COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

per domani, rimandando i commenti a domani

 “Le offese le riceviamo da chi dovrebbe esserci vicino” … domani pomeriggio spero parleremo anche dello stato d’animo ‘infelice’ di numerosi, ormai, comunitari…   Scrivo alcuni pensieri che …

RACCOLGO le osservazioni fattemi e le telefonate ricevute; lo scritto non ha dignità di POST; l’ho messo quindi come commento. _ a domani

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Written by A_ve

21 ottobre 2010 a 12:42 pm

Pubblicato su AUTORI

30 Risposte

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  1. Uaoo … Tutte sue cose… Che bello … Ma le organizza la pro loco…. ?

    nanosecondo

    21 ottobre 2010 at 1:09 pm

  2. “Le offese le riceviamo da chi dovrebbe esserci vicino” … domani pomeriggio spero parleremo anche dello stato d’animo ‘infelice’ di numerosi, ormai comunitari…

    Scrivo alcuni pensieri che passano in questi giorni per la testa man mano che leggo il blog; ho fatto anche l’esercizio suggerito da Enzo Luongo, sono andato a rileggere post e commenti del 2008 e 2009.

    Binomio paesologia/ paesanologia : penso che ‘la paesologia’, come le arti, è individuale. La ‘paesologia’ è un pensiero, una scrittura, uno stile, uno stato d’animo che appartiene a chi l’ha inventata : Franco Arminio. Unicamente gli appartiene; l’arte non è trasmissibile, nemmeno la paesologia. Leggiamo i libri di Franco e li condividiamo ma ognuno resta quello che è, fornaio, fabbro, archeologo, musicista. Continua a sentire e pensare come sa fare.

    Ognuno è patrimonio di idee e di sensibilità; per sentire l’altro, il prossimo, dentro o fuori il circolo della comunità, non c’è bisogno né di fede né di mutamenti di cuore. Gli individui che si sono riconosciuti finora nella C.P., tutti dico tutti -anche se qualcuno procede con discrimine e classificazioni riservando le ultime file ai ‘paesanologi’, ai semplici, ai puri di cuore e non intellettuali- hanno emozioni, talenti e idee da comunicare. Tutti. Nella diversità è l’unica forza possibile di quello che rimane della comunità; tra chi ha fede e chi è ateo, tra chi legge e chi scrive, tra chi pensa e chi fa.

    La comunità è incontro di unicità, è un luogo ampio, aperto che non vorrebbe etichette. Non è il luogo solo della paesologia come qualcuno vorrebbe far credere. La paesologia è di Franco. Nella comunità c’è la paesologia ma c’è anche molto altro. Ci sono i paesi e i paesani. Ebbene sì, la Comunità non è il luogo dell’elite intellettuale. Non c’è un solo pensiero. Non c’è una sola visione. Non è un circolo. Non lo è mai stato e quando lo sarà, lo sarà per i pochi che vi resteranno.

    La Comunità provvisoria non ha un portavoce delegato. Non ha una posizione politica difronte agli accadimenti locali e nazionali. E’ un incontro tra persone che hanno avuto finora gioia nello stare assieme. Ultimamente però aumentano scontri e incomprensioni; sembra un esperimento destinato a finire. C’è chi tenta di etichettare, di rinchiudere in un recinto pensieri e azioni. Ecco allora che il ‘Porco ad Aquilonia’ non è più evento comunitario ma un ritrovo di paesani carnivori; Colori d’Autunno a Sant’Andrea ? o si fa finta di niente o si fa intendere che non sono queste le cose che servono alla comunità provvisoria… Cairano 7x ? alcune azioni sono ottime perchè paesologiche, altre non sono da prendere in considerazione; ecco allora che autorizziamo anche l’urinare. Il 25 settembre a Fontigliano ? arriva il messaggio di stare lontani da certe amicizie… sono pericolose!

    Di fatto, quando qualcosa è pensato o organizzato da un’elite formatasi interna alla CP è tutto ok e se ne parla e se ne scrive; quando poi sono gli ‘operai’ a provvedere in qualche iniziativa eccoli tacciati di paesanologia. Basta così. La forma comunitaria era un tempo orizzontale, paritaria e solidale. Adesso qualcuno tenta di fare il cattedratico, indirizzando, pensando anche per gli altri. Non ci sono però forza e carisma per dare al gruppo una forma verticistica. Non è però un gruppo dirigibile. Poi emergono altre tendenze sul blog: come lo spostare sempre il problema; di qualsiasi cosa si tratti, il problema è sempre altrove e qualcuno fa intravedere che la soluzione l’ha chiaramente prospettata tempo fa. A commenti di lunghezza biblica si contrappongono quelli da chat. Finisce allora che sul blog scrivono sempre gli stessi; chi tenta di scrivere qualcosa da fuori, viene sistematicamente ignorato (vedi ultimi post inerenti S.Andrea).
    Anche in questo necessita un chiarimento.

    E a proposito di Sant’Andrea, ne approfitto per ringraziare visto che avete letto fin qui, a nome dei giovani amministratori comunali, di Antonio Vespucci, di Agostino Della Gatta, di Giacomo Tropeano e di Antonio Luongo, che si prodigano per portare avanti le iniziative nella Fornace, i comunitari storici e non che sono spontaneamente venuti a Sant’Andrea sabato sera : Enzo Luongo, Gaetano Calabrese, Sergio Gioia, Michele Ciasullo, Elda Martino, Luciana Palumbo, Luigi Di Guglielmo, Franco Arminio, Gianni Marino, Pietro Brundu; e Nicola Iacoviello, Francesco Custode, Tiberio Luciani, Raffaele Capasso, Maria Tanga, Antonella Garzilli, Anna Fierro, Francesco Cataldo. Giovanni Ventre e Fausto Altavilla si sono premurati di scrivere perchè non potevano raggiungerci.

    Grazie perché con la vostra presenza sabato sera abbiamo rafforzato un’idea, quella dell’incontro aperto, non elitario, non finalizzato. Come ha scritto Gerardo Vespucci, la Fornace di Sant’Andrea di Conza sarà il nuovo Beabourg dell’alta irpinia. E’ un contenitore che l’amministrazione comunale mette a disposizione di coloro che hanno buona volontà nel fare qualcosa per questa terra. Ed ecco le prime idee venute fuori sabato che troveranno ospitalità a Sant’Andrea (speriamo che anche queste non vengano presto bollate di paesanologia) :

    Gaetano Calabrese vorrebbe organizzare una giornata dedicata alla POESIA DIALETTALE del SUD; Luigi Di Guglielmo, una collettiva degli artisti dell’alta irpinia; Enzo Luongo è disponibile per realizzare una diretta sul WEB mediante podcast le manifestazioni che si terranno nella Fornace.

    I sindaci di Castelnuovo e Pescopagano, presenti in sala al convegno di sabato scorso, vogliono condividere le nostre iniziative nei loro Comuni, ragionando come comprensorio (Avellino, Salerno, Potenza – tre regioni, tre province, tre Comuni – per un obiettivo comune).

    E ancora :

    “ARMENI-IRPINIA”, la mostra collettiva organizzata da Giacomo Tropeano, si amplierà con una selezione di artisti irpini, che preventivamente esporranno a Sant’Andrea, e sarà poi portata in giro per le città europee.

    “I PANI DEL SUD”, una mostra dell’arte del PANE dei paesi del Mediterraneo; a Sant’Andrea saranno presenti i fornai del sud-Italia e dei paesi che si affacciano nel mediterraneo. Ognuno porterà le forme e i sapori della propria terra. Nella tre giorni di incontri e convegni si cuocerà ‘il pane del sud’ con il grano del Formicoso, con la speranza che a breve si riprenda a piantare il frumento di qualità Senatore Cappelli.

    “SERRO DI CIELO”, Antonio Vespucci a breve presenterà una sua nuova piccola casa editrice; i contributi dati durante gli incontri in corso saranno raccolti e pubblicati.

    “CENTRO CONVEGNI”, la Fornace con i suoi 200 posti, unitamente ai 70 posti letto disponibili presso il palazzo dell’ex-seminario si propone per ospitare convegni contribuendo alla promozione dell’irpinia-lucania.

    Con chi vuole mettere a disposizione il proprio tempo in nome dell’amicizia e di questi luoghi vorrei occuparmi di queste azioni, anche se piccole, modeste e paesane. Possibilmente con chi si riconosce nel gruppo della Comunità Provvisoria.

    Chi è capace di fare altre cose, auspicabilmente più grandi, è bene che le faccia.

    – – –

    Visto che ci incontriamo domani pomeriggio e in considerazione di quanto sopra scritto vi invito a parlarne da vicino. Prego però Agostino di partecipare alla discussione, sia pure essa l’ultima.

    verderosa

    21 ottobre 2010 at 1:36 pm

  3. se Angelo scrive queste cose, è evidentemente quello che lui, insieme ad altri, vede e ha visto nel blog e nella cp.
    scusate ma io non ce la faccio, non posso credere che persone che si definiscono e, spesso, sono amiche, poi si parlino in questo modo, che pensino queste cose le une delle altre.
    io, per formazione, non credo nelle categorie e meno che mai nelle distinzioni.
    quella tra “intellettuali” e “puri di cuore” non sta in piedi, si può essere colti e puri e incolti e puri e colti e impuri e così via.le combinazioni sono infinite, perché le definizioni, viste da vicino, si sgretolano, si scompongono.

    sul fatto che si resti sempre ciò che si è, ho più di un dubbio.
    ogni nostra azione verso l’altro, verso l’esterno, implica necessariamente un mutamento, uno spostamento. noi stessi, giorno per giorno, mutiamo, invecchiamo per esempio.

    sull’idea che ci siano paesologi e paesanologi nella cp…mah…non so che dire.
    ci sono persone.
    ci sono pensieri e ci sono azioni fatte insieme, e altre azioni, altri eventi -meno condivisi- ma comunque partecipati.
    si può essere d’accordo e dissentire, ma si può avere lo stesso un sogno comune, che è il sogno di una comunità, appunto.

    la cp è quello che ognuno di noi ha voluto che fosse.

    aderire alla paesologia non è diventare militanti di un partito, è sentire la realtà in un certo modo, un modo che, casomai, avevamo dentro in forme diverse, e che le parole di franco hanno risvegliato, non ora, ma molti anni fa, dai tempi di viaggio nel cratere, per ciò che mi riguarda.

    non ci sono elites né sette, e non ci sono recinti, se non quelli che ognuno si crea da solo, con le proprie mani, quando si chiude agli altri, a chi è diverso da lui/lei.
    e dico “diverso”,non incompatibile, vi prego di fare attenzione.

    mi dispiace, veramente mi dispiace.
    e lo dico perché molte delle persone a cui parlo sanno che, quando c’è da lavorare,lavoro e quando c’è da pensare, penso (per quello che conta). e so fare le due cose insieme, per fortuna.
    e questo vale per tutti noi, proprio tutti.

    ho visto “intellettuali” spostare sedie e tavoli,zappare, spazzare cantine, lavare piatti, e “puri di cuore” ( come li definisce angelo) parlare di vita, di esistenza, del mondo.li ho visti insieme, fianco a fianco.

    forse ho visto cose che non sono accadute? non credo, non credo proprio.

    che posso dire?
    da ciò che leggo, pare che alcuni “nuovi arrivati” abbiano trasformato in peggio il blog e la cp.
    no, non posso concordare su questo. è una questione di onestà.

    domani ci vediamo a grotta e queste cose ce le diciamo guardandoci in faccia. bisogna avere il coraggio di farlo comunque.

    nelle varie iniziative che si organizzeranno, a questo punto, mi pare di capire che, sulla base dei nostri singoli interessi, ognuno deciderà per sé.

    e così siamo tornati al punto di partenza…

    perché, se il pensiero, il sogno ( inteso per ciò che è, anche come utopia), le visioni, non sono ben accette, come mi era sembrato di capire aderendo alla cp, allora direi che c’è solo da recriminare.

    la caccia alle streghe non mi interessa,anche perché io, chiaramente, sono dalla parte delle streghe.
    i roghi mi fanno pensare a scene ignobili della storia umana, roghi di corpi, di libri, di pensieri.
    la stessa storia irpina è piena di divisioni, di litigi per millesimi di confine,diatribe secolari, cavilli, rancori.

    vuol dire che nemmeno noi sappiamo fare la differenza, invertire la tendenza, rivoluzionare questa mentalità.

    io sono un archeologo,certo, ma prima sono una persona, non crederò mai nell’idea che si è solo quello che si fa, e non potrei mai ridurre me stessa “solo” alla mia professione ( al mio curriculum) che, nel mio caso, è anche la mia passione (ma questa è una fortuna…).

    di fronte a questa interpretazione, non posso che chinare il capo e cedere il passo agli “anziani” della cp.

    ho scritto il mio primo post circa tre anni fa, così credo di ricordare.
    parlava, mi sembra, di archeologia.
    parlava dell’emergenza archeologica in irpinia…o forse no, forse parlava di me.
    a domani
    e.

    eldarin

    21 ottobre 2010 at 2:26 pm

  4. Cari amici,

    volevo esprimere anche il mio stato d’animo, in questo momento così denso di emozioni contrastanti tra i comunitari.
    La battaglia per gli ospedali (con tutte le implicazioni che non riprendo) il calendario di colori d’autunno (un’iniziativa semplicemente splendida), le riunioni della c.p., sono cose degne di essere vissute in prima persona. Chi, come me, sta lontano è costretto invece a guardarle dalla finestra, con assoluto rammarico perchè vorrebbe prendervi parte e sostenere chi pensa e realizza questi momenti.
    A novembre ci saranno moltissimi momenti in cui l’Irpinia sarà per vari motivi alla ribalta (penso soprattutto al trentennale del sisma)e credo che la comunità provvisoria sia il più autorevole strumento per raccontare l’Irpinia di oggi. Non per questo il racconto deve essere univoco.

    Domani non sarò a Grotta, spero di essere a Sant’Andrea in uno dei prossimi appuntamenti.

    Stefano

    teoraventura

    21 ottobre 2010 at 2:34 pm

  5. ho detto tante volte che per me elda è il cuore della comunità provvisoria. la sua umanità va ben oltre i suoi apprezzamenti per la paesologia. insomma, non è una mia fans, è la persona che ha una miracolosa tensione etica e intorno alla quale vorrei si raccogliesse un fuoco per costruire bagliori di una nuova irpinia e di un mondo nuovo.
    il dibattito paesologia-paesanologia è del tutto fuori luogo. non mi pare ci siano le condizioni per un dibattito sulle idee, è una questione di sensibilità. la cp non è un partito né un’azienda e neppure un circolo, è la cp…..
    dobbiamo ripartire da qui, prendendo atto delle sensibilità non conciliabili che sono venute fuori.
    sono convinto che questo dia più energia e bellezza a tutti.

    Arminio

    21 ottobre 2010 at 5:15 pm

  6. Carissima Elda,
    credo che la discussione sia falsata non tanto da un “vizio di forma” ma “…di sostanza”. cosa intendo con questo. Credo che la comunità provvisaria sia cresciuta e sia esposta in questi anni con un’immagine all’esterno forte di utopia e di speranza.

    Lo dicevo già alcuni anni fà …quando ne parlavo con alcuni amici qui a Salerno ..mi chiedevano ma dov’è questo luogo del sogno ..praticato?

    Ecco nell’immaggine collettiva la comunità provvisoria è riuscita in questi anni a far vedere che è possibile ancora sognare ….ha prodotte “utopia” per costruire cose immateriali come il museo dell’aria, la vela o un teatro per clown….ecc

    Ma per costruire questo museo dell’aria …come ci hai insegnato tu… non c’è bisogno di architetti o di muratori ma di immaginazione, a differenza di qualcuno di noi che crede non necessario ancora continuare a praticare questo sogno dell’immaginazione …ma di fare cose concrete!…poi c’è qualche altro che pensa che si possa sfruttare meglio questo “messaggio emozionale” costruendo un “impresa culturale”…..o fare partiti…o politica…. e ciò è un pò come quando parliamo di ospedali “azienda”.

    Franco dice che bisogna “umanizzare” la montagna ma credo che questo sia sbagliato. Oggi c’è bisogno di rende “umano” l’uomo non la montagna.

    Nell’ospedale dove lavoro si è realizzata una struttura per “umanizzare le nascite” uelà!

    La prima cosa che mi sono chiesto e come me tanti altri amici, possibile…? Ma, come? si costruisce una struttura per umanizzare una cosa che di per se già dovrebbe essere semplicemnte “umana”..ma allora cosa siamo diventati? io l’ho detto siamo diventati macchine e per questo bisogna parlare di aziende…di imprese culturali….ecc.

    Insomma la storia non cambia.

    Ebbene si! Ora la questione di per se non cambia se la vediamo qui con gli occhi giusti.

    Lo scontro non è ideologico tra “intelletuali” e “persone di cuore”. E’ come dire che l’uomo non ha intelletto e cuore allo stesso momento, continuiamo ancora oggi a pensare in forma duale, in forma separata.

    Il male e il bene, gli intellettuali e il cuore, architetti e poeti, filosofi e clown, angeli e demoni, archeologi e contadini.

    PER FORTUNA CHE LA TERRA E’ INCINTA!

    iN QUESTO SENSO LA COMUNITA’ PROVVISORIA DOVREBBE ESSERE UN’OSTETRICA CHE AIUTA A PARTORIRE LA TERRA IL NUOVO UOMO.

    Invece credo che come al solito questo ragionamento CHE A VOLTE SIAMO COSTRETTI A FARE TUTTI NOI CI RIPORTA NELLE FORME DUALI DELLA DIGOTOMIA TRA INTERESSI MATERIALI E INTERESSI DI SPECIE.

    Per questo credo sia necessario affrontare con grande sincerità di cuore questa “falsa credenza” di cosa è meglio oggi per noi.

    Per questo c’è bisogno a mia opinione di eliminare una condizione furviante che non fà chiarire il verso giusto della discussione in atto e che non riguarda solo noi ma l’uomo all’inizio del XXI secolo.

    Quali sono i miei bisogni veri.

    In questo caso la contrapposizione nasconde semplicemente un interesse materiale: sfruttare il gioco tra intelluettuali e il cuore per confondere le idee e come al solito proporre una soluzione che non risolverà il problema.

    Ecco credo che lo sforzo che dobbiamo fare tutti e riprendreci in mano il nostro destino di umani ..in questo sesno il mio essere “clown destino” extra comunitario in questo senso non significa stare fuori dalla comunità ma sentirsi estraneo ad essa. nella sostanza sentirsi non rispettato e rispettoso di certi valori condivisbili semplicemente di esseri umani che condividono un esperienza ed un bisogno di cambiamento.

    Qui faccio riferimento a come è stato trattato da alcuni di noi il mio Angelo Mercurzio. Certo qualcuno ma che vuoi tu che sei un clown queste sono storie tra angeli ed invece no…siamo tutti angeli caduti il problema che dobbiamo imparare di nuovo a volare.

    Per questo vi chiedo di lasciar stare per un attimo le montagne e come “umanizzarle” e di porci di più il problema di come renderci “uomini interi”.

    In questo caso dobbiamo studiare una nuova strategia d’amore.

    Il conflitto di per se non è negativo quando tende di far crescere la consapevolezza che non siamo separati , non siamo soli…ma siamo tutto ..ops tutti!

    Lasciamo stare per un attimo le montagne e parliamo di una paesologia fatta di umani e di come essi si sfruttano tra di loro, vuoi che questo sfruttamento sia rappresentato dall’organizzare eventi per “produrre nuove economie” o peggio per “produrre cultura”.

    PONIAMOCI IL PROBLEMA SEMMAI DEL NON FARE più che del FARE.

    sU QUESTO SONO D’ACCORDO CON FRANCO QUANDO DICE CHE ELDA PUò RAPPRESENTARE L’ANIMA DELLA COMUNITA’ PROVVISORIA. E CIO’ PER IL SEMPLICE FATTO CHE UNA FARFALLA RISCHIA DI ABBANDONARE IL CORPO.

    E’ vero come dice Franco che il corpo ascolta ed è tutto, per secoli ci hanno spiegato che corpo anima e spirito sono tre cose separate ed invece è del tutto sbagliato.

    Solo se rinunciamo anche noi alla cultura duale possiamo comprendere che non c’è bisogno di una cultura produttivistica e che possiamo rimodulare i nostri bisogni a questa nuova forma. INTERA!

    Come parlando con il cuore.

    Quando a Cairano quest’anno abbiamo fatto un cerchio li sulla rupe all’inizio nessuno di noi si consceva tra loro ..alla fine e stato come se ci conoscessimo da anni.

    Ecco quante volte siamo stati capaci veramente di parlare con il cuore? abbandonando i giuidizio, parlando per come ci si sente e si vive oggi, scanvando nel nostro cuore fino a ritrovarci?

    Non è un problema di croci, di gioventu innoncenti, o di vecchi colpevoli e/o saggi, è solo e semplicemente un problema di consapevolezza e di comprensione di quali sono i nostri bisogni di amore.

