COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Un amore ferito nella carne e nel cuore.

edda e il cilento

Il cuore mi si colma di commozione e di dolore.Triste è l’anima mia fino alla morte “,  tale è la mestizia e lo spavento che io provo nell’intimo del  mio cuore. Dopo la tragica morte di Angelo Vassallo i  miei pensieri impauriti e offesi sono le cose più incredibili e difficili: affollano al mia mente e il mio cuore e mortificano nella carne il mio amore per il Cilento, il suo mare ,i suoi uomini ,i suoi paesaggi  e arrivano da ogni parte, sono uno sciame di cose belle ,  tranquille e anche paurose ed  atroci.Qualcuno ha scritto che una “terra” è un divenire,un sogno, una speranza non solo una radice o una nascita. Certo, quando un uomo nasce, può scegliere le sue condizioni di vita ma non la terra di nascita o di adozione come non può scegliere i genitori e familiari .Può scegliere gli amici e le ragioni delle sue amicizie .Si può scegliere gli avversari da contrastare  e combattere ma non i nemici da scansare e rifiutare. Può viaggiare o pensare, sposarsi o restare solo, leggere libri o conquistare o abbandonare  e amare nuove città e nuovi territori: ma niente si può fare da soli…. non c’è nessuna differenza fra un solitario, un eremita e un viaggiatore, tutti  si consumano, entrambi sono ben fragili fortezze se non si prefiggono di pensare e vivere “comunità….aperte e libere” ma isole felici o gabbie dorate. Uno preferisce farsi di pietra, l’altro di vento, ma alla fine tutti sanno e si preparano tutti  a vivere e anche a morire come processo naturale e non violento .

Con la nostra terra noi abbiamo un patto di riconoscenza e  possiamo essere in armonia con lei, se cerchiamo di vivere un’ora d’ozio al giorno, di leggerezza assoluta, senza rancori  e senza rimorsi, disincantati e liberi.Essa può essere la  mappa esistenziale in piccolo e   planetaria in grande  con l’abbandono di ogni presunzione di  perfezione o di ideale. Ognuno con la sua terra  entra in ‘koinonia’ nella presenza della vita e anche  del prematuro e tragico  morire dei nostri amici e familiari.E allora. Eccoci qui, nudi e indifesi. Le maschere le abbiamo lasciate lì, addossate al portale della chiesa di Acciaroli, e qui nessuno entrerà. Ma ricordiamo e sappiamo  che quelle maschere sono anche la nostra storia, le nostre spernze. Non illudiamoci di essere sempre nudi e puri. Santi o uomini  ,mortali o immortali, veggenti o folli – è un destino di cui ho appena intravisto l’orrore e la bellezza in un gesto violento e una morte indesiderata.Non viviamoci indispensabili, anche se siamo portati a pensarlo, ognuno con le sue eccellenti ragioni. Tutti andiamo e veniamo dalla stessa porta. Ognuno di noi ha il suo volto gioioso e il suo incubo privato: la paura non è neppure un sentimento, è uno stato. E’ sangue della nostra carne, prendiamola con noi. Noi che amiamo la gioia e l’armonia sappiamo  con lei  passare anche le nostre ore.Essere vivi è sempre e solo un distacco. Tutta la vita è un raffinato vagare nelle strategie personali dell’addio.Questa dolorosa  notte di Acciaroli è stata lunga e irripetibile: teniamola dentro la nostra memoria come un evento, una possibilità …uno scongiuro. Non spegniamo il fuoco e torniamo a vivere nelle piazze  e a non  morire lentamente  nelle nostre case. Non cerchiamo mai di mortificare  o di rassegnarci alla vita ma di esserne consapevoli e  liberi, innanzitutto. Di sorprendere e meravigliarci sempre . Mai dormire in se stessi ma addormentarsi fuori di sé, per uscire dai nostri corpi e dai nostri pensieri, lasciando a chi resta l’insegnamento del sogno e qualche gesto o persona  da ricordare.

mauro orlando

 

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Written by Mercuzio

12 settembre 2010 a 7:12 pm

Pubblicato su AUTORI

6 Risposte

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  1. “Triste è l’anima mia fino alla morte”. No, non pensavo proprio che “uccidessero” anche il nostro ultimo “sogno”:il mare, il mare del Cilento.
    Il Lago di Garda:le mie radici. L’Irpinia:la nostra anima. Il Cilento: il sogno.
    Andremo ancora a S. Maria, per molti anni, spero; ma nulla, purtroppo, nulla, sarà come prima.
    Un abbraccio a tutti gli abitanti del Cilento, ovvio, agli amici di Angelo. Edda e Mauro

    Edda Canali

    12 settembre 2010 at 9:23 pm

  2. Dimenticavo di farvi notare che sullo sfondo di quella mia foto, scattata a Castellabate, si vede Acciaroli….un poco sfuocato. Edda

    Edda Canali

    12 settembre 2010 at 9:27 pm

  3. “triste è l’anima mia fino alla morte”: non sono parole di gesù?

    sergio gioia

    12 settembre 2010 at 9:43 pm

  4. Bravo Mauro, considerazioni belle e toccanti. Uno stimolo a riprendere la lotta , individuale e collettiva, a non rassegnarsi a “tutta questa morte” in vita.
    A epigrafe del tuo scritto, metterei questa

    PICCOLA POESIA ESTIVA
    di Franco Arminio

    noi siamo in ciò che vaga
    nella polvere della vita
    nella ruggine della morte
    siamo in tutto tranne che in noi
    ed è per questo che ci danno un nome
    per l’illusione di sapere il come e il dove
    della nostra sorte
    per dimenticare che siamo sposati
    ad una bolla, avvinti al soffio
    che si apre all’aprirsi di una porta.

    Ma la consapevolezza di questa nostra fragilità,provvisorietà e marginalità rispetto alla casuale e caotica forza della vita è comunque la chiave, il segreto della nostra determinazione a renderla preziosa e degna di essere vissuta nella maniera più piena e “umana”.

    Salvatore D'Angelo

    13 settembre 2010 at 10:05 am

  5. Salvatore la tua generosità è un valore ….il nostro Blog ha bisogno di ‘cura amorevole’ …..perchè non scrivi?
    ho voglia di vederti
    mauro

    mercuzio

    13 settembre 2010 at 3:46 pm

  6. Cercherò di farlo quanto prima.

    Salvatore D'Angelo

    13 settembre 2010 at 8:15 pm


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