COMUNITA' PROVVISORIA

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ALCUNE COSE

di Carmine Vitale

 

 

 

 

 

 

 

 

 


* APPENA SVEGLIO

Sembra che debba entrare a far parte anch’io
della teoria del mazzo di carte;
una volta in acqua ho incontrato il lamento di una medusa –
la terra trasuda pini e tombe insieme,
un cumulo di ossa che nemmeno gli dei hanno saputo
collocare.
Ci nascondiamo nella paura,
è quel che ci riesce meglio;
il viaggio di Dante non è per niente finito –
era l’introduzione per presentare il mondo
prima dell’avvento del sole dopo la fine dei ghiacci.
Ho avuto in sorte foglie e roveti
proprio come in questo caso; non volevo staccare queste
parti.



È stato un errore di digitazione –
una porta aperta per caso,
un puro fraintendimento –
Solo le rose hanno resistito alla neve;
non ricordo se ne trovarono all’inferno
tra le rovine o in un giorno pieno di sole.
Virgilio aveva il fiato corto,
inciampava tra le parole come fossero rocce.
La stessa pace di un cimitero di provincia americana
con il rumore del grano –
la stessa pace di un cimitero di provincia italiana
con la stessa luce di bellezza.
So bene anch’io che non a tutti è data la veggenza
di avere un terzo occhio,
di avere una diversità;
di come l’amore non tolleri intrusioni più del potere.
Ben presto saremo ombre che si aggireranno per casa
soggetti per racconti
di novembre mi piacciono solo i crisantemi
perché sopportano la pioggia.
Mi concedo il diritto di giudicare un mese in rapporto ai miei
ricordi –
– dal cielo mi insegue una stella,
“ogni dono è diverso da ogni dono”
“non so nulla su tutto quell’oro”
– è andata così,
del resto in un sogno colorato era già accaduto.
Il labirinto incombe .

* NASCONDINO

“Per le anime è morte farsi acqua”
Avevate tutti un bel futuro,
è successo verso la fine di giugno,
un giovedì, no forse un venerdì
– mi ricordo di un gol di Kempes
segnato la domenica
e il pianto del mio amatissimo numero quattordici,
lontano, in un altro continente –
Vi siete trovati tutti in fuorigioco
oltre la linea,
proprio come diceva il regolamento
(monete che cadono dalla tasca)
nessuno che volesse essere figlio di Dedalo
intonaco che cadeva a pezzi
come edera rosicchiata dal sole;
perfino a villa fiorito
avete conosciuto la paura della morte
– mano nella mano nel sonno,
quadretti riempiti di numeri
da un improbabile capitano –
si è fatto buio presto tra i bambini
nessuno più ha gridato felice un due tre stella.

* COMPAGNO JACK

Hai lasciato la porta aperta
su un’altra america
in un bagno pubblico
con occhi che afferrano di azzurro solo le mattonelle.
Piove sui marciapiedi,
ho i piedi bagnati.
La guerra inizia silenziosa,
canta la tua voce
nella brina mattutina
su e giù per la città.
Di inverni ne sono già passati tre.
Il tempo non boccia mai le sue stagioni.
È un potere che si arroga solo l’uomo;
Naso Aquilino visse pacificamente
fino al massacro di Sand Creek.
Sembra il tuo ritratto.
Le parole hanno messo a ferro e fuoco
quel poco di me che ancora rimane.
Nonostante siano trascorsi quattro secoli di guerra,
tra indiani e visi pallidi,
un giorno ho capito.
Volevo che tu lo sapessi


(Per un compleanno di Jack Hirschman)


Nota di Nadia Agustoni.

