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il mantra dell’ospedale

stamattina è uscito, in versione leggermente più corta, questo pezzo sul mattino. nelle prossime settimane dovrò dividere la lotta per difendere la civiltà della mia terra, non certo gli ospedali così come sono, con importanti impegni di lavoro. un abbraccio a tutti i comunitari

armin

Intorno all’ospedale di Bisaccia ormai si è andato formando un vero e proprio teatrino nel quale di volta in volta vanno in scena recite collettive, monologhi e sempre più squallide pantomime. Ieri in mattinata, insieme ad altri cittadini e amministratori, sono stato ricevuto dal commissario Florio. Abbiamo chiesto la revoca del cronoprogramma che definisce di fatto i tempi dello smantellamento della struttura ospedaliera. Di fronte alle sue evasive risposte, abbiamo consegnato a Florio una lettera nella quale chiediamo di ricevere una comunicazione scritta, e quindi ufficiale, sulle motivazioni che impediscono la sospensione dell’atto. Questo balletto tra tecnici e politici deve assolutamente finire, da una parte i politici da mesi ci assicurano che, al di là di quanto scritto nelle carte, l’ospedale sarà salvato, dall’altra parte c’è la bassa ragioneria di chi si è impegnato a portare sull’altare di Tremonti le teste mozzate di nove piccoli ospedali.Questi signori, che percepiscono stipendi che poco si conciliano con le esigenze di risparmio tanto sbandierate dal governo, hanno ideato un piano senza conoscere neppure la collocazione geografica delle strutture che intendono chiudere. Al riguardo, lo stesso Prefetto, che i sindaci, insieme a me come rappresentante della cittadinanza, hanno incontrato nella stessa giornata, ha dimostrato chiaramente di non essersi ancora fatto un’idea precisa della situazione sanitaria in Irpinia. Evidentemente per attirare l’attenzione di queste persone c’è bisogno di gesti clamorosi ed è quello che avverrà nei prossimi giorni a Bisaccia.I sindaci dell’Irpinia d’Oriente che da anni partecipano a questi incontri, così come ogni amministratore pubblico degno di questo nome dovrebbe sentire il dovere di fare, forse oggi avrebbero fatto meglio a rassegnare le loro dimissioni in massa nelle mani del Prefetto. Non è in discussione solo la chiusura di un ospedale, ma il rispetto verso un vasto territorio striato ancora da passioni civili e voglia di partecipazione democratica.Vedremo chi ce l’ha questo rispetto quando stasera alle diciotto ci sarà un consiglio comunale al quale sono stati invitati tutti i consiglieri regionali e altri politici protagonisti della vicenda.Non chiediamo a questa gente di difendere l’ospedale per come è adesso, non chiediamo di certo elemosine, né il riallestimento di un’altra finta sanità. Ha sbagliato chi in questi anni a Bisaccia e altrove ha tollerato che venisse tenuto in vita un ospedale con una gamba sola, ma sbagliano ancora di più quelli che hanno pensato di curare la sanità delle nostre zone tagliando anche l’altra gamba. L’operazione del risparmio è affidata a un commissario proveniente da una disastrosa esperienza in Molise. So benissimo che nella sanità il clientelismo della politica ha trovato la sua massima esaltazione, dai primari ai portantini è sempre stato tutto un brulicare di raccomandazioni e intrallazzi senza minimamente preoccuparsi delle reali esigenze dei cittadini, specialmente di quelli più deboli, ma adesso è arrivato il momento di dismettere le proprie egoistiche maschere. Vedremo quali politici avranno l’onestà di condividere la scelta della chiusura senza nascondersi dietro un dito e quali avranno il coraggio di contestarla e osteggiarla apertamente. E vedremo anche quali sindaci credono veramente alla difesa del territorio. Vedremo anche se l’Irpinia ha un’opinione pubblica democratica capace di sollevarsi davanti all’indecenza della situazione in corso di cui la sanità è solo un mesto esempio. Posso però andare fiero di una cosa: il mio paese c’è ancora, il paese che scelse la repubblica contro la monarchia, che votò a favore del divorzio, che occupò le terre del Formicoso, ieri ha manifestato ancora, come ha fatto da anni contro la discarica. Sono cose che né il Prefetto nè Florio conoscono e forse neppure i polticanti dell’ultima ora sistemati da Berlusconi sugli scranni della regione.

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Written by Arminio

14 settembre 2010 a 9:45 pm

Pubblicato su Franco Arminio _

2 Risposte

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  1. …..posso però andare fiero di una cosa: il mio paese c’è ancora…….. Bene Franco, Bene ai Cittadini di Bisaccia. Credo, Franco, che questo sia “necessario” per te, per tutti. Resistere, resistere, resistere. Un abbraccio. EDDA

    Edda Canali

    15 settembre 2010 at 9:28 am

  2. cara edda questo tuo resistere resistere resistere ricalca troppo il detto di borrelli su mani pulite. roba che ha spaccato il paese. anche questo può allontanare dal blog. scusa per la franchezza

    sergio gioia

    15 settembre 2010 at 5:39 pm


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