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sul mattino di oggi

vi aspetto sabato a bisaccia….
armin

C’è bisogno di politica, mai come adesso. La vita sociale deperisce a vista d’occhio. Senza politica perfino gli amori deperiscono. E non c’è carriera che possa servire a qualcosa. Il mondo ha bisogno di grande politica. Penso, per cominciare, a quella che si fa parlando con altre persone. Ci si sente meno soli se si riflette insieme sul fatto che oggi il mondo sembra morto e tutti noi sembriamo morti. Non serve neppure la letteratura senza la politica, non servono i viaggi, non serve il silenzio, il ritirarsi. È arrivata un’epoca irrimediabilmente politica e chi non lo capisce è destinato a una pena muta.
Ovviamente dopo aver definito la necessità della politica rimane il problema di come farla. La prima cosa da escludere sono i partiti che ci sono e anche l’idea di crearne altri. Quello che si può fare è mettersi insieme per costruire conflitti. Ci si lamenta di tutto, ma non si costruiscono conflitti. Un’eccezione a ciò che sto dicendo può essere la battaglia di Bisaccia per una sanità migliore. Un esempio di conflitto da istituire potrebbe essere nell’ambito dello sfruttamento dell’energia eolica. I cittadini potrebbero organizzarsi e chiedere che vengano rinegoziati i contratti tra i comuni e le imprese. Tanti conflitti potrebbero essere istituiti dai cittadini verso i loro sindaci e questi a loro volta potrebbero dar vita a un conflitto con la Regione o con lo Stato per reclamare politiche più attente alle esigenze dei Comuni.
Se vogliamo ritrovare un filo di umanità che l’invadenza della tecnica ha spezzato dobbiamo costruire un nuovo spirito comunitario basato sulla grande politica. Essa è l’unico antidoto all’autismo corale come fase terminale del nichilismo tecnologico in cui siamo sempre più immersi. La politica a cui penso inizia con ogni minima forma di attenzione a ciò che c’è fuori. Politica è tutto ciò che non è psicologia. È la grande poesia, è come organizzare il lavoro in un ufficio ma è anche il pensare a Dio. Abbiamo bisogno di spezzare questa tensione spasmodica verso noi stessi. È abbastanza chiaro che la felicità è nell’incontro e nello scontro con ciò che sta fuori di noi. La psicologia è un grande imbroglio. Bisogna partire dal corpo, dal nostro corpo e occuparcene allo stesso modo di come ci si occupa del corpo più grande che chiamiamo mondo. Fare conflitti, fare compagnia, questi sono i nostri compiti. Legare ogni attimo a un altro, tenere insieme grandi sogni e grandi paure, tutto questo adesso è il vero lavoro politico che dobbiamo e possiamo fare. Non bisogna farsi scoraggiare dall’aria che tira. È penosissima, ma in un mondo di finzioni anche questa pena in fondo è apparenza. L’unico modo di non portare il broncio alla propria epoca è attraversarla con un furore politico. Ammirare e obiettare con coraggio, senza riserve, senza piste supplementari. Non c’è un modello di vita e di società da raggiungere. Il mondo in fondo è già bene accordato, siamo noi che stoniamo quando pretendiamo di guidarlo chissà dove.

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Written by Arminio

29 settembre 2010 a 8:08 am

Pubblicato su AUTORI

6 Risposte

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  1. “Il mondo in fondo è già bene accordato”. Se fosse così, fratello, non avremo bisogno di grande politica…Ti pare?
    Un abbraccio
    Donato

    Donato Salzarulo

    29 settembre 2010 at 12:30 pm

  2. SAUDADE UNA PAROLA CHE SI PARLA EM BRASILE SOLO POSSO DIRTE CHE E MOLTO FORTE . MILE BACCI PER TUTI . MARIA T TERESA DELLA FERA DA SILVA.

    MARIA TERESA DELLA FERA

    29 settembre 2010 at 12:49 pm

  3. questa definizione di politica è proprio quello che ci voleva. se puoi, dicci qualcosa ancora su cosa pensi della psicologia

    sergio gioia

    29 settembre 2010 at 2:03 pm

  4. donato
    ovviamente mi riferivo al mondo extraumano
    siamo noi a portare disordine….
    quando vieni a darci una mano?
    caro sergio
    non penso niente di buono della psicologia

    Arminio

    29 settembre 2010 at 8:55 pm

  5. Ma anche il mondo extraumano, non è che sia ben accordato. La legge del più forte è quella naturale del mondo animale (ricordati Leopardi che osserva ciò che succede in un giardino). Noi, in fondo, vorremmo sospendere, interdire, abolire, proprio questa legge. Recentemente qualcuno ha riproposto per i disabili il lancio dalla rupe Tarpeia.
    Neanche il mondo minerale forse è ben accordato: il paesaggio non viene cambiato soltanto dagli esseri umani. Esplosioni di vulcani, carsismo, stalattiti e stalagmiti, terremoti e maremoti, stelle che muoiono, buchi neri, materia e antimateria…Forse anche questo mondo soffre il divenire e desidererebbe la…redenzione! La grande politica ha bisogno, tra l’altro, di una grande antropologia e di una grande ontologia…
    Quando verrò al paese d’argilla?…Spero presto.

    Donato Salzarulo

    30 settembre 2010 at 8:21 am

  6. …intanto, al Nord, il pensiero “leghista” già vuole resuscitare le classi differenziali. Occhio, Donato, vigilate!
    Altra annotazione : guardando bene nella natura, in qualsiasi mondo, umano, extraumano, minerale,liquido e gassoso, nel divenire c’è sempre il grande miracolo della lotta, vera forza e chiave del divenire ( e tutti lottano, grandi e piccoli, con perfetta necessità): lo aveva intuito Eraclito, lo ha così straordinariamente detto il pensiero nicciano, ma il povero “Don Federico”, forse anche grazie alle “pazzimme” della sorella, è stato così tragicamente frainteso, annegato nel pregiudizio della sua malattia , strumentalizzato dal pensiero nazista e di destra, misconosciuto a molta Sinistra. Invece andrebbe riletto con grande attenzione e, tolto il caduco, ancora parlerebbe potentemente su questa grande “chiave di volta” dell’uomo e dell’essere: LA LOTTA, non c’è altro…. il resto, l’illusione dell’immortalità e di ogni deità, è “perversione” del pensiero, altro dolore consolatorio che svia dalla ritorno al grande respiro della Natura-Madre. Si, siamo piccoli, fragile e pieni di immaginazione…. e allora? Mai cessare di lottare per divenire….perfino concime organico e semplice oblìo. E così sia.

    Salvatore D'Angelo

    30 settembre 2010 at 10:14 am


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