessuno protesti per questo andazzo? Possibile che ogni anno si ripetano le stesse manfrine senza che si sollevi un conflitto verso chi spende per capricci personali i soldi che sono di tutti? Una volta quando si scriveva un articolo di questo tipo era anche possibile che arrivasse qualche risposta. Adesso non succede niente. Ogni cosa ha la consistenza di una bolla di sapone. Se indichi un problema subito arriva qualcuno a dire che il problema è un altro. Ognuno parla dal suo relitto, ognuno ha detto addio al sogno di una lingua condivisa e a un mondo che è di tutti.

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Written by Arminio

26 agosto 2010 a 2:02 pm

Pubblicato su AUTORI

10 Risposte

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  1. L’IRPINIA E’ BELLA! Sono sicura L’IRPINIA E’ BELLA. Come dicevo a Lucrezia, 10 minuti fa, è la mancanza di amore per il “bello”, per il “giusto”, la negligenza, la trascuratezza, il malaffare, l’ignoranza, la mancanza di un progetto comune per L’INTERESSE DI TUTTI ad incidere maggiormente. Il lavoro che stai facendo, da tanti anni, è essenziale, è per noi indispensabile, ti prego, non lasciarci soli……! Un abbraccio. EDDA

    Edda Canali

    26 agosto 2010 at 8:49 pm

  2. cara edda
    ma se uno mette un pezzo come questo e per un giorno interno nessuno sente il bisogno di commentarlo vuole dire che la gente è sfinita. ci fanno schifo le incurie ma sembra che ci fanno schifo anche le proteste contro le incurie, è come se ormai fossimo in anestesia generale. io comunque vado avanti, so che in fondo questa indifferenza è fragile anch’essa, alla fine, quando meno te lo aspetti, il mondo si riapre e si riapre la voglia di lottare.
    un abbraccio molto caro

    Arminio

    26 agosto 2010 at 9:19 pm

  3. caro franco sono con te per fare del bene a me stesso. ma il sud non cambierà perchè i meridionali non cambieranno mai. napoli non cambierà perchè, salvo qualche eccezione, i napoletani non cambieranno mai. l’irpinia non cambierà perchè, salvo qualche eccezione, gli irpini non cambieranno mai

    sergio gioia

    26 agosto 2010 at 11:31 pm

  4. Alluminio, concordo con le tue riflessioni di Grotta e con il tuo post: è il tempo del conflitto. Di idee e di persone: l’anno che inizia (settembre è il vero inizio d’anno) sembra fatto apposta per questo. Buon lavoro a tutti noi.

    paolo

    26 agosto 2010 at 11:58 pm

  5. Le esigenze e le sottolineature sulle “biografie dell’incuria” di Franco sono sacrosante e vanno affrontate con la dovuta “intransigenza” e determinazione ma nella chiarezza per evitare “il benaltrismo” pavido e inconcludente ma anche per differenziarsi dai massimalismi minacciosi delle derive populiste del secessionismo strumentale o peggio ideologico.A noi interessa curare “di proteggere e non oltraggiare la bellezza” dell’Irpinia. Non ci consola constatare che “quando si tratta di fare cose buone si indugia.Per quelle cattive si si procede alacremente”!Non per richiamare il saggio detto latino “qui custodies custodes” nella esperienza della Comunità provvisoria abbiamo chiaro il senso da dare alle “sentinelle del territorio”, al senso profondo di cura per la terra e i costumi consolidati nel tempo, alle insidie burocratiche della necessità di delimitare in un “parco” sociale i confini ideali per un impegno operativo e concreto (consapevoli del “fallimento perfetto” del famoso e velleitario progetto del parco letterario di passata memoria nei residui di ‘pompose insegne’) , ad un uso propulsivo e contemporaneo della ricerca storico-archeologica nella programmazione attuale del territorio,ad un modo diverso di praticare il turismo della cura e della compassione come necessità di stile di vita personale ed autentico……insomma abbiamo cercato di rovesciare non solo le premesse del discorso classico sull’impegno politico nella cultura meridionalistica molto idealistica e poco praticabile ma sopratutto stiamo cercando di seminare i semi teoretici della “paesologia” non per puro esercizio intellettual-filosofico ma come elemento discrimante di cotraddizione e di “conflitto” con la intellettualità civile e politica che continua imperterrita a vivere ai margini compromissori con un organizzazione del potere locale,provinciale e regionale ai limiti della decenza etica e della civiltà politica e giuridica della modernità accettabile. Franco parla di “clamorosa assenza della opinione pubblica”,giusto ,ma non basta. Io mi soffermerei maggiormente sui nostri necessari atteggiamenti di rilievo e di denuncia che siamo costretti a mettere in essere negli stessi casi citati per Bisaccia, Aquilonia, Morra e quant’altro.Il nostro problema è la necessità di stare sulla “realtà effettuale” incresciosa e deprimente che i responsabili amministrativi e politci ogni giorno ci propinano e nello stesso tempo marcare una distanza culturale e discriminante rispetto alle classi dirigenti dei nostri territori. A noi non interessa coltivare il gusto masochistico della semplice denuncia ma soprattutto promuovere contraddizioni e conflitto con atteggiamenti,scelte e idee che no sempre sono coerenti con esigenze di “ragionamenti che si risolvono sempre in ‘prediche’ di chi continua a razzolare male nella gestione e nell’uso del potere pubblico.Non siamo “angeli sterminatori “ ma nemmeno ingenui “utili idioti” al servizio consapevole o inconsapevole dei vari Don Rodrigo locali, né del Conte zio ( e il suo insidioso consiglio “ Lasci il pensiero a chi tocca ,vossignoria“”o di un improbabile Cardinal Borromeo….Sappiamo che così andava e va il mondo e non solo nel seicento! Noi amiamo vivere da contemporanei nelle nostre comunità nel rispetto delle regole e delle rappresentanze democratiche sempre coltivando e conservando il nostro diritto-dovere di contrastare,rilevare, configgere con le scelte e i comportamenti incoerenti o errati con i rappresentanti politici dei nostri territori.Non ci piace il detto dei moralisti di sempre di “mota quaetare “ ma preferiamo la funzione di “quaeta movere” non solo per gusto letterario ma come impegno civile e politco.A noi interessa mettere in campo non solo atteggiamenti ma soprattutto comportamenti che siano coerenti alle nostre sensibilità e culture del territorio, del vivere civile e ,perché no, dell’impegno politico per cambiare discorsi ed uomini senza pregiudiziali gabbie ideologiche ma anche senza ammiccamenti compromissori comunque “ad usum delphini”.Abbiamo sempre detto che “noi amiamo i tempi lunghi” ma anche il gusto e la necessità di affrontare la realtà per quella che è anche quando confligge con le nostre aspettative e speranze…..insomma ritornare alla politica non è solo un obbligo e una necessità ma soprattutto consequenziale alla nostra esperienza culturale e civile.Con un avvertimento che ci viene dalla nostra età:abbiamo poco interesse a ripetere errori vecchi e nuovi di intransigenze formali e di principio di “voler cambiare tutto per non cambiare niente”.
    mauro orlando

    mercuzio

    27 agosto 2010 at 9:50 am

  6. Franco affonda il coltello nella ferita aperta esanguinante di una terra ferita gravemente dal pressapochismo di coloro che pensano di amministrare una regione, una provincia, un comune senza avere la minima idea progettuale, non si può creare sviluppo se non con una politica condivisa, i concerti di cui parla Franco sono l’esempio di quanto basti poco al popolo per assolvere gli amministratori locali e come gli amministratori locali usano gli eventi quale contentino ai portatori di quei voti che consentono loro di navigare nel mondo della politica. Franco dice che siamo anestesizzati, è vero, ma anche il più potente anestetico prima o poi svanisce ed allora il dolore esploderà con forza e forse produrrà una nuova voglia di rinascita e di partecipazione.
    Anche io aspetto settembre e le annunciate novità della comunità.
    un abbraccio a voi tutti

    giovanni ventre

    27 agosto 2010 at 11:43 am

  7. ..Ma sordo è questo vivere – anestetizzato
    entro il cupo rumore d’ una non-vita…

    Appunto, caro Franco. Dunque, come CP, bisogna che noi si torni a riprenderci “l’inattualità” del vivere collettivo….”per riprenderci la vita che ci spetta/
    e fino alla fine, e per amare…”

    Salvatore D'Angelo

    27 agosto 2010 at 1:15 pm

  8. Saluti. (Campi B.-Firenze)

    vittorio

    27 agosto 2010 at 3:52 pm

  9. ho letto spesso le riflessioni di franco arminio, molte oggettive e corrette, ma preferirei, però, essere meno criticista e un po’ più propositore nei confronti delle pp.aa.
    ovunque (in tutti i posti del mondo) è possibile mettere in luce gli aspetti negativi, ma non sempre è facile dare indicazioni costruttive e non insultanti.
    inviterei tutti gli amici del blog a essere meno fatalisti…

    giovanni

    29 agosto 2010 at 10:58 am

  10. giovanni? che giovanni sei? come una “utile idiota” sono caduta nella tua rete, nella tua provocazione? se vuoi parlare con noi, con me, fatti capire, fatti conoscere, non mi piace parlare con i “fantasmi”. scusa. ciao. EDDA

    Edda Canali

    29 agosto 2010 at 11:45 pm


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