COMUNITA' PROVVISORIA

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VIA APPIA _ un film di paolo de falco

 VIA APPIA / In concorso al Torino Film Festival

 Via Appia, del regista  Paolo de Falco, in concorso nella sezione Italiana Doc., è un film girato lungo il percorso dell’antica strada consolare romana che da Brindisi giunge a Roma. 

 Tre i protagonisti: Antonio Pascale che riflette ossessivamente sul paese e su se stesso, Giacomo De Stefano, navigatore solitario, in preda ad una crisi religiosa e Bruno Ostuni un ferroviere amante dei cavalli che proprio attraverso questa passione instaura un rapporto profondo con i quattro figli.

Tre storie accomunate da uno stesso percorso: non solo inteso come tragitto geografico, nonostante tutto, ancora possibile ma come necessità di riappropriarsi di sé attraverso la scoperta della realtà circostante. Itinerari fuori dall’ordinario, sconosciuti, onirici e metafisici. Il viaggio come scoperta, abbandono e scambio. E’ il caso di Cairano, piccolo paese dell’Irpinia Orientale, dove nello scorso giugno si sono radunati alcuni protagonisti del panorama culturale e artistico italiano contemporaneo con l’intento di creare una Comunità Provvisoria capace di abitare creativamente il sud. O come il CIRA di Capua, il Centro italiano di Ricerche Aerospaziali, centro di eccellenza italiano.

Numerosi sono i temi trattatati dal film, come la salvaguardia del territorio e del paesaggio, la critica alla cultura e promozione del ‘prodotto tipico’ che tale è solo all’apparenza; il peso del patrimonio artistico del nostro paese quando esso non riesce a trasformarsi in ricchezza; la funzione civile dello scrittore intesa, più che nella sua capacità di denuncia, nella sua capacità di interrogarsi con profondità; la resistenza della Comunità Provvisoria al progetto dello Stato di trasformare in discarica la piana del Formicoso, in Irpinia; il continuo dubbio se rimanere al sud (o più in generale in Italia) oppure partire; la ricerca spirituale che diventa abbandono ancestrale, selvaggio alla natura. Un film dunque mistico e politico sul tema dell’identità che propone il futuro come un nuovo inizio, “le macerie” come l’alba di una nuova era. 

Prodotto da Grad Zero-Film Grad con il contributo del Comune di Roma, della Provincia di Caserta, della Teca del Mediterraneo del Consiglio Regionale della Puglia, dell’Apulia Film Commission e dell’Assessorato alla Solidarieta della Regione Puglia, Via Appia rientra nel progetto dell’Archivio liquido dell’Identità.

Un Archivio contemporaneo, nato all’interno di Grad Zero, con la volontà di essere sostanzialmente un motore capace di creare progetti che riescano ad indagare nell’identità sia delle persone che dei luoghi, innescando processi di osservazione e di narrazione complessi e fuori dagli schemi.

Proiezioni al Torino Film Festival:

 

domenica 28 novembre ore 17.00 – cinema Greenwich (sala 1)

lunedì 29 novembre ore 12.00 – cinema Greenwich (sala 1)

venerdì 3 dicembre ore 22.00 – cinema Nazionale (sala 1)

ufficio stampa   Federica Federico /  cell. + 39 339 4057175 – 06 8608777 /   federica@creationsgallery.org

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Written by A_ve

30 novembre 2010 a 6:15 pm

6 Risposte

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  1. E’ poco credibile che in una giornata come quella di oggi, dove dovremmo rallegrarci del “ri-conoscimento” ulteriore dell’ideatore della Comunità Provvisoria , avvenuto attraverso il mezzo più potente che dispone la civiltà (o inciviltà che dir si voglia) dell’immagine, in questo blog vengano di fatto portati in secondo piano i post ed i testi che sottolineavano tutto ciò.
    Il film di Paolo De Falco, ospite a Cairano 7x, tra l’altro non è una nuova notizia ed addirittura due delle tre proiezioni programmate già sono avvenute.
    Mi dispiace veramente di questa scelta di far passare in secondo piano un minimo riconoscimento per Franco Arminio.
    Inoltre a parte la notizia della lettura di Saviano a Rai Tre, il post “la Comunità” , mi sembrava un buon testo sui cui innescare dibattito e discussione, visto pure che è stato l’oggetto di una lezione tenuta al “Borgo dei Filosofi”, iniziativa che mi pare tra le più rilevanti per contenuti e proposte di tutta l’Italia.
    A me pare piuttosto oggettivo ritenere che questo blog senza l’apporto di Franco Arminio non esprima un’ anima capace di emozionare e coinvolgere lettori oltre le valli e montagne irpine.
    Scritto questo, spero che almeno si riesca ad organizzare una proiezione del film di De Falco, (che abbia almeno più fortuna delle proiezione irpine del film di Michele Citoni) altrimenti non sappiamo nemmeno di cosa si parla.

    lucabattista

    30 novembre 2010 at 6:52 pm

  2. condivido completamente il commento e la posizione di Luca, che ringrazio.
    si poteva aspettare per inserire altri post.
    si poteva concedere un po’ di spazio in più a una discussione importante e vivace.
    e si poteva dire grazie a franco per questa sua fatica che dura da una vita.
    e.

    eldarin

    30 novembre 2010 at 7:11 pm

  3. metto i post così come mi vengono spediti; mi dispiace molto per questo retropensiero. speravo addirittura in un qualche rigraziamento perchè mettere un post è fatica di almeno un quarto d’ora.
    è fortemente riduttivo e paesano pensare che l’attività quotidiana del blog possa oscurare i meriti e i successi di franco.
    il blog è letto da 1000 persone, la trasmissione l’hanno vista dieci milioni di persone.
    elda e luca vi invito quindi ad attenervi al contenuto del post che è la presentazione del film ‘via appia’ così come inviatami da paolo de falco.
    Il resto forse era meglio scrivercelo in una e.mail; ancora più opportuna una telefonata. grazie.

    vi faccio notare infine che il primo a mettere un nuovo post, avanti quindi a quello messo da luca, è stato lo stesso franco; quindi astenetevi dalle paranoie.

    a_ver

    30 novembre 2010 at 7:44 pm

  4. metto qui le poche righe che ho scritto per la promozione del film…

    l’immagine di questo film non è mai commestibile, commerciale, comprese le inquadrature storte.
    insomma la fotografia è bellissima.
    mi piace molto che accade tutto all’aperto, è un film sul fuori, sull’esterno, cioè sull’unica cosa che ci può salvare.
    mi piace anche il fatto che il film scende verso sud est, verso un’italia che a tratti ha ancora un’aura mistica.

    Arminio

    30 novembre 2010 at 11:05 pm

  5. ricevuto.
    in ogni caso, non c’era nessuna paranoia. solo un’aperta e pubblica riflessione.
    un abbraccio

    eldarin

    1 dicembre 2010 at 12:21 pm

  6. abbasso i prodotti tipici!

    Luigi Capone

    3 dicembre 2010 at 5:42 am


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