COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Non “un addio” ma “un arrivederci e……grazie”!!

Caro amici irpini , comunitari e provvisori.

Nel prescrivermi un “anno sabbatico” di distinzione e di distanza  dalla esperienza nella “Comunità provvisoria” della ‘prima…seconda e terza  ora’…..prima di tutto voglio esternarvi il mio   naturale ed umano  “affetto” maturato nei tanti  incontri  che abbiamo avuto e insieme il “rispetto” per il vostro impegno   nelle iniziative  ristrette ,allargate e pubbliche pensate e praticate    per “abundantiam cordis” (per eccesso d’amore) per la nostra bella e cara  terra d’Irpinia.Sono non a caso due sentimenti distinti  ma essenziali nella originale esperienza culturale politica  che abbiamo intrapresa nella nostra   ,ainoi , non più giovane età e vita sentimentale,mentale e politica. E’ stato il “sentimento” ,non necessariamente contrapposto alla “ragione”, la peculiarità  e l’anima  di questa nuova esigenza di cultura  politica che ci ha piacevolmente trascinato in questa straordinaria esperienza  esistenziale,culturale e  sociale .

Ognuno di noi ha dovuto fare delle scelte esigenti rispetto alla propria vita privata, intellettuale e professionale .Abbiamo dovuto correggere convinzioni inossidabili ,tradizioni di pensiero ,sintassi sgangherate e vocabolari  inadeguati ,psicologie autistiche o altruistiche. Abbiamo dovuto fare “tabula rasa ” delle nostre sintassi e grammatiche, perché sentivamo che questa esperienza  aveva una necessità ,impellenza, novità e originalità che obbligava a mettere in discussione prima di tutto noi stessi, le nostre accomodanti e pacificate pigrizie conoscitive  , psicologiche e ontologiche. Abbiamo dovuto anche fare ameno delle nostre storie personali,affettive  e identitarie e locali  attenti anche a tenere a bada come l’auriga  platonica i  facili abbagli della ricerca identitaria  di “radici” culturali che  potessero diventare “etnicamente fondamentaliste e isolazionista ”. Le nostre care e vecchie categorie filosofiche e politiche si sono manifestate nella loro insufficienza sia per la comprensione del fenomeno culturale,sociale e politico che ci investiva e ci provocava  ma soprattutto per interpretarne il senso e  definirne la sua rappresentazione e la possibile  pratica realizzativa. Educati  ad una salutare diffidenza ( o  sospetto) culturale e politica dell’individualismo moderno se pur filosoficamente profondo (Cartesio, Locke,Kant, Stuart Mill) e una predilezione per il pensiero che si faceva sogno,speranza ,utopia senza perdere il contatto con la terra e il mondo umano ,questa nuova esperienza culturale e  sociale ci ha riaperto un quadro analitico meno assoluto,dottrinario e ideologico e più aperto al confronto e dialogicamente  critico. Abbiamo scoperto la ricchezza di un individualismo “riflessivo” ,progressivo e attivo finalizzato a stimolare e consentire agli individui  prima di tutto, di fare libere e critiche scelte per quanto riguarda la loro vita privata e pubblica per una cittadinanza attiva ,riflessiva e responsabile e la povertà pericolosa e reazionaria  di un individualismo pigro ,regressivo e gregario. Ma questo per esperienza non ci bastava se il tutto non venisse coniugato con la categoria  di “comunità” che avevamo accompagnato all’aggettivo ‘ provvisorio’ per evitare derive  oggettivamente assolute, solide e autoritarie e  prescrittive.Si è detto spesso anche tra di noi  che le emozioni, le passioni, i sogni  non possono costruire nuove identità collettive e nello stesso tempo in nome della ‘pratica’ si diffidava della stessa ‘razionalità’ marchiata da ‘intellettualismo’ tout court. L’esperienza di Cairano  per praticare una intuizione ,una idea ,una esigenza , insieme la “paesologia” e la “comunità” come la risposta concreta a una psicologia ,cultura   o politologia viziata da un errato privilegio esclusivo di una certa  “razionalità” o di una  astratta “tradizione”. Una sorta di astratta ed idealistica  razionalità mista a un realismo opprimente o un pragmatismo vuoto  e senz’anima rischia di fare dei brutti scherzi non solo ai nostri detrattori  ma anche ad intelligenti analisti e praticanti  presenti nella nostra esperienza  esistenziale più che etica. Avevamo bisogno di una modestia e curiosità intellettuale e un orgoglio culturale  che partisse  da un risultato al di là e al di sopra delle nostre personali capacità e previsioni. Oggi sono  costretto  a  scegliere    di applicare una sorta di “esercizio del silenzio” o una sorta di salutare “presa di distanza” e attivo allontanamento dalla mischia, non per mancanza di argomentazioni o convinzioni , in rapporto allo sviluppo delle esigenze, non sempre legittime e rispettose, manifestatosi  nell’arcipelago ,geograficamente e psicologicamente distinto, delle tante esperienze  che generosamente continuano a cercare di animare una terra che sembra ricaduta in una sorta di maledizione divina  . Comunque  per il passato non ho fatto mancare la mia  presenza umanamente e convivialmente   attiva a tutti gli incontri e gli spazi  delle comunità  cittadine. Oggi pur contrariato e  disamorato non voglio rinunciare alle tante e ricche esperienze umane  che in taluni casi ha avuto risvolti amicali  profondi e veri. Allo stesso modo con grande senso di unità concreta e responsabilità non ho  mai fatto mancare l’espressione chiara  e concreta delle nostre convinzioni nelle sedi deputate dei nostri incontri ,anche a rischio di qualche malevole incomprensione o di ingenerose accuse di “pedanteria e eccessi verbali’.Avevo ingenuamente  cercato  il senso della continuità delle nostre passate e future esperienze in una possibile esperienza anche  di cittadinanza attiva e di radicamento nel territorio al di là delle espressioni e letture più immediate e politicista delle azioni ed esperienze pregresse  ,miopi  e dai “pensieri corti” delle società politica e dei suoi gruppi dirigenti  passati ed attuali  rifiutandoci comunque di accoccolarci  silenziosi  e fedeli sotto “le tavole imbandite” dai potenti di turno.Forse poteva essere anche l’occasione per mettere in discussione un nostro modo di pensare alla sinistra o un pensiero progressista  “Abituata a guidare il popolo,scrive la Spinelli, la sinistra sembra essere incapace di mettersi in suo ascolto, ed è il motivo per cui ne è regolarmente sconcertata”Io ero e sono convinto che l’esperienza paesologica e comunitaria ” non è  nata  solo per essere compresa razionalmente o per essere  vissuta e diretta se pur con competenza e intelligenza ma soprattutto per essere vissuti e praticata democraticamente in prima persona   in modo critico, riflessivo, attivo,partecipato e responsabile.Non stanchiamoci di ricordare agli altri , ma anche a noi stessi, che non nasciamo o vogliamo essere, intellettualmenete astratti , ma neanche  concretamente praticamente svuotati e come al solito supini e  gregari alle scelte e alle agende dettate dai soliti noti. Pensavamo di essere carichi di originali stimoli e sane provocazioni intellettuali e istintive alle pigrizie della “cultura”tradizionale   e alla pervicacia inamovibile  dei tanti e diversificati  ‘poteri locali ‘ che pensano e praticano  la  “politica” sia quando,  ingessata e autoreferenziale ,  smarrisce il senso dei suoi fondamenti e finalità alte e valoriali ,sia quando si fa pratica praticata e politicante o ‘potere’ , sia quando si fa ideologia, mito, metafisica o dottrina, dimenticando di essere soprattutto ricerca critica, scienza o attività dell’uomo e per l’uomo.E’ per questo che ho scelto di esternare questo mio sentimento di disaffezione e di limitazione dell’impegno e di presa di distanza  da una esperienza che pure mi ha dato tanto umanamente ed intellettualemente.Avevo una speranza che anche in Irpinia  col vento di nuove e antiche speranze  si potesse pensare  e praticare soprattutto le categorie moderne del pensiero democratico e la centralità della “ciitadinanza” insieme alla esigenza di ‘comunità’.“..La parola “cittadini” sta recuperando da qualche tempo una valenza che era andata smarrita. Camerati, compagni, amici, signore e signori, avevano sostituito un appellativo che si richiamava direttamente e semplicemente alla sovranità  popolare senza distinzioni e appartenenze di classe, di censo di ideologie. Cittadini vuol dire abitanti della stessa città, ed estensivamente dello stesso paese, della stessa comunità; diritti e doveri di cittadinanza sono le leggi che tutti siamo tenuti a rispettare e tutti abbiamo titolo di formulare. Infine cittadino è colui che fa parte e si dà carico della ‘res publica’, delle sue costumanze, delle sue magistrature”.E. Scalfari.

Non viviamo di nostalgie regressive e consolatorie ma confidavamo  nella nostra capacità e intelligenza di ricordare a noi e agli altri “ciò che non siamo e ciò che non vogliamo”

Con affetto e stima

 

mauro orlando 

 

 

 

 

Annunci

Written by Mercuzio

20 ottobre 2010 a 8:49 am

Pubblicato su AUTORI

7 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. mauroo o o h … Hai visto per casoo o o Mercuzioo o o o … Il mio angeloo o o custodee e e … Ogni tanto rischio di perdermeloo o o o … L’ultimo volta che l’ho sentito abbiamo parlato di speranzaa a a … Lo vidi un so giù …. Le sue ali si erano un pò ammosciate … La mia unica ala non ce la faceva a reggerlo… se fatto un po pesante ultimamente … Magnia che da schifo … Se fatto come un vacco sempre pasta con ceci piselli e calamari … Gli ho imparato pure a fare le scorregge … Devo dire che so tali e quali ai tuoni… Secondo me i tuoni sono scorregge di angeli … Ma non ho capito ancora le saette tu che pensi che siano le saette…. Un mezzo per fuggire o per scaricare .. Ops sarà un nuovo sistema di scarico ? Per il wc degli angeli? Certo che potrebbe funzionare anche un pò qui da noi … Fulmini a ciel sereno o scorregge con saette? mauro se vedi mercuzio digli che lo sto cercando per favore …. Adesso parto che c’è un angioletto diavoletto che mi sta sulle costatelle …. Ma mo lo sperdo Brrrrmmuoom mauro finché c’è piega c’è speranzaa a a a a a a a bro o o o o m m m

    nanosecondo

    20 ottobre 2010 at 11:11 am

  2. CARO MAURO
    e CARO AGOSTINO,
    venerdì sistemiamo tutto, non è che ci vuole molto. siamo tra persone di valore e siamo qui per non riprodurre l’irpinia rancorosa di cui tutti abbiamo sofferto.

    Arminio

    20 ottobre 2010 at 7:22 pm

  3. Possiamo provare con un cerchio…. Della gioia? … Cia nanos

    nanosecondo

    21 ottobre 2010 at 9:13 am

  4. mauro, no. niente anno sabbatico.
    tu ci devi essere, perché ci sei. sei dentro questa esperienza,al punto da provare emozioni, dispiaceri anche. questo è un patrimonio che non può andare perduto, sprecato.
    è importante che ci si parli.
    un abbraccio
    e.
    p.s. scrivo solo ora perché i miei commenti continuano ad andare in spam…

    eldarin

    21 ottobre 2010 at 9:59 am

  5. mauro e agostino:
    l’incontro di grotta è importante
    la cp è una bella avventura
    per crescere e stare bene
    abbiamo solo bisogno di chiarezza.
    sono convinto che da domani riprendiamo il volo, ci sono tutte le condizioni.

    arminio

    21 ottobre 2010 at 10:12 am

  6. Quoto Elda.

    Salvatore D'Angelo

    21 ottobre 2010 at 12:32 pm

  7. Quoto la quotazione.

    Michele Citoni

    21 ottobre 2010 at 1:23 pm


I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: