COMUNITA' PROVVISORIA

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ancora …impressioni di settembre….


Oggi la giornata è bella, la luce è fresca e lunga, c’è un nitore del mondo esterno che contrasta con la foschia in cui sono immersi i miei nervi. È l’appuntamento con l’ipocondria settembrina. Intanto ho saputo che un mio libro a cui tengo molto esce nella prima settimana di novembre. Forse il verbo uscire è inadatto. In effetti non c’è uno spazio pubblico in cui i libri possano approdare ed essere discussi. I libri traslocano dalla casa dello scrittore alle case di alcuni lettori. Stanno diventano sempre più una faccenda privata. La piazza, lo spazio sociale spettano ad altri. C’era più gente qualche giorno fa alla notte della taranta di quanta se ne veda nelle librerie per un anno intero. Ero al concerto per i miei figli e mi chiedevo come si potesse gustare una musica che andava avanti senza interruzione da cinque ore. La musica ha senso se è preceduta e seguita da silenzio. E mi chiedevo anche perché tutti quei centomila ragazzi meridionali non si mettessero insieme per rivoltarsi, per contestare chi comanda. Comunque non ha molto senso invocare le lotte degli altri. Bisogna aver cura di portare avanti le proprie, con coraggio e senza cedimenti. Da questo punto di vista l’Irpinia è una terra ideale. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Siamo circondati da cose che non funzionano e ognuno di noi in fondo è la prova di una terra richiusa su se stessa, una terra che subisce i cambiamenti ma non li sa produrre.
di franco arminio

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Written by Mercuzio

7 settembre 2010 a 7:43 am

Pubblicato su AUTORI

7 Risposte

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  1. caro mauro
    venrdi parte il cantiere dell’umanesimo
    mi aspetto pensieri lunghi e generosi
    sono molto fiducioso
    sento che è il momento giusto….

    Arminio

    7 settembre 2010 at 8:22 am

  2. Il linguaggio o gli atteggiamenti della comunicazione presuppongono dunque sempre un’etica della comunicazione con dei valori o convinzioni da condividere o da confrontare nella quale gli interlocutori del dialogo si impegnano reciprocamente a rispettare le pretese di validità e di legittimità portate da ciascuno degli interlocutori nel discorso. Per me un dialogo vero non nella logica della “fusione di orizzonti”, in cui poter fondare anche una “teoria dell’intesa” sociale e comunitaria , che impegna tutti gli interlocutori al meglio delle proprie considerazioni, alla veridicità ed alla libertà d’espressione. L’intesa diventa allora intesa “normativa” all’interno , capace di fecondare tutti i possibili accordi o conflitti anche in campo sociale e politico, e può reggersi solo se non viene messa in discussione la base stessa su cui si fonda la comunicazione, ovvero il “riconoscimento” della pretesa di validità del discorso dei vari interlocutori del dialogo. Ben altro il discorso rispetto agli interlocutori esterni nella società civile e politca.Rispetto a questi interlocutori qualsiasi movimento culturale e politico che non s iritenga autoreferenziale e autosufficiente per principio io (mia legittima e personale convinzione)io ritengo non solo utile ma necessario la disponibilità ad una “sfida cognitiva” come base laica,metodologica e fondativa di qualsiasi comunità che si costruisce plurale e pluralista e che miri e pensa ad una società e ad istituzioni laicche e pluraliste . Io colloco la mia posizione come quella di un iberalismo politico,democratico ed a-ideologico che io difendo nella particolare versione del repubblicanesimo kantiano ,laico e pluralista,che si autocomprende come una legittimazione dei fondamenti normativi di uno Stato democratico costituzionale.”Sfida cognitiva” è l’ironia costruttiva e propulsiva di Socrate che ama la ‘polis-comunità’ prima delle proprie convinzioni o umori a dispetto del sarcasmo satirico di Aristofane rancoroso, supponente e autoreferenziale.Se vogliamo costruire “comunità” abbiamo bisogno di sfide,aperture,confronti e conflitti senza la pretesa o la minaccia continua al dismpegno.Abbiamo bisogno di generosità anche a costo di rimetterci. Io questo ‘spirito costituente’ lo difenderò sempre e comunque……”donec ac cadaver”! Scherzo!
    mauro orlando

    mercuzio

    7 settembre 2010 at 1:36 pm

  3. impressioni di settembre (nella pioggia)

    Luigi Capone

    7 settembre 2010 at 5:16 pm

  4. “Abbiamo bisogno di sfide, aperture, confronti e conflitti senza la pretesa o la minaccia continua al disimpegno….. Abbiamo bisogno di generosità anche a costo di rimetterci..” Io sono convinta che , per noi, il disimpegno non è più possibile, (nonostante noi …) la nostra vita, il nostro esistere, la nostra presenza E’ UN IMPEGNO di fatto. Un bacino. EDDA

    Edda Canali

    8 settembre 2010 at 9:34 am

  5. La 5° sinfonia di Mahler, …che qui sul computer non sento, la sentirò dopo. Che bello sarebbe se qualcuno si prendesse l’impegno di informarci, di dirci dove si tengono concerti di musica classica, in Irpinia, che gioia sarebbe per tutti noi, per chi può andarci ed anche per chi solo ne viene a conoscenza. La musica è per molti la salvezza, la felicità. Un bacino, EDDA

    Edda Canali

    8 settembre 2010 at 9:51 am

  6. trovo Mahler emozionante si sposa bene con i paesaggi dell’irpinia..sono stato di recente, con la mia compagna, in alcuni paesi dell’irpinia. guidati dal senso dei luoghi, abbiamo visitato centri come senerchia, quaglietta, calitri, conza vecchia. paesaggi unici da lasciare senza fiato, centri storici straordinari, anche i ruderi dei borchi antichi unici. siamo riusciti a fare anche il tour in treno avellino-rocchetta sant’antonio..meraviglioso.
    l’irpinia..d’oriente soprattutto riesce a sorprendere..a darti delle emozioni incredibili..la prossima volta andretta, cairano, bisaccia, monteverde.
    I piccoli centri hanno ancora molto da dire da insegnare…costituiscono un patrimonio unico..possiamo e dobbiamo impegnarci, ognuno nel suo piccolo a farsì che da questi posti possano partire messaggi nuovi, modi nuovi di vivibilità..

    lorenzo

    9 settembre 2010 at 8:42 am

  7. Le parole di Lorenzo sono un sostegno disinteressato a quello che la comunità fa da un pò di tempo: il turismo della clemenza, i piccoli paesi, la grande vita.
    Non possiamo adagiarci, continuamo a praticare i nostri intenti.
    Grazie Lorenzo per la tua testimomianza.

    stefano

    9 settembre 2010 at 9:30 am


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