    Per questo auspico che tutti noi possiamo a ricominciare con l’aiuto del nostro angelo .,.,…il mio si chiama Mercuzio, …a guarire tutte le nostre ferite.

    che la bellezza vi circondi, nanos

    P.S. Mi dispiace molto di non poter partecipare all’incontro di domani, ma proprio non posso. Mi sarebbe tanto piaciuto proprvi di fare un cerchio della gioia.

    nanosecondo

    21 ottobre 2010 at 9:36 pm

  7. ops…seprco che sia un’altra occasione per sederci tutti insieme nel cerchio e parlarci col cuore!

    nanosecondo

    21 ottobre 2010 at 9:42 pm

  8. è molto bello il commento di angelo, e mi scuso se mi limito a queste poche parole che sentivo di dover dire

    sergio gioia

    21 ottobre 2010 at 10:48 pm

  9. Ieri ero a Marina di Camerota, una giornata quasi estiva, il mare leggermente mosso, meno del mio stato d’animo, più delle poche nuvole nel cielo, vagavo tra millenari uliveti in cerca di una calma interiore ormai ritenuta necessaria dopo cinque mesi di lavoro al chiuso. Una intera giornata dedicata alla campagna accanto al mare, quel mare navigato da Enea nel suo peregrinare. Nonostante tutto ciò non riuscivo a non pensare a C.P. ed ai veleni che la stanno intossicando. Il mare verde dell’Irpinia non è meno bello di quello blu cobalto del Cilento, in fondo queste due terre si somigliano, quasi sono come sorelle. La spiaggia è ancora affollata ( tedeschi in maggior parte)come la mia mente, ecco i tedeschi non li capisco, la mia mente è forse diventata straniera ??? parla una lingua che non riesco a comprendere, eppure è parte di me, del mio corpo. Rastrello le foglie di ulivo e le erbacce secche, le raccolgo in un mucchio, proprio come faccio con i miei pensieri. Continuo a rimuginare e i sentieri che seguo portano sempre nella mia terra d’Irpinia, a Grottaminarda, dove immagino oggi dovrebbe esserci una sorta di “Mezzogiorno di fuoco”. Non riesco a capire, a comprendere fino in fondo perchè si è arrivati a tutto questo. Torno ad Avellino e stamattina leggo quanto scritto da Angelo e i commenti degli altri comunitari, ma in particolare quanto dettato da Elda, che con la sensibilità che è solo delle donne, riesce ancora una volta a sorprenderci, quasi come una madre tende a mettere pace tra i figli. Il problema è serio, anche perchè mi sembra che si sia creata una spaccatura netta tra chi scrive e chi agisce in comunità provvisoria. Non possiamo però per egoismi presunti tali personali o collettivi buttare nel cesso tutto quanto ha fatto ad oggi da comunità provvisoria. Il problema di fondo sta nel capire che una comunità non può diventare luogo dove chiagisce deve essere bacchettato da chi scrive, la comunità deve essere aperta, spalancata, allargata, deve essere capace di esprime le varie anime che la formano, non possiamo pensare che ci sia chi ha sempre ragione e chi ha sempre torto, neanche è pensabile che persone che hanno una vita propria, un lavoro proprio, un pensare la vita personale possano essere indotte a frequentare o meno amici o conoscenti che possano far parte di questa o quella casta. Mauro in questo ha sbagliato, e Mauro sa quanto alta sia la mia stima nei suoi confronti, e sbaglia pure chi cavalca ampliandole le paure di Mauro. L’idea che mi sono fatta è che Mauro vivendo in prima persona tra circoli leghisti e fuochi secessionisti abbia amplificato il sintomo facendo diventare un semplice raffreddore un cancro maligno. E lì è iniziata la discussione forte, dai toni aspri che ci porta a rivedere il tutto in modo molto ma molto critico e pessimistico. A questo aggiungiamo la rabbia di Franco che da garn combattente nelle sue lecite “Guerre” a difesa della sua terra e della sua gente si è visto non affiancato in modo congruo dai comunitari e ancora la voglia logica di Verderosa , Agostino e Luongo di voler organizzare qualcosa per non far restare imprigionata la nostra missione alla sola organizzazione di Cairano 7 X, che seppur sia una cosa meravigliosa in queste terre aride di pensieri e cultura, hanno creato instabilità, un temporale inaspettato, ma i temporali passano, e torna il sole e per questo che io chiedo a tutti di fare un passo indietro, abbiamo bisogno delle personalità di tutti gli attori che hanno calcato il palcoscenico della comunità. Mauro, Angelo, Franco, Agostino; Salvatore … insomma abbiamo sempre sostenuto che l’ultima cosa che potesse contagiarci fosse l’accidia, ora è il momento di dimostrarlo. Ognuno si assuma le sue responsabilità e riconosca in un attento esame di coscienza i propri eccessi, non si risolvono i problemi e non si vincono le guerre semplicemente disertando. Troppo facile, bisogna combattere, fino ala fine, bisogna inneggiare alle proprie idee e unendole a quelle degli altri far nascere nuove idee, più forti, più libere, più alte. Amici mettete da parte l’orgoglio e tirate fuori le palle, uccidere un sogno è la casa peggiore che possiamo fare. Comunità provvisoria deve vivere anche a costo di uccidere un poco delle nostre personalità.
    Un abbraccio a voi tutti

    giovanni ventre

    22 ottobre 2010 at 10:05 am

  10. … ho letto con attenzione il dibattito sul blog, l’importante è avere la mente aperta al cambio di opinione.
    detto ciò credo che il problema che avete in comunità provvisoria sia quello di non sapere cosa volete…o meglio avete immaginato un disegno, più o meno condiviso, e va bene così, avete immaginato un disegno dell’irpinia…ma vi siete costretti a tenervelo dentro, raccontandovi di non fare politica, non fare gruppi, non fare partiti…di essere aperti, di accettare tutti…ma non è così…
    Prima di tutto voi fate politica nel momento stesso in cui vi incontrate, discutete, mettete insieme pensieri e fate venir fuori progetti, manifestazioni pubbliche….avete bisogno di raccontare agli altri quello che pensate….far capire loro che una visione diversa dell’irpinia è possibile e che forse può essere la vostra…..questa è politica pura…
    Ora io credo che vi siate imbattuti nella contraddizione, volete cambiare qualcosa ma non volete imporre la vostra visione, volete rimanere gruppo unito…ma non volete chiudervi in associazione…volete proporre che l’utopia muti in progetto…ma l’idea dell’utopia vi piace troppo….forse perchè vi fa anche paura il rischio di non riuscire a mutare quella utopia in realtà…cosa che con molta probabilità accadrà…l’utopia rimane sempre utopia…ma se si è caparbi, l’utopia può essere un buon contenitore di piccole sottoidee che hanno buona probabilità di divenire reali…
    forse, semplicemente fra di voi esiste chi vede la C.P. come un semplice momento di svago e di fuga dalla propria vita quotidiana…e chi invece vede la C.P. come un mezzo per cambiare le cose…
    In quest’ultimo caso non abbiate paura di confessarvi di far politica, la politica è un’arte nobile se fatta con nobiltà d’animo…ed è foriera di azioni positive e di obiettivi da raggiungere e raggiunti se si porta avanti con lo spirito giusto: non incancrenitevi su discussioni teoriche che vi fanno solo girare su voi stessi..
    I commenti che ho letto hanno dell’assurdo, se è vero che voi siete una macchia che dovrebbe allargarsi quei discorsi non fanno altro che succhiare liquido alla macchia che non si allargherà…ma si seccherà…si indurirà….rimanendo più come un fastidio.
    Potete essere una risorsa….non vi chiudete…perchè è questo che state facendo…almeno leggendo quei pochi post, questa è stata la mia impressione…ma ripeto il mio è un pensiero relativo solo al poco che ho letto….ora
    VALENTINA CORVIGNO

    C.V.

    3 novembre 2010 at 9:06 pm

  11. Interessante e largamente condivisibile il punto di vista di Valentina Corvigno. Peccato che non sia stata a Grottaminarda. Ma peccato soprattutto che non partecipi di più alla vita di C.P.

    Salvatore D'Angelo

    3 novembre 2010 at 9:48 pm

  12. il blog e la comunità hanno bisogno di maggiore apertura; si crescerà con l’apporto di energie nuove;
    bisogna ritornare a lavorare all’idea di una struttura di gruppo ‘orizzontale’, nè verticistica, nè monotematica.
    un gruppo multidisciplinare, politico nel senso più ampio, in cui ci si riconosce mutuamente. c’è bisogno di freschezza, amici. e soprattutto di azione. di segnali e di segni. il bla-bla del blog non funziona più. molti di noi ormai scambiano la comunità col blog. lo stesso succede per chi ci vede dall’esterno, è il blog che dà la cifra della CP; nel bene e nel male.

    verderosa

    3 novembre 2010 at 9:57 pm

  13. chi non dovrebbe essere incluso nella cp? chi viene solo per svagarsi? si può avere qualche nome?

    sergio gioia

    3 novembre 2010 at 11:37 pm

  14. Ho letto con piacere il commento dell’amica Valentina e condivido questa sua visione, molto lucida e soprattutto perchè ci dice con franchezza le sensazioni di chi vede la C.P. dall’esterno……

    agostino

    4 novembre 2010 at 7:26 am

  15. Il commento di valentina non l’ho capito.
    Premesso che sono iscritto al PD da due anni e non ho mai ricevuto gli auguri di natale nemmeno una (1) volta – che se ti iscrivi a una bocciofila non ti mollano più neanche per andare a fare la pipì – Cp mi ha messo in contatto (reale e virtuale e se stiamo ancora a parlare di questa differenza perdiamo tempo) con una compagnia varia di persone che in vari e molteplici assortimenti ha messo insieme un format e un evento unico nel suo genere (Cairano 7x), organizzato incontri e seminari, condotto battaglie civili, discussioni letterarie, concerti all’alba e al tramonto, un beauborg in montagna, una trama di rapporti e incontri sgangherati sì ma mai banali.
    Ora, per carità, tutto si può fare e migliorare, ma -per il rispetto dovuto ai cammelli che mi hanno portato fin qui – eviterei di parlare nell’oasi della durezza dell’acqua…
    con affetto e senza permalosità
    p.s. stasera vi vedrò con piacere alle cartoline di arminio

    paolo

    4 novembre 2010 at 9:20 am

  16. Caro Angelo, d’accordo con te sui primi tre punti del tuo commento.

    Ma su questo passaggio ” il bla-bla del blog non funziona più. molti di noi ormai scambiano la comunità col blog. lo stesso succede per chi ci vede dall’esterno, è il blog che dà la cifra della CP; nel bene e nel male.”

    Va fatta chiarezza, altrimenti, si continuerà a perpetrare l’equivoco tra i pretesi “chiacchieroni” e quelli “del fare”, che poi serve a coprire altre divisioni generate dagli equivoci di fondo sulla mancanza di un “cemento comune”, che è dato sia da un “fare condiviso” che da un “pensare condiviso”.

    Uso queste espressioni SENZA POLEMICA E SENZA ACRIMONIA, SOLO PER AMORE DI CHIAREZZA E DESIDERIO SINCERO DI SUPERARE QUESTA IMPASSE.

    Dunque – e partendo dalla questione blog:

    1)Esso va ristrutturato, creando delle Sezioni, tipo:

    a) Il Diario quotidiano, dove si posta e si fanno commenti sciolti, brevi;
    b) Sezioni tematiche, tipo Letteratura, Grandi temi della Paesologia, la Stanza della Politica, La Stanza della Filosofia, dell’Arte eccetera
    c)Le Rubriche, tipo bacheca informazioni, iniziative sul territorio; la Stanza degli ospiti, Le Sentinelle del Territorio (per denunciare gli sconci e quant’altro di orrido avviene sul territorio eccetera), Recensioni Cinema, libri, Poesia eccetera

    2)Bisogna rapidamente prendere atto che la CP, in quanto tale – e nel senso anche da te descritto sopra- è “soggetto politico”, che si interroga e fa, sia sui temi che riguardano il territorio, sia sulle grandi questioni. Ne consegue che elabori una posizione condivisa – fluida, non cristallizzata sull’atteggiamento da tenere nei confronti dei partiti politici tradizionali e sulle istituzioni

    3) E’ ora che si rediga l’agenda delle iniziative e delle proposte della CP sin qui elaborate, a partire dalla Biblioteca di Cairano, la Casa appartamento di Cairano da ristrutturare in biblioteca e locale per gli ospiti; il Centro Multimediale proposto da Michele Citoni; il progetto Parco dell’Irpinia d’Oriente, L’Agenda dei Luoghi per un “turismo della clemenza” eccetera, tanto per ricordare le più discusse;

    4) E’ necessario che la CP si dia una strutturazione in APS, con compiti, incarichi, obiettivi e chi fa cosa ed entro quanto tempo; con quote di partecipazione e di sostegno, con sezioni differenziate tipo ” junior, senior, amici, ospiti ecc.”

    Potrei continuare ancora, ma mi fermo, per brevità.

    Tuttavia penso di aver reso l’idea.

    Allora il problema non sta nè nelle contrapposizioni personali nè nel blabla, ma nell’elaborare questo chiarimento e questo progetto CP, con le caratteristiche che tutti, bene o male, abbiamo vissuto:

    paesologia, autonomia, struttura orizzontale , democratica, di singoli che si riconoscono in una “comunità” aperta, fluida, fatta di “idee in movimento” condivise, produttrice di progetti e iniziative che dicano la qualità PROVVISORIA della nostra vita, sganciata da arrivismi, verticismi, ma dove si riconoscano reciprocamente affetti e valori individuali e comunitari. CP anche come luogo dove reimparare a comunicare, non a parlarsi addosso; reimparare ad apprezzare la diversità di stili, linguaggi e accenti delle persone che la frequentano, con “clemenza” rispetto ai difetti e alle idiosincrasie individuali

    Potrei continuare, ma credo di aver reso l’idea.

    Ho la testa piena di proposte,progetti, iniziative, da mettere al servizio di questa comunità, con lucidità e senza strumentalità.

    Come lo penso per me, lo stesso lo penso per gli altri. Fino a prova del contrario.

    Penso che tutto questo dovrebbe riflettersi nel blog e dare “la cifra dello stesso e della comunità”, per chiudere con una tua espressione.

    Con affetto e stima

    Salvatore D'Angelo

    4 novembre 2010 at 10:24 am

  17. bravo paolo, obiettivo e coi piedi per terra!

    sergio gioia

    4 novembre 2010 at 2:21 pm

  18. Saluti a tutti.
    Io non faccio parte della comunità provvisoria nel sensoo che non ho mai partecipato ad una vostra riunione, seguo solo il blog. Il mio era un commento a latere della vostra attività, esterno alle vostre riunioni….un pensiero come se vi stessi guardando da una finestra….il vostro blog è la finestra che voi avete aperto sul mondo, nella quale il mondo guarda per vedere cosa fate, cosa pensate…e grazie alle quale voi potete guardare il mondo, in questo caso leggere ciò che il mondo pensa di ciò che state facendo, di ciò che state pensando. Bene questo è un pensiero arrivato dal mondo. Può produrre due effetti: indifferenza o interesse. Se fosse stata indifferenza nessuno di voi avrebbe risposto, è quindi interesse, ma a questo punto l’interesse genera due reazioni di tipo diverso: la contrapposizione o la comprensione. entrambi però denotano che si è colpito nel segno.
    Io ho solo detto che l’impressione che ho dai vostri commenti sul blog è che vi stiate arrolotando su voi stessi in dei discorsi che non vi fanno essere quella reale fucina di idee e progetti alternativi che invece potreste essere.
    E’ un comlimento questo, sappiatelo accettare, anche quando al complimento si aggiunge una piccola critica che, forse, se non foste “interessanti” da certi punti di vista, avrei evitato di fare.
    Ad maiora.

    Valentina C.

