COMUNITA' PROVVISORIA

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IL SESSANTOTTO DELLE MONTAGNE

quando ho iniziato la battaglia per la sanità mi era ben chiaro che era la parte che stava per il tutto.

dopo quello che è successo oggi a napoli si apre uno scenario completamente diverso. caldoro governa dal satellite…

a questo punto la comunità provvisoria non può nascondersi.

armin

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Written by Arminio

18 ottobre 2010 a 7:48 pm

Pubblicato su AUTORI

18 Risposte

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  1. il fatto è il mancato ricevimento dei sindaci, nonostante l’accordo scritto del 12 ottobre. questa volta avevo intuito benissimo che quell’accordo era servito solo a sciogliere la grande manifestazione.

    Arminio

    18 ottobre 2010 at 8:10 pm

  2. franco hai fatto bene a non andare a napoli ieri, era chiaro che non ci sarebbe stato nessun incontro.
    così come è chiaro che caldoro non incontrerà nessun esponente di proteste in merito a sanità e rifiuti ( a tal proposito sono molto preoccupata per terzigno e per quello che è appena accaduto).
    quindi, che vogliamo fare?
    io ci sono, ma la protesta va condotta in modi diversi con questi signori qui.

    eldarin

    19 ottobre 2010 at 1:47 am

  3. Conoscete la mia posizione nel merito; teniamo conto che dal 2006 al 2009 la Regione Campania, nel solo settore sanità ha accumulato perdite per 3 miliardi e mezzo di euro (6.000 miliardi delle vecchie lire ovvero quanto è costata la ricostruzione dell’Irpinia in 25 anni di dopoterremoto); oggi bisaccia, sant’angelo e i cittadini campani pagano per chi ha sprecato e ha fatto clientela con i soldi pubblici. I soldi della sanità campana hanno permesso di comprare villa in Toscana e appartamenti a napoli e in provincia; complici i nostri rappresentanti locali assieme a cui dovremmo sfilare ! se caldoro governa dal satellite coloro che lo hanno preceduto hanno governato dai caveau ! se vogliamo discutere evitiamo di targare i problemi a senso unico.

    verderosa

    19 ottobre 2010 at 8:12 am

  4. caro angelo
    sai bene quanto a suo tempo furono dure le mie prese di posizione contro bassolino. se avessi pilotato le mie dichiarazioni col metro della furbizia a quest’ora sarei sindaco del mio paese e forse anche senatore….
    ma è meglio così, è meglio scrivere libri e occuparsi in libertà di questa terra e anche della comunità provvisoria.
    noi caro angelo parliamo di parco dell’irpinia e intanto i sindaci non sono neppure riusciti a presentare in regione l’idea di un corridoio ecologico preferendo un progetto di stampo industriale poi bocciato.
    la comunità provvisoria deve mettere in campo pensieri politici e questo mi pare il momento.

    arminio

    19 ottobre 2010 at 9:08 am

  5. Caro Angelo, tu sai quanto io abbia imparato ad apprezzare le tue doti tecniche, di programmatore e di organizzatore e quanto le trovi indispensabili per questa “cosa” che denominiamo come Comunità Provvisoria. Ma devo dirti con uguale franchezza che non amo per nulla il tuo falso candore quando si scende su un terreno più “politico”. Franco te lo ha appena detto, non si tratta di difendere Bassolino (che nessuno di noi difende) contro Caldoro. Si tratta di elaborare una NOSTRA, AUTONOMA VISIONE COMUNE del PROBLEMA SANITA’ E RIFIUTI, ( tra gli altri problemi), in quanto COMUNITA’ PROVVISORIA. E’ questo che andiamo dicendo da tempo : dico andiamo, perchè non l’ho fatto solo io, ma molti altri, tra cui Franco, Mauro, Mario Perrotta, Michele, Luca, Elda, Michele Ciasullo , Paolo e tanti altri cui ora non mi sovviene il nome.
    Sappiamo tutti che ciascuno di noi ha DIVERSE CULTURE POLITICHE e precedenti personali percorsi. Ma, credi, questo non può e non DEVE essere motivo di riserva mentale e/o di divisione. Al più ciò è una ricchezza, non un problema.
    QUESTO E’ ESATTAMENTE UNO DEI NODI da sciogliere al nostro interno e che non riusciamo ancora a sciogliere. E per “questo” intendo non di certo la diversità delle nostre singole visioni o posizioni, MA LA NECESSITA’ DI UNA COMUNE ELABORAZIONE, sia a livello teorico che pratico. Su questo come su altri grandi temi.
    Ripeto, ottime le iniziative fin qui fatte. Gli incontri itineranti di architetture, la proposta di un parco, l’iniziativa di Cairano 7x, quella di Sant’Andrea di Conza e tutte le altre fin qui realizzate. Ma possibile che, a partire del PRIMO SEMINARIO DI PAESOLOGIA di GROTTAMINARDA, dove sono state dette – su territorio, ambiente e governance – cose FORTISSIME, NON SI RIESCA A ELABORARE, attraverso un dibattito necessario e sincero, UNA VISIONE COMUNE su queste due grandi questioni (tra le altre), che hanno una valenza decisiva non solo per l’Irpinia, ma per tutta la Regione?
    E’ QUESTO IL nocciolo della questione, caro Angelo. E tu, da persona intelligente, esperta e sensibile, LO SAI BENISSIMO. Come lo sanno benissimo anche altri amici comunitari.
    Dunque, la domanda è : PERCHE’ NON PARLARNE FRANCAMENTE, Con chiarezza e RECIPROCO AFFETTO?
    Magari incominciamo a farlo Venerdì pomeriggio a Grottaminarda.
    Io ho provato a dirlo con chiarezza e proverò ancora. E ti prego di credere che la mia è solo una PALMARE OSSERVAZIONE fatta per stima della tua intelligenza e sensibilità. NON E’ AFFATTO UNA ACCUSA. NE’ A TE NE’ AD ALTRI. Mi muove solo la preoccupazione di non vedere disperdere un patrimonio umano di intelligenze, sensibilità e amicizie davvero eccezionale.
    Con affetto
    Salvatore D’Angelo

    Salvatore D'Angelo

    19 ottobre 2010 at 12:43 pm

  6. Sottoterra o nell’atmosfera non conta, solleviamo solo della polvere come in un “salotto” televisivo. Ora conta che molti dei territori di cui abbiamo parlato e per i quali ci siamo spesi con riunioni, che ora appaiono cari amici inesorabilmente inutili, avranno tra poche settimane il rischioso primato di non poter garantire l’assistenza per un problema cardiaco o una ferita grave.
    Questo è quello che conta.

    Non ricevere un rappresentante istituzionale eletto dal popolo, poi, non è giustificato da nessun comportamento, errore o decisione sbagliata precedente, che sia di destra o di sinistra.
    mario perrotta

    mario perrotta

    19 ottobre 2010 at 1:58 pm

  7. “Mettere in campo pensieri politici”. Concordo. E scusate se allargo molto il tiro, ma ditemi se la CP non debba trovarsi comoda comoda in questa analisi. Bellissimo articolo.

    DOPO CRISTO

    di Franco Berardi “Bifo”
    nota su Facebook, 18 ottobre 2010

    All’inizio dell’autunno 2010 Sergio Marchionne ha dichiarato che lui vive nell’epoca dopo Cristo, e non può stare ad ascoltare le considerazioni che provengono da gente che vive nell’epoca prima di Cristo. La blasfema metafora di Marchionne vuol dire che da quando esiste la globalizzazione non si possono rivendicare quei diritti e quelle garanzie sociali che vigevano prima della globalizzazione.

    Se dobbiamo competere con economie emergenti nelle quali il costo del lavoro è inferiore al costo del lavoro degli operai europei, dobbiamo abbassare i salari europei. Se dobbiamo competere con economie nelle quali l’orario di lavoro è illimitato e le condizioni di lavoro sono selvagge – scarse garanzie di sicurezza sul lavoro, turnazioni massacranti, precarietà del rapporto di lavoro – anche in Europa bisogna abolire i limiti all’orario settimanale, rendere obbligatorio lo straordinario, rinunciare alla sicurezza del posto di lavoro e così via.

    In termini brutali così potremmo tradurre il pensiero di Sergio Marchionne (che del resto esprime il pensiero ufficiale dell’Unione europea dopo la svolta seguita alla crisi greca di primavera): l’evoluzione del capitalismo richiede l’abrogazione di fatto dei principi che discendono dalle tradizioni Socialista, Illuminista e Umanista, e naturalmente dei principi che definiscono la democrazia, ammesso che questa parola significhi qualcosa. Vorrei aggiungere un’ultima considerazione, giocando un po’ con la metafora cristologica del signor Marchionne. Nell’epoca dopo Cristo di cui parla lui anche il principio cristiano dell’amore per il prossimo va cancellato, ridotto al più a predica domenicale.

    È questa l’Europa che vogliamo? A questa immagine di sé ha deciso di piegarsi l’Europa? Ed il pensiero marchionnico coincide con la politica dell’UE?

    Naturalmente più che di principi qui si tratta di rapporti di forza. Negli ultimi anni la classe finanziaria, dominante nel governo economico del mondo, ha usato le potenze tecniche globalizzanti per aumentare enormemente la quota di ricchezza che in forma di profitto e di rendita finanziaria va nelle tasche di una minoranza. La classe operaia, e il lavoro cognitivo multiforme non hanno potuto resistere all’attacco seguito alla globalizzazione.

    Questa distribuzione della ricchezza confligge però con la stessa possibilità di uno sviluppo ulteriore del capitalismo perché la riduzione del salario globale provoca una generale riduzione della domanda. Si sta verificando un effetto di impoverimento che rende la società sempre più fragile e aggressiva, ma anche un effetto deflattivo che rende impossibile lo stesso rilancio della crescita.

    Come se ne esce?

    Il signor Marchionne e i suoi sodali, che vivono nell’epoca dopo Cristo, fanno questo ragionamento: se la deregulation ha prodotto il collasso sistemico col quale sta facendo i conti l’economia globale, allora occorre maggiore deregulation. Se la detassazione degli alti redditi ha portato al restringimento della domanda, allora ci vuole un’ulteriore detassazione degli alti redditi, se l’iper-sfruttamento ha portato a una sovraproduzione di automobili invendute ed inutili, allora occorre intensificare la produzione di auto. Sono forse pazzi, costoro? Penso di no, penso che siano incapaci di pensare in termini di futuro, che siano nel panico, terrorizzati dalla loro stessa impotenza. Hanno paura. Tutto quello che sanno fare è aumentarsi lo stipendio (vero, Marchionne?) e i dividendi per i loro commensali.

    La borghesia moderna era una classe fortemente territorializzata, legata a un patrimonio materiale che non poteva prescindere dal rapporto con il luogo, con la comunità. Il ceto finanziario che domina la scena del nostro tempo non ha alcun rapporto di affezione col territorio né con la produzione materiale, perché il suo potere e la sua ricchezza si fondano sull’astrazione perfetta della finanza moltiplicata per il digitale. L’iper-astrazione digital-finanziaria sta liquidando il corpo vivente del pianeta, e il corpo sociale.

    Ma può durare? Dopo la crisi greca si è costituito un direttorio Merkel Sarkozy Trichet che ha stabilito, senza alcuna consultazione dell’opinione pubblica, di concentrare dal 2011 il potere di decisione sull’economia dei diversi paesi esautorando di fatto ogni istanza parlamentare. Potrà davvero questo direttorio commissariare la democrazia nell’Unione, sostituirla con un comitato d’affari che fa capo ai direttori delle grandi banche? Potrà imporre un sistema di automatismi per i quali, se vuoi far parte dell’Unione devi ridurre i salari dei dipendenti pubblici, licenziare un terzo degli insegnanti e così via?

    Il 16 ottobre a Roma e a Parigi si sono tenute due immense due manifestazioni che mi fanno pensare che la dittatura finanziaria non riuscirà a stabilizzarsi.

    Può darsi che Sarkozy riesca a far passare la legge che prolunga il tempo di vita lavoro fino a 65 anni, e in Italia le politiche di taglieggiamento del salario operaio e dei diritti operai non finiranno certo con la prossima caduta del governo Berlusconi.

    Questo lo so.

    Ma nei paesi latini (cattolici) del mondo europeo la dittatura europea non si stabilizzerà, perché nei prossimi mesi e nei prossimi anni assisteremo a un diffondersi, contraddittorio, talvolta violento, ma persistente di insubordinazione sociale che sempre più individuerà il vero nemico – non nei governi nazionali, ma nell’Unione stessa, nel suo direttorio granitico e nelle sue tecniche di governance apparentemente neutrali. E allora a quel punto occorrerà abbattere l’Europa presente, perché l’Europa possibile emerga finalmente.

    Allora dovremo chiederci: ma è proprio vero che dobbiamo competere secondo la regola economica? Se proprio di competizione dobbiamo parlare (e la parola è sbagliata) perché non pensare alla competizione tra stili di vita, modalità dello spirito pubblico, livelli di felicità e di godimento per l’organismo sensibile collettivo? Non sono forse questi criteri che nel lungo periodo dell’evoluzione umana possono avere una forza attrattiva superiore al prodotto nazionale lordo, alla quantità di petrolio bruciato, e al numero di centrali nucleari?

    Quello che vogliono gli esseri umani (fin quando non sono preda di un’ossessione psicotica che si chiama avarizia) è vivere in modo piacevole, tranquillo, possibilmente a lungo, consumando ciò che è necessario per mantenersi in forma e per fare all’amore.

    Tutti quei valori politici o morali che hanno reso possibile il perseguimento di uno stile di vita di questo genere li abbiamo chiamati un po’ pomposamente “civiltà”.

    Ora vengono i Marchionne a raccontarci che se vogliamo continuare a giocare il gioco che si gioca nelle borse e nelle banche, dobbiamo rinunciare a vivere in modo piacevole, tranquillo, eccetera. Ovvero dobbiamo rinunciare alla civiltà. Ma perché dovremmo accettare questo scambio? L’Europa è ricca non perché l’euro è solido sui mercati internazionali o perché i manager fanno quadrare i conti del loro profitto. L’Europa è ricca perché ci sono milioni di intellettuali di scienziati e di tecnici, di poeti e di medici, e milioni di operai che hanno affinato per secoli il loro sapere. L’Europa è ricca perché nella sua storia ha saputo valorizzare la competenza e non solo la competitività, ha saputo accogliere e integrare culture diverse. È ricca anche, bisogna pur dirlo, perché per quattro secoli ha sfruttato ferocemente le risorse fisiche e umane degli altri continenti.

    Dobbiamo rinunciare a qualcosa, ma a cosa precisamente?

    Certamente dovremmo rinunciare all’iper-consumo imposto dalle grandi corporation, ma non credo che dovremmo rinunciare alla tradizione umanistica, a quella illuminista e a quella socialista, cioè alla libertà, al diritto e al benessere. Non perché siamo affezionati a dei principi del passato, ma perché questi rendono possibile una vita decente, mentre i criteri che propongono i Marchionni garantiscono per la maggioranza una vita infernale.

    La prospettiva che si apre non è quella di una rivoluzione, concetto che non corrisponde più a niente perché implica un’esagerata considerazione della volontà politica sulla complessità della società presente. Quella che si apre è la prospettiva di una transizione paradigmatica.

    Un nuovo paradigma, che non sia più centrato intorno alla crescita del prodotto, intorno al profitto e all’accumulazione, ma fondato sul pieno dispiegamento della potenza dell’intelligenza collettiva.

    Non credo che l’Europa abbia qualcosa da insegnare alle altre civiltà del pianeta. Può dare un contributo originale, come nel bene o nel male ha fatto nel passato in più occasioni.

    Abbiamo imposto il modello capitalistico, e ora cerchiamo la via per venirne fuori. Non per venire fuori dal capitalismo, che come ogni altro modello economico (lo schiavismo, il feudalesimo) è incancellabile – ma per venire fuori dalla sua dominanza incontrastabile. Autonomia della società dal dominio del capitale, dispiegamento delle potenze che il capitale ha realizzato nella sua convivenza conflittuale con il lavoro.

    Questo è il contributo originale che l’Unione europea, quella possibile, quella del dopo-dopo-Cristo che Marchionne non riesce neppure a immaginare, potrebbe consegnare alla storia del mondo.

    Michele Citoni

    19 ottobre 2010 at 2:24 pm

  8. bene, allora iniziamo a non usare il blog per scrivere che caldoro governa dal satellite; e scriviamo anche che chi ha approvato l’attuale piano sanità sfilava candidamente al fianco dei cittadini dell’altairpinia come nulla fosse… e scriviamo pure che c’è una continuità camorristica sulla gestione della sanità in campania

    concordo con salvatore, siamo capaci come CP di elaborare un documento su una visione comune della sanità in irpinia e in campania ?

    non sono un esperto, potrebbe aprire la discussione un medico competente come Ciasullo.

    verderosa

    19 ottobre 2010 at 2:36 pm

  9. angelo ma che dici?
    che ci trovi di scandaloso nella mia frase sul governo dal satellite?
    non pretendo che la condividi
    ma non è che “uso” il blog,
    esprimo un’idea. siamo qui per questo, per esprimere idee, non ti pare?

    Arminio

    19 ottobre 2010 at 2:46 pm

  10. penso che sia incompleta; mi pare che stiamo cercando una visione comune per arrivare ad un’azione condivisa.
    se vogliamo ragionare sulle responsabilità dell’attuale situazione dobbiamo partire da chi le ha generate, se no facciamo populismo.
    mi pare che stiamo ragionando degli effetti di un piano sanitario approvato dal governo regionale precedente.

    verderosa

    19 ottobre 2010 at 2:55 pm

  11. ho invocato per mesi un’azione condivisa. penso che ne guadagnerebbe l’irpinia. ho scritto trenta articoli sono nell’ultimo anno sull’argomento.
    caro angelo permettimi di dirti che non è giusto dire che il mio pensiero è incompleto, sarà sbagliato, ma non è incompleto.
    e poi un poeta se è tale non è mai populista.

    Arminio

    19 ottobre 2010 at 3:04 pm

  12. La visione comune va bene, con tutti i limiti di conoscenza che possiamo avere. Ma tale visione non credo debba necessariamente passare dal “ragionare sulle responsabilità”, fattore per il quale è necessario conoscere ancora di più. Lasciamo lavorare i magistrati. Il vero populismo è questo secondo la mia modesta opinione.

    Partiamo dal dire che: quando il polverone si sarà placato un benefattore e salvatore della patria -probabilmente- rileverà le strutture sanitarie dismesse per offrire il suo modello di sanità ai territori dell’Irpinia d’Oriente.

    Partiamo dal dire che: il prossimo anno sarà impossibile organizzare un evento come Cairano7x. Chi si assume la responsabilità della mancanza di una assistenza sanitaria di pronto soccorso in tempi ragionevoli?
    mario perrotta

    mario perrotta

    19 ottobre 2010 at 3:05 pm

  13. Mi sembra che veramente stiamo prendendo una deriva incontrollata e pericolosa. E’ bene che ognuno abbia le sue posizioni ma è anche giusto che ognuno rispetti quelle degli altri. Il blog è ormai diventato la lavagna dei miei tempi a scuola, quando il maestro usciva e imponeva al capo classe di scrivere alla lavagna i buoni e i cattivi. Comunità provvisoria mi è piaciuta e mi onoro di farne parte perchè era il luogo dove si poteva esprimere liberamente le proprie opinioni e anche il cassetto dove poter riporre i propri sogni in attesa che si avverassero. All’ultima riunione a Fontigliano di Nusco, la carissima Elda ha letto uno scritto molto bello che diceva perchè il mondo è morto. Forse che Elda abbia in un certo senso voluto porre l’accento sul fatto che anche Comunità Provvisoria stia morendo essendo parte del mndo ??? Io credo che bisogna arivare ad un confronto, anche perchè non si può continuare a leggere sempre le stesse cose, sembrerebbe che siamo diventati tutti dei potenziali distruttori. Il momento è critico, abbiamo molti fronti aperti e poche persone in campo. Questo è il problema. Quando Angelo scrive a Franco e contesta il fatto che Caldoro governa dal satellite pone la questione sanità da un punto di vista diverso, ma condivisibile, infatti molti di quelli che erano a protestare sono loro stessi artefici dei casini combinati dalla peste bassoliniana, ma come mai allora nessuno parlava ??? Franco ha ragione ha dire che lui non usa il blog ma scrive sul blog, Franco lo sappiamo è un “rivoluzionario” e per questo non può non scrivere, lo avrebbe fatto anche se a governare fosse ancora la sinistra. Il fatto preoccupante è che i signori del palazzo no danno risposte e cari amici, di qualsiesi colore politico, il governatore della Campania che sia Caldoro o Belzebù ha il dovere di ricevere i rappresentanti istituzionali. Quetìsta è democrazia. In fondo non chiedono altro di sapere cosa intenda fare la Regione campania per i territori in cui si è deciso di chiudere gli ospedali. Tutti sappiamo che alcuni ospedali non hanno mai funzionati, che sono serviti come serbatoi di scambio di voti, però da un momento all’altro chiudere e non far sapere se ci sarà una possibilità di non morire non è certamente una cosa bella. Non mi si venga a dire che le cose sono difficili, che il debito è alto etc etc… se così fosse, allora gettino la spugna ed intervenga lo stato. Non possiamo aspettare oltre, non possiamo continuare a vivere aspettando questa o quella crisi che senza azion concrete si presenteranno a breve. E come credete che verrà risolto il problema spazzatura ??? visto che Napoli è di nuovo al collasso ??? Lo sappimao tutti vero ??? Allora invece di fare idealismo e lezioni di democrazia scendiamo in strada e lottiamo per i nostri diritti. Avellino è quarta in Italia come raccolta differrenziata 68%, Napoli novantaduesima, 16% … i numeri parlano chiaro !!! Ma dato che questo è ormai il paese dei balocchi … la camorra costringerà chi di dovere a far portare la spazzatura in eccedenza da qualche altra arte, inutile dire quale sia questa parte !!! Questo non vuol dire essere razzisti, se io ogni giorno faccio la differenziata, devo essere premiato non punito. e checchè ne possano pensare i gattopardi questa savana verrà ancora una volta impestata dalla monnezza tal quale di coloro che la differenziata continuano a non farla … i nostri figli non possono vivere accanto alle discariche … i nostri invece si … scusatemi ma su queste cose non tansigo, anche a costo di essere tacciato come sannita o brigante.

    giovanni ventre

    19 ottobre 2010 at 4:23 pm

  14. ORGANIZZIAMO UNA GIORNATA DELLA PROTESTA FATTIVA, APPRONTIAMO UNA SERIE DI PROGETTI DI QUALITA’ E METTIAMOLI A DISPOSIZIONE DI CHI DEVE GOVERNARE QUESTI TERRITORI. DIAMOCI DA FARE, SPENDIAMO LE NOSTRE ENERGIE IN COSE PROPOSITIVE, METTIAMO DA PARTE PER UN PO’ LE POLEMICHE.

    giovanni ventre

    19 ottobre 2010 at 4:29 pm

  15. caro Giovanni
    la stima verso il tuo entusiasmo mi porta a chiederti:
    in cosa pensi sia diverso il tuo intervento dagli interventi che ti hanno preceduto? con simpatia

    mario perrotta

    mario perrotta

    19 ottobre 2010 at 4:40 pm

  16. Infatti non volevo essere diverso, volevo far sentire anche la mia rabbia, o se vuoi il mio sconforto. Caro Mario io ho l’impressione che molti sanno solo scrivere sul blog ma poi alla resa dei conti non escono mai dalle stanze in cui si sono rifugiati, io li definirei dei disertori presenti.

    giovanni ventre

    19 ottobre 2010 at 7:02 pm

  17. Siamo capaci come CP di elaborare un documento su una visione (comune) della sanità in irpinia e in campania?
    Riparto dal quesito di Angelo per invitare l’amministratore del blog ad inserirlo come post e tutti i frequentatori a postare delle risposte SPECIFICHE lasciando da parte i commenti ‘laterali’.
    Sarebbe interessante che dessero lo spunto quelli che lavorano nel settore, Michele, Enzo.
    Sarebbe molto interessante (e serio) – ribadisco una proposta che feci dopo il seminario di Grotta – se ‘a regime’ ci attrezziamo per reperire fondi (anche in autofinanziamento) per borse di studio a laureandi/laureati finalizzate a ‘strutturare’ conoscenza e proposte sui temi focalizzati.
    La costruzione della comunità passa anche (1) attraverso l’elaborazione di proposte più che per aprioristiche affermazioni di valori. Sotto traccia, se stiamo qui, un denominatore comune dovrà pure esserci, o no? Quindi lavoriamo su quello e per un pò trascuriamo l’ombelico…

    (1) oltre al software poi ci vuole l’hardware che mette in campo ciascuno di noi. Agostino mi sembra che faccia funzionare bene il sw di CP. E c’è tanto di quel lavoro che NESSUNO può più sottrarsi…

    paolo

    20 ottobre 2010 at 12:42 pm

  18. Vabbè….. Quando parliamo di un “impegno politico” della CP credo che un riferimento concreto, utile sia per capirci tra noi che per aprire eventuali rapporti e collaborazioni, stia nel mondo di associazioni, comitati e reti territoriali saldamente radicati nei luoghi e impegnati nella difesa dei diritti e dell’ambiente e nella promozione dell'”altra economia”. Come ho già avuto modo di segnalare ad alcuni, ci sarà un importante incontro dal 22 al 26 ottobre a Teano (vedi www. versoteano. it).

    Un altro interessante appuntamento sarà il 6-7 novembre nelle Marche a Grottammare, città che si è distinta per la più avanzata esperienza italiana di bilancio partecipativo. I materiali sono qui: www. luoghi-comuni. org

    Che ne direste di una trasferta collettiva a Grottammare? Secondo me questa boccata d’aria ci farebbe bene anche per trovare un riferimento più concreto al dibattito che – non sempre con chiarezza e non sempre utilmente – sta animando il blog.

    Michele Citoni

    20 ottobre 2010 at 3:49 pm


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