COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Mia 1.1

Lettera a un’amica virtuale
di EnzLu

… è difficile rispondere a quanto hai chiesto ieri sera nell’ultima domanda della chat. Ho impiegato un bel pezzo di notte e di questa mattina a pensarci, ma è più difficile del previsto. Come tu dici: devo ammettere che “veri sogni” non ne ho: è drammatico e vero; e so pure che non ho mai esposto o parlato dei miei sogni con l’obiettivo di “impressionare” qualcuno. Non sono addestrato a farlo. Ti espongo la mia opinione, ora.

Non posso recriminare sulla mia vita fino alla gioventù, perché quel periodo della mia vita è stato ‘garantito’ senza riserve dai miei genitori.
Il periodo universitario è stato fecondo per le numerose e varie esperienze e relazioni. Il mondo culturale della Napoli degli anni ’70, (musica e teatro, ma anche cinema), alle mie contemporanee esperienze politiche sia nel Movimento Studentesco (quello di Mario Capanna) sia quelle condotte paralellamente nel mio paesello come il più giovane consigliere comunale fino ad allora eletto. Le belle ragazze che mi hanno sorriso e sono passate, e quelle che mi hanno parlato all’orecchio scompigliandomi con un dito i capelli e con le parole l’animo.

Dopo la laurea alcune esperienze di lavoro come progettista di aerei, e successivamente la ‘riconversione’ come progettista e calcolatore in edilizia. Tutte cose garantite dai miei e dai primi guadagni.
Il matrimonio, i figli che non vengono, quelli che perdi mentre vengono, la chiusura dello stabilimento di vasi per i fiori in terracotta della mia famiglia, lo studio di ingegneria, l’ordine degli ingegneri, e le passioni ‘borghesi’ normali. La prima società informatica ed il primo nodo della rete Internet per la mia provincia, il riconoscimento per essere tra i più aggiornati informatici di una certa Italia, le conferenze, i progetti, l’informatizzazione di una scuola di Saranda in Albania nel 1996 (la rivoluzione avvenne l’anno dopo) con un progetto UE, l’ideazione, il progetto e la realizzazione del Learning Center dello stabilimento Fiat-SATA di Melfi. So di essere stato fortunato a lavorare nella  mia terra dalla quale molti devono andar via per sopravvivere.

Sono venute le case al mare, quelle in montagna, e ci sono stati, come per tutti, gli amici arrivisti, quelli truffaldini, quelli sfortunati, quelli che ti porti appresso per piacere e quelli che sopporti per quietovivevere, gli amici traditori, quelli che ti adorano e ti chiedi perché e quelli che ‘non cambiano mai’! Fortunato per l’estrema normalità del decorso della vita.

Poi la passione giovanile per le moto che ritorna, l’elezione nel direttivo del club mondiale dei ‘guzzisti’, i viaggi e le riunioni a Lecco (Mandello del Lario) nello stabilimento Moto Guzzi, i rapporti sociali che cambiano, e la morte durante un viaggio in moto del tuo migliore amico che sei costretto a ‘raccogliere’ da terra esanime. Anche in questo fortunato: lui era il primo con la moto ed io il secondo della fila.

Poi ti accorgi improvvisamente che il tempo è passato, un mattino mentre ti sbarbi. Che sei ‘vecchio’ per gli altri e inutile per te stesso. E non ti ricordi cosa hai fatto in tutto questo tempo. Cerchi un rifugio, un affetto, una tana in cui riuscire a ‘rallentare’ per tornare vivo.

Scopro così ‘la rete’. Essa è per me ‘la mia macchina del tempo’ (come ho detto). In essa posso-devo sviluppare rapporti col mondo esterno “privo del mio corpo”: posso avere rapporti con gli altri senza dover mentire presentando “prima un corpo e poi un’anima”. Capisco che è l’ennesima fortuna che ho.

Infatti permette di presentarmi agli altri, a quelli con i quali ancora non ho sviluppato rapporti, “per quel che sono veramente” cioè qualcosa di diverso dal mio corpo: io sono “ciò che il mio corpo ‘contiene’, ‘ospita’”!  Sono diverso da ciò che appaio, il corpo mi serve solo per “stare su questo pianeta”, oserei dire, se fossi in altra parte dell’universo sarei “diverso” cioè contenuto in un “corpo” diverso, pur essendo sempre “io”.

So che è difficile comunicarlo ed è per questo che tanti “non capiscono di che parlo”, non è che non capiscono me, ma non comprendono l’estrema felicità e calma che tale impressionante autocoscienza mi induce. Per fare questo ho scelto una sola “condizione”, facile da realizzare: dire sempre la verità, nel profondo!. In un mondo in cui la menzogna è la norma: dico la verità!. In FaceBook nel quale costruirsi una identità, anche mentendo, è la regola per mostrarsi diversi: scelgo di “essere” (non mostrarmi) diverso: dico la verità. Se non fosse così non avrebbe senso avere quell’autocoscienza. E penso di dirla soprattutto parlando dei miei sentimenti, o delle sensazioni che gli scritti e le foto (vere o false) provocano in me.

Non mentire è il mio sogno realizzato, l’ultimo di una fortunata e lunga lista. Ora ‘vivo’ questa esperienza nella rete, rimbalzando tra routers, linee, apparati, alla ricerca lenta e appasionata di altre personalità capaci di vedere se stessi “dentro” il loro corpo, e che senza rinnegare un solo minuto della loro splendida vita, abbiano voglia di viverne un’altra altamente e brutalmente intensa, oserei dire “di sola mente”, una esistenza fatta solo di emozioni anche violente, nella quale il mondo esterno (che non è avulso da me) appaia perfetto secondo “i miei sogni o desideri”, non invecchi, sia comprensivo, accondiscendente, privo di ansie ed eterno, mentre il mio copro continua imperterrito ad invecchiare. E mentre “la vita reale” continua a scorrerti intorno imperturbabile ed inconscia.

Tutto quello che ho scritto adesso, poco tempo fa misi nelle tue mani chiuse a coppa ad illuminare il tuo stupore, per mostrarti un mondo di passioni ‘solo nostre’, forti e vive, anzi vere.

Ti aspetto lungo questa strada e mi sono or ora girato, ho allungato il braccio e la mano e ti porgo le dita per averti con me in questa perfetta passeggiata.

p.s.  il mio nome vero è Enzo. Usalo per sussurrarlo.

Annunci

Written by A_ve

9 dicembre 2010 a 1:53 pm

Pubblicato su AUTORI

Tagged with , , , ,

10 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Enzo, come sempre ,comprendi da par tuo quel che ai più non è dato carpire.
    Ti ammiro per questo e Ti rinnovo stima ed amicizia
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    9 dicembre 2010 at 4:52 pm

  2. mi piace

    a_ver

    9 dicembre 2010 at 8:14 pm

  3. Ciao … Enzo,
    ho, nel mio piccolo, la presunzione di ‘comprenderti’, e te lo volevo comunicare.
    Antonio
    PS: ….. nonostante Capanna, nel 1970, coi suoi amici cosiddetti ‘katanghesi’, mi cacciò dall’Università di Milano…

    Antonio Imbriano

    10 dicembre 2010 at 9:34 am

  4. ok

    sergio gioia

    10 dicembre 2010 at 10:18 pm

  5. noi amici ci chiediamo non tanto di cosa in questo momento tu possa avere bisogno, ma cosa possiamo concretamente fare per dimostrarti la nostra amicizia,ancor di più da quando hai pubblicamente comunicato notizie sensibili riguardanti una tua “difficoltà di condizione” attuale.
    Come amico e come medico ritienimi pronto a starti vicino, prendermi cura di situazioni nelle quali il mio ruolo professionale puo’ esserti di qualche utilità.
    Un forte abbraccio Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    11 dicembre 2010 at 5:06 am

  6. E’ cosa rara esporsi con tanta naturalezza. Senza bilancini.Volevo dirtelo già qualche giorno fa: EnzoLu colpisce ciò che dici.

    Lucrezia Ricciardi

    15 dicembre 2010 at 10:07 pm

  7. Ringrazio tutti per la benevolenza con la quale avete accolto questa “confessione”. Il Vostro atteggiamento è certamente dettato dall’affetto col quale guardate alle cose che scrivo e a me, ed il perché lo facciate è per me misterioso.

    @ lucrezia: davvero grazie per aver evidenziato il “lato oscuro” della mia scrittura. Quanta bella gentilezza nelle tue frasi!

    EnzLu

    enzlu

    16 dicembre 2010 at 11:42 pm

  8. Enzo ,non lo chiudiasmo questo Post cosi’ bllo, cosi’ vibrante. Facciamone un uso condiviso.impegnamoci a nutrirlo di calore umano solidale. Un caro saluto specie oggi “venerdì diciassette”…
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    17 dicembre 2010 at 6:19 am

  9. enzo direi ci sono tutti gli elementi per una sana grattatio
    non me ne voglia l’autorevolissimo medico collega sindaco futuro e presente cui porgo ogni benevolo saluto prenatalizio cordiale e amicale

    (questa nuova serie di commenti, firmati r.scirocco, saranno conclusi con una ‘faccina’ poichè sono da ritenere assolutamente ironici simpatici e mai dico mai mai mai mai mai mai offensivi)
    semplice esercizio di stile per carpire al maestro medico nonchè dottore santangiolese e altissimo dirigente avellinese i segreti del suo pensiero che riflette amabilmente nella sua arguta scrittura causa pregressa di tanti dissapori che solo l’architetto lucrezia ha saputo dischiudere dalle remote ombre cui il volgo l’aveva confinata ad maiora con replicata grattatio
    :)

    r.scirocco

    17 dicembre 2010 at 10:35 am

  10. “rattatio,non grattazio”!!!!! non puoi andare avanti con il latino”maccheronico”.
    la lingua latina non è morta ma viva e vitale.
    ricambio gli auguri cordiali.RQ.

    rocco quagliariello

    17 dicembre 2010 at 4:19 pm


I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: