COMUNITA' PROVVISORIA

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LETTERA A MIO PADRE

Venerdi sera è mancato il padre di Giovanni Ventre  amico comunitario, co-autore di questo blog e del post che segue, scritto in memoria del papà, uomo di indiscusse virtù e immensa serietà. Il Blog della Comunità Provvisoria è vicino a Giovanni e alla sua famiglia.

Lettera a mio padre _ di Giovanni Ventre 17 dicembre 2010 

Quante cose avevo da dirti e non ti ho detto, quante vorrei dirtene e non potrò più farlo. Era quasi mezzanotte, di venerdi 17 dicembre 2010, la grandine cadeva sui tetti e sui vetri creando una sorta di rullio di tamburi, tu nel letto inerme aspettavi di poter inscenare l’ultimo atto della tua esistenza. L’ultimo respiro ti ha regalato finalmente la serenità dopo sei mesi trascorsi in un letto. La morte non è poi tanto brutta quando mette fine alle sofferenze. Eri lì, inerme, il tuo corpo non aveva più confini, era una sorta di pianura dove non soffiava più il vento ad animare il paesaggio, nessun fiume caldo scorreva più nelle tue vene, solo stalattiti fredde generate dalla grotta della morte. Credo però di poter affermare che se oggi potessi parlare ci diresti che sei andato via da un mondo che non era più il tuo mondo, un mondo che stiamo uccidendo in nome di un vivere frivolo e inutile, un mondo dove la famiglia non è quella che tu hai sempre insegnato fosse. Siamo quattro fratelli, nel tuo insegnamento mai abbiamo messo in atto guerre fratricide, fomentato odio nonostante qualcuno abbia fatto di tutto perché ciò accadesse.

Ci hai insegnato ad essere umili, onesti, seri, ci hai insegnato a lavorare, ad apprezzare i sacrifici, a saper godere del poco che la quotidianità ci lascia. Non parlavi molto, anzi, ma i tuoi occhi erano un libro in cui si potevano leggere i pensieri. Quante volte ti ho visto sofferente, quante volte quando non si poteva pagare gli operai eri amareggiato, umiliato, perché sapevi che quei soldi servivano loro a mettere il piatto a tavola. “O’ principale” così ti chiamavano gli operai, cinquant’anni di edilizia, cantieri e cantieri aperti e chiusi, mai nessun infortunio. Eri sempre lì a dire come si doveva fare, forte di una gavetta che ti aveva fatto crescere prima del tempo dovuto, andavi a scuola e sui cantieri. Mai ti sei fermato, mai hai alzato bandiera bianca, mai hai chinato il capo per vergogna. I nostri cantieri sembravano una associazione di beneficenza, non hai mai negato il lavoro a nessuno, i più derelitti sapevano che nel bisogno “o principale” gli avrebbe dato lavoro. Sono certo che se nel cielo esiste il “genio celeste” sarai lì a dirigere i lavori per la costruzione della casa divina. Sei mancato pochi giorni prima del Natale, ti preoccupavi che Cesare e Giuseppe che ti hanno meravigliosamente assistito in questi anni, avrebbero dovuto trascorrere un brutto Natale perché costretti ad occuparsi di te, della tua malattia. Anche poche ore prima del fatidico ultimo respiro continuavi a preoccuparti per gli altri più che per te. Sei stato il miglior papà che un figlio avesse desiderato, mi hai insegnato a giocare a calcio, eri fiero quando mi vedevi correre sui campi della provincia, mi hai insegnato a cercare i funghi, abbiamo camminato insieme per decenni nei boschi della nostra amata Irpinia, mi hai insegnato a cacciare, nel rispetto delle regole e della selvaggina, mi hai insegnato a lavorare, a rispettare gli altri e me stesso, mi hai insegnato ad essere libero, mi hai insegnato a non scendere mai a compromessi, mi hai insegnato a camminare a testa alta, mi hai insegnato a gridare per far valere i miei diritti e a onorare i doveri, mi hai insegnato che la vita è un circo, ci sono le belve feroci e i clown. Quando mi accompagnavi in collegio sono certo soffrivi più di me a lasciarmi in quell’insensata prigione, mercè di uomini che nulla avevano a che fare con me e con te, con la cultura della famiglia  e dell’amore. Mi hai accompagnato per mano nei momenti peggiori e mi hai acceso la luce nel buio, mi hai indicato il sentiero che in tuo nome seguirò fino al resto dei miei giorni. Si è spento l’uomo che era l’anima delle feste a Bellizzi, quando c’erano le feste a Bellizzi. La farsa presuppone che nel momento della malattia pochi hanno il coraggio di affacciarsi al tuo dolore, nel momento del lutto il manifesto ha il senso quasi beffardo della pubblicità ad un prodotto ormai scaduto.  Se un giorno dovessimo rincontrarci sarà per me il giorno più bello, perché la vita senza di te non sarà più la stessa.  So anche che comunque troverai il modo per starci vicino, come hai sempre fatto, sacrificandoti in nome di un amore che non ha eguali, l’amore che solo un padre meraviglioso riesce a trasmettere pur senza smancerie di sorta. ( i figli si baciano a nott) Chi non ti conosceva a fondo era erroneamente e superficialmente portato a credere che fossi un uomo schivo e distaccato, invece eri sempre presente, con poche parole ma con tante attenzioni. Ora alzando gli occhi al cielo, lacrime di amore solcano il mio viso, e seppur presto spariranno stanno lasciando un solco profondo nel mio cuore. Voglio che tu sappia che io, Enzo Cesare e Giuseppe siamo orgogliosi di essere figli del padre che sei stato per noi.

