COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

“”La stangata”

Ho seguito la discussione sulla natura o sulla ipotetica ristrutturazione della C.P. intessuta tramite il sistema della mail riservata ed ora chiedo che la riflessione emerga sul blog, e vengo subito al dunque.

Dissento in toto con tutte le argomentazioni che portate in una discussione sostanzialmente inutile e pericolosa per la C.P..

Seguendo la discussione, mi si è confermata la convinzione che siete già vecchi, forse anche inadeguati, per questo universo “bi-composto” (mondo reale più spazio del web) in cui esprimete le vostre personalità. Non solo per le variopinte forme culturali che singolarmente esprimete o per l’arcaica blenorragia dei vostri scritti, ma a causa dello scellerato uso, che fate e state per fare, della rete e dello spazio che la rete vi ha concesso.

Se qualcuno, scambiando i bisogni propri per quelli dell’intera C.P., ha necessità di ritagliarsi o imporre uno spazio ‘ben delimitato’ per rendersi in qualche modo visibile, oppure ha bisogno di sentirsi parte di una ‘organizzazione ben organizzata’, di una ‘struttura ben strutturata’, di ‘un gruppo ben raggruppato’, di ‘un movimento molto movimentista’ o di un ‘parlatorio per sole chiacchiere’, bene allora questo qualcuno può farlo in proprio.

A vedervi da questo luogo remoto, in cui si nota e annota l’evoluzione sociale imposta dalla rete, in cui arriverete tra qualche migliaio di mesi, sembra che non abbiate bisogno della C.P. ma banalmente di una ‘stanza’, di una ‘sezione’, di ‘un club’, ‘un circolo’, in cui esercitare la C.P.; un luogo fisico ‘strutturato, organizzato, movimentista e politico’ in cui “cazzeggiare di progetti e di iniziative, suddividere compiti, parcellizzare tempi e risultati, assegnare responsabilità e riconoscimenti e determinare destini”. Un luogo in cui sia facile sentirvi parte di qualcosa ben delineato invece che sentirvi parte, molto instabile, di una realtà che non afferrate più perfettamente, che non riuscite a vedere più bene e chiara e che non controllate con le vostre armi culturali secondo la formazione ricevuta nel secolo passato.

Avete inconsciamente bisogno, e lo manifestate pur senza esprimerlo, di un ‘volume’ (voi direste spazio) ben delimitato da regole, argomenti, progetti, politiche e uomini; quindi di un “luogo chiuso!!!” e “garantito!!!” oltre il quale c’è solo ‘il diverso’, l’altro da sé, l’anonimo, il disturbatore, “quello che non appartiene” o più gravemente “quello che non ‘mi’ appartiene”: il nemico! Cioè uno come me (si, sono presuntuoso!) ovvero uno come ognuno di quelli che hanno fatto parte della C.P. e che se ne sono allontanati definitivamente.
E’ inutile che vi spieghi che la ristrutturazione è la vostra evidente necessità di assicurarvi in qualche modo un nemico, (un altro sa sé), e rappresenta ancora l’antico vezzo della dualità italica: buoni e cattivi, fascisti e antifascisti, democristiani e comunisti, laici e cattolici, iscritti e non iscritti, ecc. Roba vecchia, roba seppellita dalla storia, ma che ancora tentate di riesumare.

Quelli andati via l’avevano capito (voi ancora no) che la C.P. (lo dissi nel 2008 e lo confermo ora) era ed è “il luogo in cui si entra senza essere invitati e dal quale si esce senza essere cacciati, senza soluzione di continuità; in cui la varietà dei segni e dei disegni è il nuovo modo di evidenziare l’unica frontiera che in questo universo bi-composto è ancora concessa: quella sublime e labile tra esseri umani. Il luogo in cui l’entropia culturale produce una umanità tutta nuova che guarda al proprio ‘universo’ in modo misericordioso”. Ora lo penso più che mai.

