COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

la terra è la nostra fabbrica

di ELISA FORTE

“La terra è la nostra fabbrica” è lo slogan adottato dal blog Comunità Provvisoria e Irpinia Turismo, per promuovere il parco rurale dell’Irpinia d’Oriente, un laboratorio di idee per rilanciare lo sviluppo sostenibile in Alta Irpinia. Amministratori, associazioni locali, artigiani, artisti, e promotori del turismo rurale si incontreranno domani a Sant’Andrea di Conza nei locali dell’ex Fornace alle 10:00 per verificare la disponibilità dei piccoli produttori e ristoratori locali a dare vita al progetto. Il convegno è stato organizzato in collaborazione con “Gambero Rosso” , l’Associazione “I Mesali” e le Amministrazioni Comunali di Teora, Conza della Campania, Pescopagano, Castelnuovo di Conza. Si incontreranno i grandi cuochi de ‘I Mesali’ con i produttori di qualità per siglare un patto di nascita e sviluppo per il parco rurale. L’idea che l’agricoltura possa rilanciare il territorio e promuovere lo sviluppo del turismo, non è stata condivisa dal Ministro per l’attuazione del programma Gianfranco Rotondi, che in occasione del trentennale ha ribadito che “Lo sviluppo passa soprattutto attraverso l’industria”.

“Industria si, ma collegata al territorio” ribattono compatti i sindaci di Teora e Conza, Salvatore Di Domenico e Vito Farese, e i promotori dell’evento, Angelo Verderosa e Agostino Della Gatta. “L’industria ha portato un certo sviluppo, ma è stato un intervento immediato” afferma Vito Farese. “La nostra cultura si basa sull’agricoltura, e dobbiamo tornare indietro tenendo conto delle ricchezze che offre la terra per qualificare i nostri prodotti. Non dico di mettere da parte l’industria, ma di coniugare i due aspetti: la terra e i suoi prodotti con l’industria”. Della stessa opinione anche Angelo Verderosa, che esalta il ruolo dell’agricoltura: “Inutile accanirsi con l’industria: l’agricoltura ha sempre retto e continua a reggere. La terra è una risorsa che altri ormai non hanno più. Qui c’è bisogno di un’industria leggera, che punti alle energie rinnovabili e che sia a servizio delle risorse della terra. quello che più ci manca è la giusta promozione di quello che c’è, perché non riusciamo ad esportare i prodotti fuori dalla provincia. L’incontro di sabato servirà proprio a lanciare un appello e a formare un gruppo di lavoro. Vorremmo incentivare la filiera corta per vincere la mentalità del supermercato e puntare al consumo dei nostri prodotti”. Ripensare l’industrializzazione è l’obiettivo del sindaco di Teora Salvatore Di Domenico, che filtra la staticità delle industrie locali nella crisi nazionale e nella globalizzazione. “Sono per lo sviluppo sostenibile, che parte dalla valorizzazione delle ricchezze del territorio e si trasferisce al comparto industriale. Bisogna ripensare all’artigianato, al turismo rurale, all’agricoltura di qualità e alla ricettività turistica. Solo un gioco di squadra intorno alle risorse ci aprirà la strada allo sviluppo, e intorno a questo può nascere un indotto industriale”. Tornare alla terra è il monito lanciato da Agostino Della Gatta, che ipotizza una riqualificazione della terra intesa come patrimonio: “L’industria ha avuto un risvolto negativo rispetto agli investimenti e alle promesse. Sono state perse energie e opportunità, e anche l’obiettivo primario che riguarda il territorio. Il rilancio si può immaginare solo attraverso le produzioni locali e costruire un legame con l’industria che sia funzionale ad esse”. Nel corso della giornata interverranno: Francesco Codacci-Pisanelli, Responsabile Sviluppo Gambero Rosso / Città del Gusto Roma; Alfonso Tartaglia, Settore Tecnico Amministrativo Provinciale Agricoltura e Ce.P.I.C.A. Avellino. Partecipano i produttori di qualità dell’Alta Irpinia e Lucania (grano, latte, formaggio, carni, salumi, olio, vino …); i produttori espongono i propri prodotti nella ex-Fornace incontrando i ristoratori di qualità, con degustazione dei prodotti del territorio dell’ Alta Irpinia. All’incontro pomeridiano, introduce i lavori, Gerardo D’Angola, Sindaco di Sant’Andrea di Conza, e intervengono: Salvatore Di Domenico, Sindaco di Teora, Carmine Fischetti / Associazione ‘I Mesali’, Michele Di Maio / Legambiente Irpinia, Antonio Vespucci, ricercatore enogastronauta, Pompeo Limongiello, L’Incanto di S.Andrea di Conza, Franco Arminio, scrittore e paesologo, Michele Di Martino, produttore olio biologico, Aquilonia, Anna Famiglietti, cantine Famiglietti, Paternopoli; Carmela Forgione, azienda agricola Carmasciano, Rocca San Felice; Mario Festa, architetto / +aSUD; Francesco Custode, Sindaco di Castelnuovo di Conza; Vito Farese, Sindaco di Conza della Campania; Pasquale Roselli, ViceSindaco di Pescopagano; Agostino Della Gatta / IrpiniaTurismo; Enzo Luongo, ingegnere, docente; Antonio Pisaniello, Locanda di Bù, Nusco; Paolo Bruschi, ingegnere, imprenditore; coordinamento, Angelo Verderosa.

ELISA FORTE x OTTOPAGINE 26.11.2010

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3 Risposte

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  1. HO PARLATO DI TERRA ANCHE OGGI A NAPOLI.
    SONO PROFONDAMENTE CONVINTO CHE LA STRADA DELLA TERRA SIA L’UNICA POSSIBILE….
    NON LA TERRA DEL PASSATO, LA TERRA DELL’AVVENIRE….

    Arminio

    27 novembre 2010 at 12:07 am

  2. coniugare il computer(la rete web dei social network ed internet) con il pero selvatico(civiltà contadina)
    questo slogan arminiano apparentemente è inconciliable,nel senso che tecnicamente è possibile wireless connettersi ad internet, collegarsi alla rete, ai social network ed alla propria email stando sotto un pero selvaticoo nelle nostre campagne dell’alta irpina altra irpinia irpinia orientale.
    nella realtà “reale” nella vita vissuta invece la inconciliabilità inizia ad apparire ineluttabile, irreversibile, inarrestabile.
    L’intuizione arminiana mira a poter rendere possibile questa utopia, questa inconcibliabilità.
    ieri, solo ieri per ricordare il vissuto recente, il paesologo ha tenuto la mattina in Luogosano una lectio magistalis paesologica di passione civile nell’ambito della settimana manifestazione “il borgo dei filosofi”, mentre nel pomeriggio ha presieduto a Napoli Istituto Italiano Studi Filosofici Via Monte di Dio una tavola rotonda sulle tematiche dello svuluppo post sisma nell’irpinia e nelle terre sulle quali si abbatte? il terremoto del novembre 1980
    Questo impegno, questa resistenza ad oltranza, quesa utopia oltranzista è ammirevole, fino allo sfinimento …
    Ma quante persone hanno ascoltato il verbo arminiano , a luogosano e, soprattutto a Napoli??? quanti eravamo???, pochi molto pochi rispetto al pubblico che avrebbe dovuto ascoltare il verbo paesolo gico.
    Mi chiedo, Vi chiedo: PERCHE’????
    Una risposta è gradita. Con viva cordialità
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    27 novembre 2010 at 4:47 am

  3. Caro Rocco e caro Franco e cari autunnali colorati,
    e sa già lo conoscessimo il verbo arminiano ?
    ma soprattutto ha senso all’interno della comunità provvisoria ad esempio non riconoscere il ruolo cardine e di indirizzo di Franco Arminio ?
    ha senso dividersi sui paesologogici e sui non so che ?
    ha senso non immaginare una coesione intorno all’arminio scrittore e poeta ?
    l’altro giorno al convegno organizzato dalla camera penale del tribunale di avellino (mi pare) al quale hanno partecipato i parlamentari della commissione sui rifiuti in campania, il procuratore della repubblica di avellino ha aperto il suo discorso leggendo di pari passo uno splendido pezzo di franco arminio sull’autismo corale e sulla ingiustizia profonda della scelta dell’irpinia come immondezzaio della campania. Di Popolo concludeva che i tecnici, i giuristi i politici dovrebbero agire tenendo nel cuore quello che scrivono i grandi poeti come Franco Arminio e nella testa le certezze della conoscenza, dell’analisi e delal ricerca.
    Così da questa apparente dicotomia si troveranno soluzioni che riportano al centro l’uomo , penso io.
    Ecco questo ho sempre ritenuto che fosse la Comunità provvisoria, un luogo che ha le sue fondamenta nelle visioni poetiche e nelal capacità eccelelnte di Franco di raccontare con lucido realismo il paesaggio delle terre più desolate (vita economica e vita sociale) dell’Italia interna.
    Se non è questo diventa un luogo con tanti personaggi in cerca di autore.
    Il risvolto pratico è secondo me la riconoscibilità dell’azione specifica di ognuno di noi, sostendendo a vicenda tutti gli altri, e riconoscendo nella scritture di Arminio un ruolo cardine.
    E dirò di più, non è possibile immaginare un continua azione sul territorio e per il territorio, senza ragionare con i livelli istituzionali e senza scegliere l’impegno politico , che in tempo di elezioni diventa anche rappresentativo di una parte.
    Questa forse è una distanza incolmabile , tre le diverse anime della comunità provvisoria.
    Luca b.

    luca b.

    27 novembre 2010 at 3:53 pm


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