Buon viaggio papà …

Giovanni Ventre

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Written by A_ve

21 dicembre 2010 a 10:51 am

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14 Risposte

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  1. caro giovanni
    è bello che tu abbia scritto questa lettera e che sia apparsa qui.
    nella mia idea del mondo
    i vivi e i morti stanno assieme
    il visibile è tale
    proprio perchè c’è l’invisibile.
    un grande abbraccio a te e anche ai tuoi fratelli

    Arminio

    21 dicembre 2010 at 11:20 am

  2. Caro Giovanni,
    trovo belle le parole della tua lettera.Ricorda le mie ,ma solo pensate,alla morte prematura di mio padre.Stavo imparando a conoscelo ed ad apprezzarlo dopo averlo contestato con virulenza.Non ebbi modo di farmi perdonare.E per questo serbo ancora rammarico con me stesso.
    Un affettuoso abbraccio a te ed ai tuoi fratelli.

    giovanni luigi panzetta

    21 dicembre 2010 at 12:24 pm

  3. grazie, giovanni.

    paolo

    21 dicembre 2010 at 12:29 pm

  4. Caro Giovanni, sono commosso… in questo momento provo affetto per te, perchè nel tuo ricordo riaffiora il mio… i tornanti della strada che si inerpicava su per Anagni agli inizi degli anni Sessanta, dopo i natali le pasque e le feste, tu per il Leoniano (come poi dalle tue parole ho scoperto) io per il Principe di Piemonte….quel groppo alla gola a ogni distacco e quella carezza, la stessa del tuo, ne sono certo.
    Grazie per il ricordo. Ti abbraccio

    Salvatore D'Angelo

    21 dicembre 2010 at 1:45 pm

  5. requiem aeternam dona eis, domine
    et lux perpetua luceat eis
    requiescant in pace
    amen

    sergio gioia

    21 dicembre 2010 at 2:35 pm

  6. un pensiero affettuoso di sobria partecipazione al gravissimo lutto di Giovanni.
    la lettera induce vibrazioni emotive forti pure io rappresento al Giovanni la mia gratitudine.
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    21 dicembre 2010 at 2:44 pm

  7. … a messo solo le ali, e gli angeli non muoiono mai perché li possiamo portare nel cuore… nanos

    nanosecondo

    21 dicembre 2010 at 3:56 pm

  8. caro giovanni,
    mi dispiace tanto. grazie per quanto hai scritto e voluto condividere con noi.
    un abbraccio
    monica rosapane

    monica

    21 dicembre 2010 at 4:24 pm

  9. Caro Giovanni, sono molto dispiaciuto e commosso.
    Un forte abbraccio a te e ai tuoi fratelli, Gaetano.

    Gaetano Calabrese

    21 dicembre 2010 at 8:54 pm

  10. Sono dispiaciuto, Giovanni, per quanto soffri e ti sono veramente vicino.
    Ma, mi perdonerai, il tuo scritto l’ho solo sfiorato e non lo leggerò, perché se pure provassi, gli occhi si offuscherebbero.
    Io ho amato mio padre e sono vissuto di un amore ricambiato, che mi ha protetto e ancora mi sostiene.

    EnzLu

    enzlu

    21 dicembre 2010 at 9:07 pm

  11. Adesso arderanno in te i suoi insegnamenti. Ti sono vicino.

    luca b.

    22 dicembre 2010 at 12:05 am

  12. Giovanni carissimo, leggo e apprendo solo adesso.Se non fosse stato per il blog, non lo avrei saputo. Mi dispiace moltissimo.
    Ti abbraccio e abbraccio la tua bellissima famiglia. Vi sono vicina con affetto sincero.
    e.

    eldarin

    22 dicembre 2010 at 10:13 am

  13. un altro lutto ha colpito un amico comunitario. è morta la nonna materna di angelo verderosa. i funerali sono nel pomeriggio a castelfranci.
    la nostra comunità secondo me deve stare ben lontana dalla rimozione della morte e dei morti
    in atto in questa società che ormai crede solo al denaro.
    mentre scrivevo queste righe ho saputo che è morta una zia di mia moglie, emma vitale. è bene pronunciare i loro nomi, ricordare le loro storie. zia emma era uno spirito inquieto, pur essendo una contadina arcaica aveva nei nervi la tensione novecentesca.

    arminio

    22 dicembre 2010 at 10:46 am

  14. grazie a tutti coloro che mi sono vicini in questo momento. Un abbraccio affettuoso
    Giovanni

    giovanni ventre

    22 dicembre 2010 at 3:41 pm


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