L’avevano compreso questo arcano segreto determinato dalla rete ed erano disposti a superarla (la frontiera), ad abbatterla, per rendere pratico il concetto stesso di Comunità, ed il disagio che hanno provato, allontanandosi dalla C.P., non è lo stesso che provate ora voi nel restare.
Essi hanno provato ad essere diversi cimentandosi col mondo nuovo, voi invece vi state per arroccare nel vecchio. Loro esploravano, voi regredite. Evidente.
Essi non hanno cercato spazi chiusi in cui sopravvivere in una terra in disuso e tra una umanità morente, ma nuovi orizzonti mai indagati, in cui esercitare il proprio singolo ancestrale istinto alla scoperta, al confronto, alla conoscenza e quindi alla coscienza di sé.

Poi, come ai bei tempi (quelli in cui fummo educati), qualcuno silenziosamente, forse inconsciamente (forse), ci mise ‘cappello’, cominciò ad introdurre regole e ritmi (nel blog e nelle attività della C.P.), cioè a ricostruire silenziosamente dei ‘limiti’  o come li chiamereste voi ‘steccati’ o ipocritamente ‘filtri’.
Credendo di ‘migliorare la razza’ dei comunitari, questo qualcuno, se è esistito, pensò di selezionare dolcemente i partecipanti e le tesi che essi esponevano, convinto che ‘selezionando o (come dico io) epurando’ ci si rafforzasse. Invece epurando si crea, miseramente, solo il ‘nucleo d’acciaio’ (vecchio vizio del marxismo-leninismo). Ecco cosa vorreste ora ricreare invocando ‘una riorganizzazione’: una sorta di nucleo d’acciaio (garantito nel tempo e garantista nei contenuti) ma esso servirebbe solo  all’edificazione di un edificio già vuoto: la nuova C.P. ristrutturata.
Credo che pensiate di essere rimasti in pochi (secondo gli schemi del XX secolo) e che quindi pensiate di rinvigorirvi con una struttura chiusa invece che aprirvi di nuovo all’esterno. Ma voi siete in pochi non nel numero ma nella varietà di idee e di iniziative (che voi chiamereste proposte).

Il modello che scegliete di edificare è: Poche persone ‘fidate’, che impaurite dalla vastità e dalla varietà della rete e dei confronti con gli ‘abitanti’ della rete, si arroccano “in uno spazio garantito”, speranzosi e reciprocamente fiduciosi che sopravviveranno alla tempesta.

Tutto qui? Sarebbe questa la novità della C.P. “ristrutturata”? Una ciclopica pernacchia al nuovo che avanza?
Tornerete allora, per scelta (quindi senza scusanti), ad essere banali ed arcaici esseri umani spaventati e  intimoriti, i quali “dentro la cerchia degli adepti e degli ammessi, o della propria coscienza” sono in trepidante attesa che l’universo torni “alle vecchie regole”.

Però nell’era della rete, la ‘veste grafica’, ‘la forma’ o comunque la ‘struttura’ delle cose non sono più sostanza!!!.
Nell’era della rete bisogna lasciar stare l’organizzazione, le strutture, i vertici, i gruppi, i promotori, i rappresentanti, i depositari:  sono botti di fine d’anno già esplosi, sono tappi saltati. Tutte cose fi_ni_te!!!
Nell’era della rete, scegliendo di “strutturarvi” farete un salto indietro di decine di anni, solo per sentirvi più tranquilli, per tornare i normali di sempre.

Accettate invece la sfida che vi pone il web e lo spazio che vi apre: senza ‘confini’ ma non senza limiti, senza discussioni ‘certificate’ ma non senza argomenti, senza persone fisiche ma non senza personalità. Non ci devono essere più vittime e carnefici, buoni o cattivi, sciolti o organizzati, politici o qualunquisti: qui è rimasta ed esiste solo l’Umanità perdio!!! Miliardi di singoli speranzosi e partecipanti individui ognuno con i suoi bisogni i suoi desideri e le sue forme espressive. Sicché i “modelli” del XX secolo non servono più, non vi servono più!!

Smettetela di dare giudizi studiati e tronfi e accettate che li diano su di voi lineari e immediati, smettetela di dare lezioni dottrinarie ed accettate che le diano a voi salaci e fulminanti, smettete di costruire muri e pareti a difesa e accettate di demolirli invece. Smettete finalmente di credere che l’educazione del XX secolo garantisca ancora la sicurezza emotiva, il riconoscimento sociale, il futuro, il successo, la coesione sociale o di gruppo, accettate di cambiarla e di rischiare i fallimenti. Invece di chiuderle, apritele le porte. Siate fermi non immobili, dritti non impalati. Il modello da seguire è Ulisse non Re Artù.

E orsù dunque, sotto con le scemenze, forza!

_ENZO LUONGO

Annunci

Written by A_ve

5 novembre 2010 a 7:55 pm

Pubblicato su AUTORI, BLOG _

Tagged with , ,

19 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. “‘No comment’ is a splendid expression. I am using it again and again.” Winston Churchill.

    mario perrotta

    mario perrotta

    5 novembre 2010 at 8:08 pm

  2. 5.11.2010
    come concordato, sono stati eliminati i filtri antispam

    verderosa

    5 novembre 2010 at 8:40 pm

  3. ” Il meglio è passato” Ennio Flaiano

    mercuzio

    5 novembre 2010 at 9:10 pm

  4. Mamma mia, che straor dinaria lucidità analitica Enzo si conferma la vera coscienza critica del blog e di quel che resta della c.p.
    Personalmente ammiro di Enzo l’acume, l’inge gno e la schiettezza Quindi tra Bisaccia e S.Andrea di Conza opto senza indugio per Cali tri. È in questo paese che può essere realizza to un disperato tentati vo di riportare il comu ne sentire (comunitario)
    nei confini e nei limiti di un’esperienza costrut tiva interessante ed ac cattivante.
    Tutto il resto è un malin
    conico “dejà-vú”. Atten do coordinate in merito e rivolgo un cordiale sa luto ,in specie a Mauro e Edda. RQ

    Rocco Quagliariello

    5 novembre 2010 at 9:18 pm

  5. la cp per me è un piccolo spazio concreto e di confronto a volte anche aspro e di propositività, come tante altre “associazioni” è come un porto: c’è chi resta e ha sempre torto, chi va via e ha sempre ragione e chi torna ha sempre coraggio. non so cosa sia il web ma so cos’è la terra che rimane sotto le unghie. preferisco avere torto.

    sergio pag

    6 novembre 2010 at 7:14 pm

  6. l’analisi di Enzo è lucida e pone l’accento su una realtà inconfutabile, è impensabile oggi, chiudersi in quattro mura. La verità io credo stia esattamente nel mezzo, come sempre, CP deve avere l’apertura del blog riuscendo ad operare nel “chiuso” di una quantità di persone che organizzativamente la portino oltre il blog, nei territori tra la gente. Attenti a non copmmettere l’errore contrario, essere solo aperti al mondo ci fa perdere i contatti con il nostro mondo !!!

    giovanniventre

    7 novembre 2010 at 9:56 am

  7. opps … naturalmente questo vale per chi come me pensa che possa esistere una “politica” cosmica e che la stessa possa essere usata a far vivere meglio chi oggi soffre, e i nostri paesi stanno soffrendo … ( per paesi intendo tutta la nostra Italia ) in particolare quelli che con amore frequento .

    giovanniventre

    7 novembre 2010 at 9:59 am

  8. COSA ACCADE?
    DOVE SONO LE ANIMELLE BELLE, I COMMENTI DEN SI, I CONTRIBUTI ALLA DISCUSSIONE SUL CONTE NUTO DEL POST CHE ME RITEREBBE UNA CONSEN SUS CONFERENCE UNIVER
    SITARIA ATTESO CHE L’IMPAGINATORE ,SEMPRE LUI…, HA RITENUTO DI EPITETARLO “LA STANGA TA” , FORSE MEMORE DEL FILM IRONICO E DIVERTE NTE CON LA COPPIA RED FORD NEWMAN!?… ASPETTIAMO COMMENTI CONTRIBUTI COORDINATE GRAZIE BUONA DOMENICA. RQ.

    Rocco Quagliariello

    7 novembre 2010 at 2:08 pm

  9. ciao Enzo,
    da uno di ‘quelli andati via’ una incondizionata ‘condivisione’ ed un fraterno plauso per la tua tenacia!
    Antonio Imbriano
    da Monza

    aimbriano

    7 novembre 2010 at 7:17 pm

  10. Viviamo nel periodo in cui il goal dura un secondo e il commento una settimana.
    Ora vedo commentato un goal del campionato scorso che l’arbitro aveva annullato per palese fuorigioco.
    Enzo, non intristirci come Mazzola, come Bagni.
    Si capisce che puoi ancora giocare.
    Enzo, per piacere, facci un goal.

    paolo

    8 novembre 2010 at 9:21 am

  11. Caro Enzo,
    ho proposto una confe renza di consenso sulle questioni che hai centra to con precisione milli metrica, nessuna rispos ta ufficiale. Ieri sera una telefonata gradita che mi chiariva come inter pretare la decisione”ab biamo rimosso i filtri antispam” ora che tutto è più chiaro non ci inte ressa comprendere i mo ti vi per i quali nes suno di coloro cui desti navi le tue acute punge nti riflessioni abbia rite nuto di rispondere pub blicamente sul post del blog. Si è preferito farlo pavidamente nella mai ling list privata, secon do il costume dei pavi di e degli accidiosi. Leg giamo quì nel post una citazione di uno statista inglese, un’altra di uno scrittore mordace, poi comparsate che avrebbe ro dovuto po tuto aprire la discussio ne per agevolare deci sioni appropriate. Invece nulla! Il blog ce lebra il funerale senza lacrime della c.p. e ne sancisce la fine. Amico stimato di questo si tra tta,altro non leggo tra una cartolina dai morti ed un epitaffio. Misera fine di una grande in tuizione per contamina zioni perniciose anti democratiche. Absit iniuria verbis. RQ.

    Rocco Quagliariello

    9 novembre 2010 at 3:28 am

  12. Risponderei a tutti, singolarmente, ma non mi è possibile e vengo all’essenziale (cosa innaturale per me). Ho scritto il post perché una discussione sviluppatasi nell’area riservata con le e-mail, diveniva interessante, visto i partecipanti e le argomentazioni. In un blog è peccato rendere segrete le cose interessanti ed invece ‘cazzeggiare’ pubblicamente.

    Annoto che è stata una scelta sbagliata, che me (e Ve) la potevo risparmiare. Eppure penso di aver avuto tanto coraggio, non improntuitudine, nell’affrontare un argomento che è dibattuto con grande passione.
    L’ho fatto perché come dice Sofocle “I buoni ragionamenti sono più forti di due mani robuste”, dato che si dibatteva se “essere o fare nella C.P.”. Non ho cercato una ribalta, o un goal, né lo sberleffo di altri, soltanto perché non me ne frega e non ne ho bisogno. Non so mettermi il problema se è opportuno scrivere o limitarmi all’invettiva o alla provocazione in attesa di affondare il coltello alle spalle di qualcuno, come vedo fare in certi commenti, in tanti commenti.

    Il fatto è che certi uomini, certi pagliacci di uomini, che gettano uno sguardo sulle loro rovine passate, perché da soli si accorgono di non avere argomenti per inseguire una discussione, credono – per evitare le loro rovine future – che sia in loro potere ricominciare a usare il dolore che provocano in altri come anestetico al loro dolore, alla loro incapacità, alla loro noia, e sfottono, sussurrano, organizzano gruppi, nutrono di malizia e di cattiverie i rapporti con gli altri, nel nostro caso cominciano qualcosa di radicalmente nuovo: sputtanano. Invece che ‘aggiungere’ alla discussione, deridono. Fanno a se stessi una promessa solenne e attendono un miracolo che li tiri fuori dal baratro mediocre in cui il destino li ha sprofondati.

    Ma non accade nulla. Tutti continuano a essere gli stessi. Per questo ho scritto ciò che ho scritto sulla C.P., come per dare un richiamo a valori ‘fondanti’ oltre i quali c’è il vuoto sul quale non può costruirsi il futuro. Ma evidentemente ho sbagliato luogo, modo e tempi.

    Quando ho scritto, non pensavo a me che non esisto, e non ci sarò in seguito, l’ho fatto come per porre delle regole in un ricovero di pazzi. E se ho mostrato di parlarne come fosse una gran cosa, è stato perché mi sono illuso che chi mi ascoltava sapeva che i pazzi cui parlavano credevano di essere re e imperatori. Volevo, con le singole parole che ho scritto, moderare la loro follia e renderla più innocua che potessi.

    Ora ho compreso che certiuni hanno ragione nell’affermare che non devo tediare ma, per me, forse l’unico modo di salvaguardare la mia solitudine è ferire tutti, a cominciare da quelli che amo.
    Non sono né abbastanza infelice per essere poeta, né abbastanza indifferente per essere filosofo, io sono soltanto lucido, e lo sono abbastanza per essere condannato. Non c’è altro da aggiungere sulla mia solitudine.

    Tuttavia, contrariamente a quanto si può pensare, vorrei ringraziare tutti quelli che hanno ritenuto inutile, tediosa e stucchevole, la discussione che credevo di iniziare: così facendo mi hanno permesso di essere partecipe di una C.P. ‘matrigna’ inattesa. Io li voglio pregare di una cosa: quando le mie idee ed i sognatori come me saranno ancora presenti tra voi, stategli dietro come io ho tentato di fare con voi; se crederanno di valere qualcosa senza valer poi nulla, se crederanno di essere «grandi uomini» e poi non sono niente, se vedrete che si preoccupano più della virtù che della notorietà o della vacuità delle cose vostre, rimproverateli e puniteli. Sarete ancora nel giusto.

    Da ultimo vorrei dirvi che certe volte, se non è di troppo peso alla vostra nobiltà d’animo, bisogna lasciare la ragione agli altri perché questo li consola del non avere altro.

    Ora, nel salutarvi, sono sicuro che non ci sarà più conflitto tra noi: siamo tutti in ginocchio.
    Sarò di certo con voi se, provando bisogno di reciproca amicizia, cercherete di fare qualcosa di buono; ma finché siete a desiderare il male di qualcuno, chiamate in aiuto qualcun altro.

    EnzLu

    enzlu

    10 novembre 2010 at 12:57 am

  13. caro enzo
    credo di poter capire più di altri la tua condizione.
    io penso che bisogna dire le nostre cose e invece spesso siamo tentati unicamente di confutare quelle altrui. stai qui, stai con le persone che senti più vicine, con gli animi più infiammati. l’errore che facciamo tutti qui è pensare a questo luogo come un luogo di spiriti simili. non credo sia così.

