COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Mi chiedo e chiedo alla Comunità provvisoria interessano ancora……..


……..tutti i cittadini sia   quando convivialmente  fanno esercizi di nuova cultura , nuova professionalità,nuovo turismo, nuova filosofia di vita  e di amicizia    …….. sia quando rilevano  ,contrastano e lottano, costretti alle vecchie forme  e strumenti, la  insostenibile situazione dell’esercizio della ‘cittadinanza’  e la fruibilità, egualitaria dei propri diritti da parte degli ‘irpini d’oriente e di occidente’? Paradossalmente in  Campania si è obligati e abituati  a convivere ( non solo a discutere) con due forme di arretratezze arcaiche e antimoderne: una rappresentata  da una organizzazione illegale e delinquenziale  con amomalo radicamento nella società civile,professionale ed economica   e con  rapporti (palesi o coperti ) di scambio con il ceto politico al potere…l’altra la  pratica  consolidata di potere da parte di  un ‘ceto politico’ subalterno e irresponsabile che si fà mediatore tra interessi e spartizione di posti e interessi  con la ‘periferia’  anche se con contrattualità sempre più  debole per gli interessi pubblici  e forte per gli interessi privati o di casta ( De Mita in Irpinia  o …..a Caserta,Benevento  o a Salerno il signor  x ) e   un interlocutore sordo ,assente e  ottocentesco a rappresentare”  la faccia tosta e cattiva ”  di un potere assente e   distante pubblicamente  dalla società …….televisivamente  beato di  rappresentare il ruolo in ‘ commedia  con  la ‘maschera’  di un centralismo burocratico,elettoralistico e antidemocratico  che non  abbisogna di rappresentare in pubblico  ‘lo Stato di diritto’  ma ‘in camera caritatis’ …. lo Stato degli interessi corporativi ,clientelari ed elettorali……. con le cricche e le consorterie  private e personali ………e le opposizioni istituzionali  sindacal-partitiche…….confuse e   macerate dai sensi di colpa,stanchezze  o da incoffessate e pregresse  responsabilità……..stanno a guardare corresposabilmente!

mauro orlando

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Written by Mercuzio

13 ottobre 2010 a 1:21 pm

Pubblicato su AUTORI

16 Risposte

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  1. Ho visto le immagini della protesta e udito, se ancora ve ne fosse bisogno,le ragioni. E’ incredibile che un Presidente di Regione non riceva Sindaci e Presidente di provincia né una delegazione dei manifestanti. E questa sarebbe democrazia?! In che paese viviamo?…Tutta la mia solidarietà ai manifestanti.

    Donato Salzarulo

    13 ottobre 2010 at 3:24 pm

  2. la memoria sembra essere la cosa piu’lontana dai nostri tempi…..

    Nanosecondo

    13 ottobre 2010 at 5:59 pm

  3. …e intanto, caro Mauro (sante parole, le tue) la realtà “vera”, quella del tessuto umano e sociale, qui e altrove “esplode” in mille frammenti di dolore e ciascuno “mette in scena” la sua rabbiosa protesta o richiesta di ascolto rinchiuso nel “ridotto” del proprio isolamento, con il “mondo esterno” per nemico o “in gran dispitto” , come avrebbe detto il padre Dante: vedi le lotte antidiscarica a Terzigno, isolate da quella di Chiaiano o del Foprmicoso; vedi le lotte degli agricoltori e pastori sardi .., tanto per citare quelle assurte alla cronaca televisiva di oggi, ma potrei citarne mille e mille altre, ignorate o passate sotto silenzio…a cominciare da quelle contro i “tagli” alle strutture sanitarie, sempre e solo le “periferie a pagare per prime e senza misericordia….senza ascolto da parte di stupidi mestieranti della politica senza dignità; periferie che, per l’ennesima volta, pagano, le scelte dissennate della TOTALITA’ del ceto politico pregresso, operate in puro stile di “vassallaggio” medievale e con il servaggio clientelare delle popolazioni locali. Ora gli stessi autori ( o gli eredi politici, e in molti casi, anche parentali) di quelle scelte scellerate, vengono a proporci cosa bisogna fare per “rientrare coi conti”, loro stessi che quei conti hanno fatto sballare. La realtà umana dei territori presenta forze, intelligenze e competenze straordinarie per poter avanzare proposte forti, sensate,realizzabili, SOPRATTUTTO AL DI FUORI DI QUELLE VECCHIE LOGICHE. Ma queste realtà sono isolate, come anestetizzate nel proprio autismo e/o isolamento. La CP , da questo punto di vista, è stata ed è ancora un’isola, una possibile speranza/laboratorio. Ma più d’uno, al nostro interno, mostra di non crederci e sottovaluta la portata di tutto queesto. NON E’ ORA CHE, MENTRE SI CONTINUA A FARE, SE NE DISCUTA DAVVERO, in modo serio e stringente?

    Salvatore D'Angelo

    13 ottobre 2010 at 8:37 pm

  4. Vedo che si parla di annessione alla basilicata di Bisaccia, allora chiedo : ma solo di Bisaccia? O di tutta l’irpinia d’oriente? E quali sono i paesi che ne fanno parte? E qual’è l’irpinia d’occidente, c’è qualcuno che si sente identificato in essa?
    Credo che il reale problema non sia passare alla Puglia alla Basilicata o al Molise.Il problema non riguarda nemmeno Avellino, Benevento e Salerno ma solo Napoli e Caserta. Sta a loro il buon senso di intendere che si devono autogovernare in una regione a statuto speciale a parte.

    Luigi Capone

    13 ottobre 2010 at 9:28 pm

  5. su irpinia news(www.irpinianews.it)
    cè una riflessione di Arminio .
    Una delle sue pagine più forti e più vere!

    La Comunità provvisoria ha bisogno di un nuovo inizio.
    Ecco da dove dobbiamo ripartire!

    michele ciasullo

    michele ciasullo

    13 ottobre 2010 at 10:06 pm

  6. se Mercuzio,come penso,è lo pseudonimo di Mauro allora ti dico che la tua voce è una grande risorsa per la CP e non solo…

    michele ciasullo

    michele ciasullo

    13 ottobre 2010 at 10:12 pm

  7. Il problema non è che Napoli e Caserta debbano “autogovernarsi in una regione autonoma a statuto speciale a parte” oppure di staccarsi e/o passare alla Lucania, Puglia . Questa è una logica miope e “paesanologica” oltre che perdente. Il problema è creare in maniera incessante un sistema orizzontale di reti territoriali di lotta e proposte , collegarle tra loro e da loro far emergere esperienze e proposte sui singoli temi quali sistema smaltimento rifiuti, nuovo piano sanitario regionale, vocazioni produttive territoriali eccetera.

    Salvatore D'Angelo

    14 ottobre 2010 at 10:39 am

  8. Se non si vuole ricadere nelle braccia dei responsabili di questo disastro o tornare a presentare il vecchio e ottuso volto delle jacquerie e dei separatismi meridionali, atavici e perdenti, non c’è altra via che quella delle reti territoriali che provino a ridisegnare un nuovo assetto democratico dei Territori, delle Regioni, dello Stato. E sarebbe una grande cosa se si tenesse conto dell’ispirazione PAESOLOGICA elaborata da Arminio e praticata dagli amici della Comunità Provvisoria.

    Salvatore D'Angelo

    14 ottobre 2010 at 10:42 am

  9. per quanto riguarda l’ospedale di bisaccia, la secessione potrebbe anche portare un beneficio, poichè i piani sanitari sono regionali. ma per tutte le altre questioni non dipendenti dalla regione, la secessione non darebbe nessuna garanzia. ad esempio, il rischio di apertura della discarica sul formicoso non sarebbe scongiurato dalla fuoriuscita dell’irpinia d’oriente dalla campania. una legislazione nazionale ordinaria o d’urgenza potrebbe decidere il conferimento dei rifiuti in qualunque parte del territorio nazionale

    sergio gioia

    14 ottobre 2010 at 12:52 pm

  10. Salvatore sono d’accordo con te. Si fa troppa PAESANOLOGIA e troppa poca paesologia in senso stretto.
    Io sono per il ragionamento in larga scala quindi non concepisco istituzioni piccole e inutili come le comunità montane, i parchi e le province.
    Il discorso di Napoli e Caserta è diverso. La mia opinione è che una situazione di emergenza “totale” come quella vada trattata come tale, come se fosse il Kosovo, quasi uno stato a parte, e tutto ciò per garantire i diritti che spettano soprattutto al popolo della zona.

    Luigi Capone

    14 ottobre 2010 at 3:29 pm

  11. Luigi Capone

    14 ottobre 2010 at 3:34 pm

  12. Ma la lingua e le parole sono la sede privilegiata dei fraitendiemnti?I malintesi possono dipendere da un difetto di comunicazione tra i diversi interlocutori e questi possino essere dissolti o sciolti.Ad esempio il parlare genericamente o strumentalmente di ‘secessione’ di Bisaccia e quant’altro non crea solo malinteso ,ma confusione e sopratutto errore di analisi e di proposta politica.Su questo voglio essere drasticamente chiaro enon equivocabile in nessun modo. L’esigenza primaria del mio scitto aveva il compito interlocutorio e provocatorio di ‘stanare’ qualche silenzio interessato in nome della franchezza e della onestà intellettuale sul nostro impegno ‘politico’ sul tema o il problema ‘sanità’ nei particolari o su quello dei diritti alla cura e alla salute in generale.Tranne l’impegno quotidiano ,libero ed autonomo di Franco ho letto e sentito poco a favore o contro…..e questo non mi sembra un buon e corretto atteggiamento……

    mercuzio

    14 ottobre 2010 at 4:45 pm

  13. Franco Arminio ha la grande capacità di farti sempre focalizzare la riflessione sul punto chiave. Poi le risposte a volte possono essere differenti e l’azione da mettere in campo per affrontare un problema possono avere modalità di esecuzione anche antitetiche, ma resta davvero la figura che in questo primo decennio del nuovo secolo ha lasciato pagine che saranno la storia del nostro futuro. Leggere per credere le cose che sta scrivendo in questi giorni sulla vertenza sanità .

    luca b.

    14 ottobre 2010 at 5:41 pm

  14. Qunado accennavo alla memoria ..mi riferivo al filmato che qui è in apertura del post. Per memoria intendo anche persone e fatti che hanno costruito il disastro della sanita in campania e della munnezza.

    i visi non sono nuovi e quindi “la memoria sembra essere la cosa piu’lontana dai nostri tempi…” è riferita in particolare all’esigenza di riflettere sui veri bisogni di salute e di tutele che una certa politica vuoi di sinistra che di destra hanno “realizzato” negli ultimi anni in campania.

    Sull’argomento “regione” ha ragione sergio. Sia in ordine alla sanità che in ordine alla munnezza le questioni io spero che siano “nazionali” o non regionali, perchè cio provocherebbe il vero disastro attraverso i principi di autonomia in positivo che tutti sono andati a votare e qui non centra ancora il federalismo fiscale.

    Per fortuna che in regione campania sono arrivati i commissori nazionali ed oggi la sanità campana è sotto osservazione di alcuni commissari provenienti da altre regioni italiani come la toscana e l’emilia che a dire il vero hanno realizzato quella rete sanitaria di strutture a partire da quella dell’emergenza eliminando sovrapposizioni e sprechi.

    Nei nostri ospedali oggi si parla di “umanizzare le nascite” e si creano strutture per colmare il gap ad esempio dell’oltre il 70% di parti cesarei. Ma come ? C’è bisogno di “umanizzare le strutture sanitarie”?

    In verità l’uomo le ha rese troppo umane e quindi ci sarebbe più bisogno a questo punto di “disumanizzarle” nel senso di rendere queste “aziende” fuori dalla logica produttivistica e metterle “fuori” dalle logiche di potere e clientelari.

    Il lavoro sarà lungo e le rseistenze per il nuovo che avanza ..visto da un diverso punto di vista ..o meglio ritornare alle orgini di un sistema sanitario che non produce prestazioni ma che si prende cura è anche lungo, e sinceramente in queste battaglie a difesa anche di una struttura sanitaria “rurale” non vedo differenze rispetto ad un possibile cambiamento di questa realtà, che ha bisogno meno di quest’uomo e piu di nuovo uomo.

    Su una cosa sono d’accordo c’è bisogno di abbandonare il concetto di delega anche nel prenderci cura. Ecco la scommessa che ha davanti a se la nostra comunità è quella di adottare un principio e per stare in argomento Heidegger parlava della cura autentica e di quella inautentica.

    sarebbe interessante sviluppare un dibattito su questo tema specifica, ANCHE DA UN PUNTO DI VISTA MAIEUTICO:

    QUAL’è OGGI LA CURA AUTENTICA E QUELLA INAUTENTICA?

    CIA ENZO

    Nanosecondo

    14 ottobre 2010 at 8:30 pm

  15. il senso vero e diretto di questa presa di posizione di Franco è solo un’altra prova ( se mai ce ne fosse bisogno) della sua coerenza e del significato profondamente etico che lui attribuisce a questa lotta.
    ne condivido totalmente la forza e il senso MORALE.
    chi era a Napoli martedì ha potuto vedere, chi non c’era dovrebbe provare a capire che questa è la visione più giusta rispetto a ciò che è accaduto.

    bisogna ripartire dall’impegno disinteressato e furente, dalla politica fatta con le persone e fuori dai palazzi. bisogna avere coraggio, anche il coraggio di dire “no, non ci sto”.

    sono trent’anni quasi che franco scrive dell’ospedale, lo ha fatto quando intorno a lui non c’era nessuno, quando era da solo, lo ha fatto dilaniandosi e soffrendo e restando nel suo paese, nella sua terra.
    i suoi libri parlano chiaro.

    franco sogna e propone una rinascita della vita morale dell’Irpinia e, quindi, dell’uomo, più in generale.
    non dico che bisognerebbe ringraziarlo,come fate voi e come faccio io.

    sarebbe chiedere troppo a certi cuori asfittici e ormai inariditi ma non posso fare a meno di considerare che l’avaritia ( e lo dico con Sallustio, per chi lo voglia intendere) in Irpinia è male antico..
    e.m.

    eldarin

    14 ottobre 2010 at 9:06 pm

  16. @mauro
    quando parlo di presa di posizione di franco, mi riferisco al suo comunicato di oggi apparso su Irpinia news e altri giornali.
    grazie, mercuzio e grazie a tutti voi, cuori generosi e ancora vivi.

    eldarin

    14 ottobre 2010 at 9:10 pm


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