COMUNITA' PROVVISORIA

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veemenza

oggi eravamo in tanti ad avellino.
sono contento della veemenza con cui ho affrontato il commissario asl.
poi sono stato insieme ai sindaci anche dal prefetto. sono rimasto colpito dal fatto che il prefetto non conosce la provicincia in cui opera né conosceva i termini della questione sanità.
il potere ha queste facce mediocri, questo dobbiamo sempre ricordarcelo.
la comunità è nata per cambiare l’irpinia e il sud delle montagne.
mi spiace che negli amici la tensione rivoluzionaria mi pare sempre più declinante.
armin

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Written by Arminio

13 settembre 2010 a 10:44 pm

Pubblicato su AUTORI

2 Risposte

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  1. sarei stato felice di vedere oggi ad avellino un amico della comunità provvisoria, uno solo…
    io comunque continuo la mia battagglia, oggi ad avellino c’erano anche i miei figli e altri ragazzi.
    sono fiero di quello che ho fatto, come sono fiero delle cose che scrivo.

    Arminio

    13 settembre 2010 at 11:05 pm

  2. Mi permetto solo un flashback suggerito dal tuo scritto.

    Non è una novità che certi uomini (solo per casualità biologica) responsabili alti e rappresentanti autorevoli dello Stato Patrigno in cui viviamo, dimostrano di ignorare tutto dei luoghi e degli uomini di questa terra.

    Malevolmete potrei dire che solo possedendo tale caratteristica possono … assurgere, aspirare, occupare, assidere, … rappresentare.

    La notte del terremoto, organizzando e riportando a casa, da Napoli, oltre 50 studenti universitari originari di queste terre, in un pulmann prestatomi da Valenzi (quelli gialli di città), fummo lasciati alle 5:30 del mattino nel Corso Vittorio di Avellino, nall’antica Caserma dei Carbinieri, in quella che era diventata la ‘Prefettura’ provvisoria.
    C’era polvere nell’aria e rumore di ruspe e nessuno per strada.
    Accompagnati al cospetto del Prefetto Caruso, salimmo in tre: Valentino De Rosa (ora defunto), un ragazzo di Nusco di cui ora non ricordo più il nome ed io. Spiegammo chi eravamo e dove andavamo, gli consegnai l’elenco dei paesi da cui provenivamo (farebbe ancora adesso rabbrividire). Dopo avermi guardato mi disse (testuali parole): “Lei dunque è consigliere comunale di Calitri (lo ero allora) qual è la situazione di Calitri? Mi dica”.
    Nello stesso istante gracchiò una radio da campo nella stanza ed erano le voci provenienti da un elicottero che in quel momento sorvolava Conza descrivendo il cataclisma e le rovine che vedevano.
    Restammo in silenzio. Poi lui aggiunse: “Guardi qui, ci sono tanti segni sui comuni dannegiati (erano spillini con la testa colorata infissi su una carta geografica della provincia), come può vedere Calitri non è segnato, evidentemente non ha danni”. Uscimmo in silenzio. Tornammo fuori, salutammo il coraggioso autista che ci aveva accompagnato e che tornava alla sua famiglia, qualcuno piangeva altri speravano.

    Poi, invece, trovammo lo sterminio dei luoghi e degli uomini.

    Il prefetto Caruso fu rimosso qualche giorno dopo dal Presidente Pertini.
    Vi chiedo dov’è un altro ‘Pertini’ capace di scacciare un altro ‘Caruso’?.

    Solo mazzette, troie e dolori, in questa terra martoriata! Non un solo uomo ‘per scelta’. Peccato!

    enzlu

    enzlu

    14 settembre 2010 at 10:09 am


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