    arminio

    10 novembre 2010 at 8:19 am

  14. …. In un blog è peccato rendere segrete le cose interessanti ed invece ‘cazzeggiare’ pubblicamente.
    Faccio uno strappo ad una mia personale ‘coerente convinzione e decisione’ sopratutto per rispetto alle parole di Enzo Luongo…. ” una persona vera ed autentica” che ha il coraggio di esporsi con pensieri piene di passione e sentimento caldi a vocazione fredda.Io sono convinto comunque che la lingua, la parola sono la sede e il mezzo privilegiato dei fraintendimenti.” Il malinteso- scrive Lèvi Stauss- è il contrario dell’indiscrezione: è un difetto di comunicazione, mentre l’indicrezione rappresenterebbe un eccesso…..Ma per le persone vere il malinteso può essere sempre dissolto quando si fà prevalere la franchezza sull’ambiguità, la doppiezza…..Il malinteso può anche essere una forma di “passione” qualcosa che bisogna ‘patire’ per il fatto che siamo esseri dotati di parola (lògon ekòn….) un perdersi nel nostro stesso parlare col rischio di non essere sempre ‘padroni’ della nostra facoltà o libertà di parola ma ‘vittime’ incosapevoli di macchinazioni da ‘bassa macelleria’.Io con sempre più insistenza mi chiedo se la ‘ragione’ o la razionalità sia un risultato o un presupposto che ha bisogno spesso di dividere la sua sovranità e il suo regno con la follia e l’isolamento….Una sola cosa mi piacerebbe obbiettare o non accettare da ‘una persona di ragione esentimento’ una solitudine o un isolamento che crea sofferenza e non ‘eudaimonia-felicità’per sè e smascheramento e distanza alla maediocrità e inautenticità….e non mi piacciono queste parole anche se ne ho rispetto e stima ….
    “….Ora ho compreso che certiuni hanno ragione nell’affermare che non devo tediare ma, per me, forse l’unico modo di salvaguardare la mia solitudine è ferire tutti, a cominciare da quelli che amo.
    Non sono né abbastanza infelice per essere poeta, né abbastanza indifferente per essere filosofo, io sono soltanto lucido, e lo sono abbastanza per essere condannato. Non c’è altro da aggiungere sulla mia solitudine….”
    con stima nella differenza
    mauro orlando

    mercuzio

    10 novembre 2010 at 9:01 am

  15. COLORO,TUTTI COLORO CHE NON HANNO PRESO PARTE ALLA DISCUSSIONE SUL BLOG CMUNITARIO INERENTE IL CONTENUTO DEL POST DEL CARISSIMO AUTORE DELLO STESSO, RISULTANO ASSENTI, INADEMPIENTI, INDIFFERENTI, DISINTERESSATI. COME TUTTI GLI ASSENTI HANNO SEMPRE E SOLTANTO “TORTO MARCIO”. absit iniuria verbis. Cordiali Saluti (almeno) ai Commentatori del post oltre che all’Autore del medesimo.
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    10 novembre 2010 at 9:25 am

  16. Leggendo l’ultimo commento del Dr. Rocco Quagliariello, mi sovviene un dubbio procedurale : quando, come nel caso in esame, un autore ‘esterno’ invia ad un ‘postatore’ del blog (in questo momento sono abilitati a tale funzione circa 25 postatori) un proprio testo, chi è tenuto ad entrare nel merito della moderazione di eventuali commenti di disturbo ? prego anch’io gli assenti di esprimere la propria opinione.

    verderosa

    10 novembre 2010 at 10:22 am

  17. Domanda geniale, come sempre, carissimo eccellente insuperato insuperabile “Intellettuale del Pragma” non soltanto comunitario e non soltanto webmaster cp…
    Un lusinghiero complimento. Rocco

    rocco quagliariello

    10 novembre 2010 at 11:24 am

  18. Angelo, il tuo problema ammette almeno la soluzione banale: lasciare sempre il commento dov’è.
    Il commento per fastidioso che sia contiene sempre informazioni importanti sull’autore, sul suo stato sentimentale, di salute, di cui è bene avere cura per empatia, simpatia, pietas…
    p.s. è la sorte che auguro ai miei commenti.

    paolo

    10 novembre 2010 at 3:44 pm

  19. una risposta e un commento al post: 1) delegando a un altro la pubblicazione l’autore gli delega anche la facoltà di rimuovere commenti (come in ogni teoria giuridica della delega). se non preferisce contattarlo per chiedere la gentile rimozione di un commento a lui sgradito (all’autore) 2) a me è piaciuto nel complesso il tono del post, di cui però mi sfuggono alcuni passaggi com’è spesso nella prosa di enzo luogo ( ma sarà colpa mia leggere troppo velocemente). a me la presenza di enzo nel blog e nella cp sembra un forte valore positivo

    sergio gioia

    10 novembre 2010 at 7:13 pm


I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: