COMUNITA' PROVVISORIA

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noi e napoli

ho appena finito di vedere il video sul terremoto distribuito con IL MATTINO. se se eccettua una battuta del sindaco di conza, sono l’unico irpino a parlare. non ho capito se è un segno di stima nei miei confronti o un effetto della disattenzione che la cultura napoletana ha sempre avuto nei confronti delle zone interne.‌non voglio apparire secessionista, ma napoli deve capire che non è il mondo, è semplicemente il capoluogo di una regione. la cultura napoletana deve capire che non è tutta la cultura. mai come adesso le province interne sono più vivaci. tanto per dirne una: a napoli non c’è un blog come il nostro.

armin

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Written by Arminio

5 dicembre 2010 a 11:09 am

Pubblicato su AUTORI

19 Risposte

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  1. io credo che quel video, andato anche su history channel, sia frutto di un lavoro pigro, facile e scontato, e non di una volontà di andare a fondo sui problemi ancori aperti del dopo terremoto.

    teoraventura

    5 dicembre 2010 at 12:35 pm

  2. Napoli è un paradigma gigantesco, per cui deborda.

    Io predico che la cosa necessarissima per riprendere forza interiore e senso sia ritessere i legami orizzontali recisi dal divide et impera che ci ha svuotato, scaraventandoci nell’autismo corale che è concetto tuo ma che nel terremoto ha trovato solo una causa accelerante, e non determinante.

    Quindi: sottolineo sempre la mia vicinanza culturale con Napoli, o Bari, o Cosenza, o Chieti, e mi indigno quando sento un irpino dire che non tene nient’a che sparte co Napoli. L’avessi mai sentito dire con Roma, con la quale c’è una vera disappartenenza culturale, in toto.

    Ma siamo sempre lì, siamo a quanto il Centro-Nord fattosi con ogni mezzo di dominio da un lato ti fa credere (o sperare) tramite le sue TV di scintillii che tu sia come lui, staccando i collegamenti con chi ti è affianco, e dall’altro lascia noi, prossimi, a mozzicarci p’a via come cani strazzuni per quelle poche opportunità residue.

    Quanto tu dici è vero e sacrosanto, ma non mi unisco al coro contro Napoli: devi sapere che anche l’unione amministrativa dell’area di Napoli a province circostanti è un’innovazione sabauada e post-sabauda da divide et impera. Ai tempi della sopravvivenza dell’impero romano d’oriente, fra il VII e l’XI secolo, mentre io e tu eravamo longobardi, Napoli era Ducato di Napoli ascritto ai Bizantini (ma ci vendiamo più bizantini noi per essere più a est..). Nei tempi successivi del Regno di Napoli e sue varie denominazioni, il circondario di Napoli era sempre stato considerato unità amministrativa autonoma, come Washington DC o Île de France o Comunidad de Madrid, concezione modernissima. L’unione nel concetto di regione Campania, innovazione storica sabauda e post, al pari di una miriade di altri provvedimenti tendeva solo allo smontaggio del grosso rivale, alla sua diluizione in un pareggio con luoghi più umili quali Avellino.

    Solo riconoscendo la potenza solare delle sublimazioni della nostra cultura, ma ritagliandoci uno spazio autonomo esattamente come tu dici, riusciremo a farcela.

    Luca Sessa

    5 dicembre 2010 at 1:22 pm

  3. io non me la prendo con napoli. segnalo dei problemi del suo mondo culturale. problemi che il video in questione mette in rilievo in maniera lampante.

    Arminio

    5 dicembre 2010 at 1:38 pm

  4. sono stupidi i napoletani che fanno un inserto sul terremoto così, e sono stupidi gli irpini che dicono che con napoli non tengono niente a che sparte (probabilmente quando dicono così esprimono un desiderio, non una realtà, ma sarebbe un desiderio che, realizzato, li impoverirebbe, e di fatto si sono impoveriti tutti gli irpini che non vogliono avere a che sparte con napoli). la verità è che le nostre contrade, napoli o irpinia, sono piene zeppe di stupidi. a napoli in particolare sono stupide le istituzioni, come il mattino, che concepisce un inserto simile

    sergio gioia

    5 dicembre 2010 at 2:43 pm

  5. e poi napoli non è solo un capoluogo regionale, forse è meno di un capoluogo regionale, ma è anche molto di più, è una delle città più importanti del mondo perchè è una delle anime del mondo, una delle più irrinunziabili. averla a 40 km è sempre da vivere come una fortuna. anche l’irpinia è una delle anime del mondo secondo me, peccato che non sia riconosciuta da tutti, questo è vero

    sergio gioia

    5 dicembre 2010 at 2:48 pm

  6. Sergio Gioia…………………..senza parole

    Gerardo Pistillo

    5 dicembre 2010 at 3:50 pm

  7. forse il problema non è la “cultura napoletana”, forse il problema è la “cultura” di questa nazione. la questione non è tra “noi” e napoli, ma tra un supposto centro e una supposta periferia.
    un abbraccio

    eldarin

    5 dicembre 2010 at 6:10 pm

  8. Tutto vero, bravo Franco ma non sei affatto l’unico a parlare ! Nemmeno la cp è il mondo…

    Luigi Capone

    5 dicembre 2010 at 6:41 pm

  9. @elda
    oppure il rapporto è tra la cultura napoletana e una cultura irpina che non c’è più, in fuga?

    Luigi Capone

    5 dicembre 2010 at 6:54 pm

  10. Elda, se la nazione è l’italia, questa unità di modi valori e intenti creata in senso prospettico 150 anni fa e realizzata solo con lo spalmamento televisivo, allora sia Avellino che Napoli sono due periferie, poche storie. Messe insieme nella stessa regione, dicevo infatti prima.
    E la contrapposizione che avvertono, culturale o meno, è la guerra tra soggetti resi cani strazzuni che si mozzicano a loro a loro.

    Virtù della CP, per la quale io la frequento per aderire a quest’idea ab origine del mio pensiero, è il policentrismo del pensare e dell’essere.
    Lo scippo della rivoluzione industriale, tecnologica e soprattutto finanziaria ci ha tolto la possibilità di avere sviluppo economico, sociale e collettivo indipendente, ci ha tolto molte menti e parole e la possibilità di megafoni, ma non ci può togliere l’aria e il pensiero verdi.
    Continuiamo sempre a farli respirare in noi e sui mezzi di cui disponiamo, per limitati che siano: sono immateria, ma pesano molto.

    Luca Sessa

    5 dicembre 2010 at 7:19 pm

  11. Le idee che man mano si compongono sul blog sono piccole lampadine che si accendono su una oscura carta geografica, POLICENTRICI di fatto, lo siamo già.

    lucrezia ricciardi

    5 dicembre 2010 at 10:13 pm

  12. a ottobre quando abbiamo fatto la manifestazione sotto il palazzo della regione con duemila persone, il presidente della provincia, il vescovo e quaranta sindaci
    i giornali napoletani il giorno dopo non hanno scritto una sola riga.
    mi pare un fatto dal significato inequivocabile.
    il sud va raccontato per come si manifesta non per le idee con cui lo abbiamo catalogato….

    arminio

    5 dicembre 2010 at 10:33 pm

  13. a) mozzichi fra gente resa cani a spartirsi un pezzettino d’osso

    e

    b) il mattino è la fotocopia del messaggero, hanno lo stesso padrone, risiede a roma

    Luca Sessa

    5 dicembre 2010 at 10:50 pm

  14. io sono per un sud senza soggezioni e vittimismi
    un sud che si pensa e pensa ad altro
    partendo da quello che vede.
    la percezione prima dell’ideologia.
    il dettaglio prima delle astrazioni

    arminio

    6 dicembre 2010 at 7:13 am

  15. Molti anni fa si parlava di “balcanizzare” … Speriamo che io ne la cavo…. Ua ab abb tu ua ab abb (e esperando) cia nanos

    nanosecondo

    6 dicembre 2010 at 9:27 am

  16. condivido quanto Franco ci invita a possedere, cioè una Innocenza implacabile che si nutre di Bontà ad accoglienza nel pellegrinaggio della Clemenza senza Ingenuità e senza Utopie.

    Tuttavia le astrazioni e le teorie(manifesti slogan come lo si voglia spiegare) hanno un significato importante quando si intende individuare obiettivi strategici che abbiano il sapre di svolta epocale, i dettagli e le valenze accessorie.
    Mi propongo come Stratega del manifesto che mira a coniugare il “pero selvatico con la connessione ad internet senza fili wi fi”, coniugare in un afflato solidale la polpa costiera con l’osso montagnoso collinare, spazzando via teorie borboniche e veterosocialiste oramai obsolete e non attuali.
    Non me ne voglia il compianto Senatore che co0nio’ “osso e polpa” ma dei suoi slogan non sappiano più cosa farcene, soprattutto nel collegio elettorale che lo proclamo’ Senatore della Repubblica tra una “menestra maritata” ed “un voto di scambio carpito dai medici di famiglia dei paesi dove ebbe largo consenso mangiand appunto menestre maritate”
    Absit iniuria verbis. Pace all’anima Sua.
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    6 dicembre 2010 at 9:35 am

  17. Cari amici,
    sono napoletano fin dentro le ossa e – credetemi – l’Irpinia è, come Napoli, la mia terra straziata. Non avendo molte speranze da nutrire dove abito vorrei che l’Irpinia salvasse se stessa e Napoli. Ma questo è un pensiero poetico.

    Ciro Esposito

    6 dicembre 2010 at 5:14 pm

  18. pure io (dopo un’operazione di appendicite), ma serve un occhio macro oltre a quello micro, entrambi li curo come necessari

    Luca Sessa

    18 dicembre 2010 at 11:23 pm

  19. E’ Napoli Flegrea plebea neoborbonica che puo’ salvare se stessa e l’Irpinia tutta.
    l’Irpinia puo’ contribuire con l’acume e la profondità di analisi e sintesi sul governo dei processi storici e sul mutamento epocale del paradigma del kòinos da cui non è più possibile sfuggire o prescindere.
    Questo lo abbiamo appreso da Mauro Orlando, puro filosofo, oltre che da Franco poeta paesologo scrittore documentarista regista direttore artistico della vita rappresentata in chiave neorealistica appunto paesologica, e da Elda nostra vestale consacrata democraticemente liberamente convintamente.
    Questo è il mio pensiero su Napoli e l’Irpinia.
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    19 dicembre 2010 at 5:08 am


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