COMUNITA' PROVVISORIA

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la lotta al tempo dell’autismo corale

cronaca del 7 ottobre 2010

la giornata comincia con la lettura di un articolo irritante uscito sul mattino. non ho voglia di parlare del contenuto dell’articolo. sono indignato, cerco il sindaco, breve conversazione con lui e altri amministratori e ritorno a casa con la sensazione che per loro le proteste non sono l’elemento risolutivo. in molti c’è una sorta di mito della politica, è una cosa particolarmente forte in Irpinia.

Torno a casa e scrivo un articolo per il mattino tutto centrato sull’invito a partecipare alla manifestazione del 12  a Roma. Sull’argomento ho scritto anche una lettera che è stata affissa in forma di manifesto in tutti i paesi con la firma dei sindaci e dei comitati di lotta.

A questo punto mi viene in mente di fare un grande cartellone con tutti gli articoli che ho pubblicato sulla vicenda dell’ospedale. Faccio le fotocopie e con questo è chiusa la mattina.

Il pomeriggio passo dal falegname per procurarmi un foglio di compensato e metterci sopra gli articoli. Poi sistemazione delle bozze di un libro a cui tengo moltissimo. Poi acquisto di bombolette spray e stoffa per fare gli striscioni.

Alle nove riunione organizzativa, mi invento un po’ di slogans e poi me ne vado sul tetto. Sono solo, c’è sempre qualcuno che diserta. Notte di lavoro nel mare del computer.

Stamattina ancora fotocopie perché mi sono ricordato che mi bisogna ricordare ai negozianti di chiudere i loro negozi e di venire a Napoli.

Conclusione: alla lotta contro chi ha fatto il piano bisogna aggiungere la lotta quotidiana per riscaldare i cuori e la propensione alla delega. Ci manca solo che qualcuno il 12 mi chiede di guidare il pullman!

armin

p.s.

sull’indifferenza dei comunitari alla questione sanità non so più che dire, direi che la comunità può rimanere come cornice, ma poi ogni persona oppure ogni piccolo gruppo di persone è bene che facciano ciò che più hanno a cuore.

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Written by Arminio

8 ottobre 2010 a 10:59 am

Pubblicato su Franco Arminio _

7 Risposte

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  1. Franco ha ragione!
    Il tempo delle mezze misure è finito!
    Qui ed ora siamo al nostro “appuntamento col destino(Neru):”la vita è come una partita a carte,la mano che arriva è il determinismo(o ciò che è determinato dall’esterno),come te la giochi è il libero arbitrio e quindi appartiene alla responsabilità personale e collettiva”:
    Qui ed ora si sta decidendo il destino finale della terra di mezzo.
    Occorre avere un obiettivo ed una strategia.
    Un movimentismo senza prospettiva è sterile.
    Quello che serve adesso non è l’ennesima rivolta contadina finita male.
    Il sud ha sempre avuto rivolte!tutte sono finite male!
    Non abbiamo però mai avuto una vera rivoluzione;non è detto che le rivoluzioni debbano per forza essere armate o sanguinose.Una vera rivoluzione è il cambiamento del pensiero collettivo e dell’ethos!
    Mi si dirà che ci vuole tempo e noi non ne abbiamo,bisogna agire subito e questo è vero.
    Ed è anche vero che questo è il momento della verità per la CP e la sua base morale.
    Si,perchè questa,cari amici, non è una questione sanitaria ,ma una questione umanitaria.ciò che viene proposto è una vera e propria truffa da parte della zona costiera a danno delle zone interne ed è IMMORALE immaginare di lasciare senza servizi essenziali per la VITA migliaia di persone solo perchè hanno la sfortuna di vivere in una “logistica”sfavorevole dove non è possibile rispettare i parametri della efficienza economica in sanità.
    Se arminio chiama per un incontro dedicato alla questione ,io ci sarò!
    michele ciasullo

    michele ciasullo

    8 ottobre 2010 at 2:10 pm

  2. Occorre avere un obiettivo e delle strategie. Un movimentismo senza prospettive è sterile…
    Parole sante caro Michele!

    Salvatore D'Angelo

    8 ottobre 2010 at 4:33 pm

  3. la questione sanitaria avrebbe dovuto infiammare la cp
    perchè in questa faccenda ci stanno tutti i motivi dei nostri guai.
    peccato che gli amici non abbiano capito.
    io comunque vado avanti, non so bene cosa accadrà
    ma rimanere inerti era assurdo…

    arminio

    8 ottobre 2010 at 8:05 pm

  4. Pur da cittadino metropolitano che di ospedali ne ha tanti vicino casa penso che sottovalutare questo momento sarebbe sbagliato. Non fosse per altro, lo dico per il piacere che mi ha dato sabato scorso a Bisaccia vedere tutti quei ragazzi manifestare, da Sant’Angelo e da altri paesi. In teoria la sanità non dovrebbe essere un tema che infiamma i giovani. Uno a sedici anni, se non si chiama Franco Arminio, non pensa in primo luogo al fatto che potrebbe ammalarsi. Le donne, anche giovani, magari si mobilitano per i consultori, per la piena accessibilità al diritto sancito dalla 194, certe categorie di ammalati fanno pressione per determinati servizi specializzati, ecc. ma i genere non si coagula attorno a degli ospedali una mobilitazione giovanile trasversale. Evidentemente circola il sentimento di un rischio più generale, di un’offesa, di qualcosa che ha lo stesso segno del fatto che vivendo lì ti manca la prospettiva del futuro e certe opportunità di vita piena e ricca che pensi siano disponibili altrove. Anche questo è paesaggio, pane per la CP.

    Michele Citoni

    9 ottobre 2010 at 7:46 am

  5. michele ti sento lucidissimo…
    sarai un pilastro della nuova comunità che sta nascendo.
    ho proposto una notte comunitaria sul tetto. potresti girare un doc col titolo:
    UNA NOTTE SUL TETTO

    Arminio

    9 ottobre 2010 at 7:56 am

  6. Se l’idea della notte cresce vedrò di esserci. Magari di venerdì o sabato…

    Michele Citoni

    9 ottobre 2010 at 7:59 am

  7. Cari amici, quello che leggo è triste ed è ancora più triste perchè Franco viene lasciato quasi solo in questa lotta di diritto. Io avevo in un certosenso anticipato la cosa, quando c’è da scrivere tutti a sparare sentenze, quando c’è da lottare tutti chiusi nelle stanze dove si scrive. Così non va bene, bisogna uscire dalle tane, i lupi intanati sono lupi bastonati e alle terre di mezzo servono lupi inferociti,capaci di digrignare i denti contro le iene immonde dai morsi letali. Io posso solo dire a Franco che la tua lotta è la mia lotta, che il tuo impegno onora lo spirito di comunità e che sia provvisoria o meno ha bisogno del tuo fervore, dela tua intelligenza, della tua caparbietà. Ti abbraccio e ti rinnovo tutta la mia immesa stima.

    giovanni ventre

    9 ottobre 2010 at 8:36 am


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