Carmine Vitale ci consegna con questo libro di poesia Alcune cose L’arcolaio Edizioni 2010 una mitologia personale racchiusa in versi che hanno la bellezza di una verità che si incontra casualmente e non ci lascia più andare. C’è una verità che ferisce, per quello che manda in frantumi di noi, e ci lascia attoniti, ma c’è una verità che ricostruisce per noi cose cui non pensavamo più. Il libro di Carmine Vitale racchiude questa verità irrinunciabile. Si leggono le tre sezioni del libro ( Una terribile tenerezza, Il tempo degli addii, Lo stato delle cose) come se completassero quadri già conosciuti e come se il pensiero li componesse di nuovo col poeta. Eppure tutto è sempre nuovo; tutto ci suscita quello stupore che è la nota che contraddistingue l’opera autentica dal semplice “diario”. L’altra cosa che mi sorprende di Carmine Vitale è che leggendolo sembra di ascoltarne la voce: se la voce arriva – pur senza lo si conosca di persona – significa che la voce c’è e ha la forza di quello che ci comunica. Le tre poesie proposte sopra, una da ogni sezione del libro, hanno in sé una visione dell’esistente che mischia coraggiosamente – e quanto abbiamo bisogno di coraggio – i temi personali e politici e i richiami letterari. Questa felice contaminazione ci dice anche che la complessità e la fragilità delle nostre vite, questo nostro sconnesso vivere, possono aspirare – non sempre, ma a volte si – a una redenzione sincera: quella che ci coglie incerti tra pagina e finestra, mentre ci chiediamo, alzando gli occhi, se quel mondo di Carmine Vitale e il luogo dove noi siamo, non combacino in qualche punto segreto: segreto come le cose che amiamo veramente. Alcune cose ricorda a tratti Le cose senza storia di Fabio Pusterla e aggiungo – ultima annotazione – che miracolosamente queste poesie hanno la qualità della profondità e della leggerezza che aiutano a guardare il mondo, a pensarlo e accettarlo senza resa ogni giorno.



Alcune cose e una lettera di Francesco Forlani.
Carmine Vitale. L’arcolaio 2010
Collana “Le onde flessibili” n.3 diretta da Gianfranco Fabbri.

(Pubblicato su http://lapoesiaelospirito.wordpress.com il 6.11.2010)

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Written by soter54

6 novembre 2010 a 8:05 pm

Pubblicato su AUTORI

5 Risposte

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  1. E allora? Cosa ce ne pos siamo fare di questa “consegna” di coraggio parolaio, della nota a margine della Sig ra Nadia? Cosa può signi ficare continuare a scri vere,impaginare post, senza una partecipazio ne viva vitale passionale ardente e veemente. Dovendo leg gere, preferiamo le cartoline dai morti ed il pensiero denso lungo di mercuzio. Sia chiaro. RQ.

    Rocco Quagliariello

    7 novembre 2010 at 4:27 am

  2. bene, la poesia qui è sempre benvenuta!

    arminio

    7 novembre 2010 at 10:00 am

  3. Infatti, la recensione sulle CARTOLINE DAI MORTI,l’ho postata , oltre che nei commenti su questo blog, anche qui: http://acapofitto.splinder.com

    Che tu non possa apprezzare la poesia di Vitale, è cosa più che legittima e puoi scriverlo, sempre e comunque, a chiare lettere. Ma che tu possa approfittarne per “sfruculiare” – nel vano tentativo di “aizzare” questo contro quello, Arminio contro Verderosa, Mercuzio contro me e Luongo contro tutti- questo no. HAI SBAGLIATO PALAZZO. E’ chiaro?

    Per me finisce qua.Per rispetto di questo spazio dedicato a Camine Vitale e per rispetto delle reciproche intelligenze, non sono gradite altre repliche.

    Salvatore D'Angelo

    7 novembre 2010 at 2:26 pm

  4. la poesia di Vitale con il suo dar senso alle cose come sono, piccole e vere, reali e fatte di terra, anima e carne, non possono che essere considerate e lette come poesia civile e di resistenza, resistenza – perdonate il gioco di parole – “Vitale”.

    credo che un filo conduttore tra le cartoline dei morti e questi testi, sarebbe bene saperlo rintracciare, sarebbe superare la punta del naso e guardare le piccole cose sì, ma dall’oltre.

    grazie Sal per il tuo coscenzioso lavoro.
    nc

    natàlia castaldi

    7 novembre 2010 at 2:55 pm

  5. ringrazio Saldan e Arminio per ospitare queste mie piccole parole in questo luogo per me prestigioso e resistente come pochi
    e grazie a N atalia per le sempre precise analisi sulle parole
    perchè le parole sono importanti,sempre
    e grazie anche a rq perchè le critiche che sanno costruire fanno capire comprendere resistere
    quel noi preferiamo dice anche chi?
    un caro saluto anche dalla poetessa Nadia Agustoni
    c.

    carmine vitale

    8 novembre 2010 at 1:29 pm


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