COMUNITA' PROVVISORIA

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PARCO RURALE, l’irpinia è fiera dell’est

articolo di vincenzo castaldo

Vincenzo Castaldo _ IL MATTINO

  sabato 27 novembre 2010 

L’attuale difficoltà di mercato, le avversità atmosferiche e la volatilità dei prezzi hanno praticamente messo in ginocchio l’agricoltura campana, già in crisi per l’applicazione di una politica assistenziale e pseudo industriale incapace di garantire sviluppo. Per individuare nuove strade che possano favorire la ripresa del settore agricolo, in un momento in cui anche la politica economica di governo sembra precipitare, diversi amministratori, ambientalisti, ingegneri, architetti, promotori turistici e produttori irpini si riuniranno stamane a Sant’Andrea di Conza per il convegno «Filiere agricolturali per il Parco rurale dell’Irpinia d’Oriente», promosso dall’architetto irpino, Angelo Verderosa, d’intesa con «Gambero Rosso», Legambiente, il portale web «IrpiniaTurismo» e il gruppo «Comunità Provvisoria», nell’ambito della rassegna culturale di idee e progetti «Colori d’autunno». La kermesse, che si aprirà, oggi alle 10, nell’ex Fornace dei laterizi, si rivela un’occasione unica più che rara per rilanciare l’Est irpino, un territorio specificamente agricolo di circa settecento chilometri quadrati – pari a un terzo della superficie della provincia di Avellino – le cui potenzialità sono ben note soprattutto se connesse alle produzioni di pregio.

L’incontro di Conza, a cui parteciperanno anche i rappresentanti dei parchi rurali e regionali di Campania, Puglia e Basilicata, risulta importante anche perché mira alla progettazione di un nuovo disegno politico che tenga conto delle sorti delle filiere agricolturali sia della Campania che dell’entroterra irpino. Di questo, peraltro, ne è convinto anche il presidente nazionale di Confagricoltura, Federico Vecchioni, che sottolinea: «Per rimodernare e rilanciare, in chiave competitiva, l’agricoltura nazionale e regionale, bisogna puntare, da un lato, ad un aggiornamento della normativa vigente del settore che favorisca lo svecchiamento, lo sfoltimento delle leggi e la sburocratizzazione e, dall’altro, ad una organizzazione produttiva che permetta alle aziende di fare sistema e di interloquire alla pari con le altre componenti delle filiere produttive». Secondo gli esperti del settore, la prospettiva di sviluppo per l’Est irpino è di trasformarlo in un Parco rurale, capace di innescare le dinamiche peculiari che caratterizzano in maniera così unica il suo territorio, delimitato dai fondovalle dell’Ofanto e dell’Ufita. «In questa parte di terra – spiega Verderosa – l’attività agricola è stata pian piano dimenticata, favorendo lo sviluppo dell’industria con i contributi comunitari. La popolazione attuale è di soli 44mila abitanti, in progressiva decrescita, una delle densità abitative più basse d’Europa. Dopo la politica dei posti di lavoro nel pubblico impiego, sappiamo bene com’è andata a finire con l’edilizia industriale e infrastrutturale del dopo-terremoto. I giovani, e soprattutto i laureati, stanno emigrando in quanto non riescono a trovare lavoro. Da qualche anno, purtroppo, le loro aspettative vengono riposte in call-center e centri commerciali». L’idea di creare un Parco rurale nell’Irpinia d’Oriente affascina gli esperti del settore, ma, come sottolinea Verderosa, «bisogna ragionarci sopra». «Certo, la sua realizzazione – afferma l’architetto irpino – rilancerebbe, senz’altro, il settore agricolo, favorendo anche una nuova politica di insediamento giovanile, oltre a iniziative complementari che porterebbero ad una migliore utilizzazione delle attività e dei manufatti esistenti attraverso la loro riqualificazione. Sarebbe utile, altresì, per inserire l’area orientale dell’Irpinia nei quadri turistici nazionali, con soluzioni di offerta ben diverse da quelle tradizionali o speculative. Prima però di sedersi a tavoli di concertazione – sottolinea Verderosa – bisogna prendere consapevolezza che lo sviluppo del settore lo si può ottenere solo con la ripresa del legame perso con la terra, che deve essere intesa non solo come luogo fisico della produzione agricola, ma anche e soprattutto come ambiente e, quindi, come insieme di paesi e paesaggi ancora integri ed unitari». Al termine del convegno verranno inaugurate le mostre «Ridare vita alla materia» di Luigi Di Guglielmo e «Modigliani e dintorni» di Lidia Altera, rispettivamente di scultura in legno e pittura.

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2 Risposte

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  1. penso che nelle vacanze di natale si può fare un altro incontro sul sogno del parco, un incontro festoso.

    arminio

    29 novembre 2010 at 11:57 am

  2. d’accordo anch’io. Credo possa essere utile soprattutto per elaborare un minimo di piattaforma organizzativa/progettuale, come seguito all’interessante discussione di sabato scorso a Sant’Andrea, di cui vorrei trattare in un post specifico.

    Salvatore D'Angelo

    29 novembre 2010 at 12:12 pm


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