COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Sul tetto e sul fondo.

Oggi insieme ad altri amici siamo andati a salutare i cittadini di Bisaccia che stanno manifestando per ottenere ciò che in uno stato di diritto sarebbe ovvio avere, una sanità efficiente e dignitosa.

Ci aveva invitati Franco e noi siamo saliti sul tetto dell’ospedale.

Il sole aveva un colore rosso cupo e l’Irpinia si mostrava in tutta la sua mitezza già autunnale.

Pensavo che non mi sarei emozionata a vederla da lì sopra. Invece non è stato così. Sono salita sul punto più alto e mi sono guardata intorno, l’azzurro del tramonto rendeva tutto soffuso, dolce quasi. Questa terra mi commuove ancora e mi accoglie, nonostante la violenze che ha subito, nonostante gli scempi. Conserva un’innocenza che nessuno ancora è riuscito a distruggere.

Ho pensato a quanto la comunità provvisoria può fare per se stessa e per il paesaggio che avevo davanti.

La sera ci ha regalato una discussione dai toni profondamente sinceri, esposizioni vere di sé e discussioni molto al di sotto della superficie a cui la quotidiana frequentazione col mondo umano ci ha assuefatti.

Ho sentito i cuori dei miei amici che pulsavano e le loro menti che si muovevano, li ho sentiti vivi e vicini.

Voglio ringraziare Franco che ha permesso tanti incontri e tanto calore, tanti doni.

Lo voglio ringraziare perché è grazie alla sua capacità di sognare, di produrre  visioni e utopie che persone così differenti e così intense si sono potute conoscere. Lo voglio ringraziare per la sua generosità. Solo una persona molto generosa e molto pulita può accettare un confronto diretto e vero senza sottrarsi, senza fingere.

Non ho paura di esprimere questi pensieri, dopo una discussione sincera, dopo un dibattito aperto, bisogna ringraziare e riconoscere la grandezza dell’altro. E bisogna farlo pubblicamente, abbandonando le nostre remore ancestrali, la nostra propensione all’avarizia. Alla generosità bisogna rispondere con la stessa moneta, anzi, con gesti ancora più esposti.

Nonostante la diversità di posizioni, comprendo il fulcro più profondo della lotta che Franco sta animando a Bisaccia e mi auguro che il suo impegno venga ripagato prima ancora che con il successo con la gratitudine che uno sforzo così grande merita.

Spero che lo spirito della comunità prenda sempre più forza, e spero che l’Irpinia abbia una sanità pubblica degna di questo nome.

A Franco e agli amici che c’erano stasera voglio dire  che credo nella cp perché è in essa, nei cuori che la animano, che vedo il tenero germe di una rinascita. Un germe che va protetto e curato con riguardo e amore.

grazie

e.m.

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Written by eldarin

3 ottobre 2010 a 2:10 am

Pubblicato su AUTORI

19 Risposte

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  1. è il momento delle testimonianze , delle presenze e della cura dei nostri simili e del nostro territorio….grazie ancora Elda….

    mercuzio

    3 ottobre 2010 at 7:33 am

  2. condivido ogni parola scritta da Elda, e ringrazio tutti voi per cio che scrivete e realizzate. per me, miserabile quotidiano fruitore di questo blog, la CP rappresenta un faro abbagliante che tante volte ha saputo indicarmi una strada.
    un grazie a Franco, persona immensa…..

    luciano

    3 ottobre 2010 at 8:37 am

  3. Su alcune parole di Elda

    Questa terra ci stringe il cuore ancora e ci abbraccia, nonostante le violenze che subisce e che subiamo, nonostante l’orrore di tali violenze.
    In questo scarto fra la violenza subita e il rinnovarsi della nostra commozione c’è una opportunità d’innocenza.
    Questa opportunità – il ravvivarsi della vicinanza generosa e pulita – è una riparazione.

    ***

    siamo saliti sul tetto dell’ospedale

    Avrei voluto essere lì con voi.
    Anche da parte mia grazie a Franco, che ha permesso questo incontro e questo calore, questo dono.

    Adelelmo

    Adelelmo Ruggieri

    3 ottobre 2010 at 8:47 am

  4. Adesso non posso dire molto per ragioni di tempo. La giornata di ieri – tutta, dal corteo e assemblea a Bisaccia, al pranzo da Franco, alla salita sul tetto, alla calda serata comunitaria – è stata bellissima. Difficile e bellissima come ogni esperienza vera. Ho deciso che sentirmi vivo veramente, in quella maniera e con gli altri, è il mio programma. Grazie a chi c’era e a chi ho sentito comunque, in qualche modo, presente.

    Michele Citoni

    3 ottobre 2010 at 9:50 am

  5. vengo da un’ennesima riunione per l’ospedale, bisogna capire che di questi tempi è tremendamente difficile tenere in piedi un movimento, costa tempo e fatica, penso alle migliaia di ore assembleari intorno alla vicenda formicoso.
    questa è una terra profondamente ingrata, una terra in cui i vigliacchi sono la maggioranza. bisogna avere cura dei deboli ma non dei vigliacchi, la comunità provvisoria non ha il mito della potenza e non ha il mito della politica politicante, cerchiamo altre strade, le stiamo cercando insieme.
    direi che per sabato prossimo potremmo rivederci tutti quanti ad andretta e completare i ragionamenti inziati ieri sera, completarli insieme a chi ieri sera non c’era.
    le parole di elda mi confermano in una mia idea più volte espressa: se c’è un cuore della comunità questo cuore è elda, se c’è una sola strada da prendere questa strada può darcela solo lei.
    non sono io il leader di questo gruppo, io sono uno scrittore ipocondriaco, uno che vive a bisaccia da mezzo secolo, con i vizi e le virtù che discendono da questa residenza a oltranza.

    Arminio

    3 ottobre 2010 at 11:51 am

  6. caro franco, il cuore della comunità è composto da tutti i nostri cuori, dai cuori di tutti i comunitari, uno per uno e tutti insieme. compreso il tuo, fragile, spezzato e franoso. ognuno di noi è parte di questo tutto. e c’è ancora tanto spazio per gli altri, per chi vorrà venire a stare con noi in questo luogo provvisorio.
    non affidatemi ruoli che, per natura, non sono capace di svolgere. io preferisco una vita attiva ma nascosta, un impegno forte ma dimesso.
    mi chiedevano conto poco fa del mio post così conciliante. rispondo qui: solo dopo aver parlato apertamente si può avere una visione nuova o di nuovo aperta delle cose.e solo gli aridi di cuore non cambiano mai idea e non si espongono mai alle critiche e allo sguardo degli altri.
    grazie
    e.

    eldarin

    3 ottobre 2010 at 12:48 pm

  7. devo andare a caposele e poi a lioni.
    un appunto veloce: dire che tu sei il cuore non vuole dire che gli altri sono frattaglie, ovviamente.
    anzi, è un gruppo di grandi risorse, ma quasi mai funziona come un gruppo. non per colpa di qualcuno ma per l’autismo corale che imperversa nell’0ccidente.

    Arminio

    3 ottobre 2010 at 1:37 pm

  8. Elda non hai bisogno di chiarire l’ovvio, sappiamo tutti che Franco è l’epicentro della comunità provvisoria. Ieri non ho potuto essere con voi ma vi ero vicino, sentivo quasi il vento del formicoso che mi sfiorana la pelle mentre ero in un anonima sala pranzo, sfarzosa e imellettata a interpretare il ruolo ( mal riuscito) dell’invitato contento di essere lì. Vi abbraccio e vi stimo, Giovanni Ventre.
    Che bello se si potesse celebrare un marimonio sul tetto accanto alla tenda.

    giovanni ventre

    3 ottobre 2010 at 2:24 pm

  9. UN VENTO LUMINOSO DI LOTTA

    Peccato che qui non riesco ad incollare l’acquerello che ho fatto stanotte!

    = Ieri pomeriggio sono stato a Bisaccia con Franco Arminio e alcuni amici della Comunità Provvisoria per condividere un momento di lotta contro la chiusura degli ospedali di Bisaccia e Sant’Angelo dei Lombardi.
    Siamo stati sul tetto dell’Ospedale di Bisaccia, nella baracca lassù installata che ormai è diventata il presidio delle idee per la solidarietà in questa difficile lotta civilissima che, per la prima volta, ha sortito anche originali gesti di protesta da parte dei sindaci dell’Alta Irpinia e ho provato emozione nel vedere il sindaco di Sperone (ndr. paese della Bassa Irpinia a circa 85 km da Bisaccia) insieme a noi.
    Ho letto nelle facce dei bisaccesi e degli amici della Comunità Provvisoria una sana contrapposizione alle scelleratezze politiche prodotte dagli esponenti nazionali irpini.
    Tutti abbiamo avvertito l’enorme responsabilità di questi satrapi dell’emirato dell’indecenza sociale perché convinti che costoro ancora perseguono tuttora lo scopo di farci restare sudditi e non farci diventare mai cittadini.
    Il vento di Bisaccia nell’orizzonte sconfinato del Formicoso nell’acrocoro delimitato dalla Dormiente Beneventana, dalle colline della Baronìa, dal basso pianoro della Daunia, dal perno del Vulture, dalle montuose velature celestine degli Alburni e da quelle azzurrate, a zig zag, dei Picentini, fischiava dolcemente nelle mie orecchie e mi faceva venire un desiderio di lotta sessantottino per il “Nuovo Umanesimo delle Montagne”.
    Un vento ed un cielo luminoso di una spettacolare ottobrata, baciata dalla palla arancione del sole al tramonto tra il verde ed il marrone quadrettato dei campi e le prime, fioche luci di tanti paesi lontani altoirpini e foggiani.
    Un paradiso di idee nel paesaggio verdazzurro che si prepara all’esplosione dei colori autunnali ed una terreità scorzosa di voci dialettali senza barriere.
    Una voglia di togliere la muffa dal cuore e fabbricare tanta speranza per i nostri figli.
    Battiti compulsati per non voler subire altra povertà sociale mirando al riscatto della nostra plurioffesa dignità.
    Un momento d’incontro contro “l’autismo corale” e una forza attiva per portare la spietata classe politica irpina alla condanna umana, sapendo che – a conto e ragione – essa ha scempiato il nostro orgoglio di cittadini, la nostra antica cultura, la nostra indomita civiltà sannita.
    Un risorgere di cuori affratellati pronti nella furia della battaglia, che per quanto dura ed incerta, ci vedrà strenuamente convinti a difendere e a far crescere la nostra dignità.
    Una voglia d’incontrare tantissime facce oneste per arridere alla lotta.
    Un desiderio esplosivo di giovanilismo con la consapevolezza di poter vomitare – finalmente – tutta la merda che per tradimenti politici abbiamo mangiato ma che sappiamo non debbano mai mangiare i nostri figli, i quali, ora più che mai, ci chiedono di non affogare nel nostro vomito. = Gaetano Calabrese = O3 Ottobre 2010, h. 16:50 =

    Gaetano Calabrese

    3 ottobre 2010 at 3:54 pm

  10. Io era tra quei nove che si son visti prima sul tetto dell’ospedale di Bisaccia e poi da Rocco nella “trattoria balcanica” di Andretta. Condivido appieno le emozioni testè espresse da Michele Citoni, che faccio mie. Se dovessi dar conto solo a me stesso sarei sul “piede di lotta” h 24, per un nuovo piano sanitario; e dunque per la non chiusura dell’Ospedale di Bisaccia, a patto che esso diventi davvero un ospedale polifunzionale/polispecialistico che serva tutta l’area circostante e, perchè no, che serva anche da attrattore per decongestionare il polo sanitario costiero , e lo dice uno che appartiene alla pianura e alle coste.

    La bella serata di Andretta e l’appassionata discussione lì sviluppata mi fanno rilanciare alcune considerazioni DIRIMENTI Ed ESSENZIALI per il prosieguo della CP in quanto tale :

    1) Per me la CP ha come cemento e filosofia comune la Paesologia, vale a dire una nova forma di UMANESIMO che nasce dalle montagne, ma NON E’ ESCLUSIVAMENTE DELLE MONTAGNE. E’ nuovo UMANESIMO,puramente e semplicemente.

    2) In quanto tale esso non è chiuso,ottuso,escludente reazionario, etnico, rancoroso, ma aperto, sinergico, clemente, inclusivo

    3) Non è di destra, centro o sinistra, nell’accezione tradizionale di questi termini, ma è ORIZZONTALE, DEMOCRATICO,UMANISTA, NON ETNICO e ANTIRAZZISTA

    4) Su questi approcci nuovi la CP deve essere luogo di fomento di discussione, dibattito, iniziative.

    5) Deve essere fermento per tutto ciò che va IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA all’andazzo dei poteri generali e locali che ci hanno portato a tali livelli di non-vita.

    6) Sulle grandi questioni che riguardano il Territorio (locale e regionale, ma anche Nazionale a valenza universale), la CP, quando è necessario, deve essere in grado di esprimere una POSIZIONE COMUNE, CONDIVISA.

    7) Il blog della CP deve dotarsi di un Comitato di Redazione che sia in grado di esprimere questa comune visione, quando occorra; inoltre che possa fungere da facilitatore per migliorare la qualità del blog stesso e stimolare partecipazione, qualità e quantità dei commenti, anche con nuove rubriche e una nuova veste grafica.

    8) Il blog stesso, pur rimanendo ancorato al proprio territorio, deve aprirsi a una dimensione più ampia, sovraterritoriale, regionale, nazionale, europea, allargando la plaeta delle collaborazioni e dei commenti

    9) Ora più che mai la CP deve dotarsi di un minimo di struttura organizzativa(l’APS), di modo che ciascuno possa mettere a disposizione le proprie abilità e competenze al servizio di un progetto di VIVERE COMUNITARIO, per quanto PROVVISORIO e per realizzare tutte le proposte fin qui avanzate.

    10) Il collante deve essere sempre l’amicizia, la lealtà, la generosità, l’esporsi su un piano di reciprocità e di rispetto, senza infingimenti o retropensieri.

    Invito tutti a pronunciarsi e a intervenire nella discussione.

    Esprimo il mio affetto incondizionato e la mia ammirazione per le tante belle persone che ho conosciuto grazie alla CP e nella CP.

    Vorrei che la discussione sollecitata fermentasse e cementasse sempre di più questi affetti .

    Salvatore D'Angelo

    4 ottobre 2010 at 6:02 pm

  11. ho pochi secondi ma ti dico subito che apprezzo tutto e insisto sulla dimensione universale della paesologia, che non deve essere confinata alle montagne e ai piccoli paesi. io mi sento di diventare sempre più paesologo anche nel mio condominio anonimo vomerese. certo a voi preme dippiù un blog legato al territorio. spetta a chi abita in altri contesti diffondere il germe della paesologia in luoghi come roma milano o marcianise. e spetta poi a tutti interagire per un mondo più paesologico. senò finiamo a perorare deportazioni in massa dalle metropoli all’appennino. in questo senso non so se faccia bene parlare di miserabili che vivono nelle tane cittadine. lo dico con affetto a chi giustamente merita di essere riconosciuto per quello che è, un grande intellettuale internazionale all’avanguardia

    sergio gioia

    4 ottobre 2010 at 9:22 pm

  12. SI ALLARGHERA’ MAI QUESTO BLOG ?
    Per quel che vale vorrei riprendere,condividendoli, i due contributi che mi precedono,indicano entrambi una volontà di APERTURA del blog a cui non vedo per adesso ancora un reale riscontro.
    Domanda semplice: perchè D’Angelo e/o Gioia per esempio non possono postare alla stessa stregua di chi adesso lo può fare?
    Se sposto la residenza a Sturno fate postare anche me?

    Gradita sarebbe la risposta di qualche timoniere di passaggio.
    … si si dalla maiella al pollino…costiere incluse

    lucrezia ricciardi

    5 ottobre 2010 at 7:05 pm

  13. lucrezia non ci sono problemi per postare, dovremmo fare una redazione e sarà aperta a chi vorrà farne parte. in attesa puoi mandare i tuoi post a me o a verdersosa

    arminio

    5 ottobre 2010 at 7:30 pm

  14. il web è uno strumento orizzontale e dà il meglio di sè quando si propaga secondo questa direzione.
    La vogliamo fare sul serio questa rete di cultura paesologica?
    “Alla pari” tesseriamoci tutti e diventiamo una entità COSTITUITA (“regionale” al momento).
    Energie canalizzate dunque.

    lucrezia ricciardi

    5 ottobre 2010 at 8:14 pm

  15. sabato c’è una scuola di paesologia sui monti dauni

    Arminio

    5 ottobre 2010 at 8:42 pm

  16. …puoi anche mandare a me, se vuoi postare. Ma capisco e condivido quello che dici. Ci arriveremo. I tempi sono maturi ormai. Bisogna dar aria agli ambienti, è vitale.

    Salvatore D'Angelo

    5 ottobre 2010 at 9:03 pm

  17. Caro Salvatore quello che scrivi è sacrosanto. Ma vorrei sottolineare quanto e come la presenza di Domenico Cambria a Fontigliano di Nusco abbia creato onde in un mare che era diventato un piccolo lago incapace di creare una seppur piccola onda. Lega sannitica è stata un pungolo eccezionale che ha trafitto le carni raggiungendo l’anima di chi come noi vuole essere al di sopra di ogni leghismo. Anche le lotte di Franco, che essendo altirpino, ed essendo capace di indignarsi non solo con le parole, hanno contribuito a dare uno scossone di non poca rilevanza. Posso affermare che sono molti coloro che nelle settimane scorse mi dicevano che la comunità provvisoria si era fossilizzata, non vedevano più sussulti vitali, insomma era diventato un malato in coma. Però ancora noto che siamo sempre gli stessi a dialogare sul blog. E se non ci fossero Franco e Mauro saremmo alla frutta. Credo sia molto importante far capire ai comunitari che bisogna incontrarsi più spesso e intervenire sugli argomenti in discussione in modo da essere al corrente di come ognuno di noi la pensa sui vari argomenti. E’ necessario mettere in atto una associazione che ci faccia riconoscere, poter essere invitati ai tavoli di discussione, approntare dei documenti condivisi in cui si traccino le linee guida di una politica “sociale” forte, consapevolmente dirompente rispetto al solito pensare dei fautori del nulla. Inoltre reputo sia importatissimo, anzi fondamentale avere una o più sedi sparse nella regione, anche nei luoghi prospicenti il mare. Proselitismo è la parola magica.
    Dobbiamo pensare di far arrivare il nostro pensiero a più persone possibile e fare nostro il pensiero di più persone possibili. Dobbiamo entrare nelle scuole, nei licei e nelle università, dobbiamo far capire ai giovani che si può lottare per i propri diritti senza usare la violenza. Ecco è quello che vorrei capissero coloro che continuano a sbandierare la loro paura che si venga contaminati da egoismo provinciale, regionale o leghista. Quello che voglio sottolineare con forza è che essendo io irpino, vivendo io in questa terra, subendo giornalmente i soprusi di coloro che vedono questa terra come una puttana pronta ad accogliere tutti, anche senza farsi pagare, mi fanno sentire abitatore di un bordello dove chi più è forte più riesce a fottere. No io non voglio essere fottuto, voglio che i diritti della mia gente, come quelli dell’altra gente siano rispettati, voglio camminare a testa alta e dire che sono figlio dell’Irpinia, quella di De Sanctis, di Guido Dorso, di Giovanni Palatucci,di Franco Arminio, di tanta gente comune che come loro non hanno abbassato i pantaloni per ottenere questo o quel piacere. Capiteci quando, probabilmente usciamo dai ranghi perchè la nostra rabbia è atavica, i nostri avi briganti come noi sono stati costretti a fuggire nei boschi, additati come delinquenti della peggiore risma, erano solo uomini e donne che volevano vivere senza abbassare il capo dinanzi alle angherie di coloro che avevano occupato le nostre terre in nome di una unità univoca, che oggi viene messa in discussione da gente senza dignità senza cultura, senza amore. Noi non siamo come loro, a noi questi personaggi fanno pena, noi combatteremo finchè avremmo vita in nome di una unità non solo dell’Italia ma dell’universo. intanto mentre noi parliamo loro lavorano per farci il culo. Abbiamo il diritto ad indignarci ??? Possiamo gridare la nostra rabbia ???
    questo per chiarire alcune cose, e comunque vi rammento che una comunità è pur sempre fatta di individui, e per tanto non può non essere capace di esprimere le emozioni di ognuno che la frequenta, altrimenti rischiamo di diventare tutti dei cloni. Non credo che questo è quello che vogliamo, anzi penso che proprio questo dobbiamo aborrire. A Salvatore e Mauro, che stimo e voglio bene, un abbraccio paesologico da un irpino indefesso sempre pronto a scendere in campo in difesa di chi subisce soprusi che sia esso di canicattì o di Cortina d’Ampezzo.

    giovanni ventre

    7 ottobre 2010 at 6:30 pm

  18. Caro Salvatore quello che scrivi è sacrosanto. Ma vorrei sottolineare quanto e come la presenza di Domenico Cambria a Fontigliano di Nusco abbia creato onde in un mare che era diventato un piccolo lago incapace di creare una seppur piccola onda. Lega sannitica è stata un pungolo eccezionale che ha trafitto le carni raggiungendo l’anima di chi come noi vuole essere al di sopra di ogni leghismo. Anche le lotte di Franco, che essendo altirpino, ed essendo capace di indignarsi non solo con le parole, hanno contribuito a dare uno scossone di non poca rilevanza. Posso affermare che sono molti coloro che nelle settimane scorse mi dicevano che la comunità provvisoria si era fossilizzata, non vedevano più sussulti vitali, insomma era diventato un malato in coma. Però ancora noto che siamo sempre gli stessi a dialogare sul blog. E se non ci fossero Franco e Mauro saremmo alla frutta. Credo sia molto importante far capire ai comunitari che bisogna incontrarsi più spesso e intervenire sugli argomenti in discussione in modo da essere al corrente di come ognuno di noi la pensa sui vari argomenti. E’ necessario mettere in atto una associazione che ci faccia riconoscere, poter essere invitati ai tavoli di discussione, approntare dei documenti condivisi in cui si traccino le linee guida di una politica “sociale” forte, consapevolmente dirompente rispetto al solito pensare dei fautori del nulla. Inoltre reputo sia importatissimo, anzi fondamentale avere una o più sedi sparse nella regione, anche nei luoghi prospicenti il mare. Proselitismo è la parola magica.
    Dobbiamo pensare di far arrivare il nostro pensiero a più persone possibile e fare nostro il pensiero di più persone possibili. Dobbiamo entrare nelle scuole, nei licei e nelle università, dobbiamo far capire ai giovani che si può lottare per i propri diritti senza usare la violenza. Ecco è quello che vorrei capissero coloro che continuano a sbandierare la loro paura che si venga contaminati da egoismo provinciale, regionale o leghista. Quello che voglio sottolineare con forza è che essendo io irpino, vivendo io in questa terra, subendo giornalmente i soprusi di coloro che vedono questa terra come una puttana pronta ad accogliere tutti, anche senza farsi pagare, mi fanno sentire abitatore di un bordello dove chi più è forte più riesce a fottere. No io non voglio essere fottuto, voglio che i diritti della mia gente, come quelli dell’altra gente siano rispettati, voglio camminare a testa alta e dire che sono figlio dell’Irpinia, quella di De Sanctis, di Guido Dorso, di Giovanni Palatucci,di Franco Arminio, di tanta gente comune che come loro non hanno abbassato i pantaloni per ottenere questo o quel piacere. Capiteci quando, probabilmente usciamo dai ranghi perchè la nostra rabbia è atavica, i nostri avi briganti come noi sono stati costretti a fuggire nei boschi, additati come delinquenti della peggiore risma, erano solo uomini e donne che volevano vivere senza abbassare il capo dinanzi alle angherie di coloro che avevano occupato le nostre terre in nome di una unità univoca, che oggi viene messa in discussione da gente senza dignità senza cultura, senza amore. Noi non siamo come loro, a noi questi personaggi fanno pena, noi combatteremo finchè avremmo vita in nome di una unità non solo dell’Italia ma dell’universo. intanto mentre noi parliamo loro lavorano per farci il culo. Abbiamo il diritto ad indignarci ??? Possiamo gridare la nostra rabbia ???
    questo per chiarire alcune cose, e comunque vi rammento che una comunità è pur sempre fatta di individui, e per tanto non può non essere capace di esprimere le emozioni di ognuno che la frequenta, altrimenti rischiamo di diventare tutti dei cloni. Non credo che questo è quello che vogliamo, anzi penso che proprio questo dobbiamo aborrire. A Salvatore e Mauro, che stimo e voglio bene, un abbraccio paesologico da un irpino indefesso sempre pronto a scendere in campo in difesa di chi subisce soprusi che sia esso di canicattì o di Cortina d’Ampezzo.

    giovanni ventre

    7 ottobre 2010 at 7:32 pm

  19. Sono molto contento che questa discussione ampia ed importante nasce dal testo della Elda di grande sensibilità ,cultura e passione ……elemementi indispensabili per definire e dare senso alla esperienza esitenziale che chiamiamo “Comunità provviosria”.Gli interventi ispirati di Adelelmo,Michele,Gaetano , le dichiarazioni generose di sergio e giovanni, le richieste fraterne di lucrezia riportano tutti alle necessità di dare risposte concrete e soluzioni formalizzate al decalogo completo di Savatore nello spirito profondo della elda e nelle accorate richieste di presenza di franco
    mauro

    Mauro Orlando

    8 ottobre 2010 at 4:30 pm


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