COMUNITA' PROVVISORIA

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contro gli estremisti della moderazione

nei prossimi giorni devo consegnare un nuovo libro. deve scegliere tra tanti pezzi. ne metterò qui qualcuno per sondare l’umore del blog. i libri si fanno anche così

 

Siamo assediati dai moderati, dagli ipocriti, dagli animali a sangue freddo, coccodrilli mummificati che all’improvviso si sciolgono e spalancano le loro fauci. Siamo in un mondo di fango. Vogliono distruggere la bellezza e chi la ama, hanno ridotto il mondo a un porcile di inganni, ma non sono contenti, vogliono che tu sia come loro. Gli estremisti della moderazione dominano la scena. Se dici una verità, una sola, ecco che diventi estremista parolaio. Il mondo non era mai stato tanto miserabile, perché non era mai stato tanto impregnato di questa ipocrisia, di questa melma di parole senza pensiero, di cuori senza sangue, di anime senza inferno e senza paradiso. Un limbo limaccioso di dementi e presuntuosi, ecco il panorama che ci offrono quelli che stanno sulla scena. Gente che non merita tanti riguardi ma una feroce contestazione. Peccato che adesso la contestazione non sia più di moda. Adesso è chic essere intelligenti e distaccati, col disincanto di chi ha sempre qualcosa di meglio da fare che non posare l’occhio sulla melma che ci circonda.

Il bersaglio della mia lotta è l’estremismo moderato che imperversa un po’ ovunque. Non è tempo di fare i sofisticati ed è inutile fingersi impegnati a capire chissà cosa. Il mondo è soffocato dagli invasati del denaro e del quieto vivere. Gente che ama le cresime e le bomboniere, gente che vuole semplicemente consumare il mondo e non sa amare il mistero e la bellezza, ma solo i suoi simulacri. Bisognerebbe aprire un conflitto, bisognerebbe che questa accolita di moderati venga smascherata nella sua vera natura di gente che vuole solo mangiare, organismi ciechi che non sanno niente del vivere e del morire. Siamo di fronte a una vera mutazione genetica dell’umano. Siamo circondati da signori dall’eloquio fluente e intimamente inconsistente. Possono fare teatro, politica, possono essere semplici pensionati o sindaci o ministri, il tratto che li accomuna è il compromesso, è la svendita di ogni principio in base all’unico principio che vale: mangiare, divorare il mondo e le sue merci. Di fronte a questa planetaria fornicazione dei mediocri, di fronte a questa capillare distribuzione della viltà e dell’ipocrisia, non c’è da esitare e bisogna combattere, bisogna spendersi, giocarsi la partita. Non c’è bisogno di essere più precisi. Chi vuole può intendere. Penso agli operai, a quelli che danno cento per prendere dieci. Penso a quei giovani che sono costretti ad affidare l’esile canna della loro vita al vento di padroni ingordi e senza scrupoli. Qui dove io vivo la partita non può che essere giocata anche contro noi stessi, contro quella parte di noi che tende a uniformarsi, a lasciar correre i forsennati dell’imbroglio. Non vi illudete di essere da un’altra parte. I miserabili rendono misera anche la nostra vita. Non possiamo pensare di coltivare un mondicello che sia solo nostro, tutto è mischiato pur essendo tutto implacabilmente separato. Se abbiamo capito qualcosa del mondo in cui ci tocca vivere, allora dobbiamo raccontarle le nostre visioni, dobbiamo farle sentire, senza stancarci, senza farci affliggere più di tanto dagli eroi dei luoghi comuni e della conservazione. Ci sono anime disposte ad accendersi, ci sono cuori che possono riavviarsi. A volte basta poco, basta far capire che questo mondo è impossibile e che bisogna attimo per attimo costruirne un altro. Sentire che lo stiamo già facendo, che forse, senza che se ne accorgono, i nostri nemici già stanno perdendo.

14-10-2008

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Written by Arminio

2 dicembre 2010 a 8:14 am

Pubblicato su AUTORI

8 Risposte

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  1. … tutto bene se non fosse che ho ricevuto bomboniere soprattutto da operai e ex rivoluzionari.
    Le tue indagini sull’uomo mi appaiono centrate ma ancora sospettabilmente tributarie di catalogazioni vetero politiche/sociologiche.
    E’ da Ambrosoli e Borsellino e Falcone (… i modelli almeno quelli cerco di scegliermeli irraggiungibili …) e da quel poco letto e capito di Pasolini che non mi vergogno più di sentirmi moderato …

    paolo

    2 dicembre 2010 at 10:09 am

  2. è bello sperare che stiano già perdendo, lo sfinimento è però logorante anche per chi attende qualcosa al più presto.

    ventre giovanni

    2 dicembre 2010 at 11:13 am

  3. “Qui dove vivo io la partita non può che essere giocata anche contro noi stessi”…qui dove vivo…in questa partita l’ambiente gioca un ruolo fondamentale.Il paesaggio, in particolare quello dell’irpinia d’oriente, non è moderato, ma estremamente esigente.Qui esporre le proprie visioni,il proprio corpo è terribilmente faticoso…si finisce sempre contro vento.

    fabio nigro

    2 dicembre 2010 at 11:40 am

  4. Benissimo Armin! Benvenuto nel club dei ‘rancorosi’, infatti sebbene con parole diverse, sono le medesime cose che ho scritto, deriso dall’intera C.P., due anni fa. Quella rabbia, la tua stessa ‘rabbia’, ha permesso a ‘qualcuno’ di attribuirmi l’epiteto di rancoroso, disturbatore ed altri insulti, e di fatto mi hanno ‘portato’ alla perdizione, alla separazione dal blog. Comunque: finalmente un po’ di ‘movimentismo’, di sana, robusta e sacrosanta incazzatura.

    Enzlu

    enzlu

    2 dicembre 2010 at 12:19 pm

  5. Questa non sarebbe la pagina che ricorderei di un tuo libro. Come del resto ricordo poco anche altre tue invettive, mi pare stavano in “Piove ne ho le prove” .

    Mi sembra una di quelle cose che scrivi (capita più spesso sul blog) in cui non si capisce bene con chi te la prendi (magari anche a ragione) ma che mi fanno sentire in colpa (direi senza motivo).
    Come quest’estate che con mia moglie siamo venuti in Irpinia seguendo la traccia di “Vento forte tra Lacedonia e Candela”. Arrivati a Bisaccia però lo abbiamo subito nascosto: “Se Arminio ci pizzica a fare i turisti intellettualoidi con il suo libro in mano , sai come ci cazzia!”

    Spero di non essere troppo distaccato, aspetto il tuo nuovo libro (per la cronaca, IBS sono due settimane che cerca di reperirmi “Viaggio nel cratere”, speriamo bene).

    cacioman – Claudio Gatti

    cacioman

    2 dicembre 2010 at 2:25 pm

  6. bisogna spendersi. quanto è vera questa affermazione. sì, bisogna spendersi, ma fino in fondo, senza avarizie, e senza remore dell’ultim’ora, senza paura di andare a fondo, di farsi male. spendersi, bruciarsi e consumarsi.
    forse non ci sono nemici, forse l’unica vera differenza tra gli esseri umani è quella tra avari e generosi.
    grazie
    e.

    eldarin

    2 dicembre 2010 at 2:32 pm

  7. Sarà una mia malattia, ma questo brano io lo leggerei come la conseguenza della mefitica aria di ottusa, feroce, ignobile guerra ipocrita di tutti contro tutti, del forte sul debole, del furbo sul fesso, del “cattivo” sul “buono” e via sgranando il rosario dell’epifanìa della “morte delle ideologie”. Insomma la vecchia rancida aria “destrorsa” che da almeno un ventennio appesta non solo la nostra nazione, ma anche il mondo “tal quale”. E sì che son ca…voli amari… Dunque, toh eccoli gli ectoplasmi del pressappoco , del più o meno, dell’orecchiato…che pontificano facendola da padroni… Si, proprio loro, gli estremisti della moderazione, capaci di aver costruito un’immane macigno morale e politico che tiene inchiodata l’Italia ai suoi vecchi eterni difetti che la immobilizzano e, quando va bene, la mettono al “traino” di movimenti eterodiretti.

    Salvatore D'Angelo

    2 dicembre 2010 at 6:01 pm

  8. Ecco, io a TRENTA anni, e non prima, capii che volevo fare la Rivoluzione. Una Rivoluzione che muoveva, nuova, trasversale a certe contrapposizioni, non quella consuetudinaria del cui appello mi erano giunte eco prima.
    A 43 non ho ancora smesso di costruirla.

    (30 è quando i più più più la dismettono.)

    Luca Sessa

    4 dicembre 2010 at 4:36 pm


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