COMUNITA' PROVVISORIA

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cartoline-espresso

metto qui una piccola recensione di marco belpoliti uscita sull’espresso di questa settimana.

La letteratura è un dialogo con i morti, asseriva Giorgio Manganelli, nel senso che la si scrive, non solo per coloro che sono stati vivi, con cui si continua il dialogo in assenza, ma anche, e soprattutto, per coloro che tra poco non lo saranno più. Uno scrittore cinquantenne, afflitto da un’inguaribile ipocondria, Franco Arminio, poeta e paesologo, abitante a Bisaccia, in Irpinia, ha deciso di fingersi morto, come succede a ogni vero ipocondriaco, e di scriversi delle cartoline indirizzate a se stesso, in cui ogni singolo defunto racconta le cause e i modi della sua morte: Cartoline dai morti. Cartoline perché si tratta di poche righe, a volte un paio, secche e compendiose come quelle frasi che si scrivevano sul retro di foto dei paesaggi. Qui però c’è solo lo spazio bianco, mentre l’immagine della città, del paese, del monumento, della chiesa, non si vede, forse perché tutti questi morti che scrivono sono membri del medesimo luogo, appartengono tutti al Paese dei Morti, che comincia poco oltre le nostre città. Così i casi della vita, gli innumerevoli destini, scorrono sotto i nostri occhi, con accenti che vanno, seppur nella brevità e concisione, dal tragico al comico, dal sarcastico al malinconico, dal patetico al depressivo. La tastiera di Arminio, in questo che è il suo breve capolavoro, è variabile, e insieme ripetitiva, per quanto nessuna vita somigli all’altra: la diversità come sintesi dell’umano. Il destino coglie i morenti in situazioni strane, paradossali; oppure no: nella perfetta normalità del vivere. Tutti si ricordano di sé nell’atto di passare da viventi a trapassati. In verità, tutte queste 127 vite sono la medesima vita, vista da 128 punti di vista differenti, la vita di Arminio. Arminio è il poeta del nostro sconcerto quotidiano, poeta in prosa del nostro affondamento progressivo.

Franco Arminio, Cartoline dai morti, Nottetempo, pp. 136, € 8

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Written by Arminio

10 dicembre 2010 a 10:37 am

9 Risposte

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  1. Ieri alla libreria feltrinelli della stazione termini era disponibile solo “nevica ed ho le prove”, niente cartoline- mi informavano poi che in primavera uscirà un titolo con qualcosa di bizantino dentro, Franco puoi dirci qualcosa di più?
    In treno poi tra il serio ed il faceto pensavo… la paesologia è grande e Arminio è il suo profeta.

    Lucrezia Ricciardi

    13 dicembre 2010 at 6:30 pm

  2. Il prossimo libro è ORATORIO BIZANTINO, Edito dalla Ediesse

    Salvatore D'Angelo

    13 dicembre 2010 at 7:43 pm

  3. Lucrezia, mercoledì allunfgati a Suiccivo, via autostrada in un’oretta ci sei.

    Salvatore D'Angelo

    13 dicembre 2010 at 7:44 pm

  4. Sig.ra Lucrezia,
    Lei deve essere un moto perpetuo…
    parte da >Sicignano, si ferma ai Templi di Paesum, poi invia notizie deprimenti dalla Feltrinelli di Termini Roma, poi viene invitata ad allungarsi a presenziare a Succiso domani alla presentazione del libro di Franco, che ieri mancava alla Feltrinelli di Roma, poi viene a sapere da SAL che il prossimo libro di Franco si intitola Oratorio Bizantino Edito da Ediesse, nel frattempo nella giornata di oggi, che segue ieri e precede domani, valuterà se accettare l’invito di SAL per Succivo.
    Ogni tanto potrebbe anche stare un po’ tranquilla, in stan by, al limite realizzando una creazione artistica natalizia da postare sul Blog comunitario come nel Natale 2009
    Molti di noi, sa Lucrezia, ancora si stanno scervellando per capire qualla sus creazione del natale 2009 in chiave allegorica simbologica iconoclasta , cosa realmente volesse significare!!!!

    Con viva cordialità Rocco Quagliariello.

    rocco quagliariello

    14 dicembre 2010 at 10:16 am

  5. @ Salvatore
    grazie per l’invito e scusami se non mi riesce di essere-tra poco con voi- a Succivo, credo ci saranno altre future buone occasioni-

    @ Rocco
    Posso darLe del “tu” egr. sig. Quagliariello? ..che memoria! giusto…è ora infatti che io mi decida a spedire alla C.P. il biglietto natalizio 2010, se non è successo finora è perchè aspetto un’attacco di dicembrite.

    Lucrezia Ricciardi

    15 dicembre 2010 at 4:33 pm

  6. possiamo darci del “tu”, sig.ra Lucrezia Ricciardi, a patto che non mi sia riservato un trattamento analogo a quello che, nella storia dell’umanità, molti “amici confidenti” hanno ricevuto da notissime “Lucrezie di nobili casati”
    Per la “Dicembrite” in arrivo, potrebbe al limite eliminare almeno l’apostrofo. Grazie. Cordialmente.RQ

    rocco quagliariello

    15 dicembre 2010 at 6:42 pm

  7. …non si petulante

    Lucrezia Ricciardi

    15 dicembre 2010 at 7:23 pm

  8. …non sia petulante

    Lucrezia Ricciardi

    15 dicembre 2010 at 7:24 pm

  9. enzo tortora avrebbe detto “orroreee”…

    sergio gioia

    15 dicembre 2010 at 9:57 pm


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