COMUNITA' PROVVISORIA

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terremoto/1

mi sembra un buon segno che ci siano tante iniziative per ricordare i trent’anni dal terremoto. ieri mi hanno intervistato dei ragazzi di bisaccia e non passa giorno che non mi arrivi qualche proposta di partecipazione a iniziative per il trentennale. è difficile a questo punto per la comunità provvisoria organizzare una nostra giornata. direi che non è un problema. metto qui un vecchio testo usato per una mostra alla triennale di milano, sarà il primo di una serie. è il mio personale contributo a questo evento enorme che ha curvato la storia della nostra terra.

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Dalle mie parti siamo tutti esperti di terremoto, almeno quelli che quando venne la scossa erano adulti: ventitrè novembre 1980, le sette e mezza della sera, la terra fa tremare tutto l’Appennino meridionale, l’epicentro è tra le province di Avellino, Salerno e Potenza, una decina di paesi completamente distrutti (Conza, Laviano, San Mango, Sant’Angelo dei Lombardi, Lioni, solo per ricordarne alcuni) altre centinaia danneggiati più o meno gravemente, tremila persone morte, schiacciate dal peso delle case rotte, adesso penso al fatto che non tutte sono morte subito, c’è chi sarà rimasto in agonia per qualche ora, chi avrà sentito i soccorritori che stavano per raggiungerlo e non ce l’hanno fatta a prendergli le mani, il terremoto dal punto di vista dei morti è una cosa fatta di travi sulla pancia, di buio, di gambe rotte, è un trovarsi nella spina della vita all’improvviso, sei con la bocca davanti alla maniglia della tua stanza, guardi un televisore spento, stavi vedendo la partita, tua moglie era in cucina che preparava la cena, giocavano la Juventus e l’Inter, ma non sai com’è andata a finire, sai che sta finendo la tua vita e ti fa rabbia che continua quella degli altri, ombre che staranno lì a spartirsi questo curioso bottino che è il tempo che passa, tu sei stato appena riportato tra loro, non puoi sapere che stanno polemizzando sui soccorsi che non sono arrivati, è arrivato il presidente della Repubblica e ha fatto una scenata alla classe politica, quella che ignorava che il cemento della tua casa era disarmato, quella che non si è preoccupata che la casa in cui è morta tua madre era fatiscente nonostante tu vivessi nel mondo che si dice progredito, il mondo che anche nel tuo paese aveva voltato le spalle alla civiltà contadina per sistemarsi nella modernità incivile, è in nome di questa modernità che cominciarono a ricostruire la tua casa e quella degli altri, pensarono perfino che non bastavano le case, ci volevano anche le industrie, ora molte di quelle case sono chiuse come la tua cassa da morto e lo stesso è avvenuto per quelle industrie, non sai che questo fatto a un certo punto è stato utilizzato per combattere quelli che comandavano in queste zone, non sai che le persone del nord Italia che vennero qui ad aiutare furono assai deluse dal sapere di tanti sprechi (si parla di una spesa di sessantamila miliardi di lire, ma i conteggi cambiano a seconda di chi li fa) e diedero credito a un partito che nasceva per dire basta con questa storia del sud, il problema siamo noi, i soldi che facciamo col nostro lavoro non ce li deve togliere nessuno, e infatti nessuno glieli ha tolti, come nessun scandalo a noi ci ha tolto quelli che comandavano e che comandano ancora e che adesso fanno coi fondi europei quello che fecero col terremoto, pure questa è una faccenda scandalosa, ma per ora non fa notizia, manca il detonatore della tragedia, intanto pure l’ingegnere che ha costruito la tua casa caduta non è andato in galera e neppure chi l’ha ricostruita in maniera piuttosto orrenda, il terremoto per te è finito con la fine della scossa, ma per gli altri è continuato molti anni ed è stato una corsa a fare soldi, in questa corsa non c’era tempo per pensare alla bellezza dei paesi, il problema era solo allargali, allungarli e l’opera è stata compiuta con genio e vi hanno partecipato un poco tutti, dal parlamentare che ha fatto la legge per cui si potevano aggiustare anche case che non si erano rotte, all’architetto che ha disegnato con la matita della venalità, al cittadino che si è messo in fila ad attendere quello che gli spettava e se possibile anche qualcosa di più, ora tutti si lamentano, tutti a dire che si stava meglio prima del terremoto, tutti a rimpiangere un tempo in cui si era più uniti e più buoni, a me pare di averla vista questa bontà e questa unione solo fino a quando è durata la paura, fino a quando la gente ha dormito nelle macchine, fino a quando abbiamo cercato di salvarti, poi è andata un po’ come ti ho detto.

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Written by Arminio

8 novembre 2010 a 7:37 pm

Pubblicato su AUTORI

8 Risposte

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  1. salve….a salerno dal 20 al 30 novembre 2010 organizziamo manifestazione per commemorare il trentennale del “nostro terremoto” con apertura alle esperienze degli altri terremoti d’italia del recente passato.
    Convegni, eventi teatrali, raduno di volontari e testimoni ecc…

    per gli interessati possono scrivere a gerardo_lupo@libero.it e fornirò programma dettagliato della manifestazione.. grazie

    http://www.facebook.com/event.php?eid=148013685240774

    Gerardo Lupo

    8 novembre 2010 at 8:16 pm

  2. Finalmente conclusa la definizione delle occasioni di incontro organizzate da Amici della Terra Irpinia, nell’ambito del trentennale del sisma. Convegni di studi, partecipazioni a seminari, proiezioni di documentario, recital e mostre fotografiche, il treno irpino del paesaggio. Dal 18 novembre al 27 novembre 10 giorni …intensi. Giovedì 18 ad avellino : conoscenza prevenzione educazione convegno di studi. parteciperanno tra gli rosa filippini, steafno ventura e maurizio pignone. venerdì 19 a Calitri e sabato 20 a Conza partecipazione di LUca Battista , Sergio Gatteschi e Raffaele Spagnuolo nei seminari organizzati dal Gal Cisli.. Martedì 23 novembre proiezione a senerchia (ore 10,30), bonito (ore 10,30 e 18,00) ed avellino(ore21,30 -Masà Dinner Club) del documentario di Michele Citoni “Terre in moto”. A Capriglia irpina (ore 19,15) recital musicale con Paolo De Vito e le foto di Aldo marrone. Il 27 novembre sabato il treno irpino del paesaggio a conza della campania con la probabile partecipazione di Anna Donati. A domani per tutti i dettagli.

    luca b.

    9 novembre 2010 at 10:04 pm

  3. Dalle tue parti siete tutti esperti di terremoto… Un po’ sembri prendere in giro i chiacchieroni, un po’ sembri autodenunciarti, ma da questo esordio così disincantato si dipana uno dei pezzi più belli tra le tante cose che ho letto negli anni sul tema. Forse solo “oggetti narrativi non identificati” come questo (è un racconto? è giornalismo? è un memoire? … tutte queste cose insieme?) possono penetrare in una vicenda che è storia, attualità, carne, sangue e immaginario di un territorio.

    Michele Citoni

    12 novembre 2010 at 1:45 pm

  4. ieri elda lo ha letto sotto immagini prese dal pc. mi piacerebbe farne un video. magari ne parliamo domani sera a lioni.

    Arminio

    12 novembre 2010 at 1:48 pm

  5. caro muichele
    noto con piacere il fatto che tu dai attenzione all’oggetto del post, lo fai sempre.
    spesso accade che il post venga visto solo come un pretesto per dire altro.

    Arminio

    12 novembre 2010 at 1:49 pm

  6. ci vorrebbe un citoni day
    i tempi sono maturi…..

    Arminio

    12 novembre 2010 at 1:52 pm

  7. “a me pare di averla vista questa bontà e questa unione solo fino a quando è durata la paura, fino a quando la gente ha dormito nelle macchine, fino a quando abbiamo cercato di salvarti, poi è andata un po’ come ti ho detto.”
    ieri,mentre leggevo ad alta voce, mi è venuto da piangere, trent’anni dopo.
    grazie
    e.

    eldarin

    12 novembre 2010 at 2:01 pm

  8. come sempre siamo arrivati in ritardo per eventi commemorativi del trentennale del sisma del novembre 1980. Mica puo’ fare tutto Armin, ci mancherebbe!!!
    Scrive come pochi in Italia, è capace di pubblicare anche due libri in un anno, se non tre…
    per la commemorazione del trentennale rimando alle iniziative postate dal comuntario amico della terra e del comuntario web master che ha comunicato di aver rimosso i filtri antispam , spiegandomene significato e contenuto in una gradita telefonata serale di qualche giorno fa.

    Per i “citoni day” c vorrebbe una spiegazione sul post che chiarisse a chi non è informato quanti e quali documentari cinematografici o fotosegnaletici ha firmato l’arte osservazionale del carissimo regista e cineoperatore sulla questione del sisma e doposisma 1980. Non a tutti è noto questo prezioso
    utile fondamentale dettaglio per cui attendiamo delucidazioni in merito per poter partecipare al “citony day” preparati oltre che informati.

    Grazie Un saluto affettuoso dal superstite di quel terribile evento Rocco Quagliariello.

    rocco quagliariello

    12 novembre 2010 at 2:09 pm


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