COMUNITA' PROVVISORIA

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LO SGUARDO DEL LUPO “IN ESILIO”

Ho ricevuto il testo che segue quale omaggio dell’autore inviato a una lista di amici . E’ un pezzo uscito su Buongiorno Irpinia . Per l’ampiezza delle considerazioni e gli stimoli che il pezzo stesso offre, ritengo giusto proporlo qui, in questo spazio post da me gestito, quale autonoma scelta e forse contravvenendo a un implicito diverso desiderio dell’autore.  (Salvatore D’Angelo)


Terremoto: l´elaborazione di una perdita.


di Mauro Orlando


(foto Federico Iadarola)

 

 

 

 

 

 

 

 


La perdita è un problema esclusivo e doloroso dell´ “io incarnato” quindi  non una semplice perdita di una persona , di una casa , di una terra ma  perdita di senso della propria vita mentale e sociale. Dopo l´esperienza di un  fatto luttuoso come un “terremoto del passato che non passa” ci resta l´aggravante di vivere consapevolmente in un mondo contemporaneo insensato con difficoltà di rassegnarsi alla sua ineluttabilità o adattarsi alla sua incongruenza economicistica . Legato poi alla possibilità della malinconia e della nostalgia con le sue code sofferenti di sofferenze e dolori per le varie emigrazioni e migrazioni che si sono diffuse sul territorio nazionale e mondiale. La nostra terra , bella terra d´Irpinia, ferita nella carne e negli affetti di chi continua a viverla “con le unghie conficcate nella terra e nell´anima” (F. Arminio) e chi la coltiva nel cuore e nella ragione al Nord d´Italia tra i vari benesseri di `produttori fragili e arricchiti´ nelle paure che non sanno più promuovere aggregazioni o solidarietà ma solo tristi lacerazioni e discriminazioni.

Qui nella cosidetta “padania” affluente e  ricca si vive un insidioso `vuoto´ trasformato in una sorta di `buco nero in cui precipitano le inculture di massa, le paure, le rivendicazioni impossibili della moltitudine inquieta´ coniugate con le culture del “fare” e del “superficiale corretto”. L´abbandono di un impegno politico o culturale sopratutto come `cura di sé´ e ricreazione di “comunità” anche se provvisorie, crea difficoltà non solo psicologica a costruire granchè o tentare di portare “di pianto in ragione”, come scriveva Fortini, quel che ci viene tolto e quel che ci viene offerto. Il “terremoto” ereditato e che ci portiamo dentro non può essere elaborato come il solito lutto con le celebrazioni di colte ed approfondite ricerche sociologiche e storiche come appagamento di mancanza o come semplice ipostasi intellettuale. L´aggravante, oggi, è che si vive già in `tempi storici ´ con o senza sviluppo economico , senza un senso, e in balia della superficialità, deprivati di potere conoscitivo o etico sul nostro destino e impauriti e diffidenti non solo tra gli altri “nemici” ma smarriti di fronte e con noi stessi.

 

 

 

 

 

Si patisce e si subisce. Siamo noi `meridionali´ della diaspora intellettuale cresciuti nella scelta tra un idealismo crociano o desanctisiano di fronte ad una scelta impropria tra le grandi narrazioni del passato che non ritorna e l´effimero e volgare di un presente che non ha futuro. Continuiamo ad ingannarci con un coltivato senso classico e profondo del `tragico´ dove il conflitto non si adegua ma vive di forza propria né per risolversi né per pacificarsi ma per costruirsi un senso e una identità autentica .

Da lontano la vicenda umana in universale è componibile e ipostatizzabile ma nella concretezza incarnata tra “la monnezza” di Napoli e “l´abbandono” dell `Irpinia può solo risolversi in straordinaria avventura del sogno o del ricordo non in conflitto retorico o agonismo sofistico. Nelle nostre terre ci stanno sottraendo con il nostro mutuo e tacito consenso anche il senso profondo dei miti ma soprattutto dei riti dietro alle non sempre ideali `sirene´ di un etnocentrismo ideologico, economicistico, gregario e straccione.

La perdita in una esperienza anche se dolorosa e dolorante come il “terremoto dentro” non è più sentita e condivisa come una presa di responsabilità conoscitiva, etica e sociale per costruire futuro o ricostruire comunità . Essa rientra nella categoria dell´“evento” del passato da commemorare o del contemporaneo da `praticare´ che non può essere elaborata mentalmente come un seguito di errori, debolezze, tradimenti dovuti ad un fatale fisiologico degenerare problematico dell´umano ma con la equivoca e strumentale cultura del “fare” .

 

 

 

 

 

In alternativa non è più proponibile un percorso eticamente tragico, pieno di errori, responsabilità e cadute ma con un senso una spiegazione per sopravvivere e vivere. Questo viene marchiato in nome del buon senso comune come “spocchia” o snobismo intellettuale della Magna Grecia! Ci sono conseguenze che non puoi mettere in forma logica o psicologica che sono comunque terribili verità. La categoria del “tragico” come possibile filosofia esistenziale e comunitaria in contrapposizione del “drammatico” lacrimoso, superficiale, lamentoso e insopportabile etnocentrismo localistico dell´eterno mezzogiorno antimoderno, borbonico o sanfedista.

A noi meridionali naturalizzati padani ci tocca vivere l´insostenibile distonia dello sviluppo senza progresso della cosiddetta “questione settentrionale” e “gli autismi personali e corali” di una intellettualità meridionale condannata all´indecisione fatalmente come l´asino di Buridano tra una modernità enfatizzata e praticata nelle pieghe o nei sottoscala della “microfisica dei poteri” locali come riscatto e rivincita personale e un arretratezza e non sviluppo come abbandono depressivo e non come possibile sentimento culturale politico fondativo di esperienze comunitarie e esistenziali .

Per noi irpini stanziali e nomadi non è più possibile elaborare il lutto del “terremoto incarnato “ che ci portiamo dentro con una reincarnazione dell´“io´ che prevede la resurrezione del Dio unico e creatore del cielo, degli uomini e della terra. Non abbiamo `la via di fuga´ ipostatica nell´eterno o la ineluttabile condanna all´“emigrazione” e alla vita terrena “in una valle di lacrime” di un “etica dei valori” e dei dolori delle mitologie, delle nostalgie e delle tristezze regressive ….senza una possibile etica della `responsabilità attiva e consapevole´ come pensiero e pratica della democrazia moderna. E questo è un lusso che non possiamo più permetterci né in arte né in politica!

Mauro Orlando

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Written by soter54

2 dicembre 2010 a 6:21 pm

Pubblicato su AUTORI

15 Risposte

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  1. mauro deve tornare al più presto qui con noi. il blog nella nuova versione magari non sempre presenta post vertiginosi, ma basta aspettare un poco e le cose belle arrivano, come questa di mauro.

    Arminio

    2 dicembre 2010 at 9:24 pm

  2. In irpinia ci sono i lupi ma anche gli agnelli, ma anche i ciucci…e i muli…

    Luigi Capone

    3 dicembre 2010 at 5:37 am

  3. Uaoo l’ho ritrovato… Salvy ma dove si è nascosto? Ogni tanto mi perdo il mio angelo custode io lo so lui e mercuzio a volte diventa troppo umano e si incazza. Ma gli angeli non si pongono il problema di castigare. Loro hanno le macerie nel cuore. Le atrocita sono enormi e vanno oltre la comprensione umana. C’è bisogno di applicare i pesi in maniera diversa. C’è bisogno di giustificare i carnefici i delatori i traditori e tutti i malvagi offrendo a loro tutto il coraggio delle vittime. C’è bisogno adesso di sorridere alla vita con leggerezza.. del volo. E già siamo tutti angeli caduti. Tutto è ormai passato. Adesso c’è bisogno di vivere di nuovo prima da uomini tra gli uomini come uomini interi. C’è bisogno di ricostruire l’anima comunitaria è per fare ciò servono gli architetti con le ali. non c’è necessità di fare con ragione e volonta ma semplicemente assecondare le intenzioni dell’anima. Perché tutto è meraviglioso e perfetto. Mercuzio tu sei un angelo e devi contare come faccio io sempre il bene e il male . Così non saremo nelle memorie dei nostri “nemici” le loro vittime il loro incubo il loro fantasma ma un aiuto perché la loro tristezza abbia fine. Ci vuole coraggio per sorridere delle nostre umane soffrenze. Questa è la vera rivoluzione’

    nanosecondo

    3 dicembre 2010 at 9:30 am

  4. grazie a salvatore che, contravvendendo a un diverso desiderio, mette sul blog questo splendido regalo di mauro.
    l’idea della perdita del senso del tragico, del mito, della possibilità di sentire dentro l’evento e non di guardarlo dall’esterno, è terribile e dolorosa. grazie ancora, mauro.

    eldarin

    3 dicembre 2010 at 9:55 am

  5. oops
    “contravvenendo”, ovviamente

    eldarin

    3 dicembre 2010 at 9:55 am

  6. Mi permetto di proporre all’attenzione dei comunitari tutti sia quelli “in esilio” che al “confino” di promuovere un incontro tra: lupi asini e ciucci sul tema: che fatica essere uomini” . Cia nanos

    nanosecondo

    3 dicembre 2010 at 10:14 am

  7. scusate qual’è il diverso desiderio ???

    ventre giovanni

    3 dicembre 2010 at 12:08 pm

  8. il regalo di Mauro ,pubblicato sul quotidiano Lunaset BUONGIORNO IRPINIA DEL 2/12/2010 MARTEDI’ IERI, non ha bisogno di alcun “regalo” .
    Se Mauro avesse avuto intenzione e voglia di pubblicarlo sul blog comunitario , lo avrebbe fatto personalmente lui,se medesimo.
    Invece siamo a pubblicare sul blg, come gentile attenzione del cuore ed omaggio, l’articolo di giornale che il Direttore Genzale ha pubblicato sul quotidiano irpino di ieri.
    A me questa storia dei “regali” e delle “attenzioni del cuore ” non piace per nulla,.
    Se Mauro ha rirtenuto di non pubblicare sul blg comunitario il suo articolo inviandolo solo al quotidiano Buongiorno Irpinia che lo ha pubblicato nella giornata di ieri appare evidente che a mauro non fa più piacere che i disperati blogger comunitari prendono il su pezzo giornalistico e lo “copiaincollano” sul nostro blog.
    Quindi CONFERMANDO LA MIA STIMA INCONDIZIONATA PER MAURO ORLANDO E PER LA SUA COMPAGNA EDDA CANALI, non approvo la scelta dell’autore del post di pubblicare l’articolo giornalistico di Mauro Orlando.
    In alternativa sarebbe doveroso pubblicare la corrispondenza intercorsa tra autore delò post blogger postatore ed autore dell’articolo che avrebbe come minimo dovuto autorizzare la pubblicazione sul blog comunitario del suo articolo.
    Grazie. Siamo alle slite, calimero……
    Absit iniuria verbis.
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    3 dicembre 2010 at 12:16 pm

  9. ma possiamo permetterci il lusso di guardarci sottocchi ??? Di continuare a mormorare frasi per dire e non dire, per sussurare a chi sa e nascondere a chi no sa ??? Sinceramente non arrivo a capire. Anche il nascondersi dietro l’anonimato per offendere e far male, questo è puerile, ci vuole il coraggio di guardarsi negli occhi e dire quello che si pensa, sempre, poi se ne accettano le conseguenze, questo vuol dire essere veri, vivi, facenti parte di un insieme di esseri diversi che non dovrebbero mai arrivare all’odio, alla cattiveria, alla deportazione di chi non la pensa come loro. Ma forse anche questo è eufemismo, la realtà sono le miserie che ognuno di noi porta nascoste sotto il vestito buono.

    ventre giovanni

    3 dicembre 2010 at 12:18 pm

  10. per quanto riguarda il paventato incontro proposto nel commento delle ore 10.14 am odierne, “tra lupi asini e ciucci” , stendo un velo pietoso ed invito l’autore del commento ad occuparsi degli asini, dei ciucci e dei lupi delle terre da cui proviene senza mischiarli con lupi asini e ciucci irpini altirpini altrirpini.
    Non mischiamo lana e seta, pecore e montoni, lupi e cani randagi.
    Un po’ di rispetto non fosse altro che per la selezione delle specie, animali vegetali minerali, umane.
    Basta con i commnenti stupidi e nientaffatto ironici.
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    3 dicembre 2010 at 12:21 pm

  11. Mi sarebbe comunque piaciuto leggere sintonie o koinonie sul mio sentimento di “perdita” come dolore e mancanza della mia terra “terremotata” e dei miei amici comunitari che per “equivoci e dissapori” umani troppo umani ho dovuto metter da parte con la mente ed il cuore.Ho deciso di non scrivere sul Blog con grande sofferenza mentale e “per abundantiam cordis” per le tante belle persone che ho conosciuto e conosco.Non vi nascondo che mi costa molto questo piccolo sacrificio di dolorante orgoglio ma credo che tutto questo possa servire sopratutto a me per “elaborare ” questa mancanza moentanea e alla Comunità provvisoria per riprendersi in mano il senso proprio ed autentico di una esprienza esitenziale,umana e intellettuale di uomini liberi,consapevoli e leali.Con la stima e l’affetto di sempre…non vi perdo di vista con la mente ed il cuore
    mauro

    mercuzio

    3 dicembre 2010 at 1:26 pm

  12. Metto qui di seguito il testo della mail spedita da Mauro :

    Da: orlando.mauro@libero.it
    A: saldan@libero.it
    Oggetto: [Nessun oggetto] Ricevuto il: 01/12/10 09:52

    spedisco questo mio contributo sul terremoto ,che sara’ (?) pubblicato su Buongiornoirpinia venerdì, ai soli amici che rientrano nei miei interessi del momento nella speranza di ritrovare uno spazio comune di confronto per costruire comunità autentiche e libere

    Terremoto: l´elaborazione di una perdita.
    Mauro Orlando
    (Segue testo pubblicato in post)”

    Nella speranza che ciò possa contribuire a RENDERE CHIARA la finalità di questa pubblicazione in post.

    @ giovanni ventre
    caro Giovanni, nessuna dietrologia, si tratta semplicemente di rendere onore a un amico leale quale Mauro è .
    Il suo commento qui sopra rende ulteriormente chiare le motivazioni della sua scelta di stare un po’ in disparte; motivazioni che rispetto; ma questo non mi esime dal mostrargli CONSIDERAZIONE E STIMA, attraverso la MIA scelta di pubblicare QUI il suo pezzo. Come Mauro ha giudicato di inmviarmi il pezzo per leggerlo in anticipo, così io scelgo di proporlo a tutti coloro che leggono il blog e non hanno occasione di leggere Buongiorno Irpinia.

    @mauro
    raccoglierò il tuo invito a commentare con successivo, adeguato post. Per adesso è necessario che decantino le acque degli “equivoci e dissapori”.
    Sempre con stima e affetto.
    Salvatore D’Angelo

    Salvatore D'Angelo

    3 dicembre 2010 at 2:22 pm

  13. Caro Mauro, sei stato in questi mesi intensi di tua partecipazione al blog ed alla comunità provvisoria, per me un bel punto di riferimento culturale ed intellettuale. Ricco di tantissimi spunti che a volte ho approfondito, altre volte di meno, ma certamente sempre assai stimolante.

    lucabattista

    3 dicembre 2010 at 2:23 pm

  14. Caro salvatore e chi ha parlato di dietrologia?, io Mauro lo stimo al pari di tutti gli altri amici comunitari, ci mancherebbe io sollevavo la questione delle frasi mezze dette e mezze nascoste. Se vogliamo ritrovare una strada comune dobbiamo incamminarci tenedoci per mano, altrimenti la compagnia si diraderà lungo la via. Con Mauro mi sono sentito ieri e abbiamo fatto na bella e proficua chiacchierata. So il dolore che prova per questo allotanamento che come gli ho detto non condivido. Io sono per i chiarimenti, io sono per la pace, io sono per quel mondo di cui tanto parliamo ma che ripudiamo appena vi è un conflitto, il problema o presunto tale lo conosciamo tutti, allora gli attori si incontrassero e con lealtà sviscerassero i risentimenti o le incomprensioni, noi a contorno possiamo fare ben poco. Il problema è sempre che quando si scrive certe cose possono essere travisate, non si coglie a volte l’ironia di una battuta e la si scambia per una accusa. Un abbraccio a voi tutti

    GIOVANNI VENTRE

    3 dicembre 2010 at 4:04 pm

  15. @luca
    in queste ultime settimane stai scrivendo cose veramente intense che condivido fortemente.
    ti volevo ringraziare pubblicamente, come credo sia giusto fare tra amici.
    grazie ancora a mauro per il suo articolo, sono felice che i comunitari si sentano, come dice giovanni, che si cerchino. mi sembra la strada giusta.
    un abbraccio

    eldarin

    3 dicembre 2010 at 8:57 pm


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