    4 novembre 2010 at 5:59 pm

  19. e brava valentinaaaaaaaa!!!!!!!!

    sergio gioia

    5 novembre 2010 at 12:46 am

  20. Valentina,
    mentre mi affacciavo ad una delle tue finestre mi ha ghigliottinato una tapparella motorizzata.
    La prossima volta fatti vedere, piuttosto.
    Ieri c’erano tra gli altri tre giovani indigeni (Michele, Daniele e Nicola) motivatissimi.
    A fare cosa? boh, vedremo. Di certo saranno i reticoli sociali forti che faranno di noi e dei nostri luoghi qualcosa che varrà la pena di vivere…

    paolo

    5 novembre 2010 at 10:53 am

  21. scusa, dovrei farmi vedere?….cioè fammi capire, può comentare solo chi viene di persona alle vostre riunioni…o si presenta con la propria faccia di fronte ad ognuno per dire ciò che pensa?….allora cosa lo avete fatto a fare il blog?…potevate aprire uno sportello in uno qualsiasi dei paesi..irpini…comunque la tua risposta mi dimostra ancora una volta la chiusura del vostro gruppo e siccome questa discussione non riesce ad essere produttiva, vi lascio alle vostre cose: in bocca al lupo comunque.

    Valentina C.

    5 novembre 2010 at 12:17 pm

  22. scusa valentina
    ma come si fa dopo un commento come quello di paolo a scrivere quello che scrivi tu?
    come si fa a dedurre una chiusura dopo che qualcuno ti invita a farti vedere?
    misteri della comunicazione in rete…

    Arminio

    5 novembre 2010 at 12:59 pm

  23. Gentile Valentina,
    non credo che ci sia mai stato modo di conoscerti, ma mi ricordo di un tuo post relativo a una spinosissima questione di appalti ad avellino.un post lungamente commentato da tutta la cp.
    vedi, il punto non sta tra l’utopia e la concretezza, o tra il sogno e la realtà. il punto è la discussione, la condivisione, il riconoscimento. nessuno nega queste possibilità, nessuno le svilisce, nessuno si chiude. se, come tu dici, noi siamo anche ciò che gli altri vedono, io ti dico che noi, noi, in generale, in fondo non siamo se non in relazione agli altri.
    mi spiace che tu ci abbia conosciuti sempre solo sul blog. sarebbe bello, invece, guardarci in faccia, scambiarci idee, pensieri, opinioni anche contrastanti.
    la cp è fluida, provvisoria, come il mondo, è provvisoria, come tutti noi ( a meno che non si soffra di deliri di onnipotenza).
    io credo che avvicinarsi a questa esperienza presupponga una dose di rinuncia a se stessi, ossia il dono di una parte di sé agli altri.
    vieni a parlare con noi, la rete è un mezzo, ma non è il fine, non lo è mai.
    ho letto cose tue su fb e vorrei che certe tue visioni ce le esponessi stando con noi ( e in questo pronome includo te).
    l’unica cosa che si chiede è la generosa e incondizionata esposizione di sé, con l’idea che, a questo sé, ogni tanto, si può anche rinunciare.
    io ti aspetto, sei tu che puoi, se vuoi, decidere di venire.non ci sono inviti, né numeri chiusi. e non ci sono preclusioni, solo una: la cp non è un “luogo” per gli avari di cuore o per i rancorosi. ma non credo che tu faccia parte di queste “categorie”.
    e.m.

    eldarin

    5 novembre 2010 at 1:00 pm

  24. accetto il consiglio di elda, ma caro franco…forse ho letto male il commento di paolo…la prima fase non è un’apertura…e il “piuttosto” che segue al “fatti vedere” hanno poco dell’accoglienza…ma le parole scritte su un blog non hanno suono, non si vedono le rughe d’espressione di un viso…quindi posso aver travisato..posso…

    Valentina C.

    5 novembre 2010 at 1:13 pm

  25. cara (posso?) Valentina,
    un equivoco. capita.
    La prossima volta, però, fatti vedere. DA NOI!!!

    paolo

    5 novembre 2010 at 2:53 pm

  26. Caro(posso?)Paolo…è possibile l’equivoco…, ma fa nulla, non sono permalosa! Verrò…prima o poi verrò.

    Valentina C.

    5 novembre 2010 at 4:35 pm

  27. in genere “fatti vedere” si dice per mandare qualcuno a farsi vedere dal medico … meglio “vediamoci”
    :)
    paolo,non eri tu quello che aveva fiducia incondizionata nel lingiuaggio scritto del blog ? hai visto quanti punti e virgola ?

    ciao valentina !

    verderosa

    5 novembre 2010 at 6:18 pm

  28. …ciao Angelo.
    Comunque, alla fine dei conti, si deve fare sempre esperienza di tutto per aver un giudizio più completo…e forse a e manca l’esperienza diretta della C.P.
    Buona serata a tutti.

    Valentina C.

    5 novembre 2010 at 7:16 pm

  29. Angelo, ma ti voglio bene!
    (si tratta di un espressione che nel parlato si rivolge bonariamente e con affetto ad una persona cara per segnalarle un palese misunderstanding. Sempre più spesso cede il passo per l’imperante volgarità al più franco e ohibò più inequivoco “che cazzo stai dicendo”?)
    un abbraccio

    paolo

    5 novembre 2010 at 7:25 pm

  30. uno dei post più commentati nel Blog
    marzo 2008

    valentina corvigno
    https://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/05/valentina-architetto-avellino/

    verderosa

    5 novembre 2010 at 8:42 pm


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