COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Una,mille “sentinelle” della sanità

dal Mattino di oggi

di franco arminio

Avevo deciso di non scrivere più articoli sulle vicende sanitarie, ma non sempre si riesce a stare dietro ai nostri propositi. La quantità di approssimazione e malafede di cui sono portatori molti degli attori di questa vicenda, almeno per me, è insopportabile. 

Il piano sanitario costruito con l’esigenza di appianare i debiti è stato approvato il 14 luglio. Dagli inizi di agosto il commissario Florio non ha presentato ai rappresentanti delle popolazioni irpine alcuna proposta concreta. Il modello di riconversione indicato nel piano per Bisaccia è inaccettabile perché non rimuove il concreto pericolo di morte a cui i cittadini dell’Irpinia d’oriente sono costantemente esposti. Quando si parla di rete dell’emergenza il fattore fondamentale è il tempo. Gli interventi tanto più sono efficaci quando più sono tempestivi. Per l’infarto o l’ictus ma anche per i traumi è fondamentale la prima ora. Se azzeriamo le lancette al momento in cui ci accade qualcosa di terribile, qualcosa che può accadere a tutti in qualsiasi momento, ne viene fuori che in Irpinia d’oriente l’intervento del sistema sanitario è quasi sempre fuori tempo massimo. La cura migliore per l’infarto prevede trombolisi ed angioplastica, ma questo trattamento nella nostra provincia si può avere solo ad Avellino. Così stanno le cose, il resto appartiene alle demagogie che vanno in scena da mesi intorno alla questione sanitaria. Oltre al drammatico sforamento dei tempi, ci sarebbe da considerare la qualità degli operatori. Magari dal punto di vista formale è tutto a posto, ma si può dubitare della effettiva capacità degli operatori del 118 di svolgere tutte quelle manovre salvavita che si impongono prima dell’arrivo in ospedale? Spetta a noi o al commissario Florio verificare l’efficienza del sistema? Domani ho deciso di andare per la prima volta nella mia vita alla Procura della Repubblica. A questo punto mi sembra inutile partecipare a un incontro a Napoli in cui quello che chiedono i sindaci è stato a più riprese già negato da Caldoro e da Zuccatelli. Voglio sperare nella loro effettiva presenza e spero anche che abbiano cambiato idea, ma sento che così non sarà. E allora i sindaci possono già prenotare l’acquisto di cartelli con la scritta “pericolo di morte” da apporre all’ingresso dei loro paesi. Va detto con chiarezza che questa situazione vale per il futuro, ma anche per il presente. Bisogna decidersi: o la sanità serve a curare le persone o è uno strumento per posizionarsi meglio nel teatrino della politica?I sindaci che vanno a Napoli devono sapere che a questo punto i cittadini non accetteranno soluzioni di finta sanità, giusto per dare l’idea che la porta degli ospedali non si chiude. A me non interessa la porta aperta, ma quello che c’è dentro. L’indecenza di questo piano è che invece di mettere gli ospedali in condizione di fare il loro lavoro, provare a salvare la vita alle persone, si decide di chiuderli per sostituirli con un confuso discount sanitario per il quale non ci sono neppure i soldi. E questo è il motivo per cui nelle prossime settimane non accadrà nulla e forse anche nei prossimi mesi. Resteremo ancora a lungo bloccati tra un passato che non si riesce a chiudere e un futuro che non si vuole realmente

Annunci

Written by Mercuzio

18 ottobre 2010 a 6:36 am

Pubblicato su AUTORI

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: