COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

IRPINIA

Motonave Irpinia, Linee Grimaldi, 1935

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Written by A_ve

10 novembre 2010 a 12:06 pm

16 Risposte

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  1. l’emigrante
    per sua natura
    è un pensatore.

    versetti degli emigranti

    nel 1901 michele fede partì per gli stati uniti
    con un abito impeccabile che lui stesso aveva cucito.
    nel 1929 florindo fede partì per il brasile
    con un abito impeccabile che lui stesso aveva cucito.
    nel 1947 agostino fede partì per la francia
    con un abito impeccabile che lui stesso aveva cucito.
    nel 1960 salvatore fede partì per la svizzera
    con un abito impeccabile che lui stesso aveva cucito.
    oggi al paese nessuno sa più cucire
    e l’emigrazione dei sarti è finita.

    *

    erano undici figli, nati nello stesso letto,
    nella stessa stalla. adesso sono tutti in america,
    in undici città diverse:
    il più grande sta a new york,
    gli altri a houston, mesa, tampa, san diego,
    cincinnati, syracuse, hartford, denver,
    cleveland, rapid city.

    *

    qui una volta c’era uno che viveva in campagna.
    partì dal porto di napoli. c’era un bel cielo
    in quel pomeriggio del quarantanove.
    la città sembrava felice. ma lui davanti a tanta acqua
    e tanto cielo cercava di intravedere i suoi monti,
    la sua casa. mentre la nave si avviava lui ancora
    guardava verso i monti, pensava alla mucca,
    al porco e alle galline che aveva lasciato.
    pensava a sua cugina michelina
    che gli aveva fatto vedere un seno
    proprio mentre lui preparava le valige.

    *

    lorenzo marzullo aveva vent’anni quando partì
    con i suoi per il brasile. il viaggio fu molto lungo
    ed il mare spesso era tempestoso.
    arrivò con un senso di nausea
    che gli durò quasi per un anno.

    *

    era lì da due anni. mentre da solo nella sua stanza
    ballava il tango il suo braccio si trasformò
    nell’ala di un angelo. era l’ottobre del quarantasette,
    nella città argentina di matanza.

    *

    fa il tassista a new york e s’informa
    sulla nazionalità di chi sale.
    rumeni, macedoni e albanesi
    sono assai simili ai pastori del paese.

    *

    ottavio magliano in argentina portava
    quarti di vitello sulle spalle.
    in brasile aprì un piccolo negozio.
    in venezuela gestiva un grande ristorante.
    morì negli stati uniti colpito da un fulmine
    mentre pescava.

    *

    ha una pizzeria a jefferson nel missouri
    e del paese ricorda poche cose: il pane nero,
    fatto di grano duro, in grandi forme
    di tre o cinque chili,
    lampadine sporche di antichi nerumi di mosche,
    il bocchino fatto con l’osso della gamba posteriore
    di una lepre, il compare di san giovanni,
    le forchette di stagno, le cacate di gruppo all’aria aperta.

    *

    camillo crincoli faceva il barbiere a s. paolo del brasile
    e ogni mattina andava a piedi
    da un capo all’altro della città
    per raggiungere la sua bottega.
    neppure se ne accorgeva perché aveva fatto
    per tanti anni il pastore ad accadia.

    *

    il fabbro dagli occhi azzurri è tornato al paese
    e ha smesso di lavorare perché ogni volta
    che piegava un ferro gli sembrava di piegare
    le dita degli angeli.

    *

    le puttane passavano per le baracche
    tutte le sere. costavano poco.
    per quelle buone tonino loffa
    doveva uscire in città

    *

    da molto tempo ormai gerardo quaglietta
    non è più al mondo e nessuno si ricorda di lui.
    ma quando viveva a namur in belgio
    succedeva la stessa cosa.

    *

    lo chiamano l’uruguayano. nella pizzeria
    che ha aperto al paese
    c’è un’aria canadese.

    *

    la china calda, la figlia del fruttivendolo
    le patate coi peperoni, la briscola
    i laghi di monticchio. questi sono gli ideali
    di peppino montemarano, imbianchino
    a bellinzona.

    *

    antonio capobianco era appena arrivato a torino
    e andò a vedere un film dove si diceva che a torino
    la neve era più scura che al sud.
    con lui c’era una ragazza di novara
    che lavorava nella salumeria dove antonio
    andava per il panino di mezzogiorno.
    la ragazza di torino era un poco scema
    ma lui era contento di uscirci insieme
    ogni tanto.

    *

    fernando mucci è l’unico in paese
    che per emigrare ha preso la
    salerno-reggio calabria.

    *

    i grandi dolori di carletto, elettricista a biel:
    quando l’italia perse contro la polonia
    nello stadio di stoccarda, quando morì suo nonno
    punto da un calabrone, quando sua moglie
    gli disse che si era fatta baciare
    dal padrone della pizzeria.

    *

    michele cordiano e aurelio mosca
    da quando sono tornati da ginevra parlano sempre
    della differenza tra la pensione italiana e quella svizzera.
    si ritrovano tutte le sere a casa di cordiano.
    mettono qualche patata sotto la cenere
    e nell’attesa che siano pronte parlano
    della loro malattia.

    *

    vincenzo capolupo è stato molte volte in svizzera
    e ha svolto i seguenti lavori: due settimane
    nella raccolta dell’uva vicino losanna, cinque giorni
    in un ristorante di zurigo, quattro giorni
    come imbianchino a ginevra, un mese
    a vendere cappelli vicino allo stadio di berna.

    *

    gli svizzeri arrivavano alla stazione di foggia
    intorno al venti dicembre.
    portavano la cioccolata e le sigarette.

    *

    mario castelluccio viveva in una baracca per cani
    vicino a zurigo e non vedeva l’ora di alzarsi.
    quelle del sonno erano le ore più nere della sua vita.

    *

    quando viveva a monaco di baviera
    aspettava con ansia il sabato sera per farsi qualche birra
    e una puttana. adesso beve e basta.

    *

    coi risparmi della svizzera
    molti si fecero il gabinetto. rocchino loffa
    si mise pure la moquette e i termosifoni.

    *

    gino limotta compra e vende macchine in germania.
    la sera vede film porno. si ubriaca quando viene suo cugino
    dalla svizzera.

    *

    lavorava in una fabbrica di scarpe in veneto.
    tornato al paese ebbe un grande momento
    di felicità nella sua vita il giorno in cui l’elettricista
    venne a montargli la nuova insegna:
    gerardo tota, chirurgo della scarpa.

    *

    si ritrovavano al paese ogni anno verso la fine di luglio.
    nella loro vita erano cambiate tante cose,
    ma non gli occhiali da sole,
    che avevano comprato lo stesso giorno,
    con lo stesso modello, in un negozio di salerno.

    *

    torna dalla germania ad ogni sant’antonio.
    quell’anno che cantò iva zanicchi
    aldino porrari si fece largo tra la folla
    e toccò il culo alla cantante mentre saliva sul palco.

    *

    prima si partiva la mattina presto:
    macchina da noleggio e treno.
    adesso si parte con la macchina propria, con comodo,
    a volte perfino dopomangiato.

    *

    le prime volte non gli sembrava vero
    di vedere la domenica sportiva
    in un bar di padova.

    *

    l’emigrazione dal paese vecchio a quello nuovo
    gli fu fatale.

    *

    rocco cestone sognava sempre di andare al nord.
    finalmente vinse un concorso nelle poste.
    la sua vita a rovigo si svolse per trent’anni
    sempre allo stesso modo: mattina in ufficio,
    pranzo al ristorante, sonnellino pomeridiano,
    passeggiata serale solitaria, cena asciutta in pensione,
    un po’ di televisione, un po’ di giornali
    e qualche pastiglia per dormire.

    *

    muratore dalla lunga chioma.
    beve una ventina di birre al giorno.
    se n’è tornato perché non sopportava
    di svegliarsi presto la mattina.
    ora vive con sua madre.
    il padre e i fratelli lavorano e bevono a montreux.

    *

    finiti i soldi del terremoto nicola fratianni
    è andato a fare il piastrellista a reggio emilia
    perché non poteva più mantenere la sua bmw
    di seconda mano.

    *

    vincenzo vella aveva lavorato tutta la vita
    in veneto nella villa di un avido. era una villa grandissima,
    diceva vincenzo, ma il frigorifero era quasi sempre vuoto.

    *

    dicono che suo cugino è un pezzo grosso
    in un ministero a roma. dopo cinque anni
    e con venti milioni gli ha trovato un posto
    al cimitero di cremona.

    *

    renato capofitto mentre beveva un bitter in un bar
    di nonantola si sentì scaricato di ogni personalità,
    svuotato, esentato dalla particolarità,
    dal pericolo di essere qualcuno.

    *

    bisogna aspettare la metà di ottobre per sapere
    quanti saremo a passare l’inverno qui.
    per ultimi se ne vanno quelli che vanno a supplire
    nelle scuole del nord.

    *

    pasquale l’elettrauto vive da molti anni
    alla periferia di prato. il sabato sera arriva fino a pistoia
    per farsi una pizza con lorenzo il meccanico.

    *

    davanti al ripido muraglione è scomparsa pure l’insegna
    della profumeria venere. vendeva solo qualche rossetto
    e qualche profu­mo. ora la proprietaria se n’è andata
    a milano, dove lavora in una fabbrica di detersivi.

    *

    bidello a vercelli. di giorno fa il solitario con le carte.
    la sera prova a costruire il castello del paese
    coi fiammiferi.

    *

    aveva vissuto trent’anni in svizzera
    senza rivolgersi a nessuno.
    non si era mai fatto una risata,
    ma non se ne lamentava. pensava che la vita
    è fatta soprattutto di fatiche e di poche sciocchezze.
    una di queste era tornare una volta l’anno al paese
    a litigare con la moglie e coi vicini.

    *

    lavora in una miniera di rame a el teniente
    in cile. la cosa è ancora più strana
    se si pensa che in paese era il più bravo a giocare a dama.

    *

    florideo camarca faceva il cameriere nel ristorante
    dove una famosa cantante andava a pranzo coi suoi amanti.
    lui portava di nascosto alle labbra il bordo del bicchiere
    dove lei aveva bevuto. baciava le bucce dell’arancia
    che lei aveva lasciato nel piatto.

    *

    dopo quarant’anni in germania è tornato in paese
    e lo accudisce una donna di chelm,
    sconosciuta cittadina polacca.

    *

    l’applicato di segreteria della scuola elementare
    parla sempre del fratello di sua cognata
    che ha aperto una pizzeria a montecarlo.
    dice che il sabato sera ordina la pizza pure carolina.

    *

    si è trasferito dal nord al sud
    della francia, ma il paese è ancora lontano.

    *

    giovanna di cecca lavorava in un ristorante
    nel centro di vancouver in canada. lavorava nella cucina,
    ma subito si affacciava fuori quando le sembrava di sentire
    la voce di qualche italiano.

    *

    attilio è morto in america, ma prima di morire
    è venuto molte volte in italia,
    sperando di morire in italia.

    *

    camillo crincoli faceva il barbiere a s. paolo del brasile
    e ogni mattina andava a piedi da un capo all’altro
    della città per raggiungere la sua bottega.

    *

    dopo le vacanze di natale
    tornava in svizzera a lavorare.
    vomitava due volte: a candela e a chiasso.

    *

    emigrò una volta soltanto.
    rimase in svizzera sei giorni, il tempo di consumare i soldi
    della vigna venduta dal nonno.

    *

    gino cafazzo parla sempre con leonardo zito
    perché è tornato da bologna con la mercedes trecento.

    *

    emigrante perdigiorno, nicola vive a milano
    vendendo un po’ di fumo e giocando a biliardo.
    prima di ogni tiro si sistema i capelli
    come se fosse appena sceso da un elicottero.

    *

    dopo aver voluto molte cose che non si sono mai compiute,
    dopo che si sono compiute tante cose che non aveva voluto,
    lorenzo masucci ha pensato di andarsene a ortanova

    *

    lavorava nelle poste a cantù. nel tempo libero
    studiava come avere il trasferimento e lavava la macchina.

    *

    assunta morano e il marito adesso
    sono seppelliti nel cimitero di berna.
    l’unico figlio che avevano fa il maresciallo
    dei carabinieri a reggio emilia.

    *

    ottavio panno partì per l’america
    con la nave bolivia e tornò in italia
    dieci anni dopo con la nave taormina.

    *

    nino bortone nacque nel 1890.
    nel 1900 approdò a ellis island
    con la nave patria.
    subito cominciò a lavorare in una fabbrica.
    sua nipote fa la cardiologa al general hospital di boston.

    *

    federico rosamilia fu giovanni.
    sbarcò negli stati uniti il 18 luglio del 1906
    con la nave regina d’italia.
    è morto nel 1939. ebbe sette figli, tutti morti pure loro.

    *

    gerardo cappa era del 1869.
    emigrò negli usa con la nave campania.
    aveva quasi quarant’anni
    e aveva già perduto tutti i denti.

    *

    gilda solazzo viveva a buenos aires in argentina.
    tornò al paese per la festa di sant’antonio
    nel 1968 e per la morte della madre nel 1975.

    *

    gerardo tenore partì per l’america
    per fare il cantante.
    fece il cameriere per tutta la vita.

    *

    filomena marchitto si sposò per procura.
    per raccogliere i soldi necessari
    a raggiungere il marito in america
    ci vollero tre anni di lavoro
    e qualche piccola concessione a don alfonso,
    il prete del paese.

    *

    non tutti riuscivano a resistere,
    quattro su dieci tornavano in patria.
    lorenzo melillo appena tornò al paese
    dovette partire per la guerra.

    *

    peppino loffa il primo anno
    coi soldi svizzeri fece il bagno,
    il secondo anno mise la carta alle pareti,
    il terzo anno i termosifoni,
    il quarto anno comprò una vigna.

    *

    dal 1892 al 1954 circa 12 milioni di italiani
    partirono per l’america.
    ci provò pure costantino miscia,
    ma al quinto giorno di navigazione
    sulla nave sempione si buttò in mare.

    *

    angelino mastrullo si sposò un anno prima
    di partire per l’america.
    non mandò mai soldi né notizie.
    la moglie elena dopo molti anni fece un figlio
    con uno di barletta che veniva da queste parti
    ad aggiustare gli ombrelli.

    *

    la banda del paese era composta di trentasei elementi.
    in pochi anni ne partirono dodici per le americhe.
    il maestro di orchestra prima cadde in depressione
    poi emigrò pure lui.

    *

    serafina vitale partì per gli stati uniti nel 1958,
    all’età di quarantacinque anni,
    con tutta la famiglia.
    per una settimana salutò i vicini di casa
    e i parenti rimasti al paese.

    *

    la famiglia di angelo vitale si trasferì in francia
    agli inizi degli anni sessanta.
    lui aveva nove anni e la mattina della partenza
    si andò a nascondere nell’orto del parroco.

    *

    angelo fratianni finì prigioniero nel texas
    nel 1942 e solo così poté rivedere i fratelli
    e le sorelle che erano emigrati molti anni prima.

    *

    elvira patrisso partì per firenze nel 1956
    e si fece suora.

    *

    filippo leone partì che aveva tre mesi.

    *

    ugo menna nacque nel 1942.
    emigrò a zurigo nel 1970.
    si è sposato due volte, prima con una spagnola
    poi con una portoghese.

    *

    mariolina spatola faceva la sarta
    in un vicolo dove la neve restava a terra
    per mesi e mesi. fu sempre in procinto di partire.

    *

    io stavo in america. dopo il lavoro non finivo
    neppure di mangiare che già mi veniva il sonno.

    Arminio

    10 novembre 2010 at 1:05 pm

  2. Franco Arminio,
    bella analogia immagine/parole.
    Che profondità ha la ‘gente’ priva del suo significato ‘mediatico’.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    10 novembre 2010 at 2:03 pm

  3. L’ho già detto e mi ripeto: massima sottrazione, massima espressione. Folgorante. La forma di scrittura del futuro.

    Salvatore D'Angelo

    10 novembre 2010 at 2:08 pm

  4. grazie di aver messo sul sito questa poesia cosi’ bella e’ ricca di sogni…. la faro’ girare tra i miei colleghi qua.

    Laura E. Ruberto

    10 novembre 2010 at 6:53 pm

  5. cara laura
    sarebbe bello se tu provassi a tradurre i versetti che ti piacciono di più. un mio amico traduttore sta lavorando a una traduzione in inglese del mio libro appena uscito. dice che è una cosa meravigliosa

    Arminio

    10 novembre 2010 at 7:42 pm

  6. caro franco–mi piace l’idea!!
    e mi fa anche piacere sapere del tuo libro in versione inglese–ci vuole.

    Laura E. Ruberto

    10 novembre 2010 at 8:06 pm

  7. La nave da crociera Irpinia fu costruita nel 1929 dai cantieri da Swan Hunter sul fiume Tyne.
    Denominata fino al 1943 RIO JACHAL poi rinominata CAMPANA. Era impiegata per viaggi da Marsiglia fino alla costa orientale del Sud America. Dopo la caduta della Francia nel 1940, fu sequestrata dall’ argentina, e fu denominata RIO JACHAL. In quel periodo fu impiegata per alcuni viaggi a New Orleans. Nel 1946, fu restituita alla Francia che la impiegò nuovamente sulle linee del Sud America.

    Nel 1955 fu acquistato dai fratelli Grimaldi per la SIOSA Line (la S sulle ciminiere), che la sottoposero a lunghi lavori di restailing . Durante la gestione della SIOSA Line fu impiegata per i viaggi di linea dall’Europa ai Caraibi e Venezuela, trasportando un gran numero di emigranti.

    Nel 1962 fu sottoposta ad un nuovo restailing e venne anche sostituito il motore che passò dalle turbine a vapore ad un motore Fiat. Dal 1970 fu utilizzata per le crociere in mediterraneo ed alcune crociere di Natale tra New Yorka e le Canarie. Nel 1976 doveva essere messa in disarmo, ma fu noleggiata per girare le riprese di un film ” il viaggio dei dannati “. Dopo le riprese, tornò nuovamente a fare le crociere fino al 1981, anno in cui fu messa in disarmo, e dopo due anni fu inviata alla demolizione a LA SPEZIA dove fu demolita il 05.09.1983.

    fonte: http://www.naviecapitani.it

    p.s.
    la data va corretta da 1935 a 1955

    mario perrotta

    mario perrotta

    10 novembre 2010 at 8:25 pm

  8. Il commento 7 al post è davvero sconcertante. Si chiede di “correggere ” una data, senza citare la fonte da cui sono state assunte le informazio ni che sono state impagi nate nel commento medesimo! Sarà mica un “materiale e metodo berlinese”? Absit iniuria verbis. Invito l’ Autore del bellissimo post ad ignorare la richiesta di “correzione”. Grazie. NON SIAMO A SCUOLA!!! Con viva cordialità. RQ.

    Rocco Quagliariello

    11 novembre 2010 at 5:16 am

  9. Ovviamente la fonte citata è scontata! Mi rife risco alla fonte suprema alias materia grigia ce rebrale che produce idee e può essere falla ce,anzi ,quando lo è, è segno di umanità. Grazie

    Rocco Quagliariello

    11 novembre 2010 at 5:21 am

  10. CHI,TRA NOI, NELLA VITA NON HA FATTO ALMENO UNA VOLTA”COPIAINCOL LA”, SCAGLI LA PRIMA PIETRA…E COMINCI A LAPIDARE.

    Rocco Quagliariello

    11 novembre 2010 at 5:29 am

  11. Una delle “fonti” (ho citato solo la fonte in Italiano) è richiamata appena due righe al di sopra. I migliori siti in materia di storia navale, per chi è interessato ad approfondire, sono in lingua anglosassone e non tedesca.

    Aggiungo: la SIOSA Line (fratelli Grimaldi) ha avviato l’attività del trasporto passeggeri dal 1947. La versione della nave nell’immagine è quella del 1955, dopo l’acquisto della “CAMPANA” dalla compagnia francese Société Générale de Transport Maritimes (S.G.T.M.). Verso la metà degli anni ’60 IRPINIA ha avuto un ulteriore restyling e la si ritrova in fotografie e nel film degli anni ’70 con assetto a monociminiera (in seguito alla modifica dell’apparato propulsore). La data è importante perchè inquadra la tipologia di emigrazione che ha effettivamente utilizzato la nave. Nei primi anni di esercizio (tre) delle nuove linee la rotta interessava l’America del Nord ed il Canada e successivamente l’America del Sud per usi sempre più turistici.

    Absit iniuria verbis.
    mario perrotta

    mario perrotta

    11 novembre 2010 at 9:23 am

  12. Per quanto riguarda la cartolina illustrata, aggiungo una ulteriore comunicazione di servizio.
    Nel mercato dell’antiquariato cartaceo circolano molti falsi annulli postali. Una cartolina non viaggiata con una affrancatura degli anni ’30 (disponibile facilmente) ed un falso annullo postale fa aumentare di oltre 100 o 1000 volte il valore della cartolina e dell’affrancatura stessa. Se allora una domenica mattina in un mercatino trovate una cartolina di una nave con annullo postale anni ’30 non compratela senza il consiglio di un esperto: potrebbe essere un clamoroso falso. I veicoli di trasporto hanno più ampio mercato (valore) ed alto tasso di falsi.

    sia lontana l’ingiuria dalle parole
    mario perrotta

    mario perrotta

    11 novembre 2010 at 10:01 am

  13. Tutto ciò che leggo nei commenti eruditi 11 e 12 del bellissimo post è sottrazione o aggiunta di bellezza utile attinen te al post? Senza ingiu riose parole, come pro messo, attendo risposta dall’autore dei commen ti n. 11 , 12 e preceden ti , o dall’ Autore del (ripeto) bellissimo Post. Cordiali saluti RQ.

    Rocco Quagliariello

    11 novembre 2010 at 11:14 am

  14. per l’autore del 13esimo commento:
    rispetto il tuo punto di vista, non pretendo che rispetti quello degli altri, libero di non farlo.

    Non ho tempo per convincere nessuno sulla necessità di indicare un preciso periodo storico, per poter -eventualmente- parlare con maggiore cognizione del fenomeno dell’emigrazione che ha interessato quell’imbarcazione. In vent’anni l’emigrazione ha avuto tante trasformazioni, a partire dalle aree che hanno accolto i nostri connazionali. Mi sono occupato di questo aspetto (storia navale) per ricostruire un viaggio del quale sono in possesso di un video in 16 mm (straordinario) girato nel 1949, da New York a Napoli. Una parte di questa pellicola è stata presentata in pubblico a settembre, la prossima parte sarà pronta per il nuovo anno. Indicare l’anno esatto potrebbe far scovare un collegamento con qualcuno che ha materiale, storie e documenti. Questo è il senso, caro lettore ed autore del 13esimo commento.

    Mi aspetto, oltre le erudite citazioni latine , anche un suo contributo su questa ricerca. Capisco che questo comporta molta più attenzione.

    “sia lontana l’ingiuria dalle parole”
    mario perrotta

    mario perrotta

    11 novembre 2010 at 2:44 pm

  15. che belli questi scritti di Franco, essenziali, puliti, come pioggia cadono sulla pelle e attraverso i pori raggiungono il cuore.

    giovanni ventre

    12 novembre 2010 at 11:16 am

  16. non solo belli essenziali puliti come una pioggia o neve che cade sulla pelle raggiungendo il cuore…

    quanto piuttosto un esercizio poetico di limpida ispirazione, di veemente talentosa classe e cifra: la sintesi appunto tra Leopardi, PPP e Valerio Magrelli con l’aggiunta dell’intuizione arminiana paesologica.
    Ad majora semper. Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    12 novembre 2010 at 2:24 pm


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