COMUNITA' PROVVISORIA

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Oggi è il tempo del mercato dei “sofisti”….Platone con la sua vita nomade e i suoi scritti ci ha spiegato che il sapere sofistico, si mostra neutrale e adattabile alle sedimentazioni ‘oligarchiche e autoritarie’ e possiede un forza attrattiva all’apparenza invincibile ed accattivante. E tutti i dialoghi marciano sotto la convinzione che Socrate non sarà sconfitto dal sapere oggettivato,pragmatico e subalterno dei sofisti. Socrate farà comunque opposizione a questo sapere e a questi comportamenti nella ‘pòlis’ soprattutto perché non ha mai pensato di dovere e potere “cambiare il mondo” o far sognare “paradisi perduti o da trovare ” o riempire di parole calde gli “inverni freddi di un perenne scontento”. Nel libro sesto della ’Repubblica’ Socrate dice che non è il medico a bussare alle porte dei malati, ma viceversa, perché sa i più si rivolgeranno sempre a quel sapere o azione che li esenta da ogni fatica o ricerca di autenticità alla vita o coerenza ai pensieri lunghi, complessi e difficili .
Nelle nostre “pòlis” si vivono momenti tristi e sconsolanti e il mondo e gli uomini non sempre vanno nel verso dei nostri desideri , aspettative e dei nostri progetti……E allora il momento di ritornare in sé stessi per recuperare le forze perché il viaggio deve continuare ……. Cominciare da sé stessi significa anche andare contro sé stessi per scoprire di essere frutto di rapporti umani, sociali e politici non sempre comprensibili, edificanti e giustificabili. Ogni azione intellettuale o politica ha una funzione soprattutto esistenziale, esortativa e non dimostrativa, affermativa: per chi accoglie l’esortazione c’è la possibilità di trovare la propria strada, per gli altri routine e silenzio……
La scelta di vivere una esperienza comunitaria piuttosto che individualistica ci avverte che essa non è solo “raccontabile, analizzabile” e soprattutto “vivibile” e anche ”Socrate” in questa situazione non verrebbe più condannato o consigliato ad uccidersi ma attaccato, emarginato o messo al bando mediatico e sociale . Bisogna quindi temere di più il reintegro quando il suo scandalo finisce quando i vari ,vecchi e nuovi corifei dei “piccoli regimi feudali” lo neutralizzano e lo omologano cominciando a scorgere o sottolineare o evidenziare in lui una teoria,una dottrina da affrontare “intellettualmente”, teoreticamente o esteticamente…..politicamente . Questo tipo di cultura servile e asservita prima ti espelle e……poi può anche cercare di riassorbirti ammazzandoti una seconda volta e definitivamente. I Menenio Agrippa , Cincinnato o Seneca sono fuori tempo e moda anche senza un Nerone ! La storia passata della “intellettualità” meridionale e non solo….docet!
Bisogna quindi essere consapevoli, come Socrate, di dover far fronte ai vari attacchi,rancori e disprezzi dei propri contemporanei e compaesani non solo con intelligenza, capacità tecnica ed argomentativa, ma sopratutto di carattere, coerenza e continuità delle proprie azioni anche carsiche… e restare legati alle idee lunghe e profonde per sostenere lo scontro fino all’ultimo esito, di fare semmai un passo indietro e due avanti , di mantenere un atteggiamento costante e convinto…..sempre al “meglio” volando alto dove solo quelli educati ai voli leggeri sanno continuare a respirare e volare assieme.
Socrate non cerca il dialogo con coloro che sono presunti sapienti o che si credono sapienti perchè lui cerca prima di tutto una vita migliore anche nelle “piccole pòlis” con occhi puliti e con cuore fermo per essere “élite” migliore e di eccellenza non nelle cariche pubbliche ma tra gli uomini della città.
La “paesologia” può essere una strada possibile prima di tutto di pensare e realizzare sé stessi e non fornisce una abilità o una capacità di essere venduta su un mercato ancora una volta nel segno del “servo-padrone”.
Per noi non è la pretesa di un amore per un nuovo sapere ma un amore degli uomini divenuti più corenti con la propria vita assieme ai propri concittadini e radicati in modo vitale e attivo nel proprio territorio. Noi siamo persone che hanno voglia e ardire di parlare in prima persona …le teorie non hanno nessun valore e non ci danno nulla di più se non provare a vivere le nostre emozioni e idee direttamente e sul campo….Il coraggio oggi si misura con la consapevolezza di un punto di vista maturato sopratutto con lo sforzo totale e quotidiano della propria vita, sapendo che oggi le convinzioni sul mercato sono leggere e i cuori indeboliti.
La nostra barra di riferimento nel nostro Blog e nelle comunità dei piccoli paesi dalla grande vita è “il meglio” possibile e concreto, sapendo che comunque c’è un senso, un fine , una direzione perché non vi è un luogo verso cui andare o dove ritornare .A noi interessa il viaggio in sé tenendo nel dovuto conto i compagni di viaggio anche i dubbiosi e i tanti consiglieri interessati (intellettuali, politici e quant’altro) a ostacolare, deviare o interrompere il nostro lungo, difficile ma entusiasmante viaggio intrapreso soprattutto in noi stessi oltre che nei nostri territori.
…questo è il solo augurio possibile per un nuovo anno di viaggio comunitario e paesologico…….
mauro orlando

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Written by Mercuzio

25 dicembre 2010 a 11:21 am

Pubblicato su AUTORI

5 Risposte

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  1. poco fa antonio moresco mi ha invitato a milano
    a un incontro ristretto dedicato alle realtà più vive della contestazione civile e dell’azione culturale. vorrei andarci e parlare di una cp ancora viva e vegeta. per questo è importante l’incontro del 29 a materdomini.

    Arminio

    25 dicembre 2010 at 5:55 pm

  2. caro Mauro il viaggio è appena iniziato

    ventre giovanni

    25 dicembre 2010 at 8:00 pm

  3. …NOI SIAMO “SOGNATORI PRATICI”…

    nanosecondo

    27 dicembre 2010 at 11:54 pm

  4. …. e Faber non era certamente un sofista…le cose le diceva (le cantava) chiare e dritte, in anticipo sui tempi. E credo c’entri con questa riflessione di MAURO, a cui dedico questo bel canto del nostro mai tanto amato Faber. Buon anno a tutti

    Salvatore D'Angelo

    28 dicembre 2010 at 11:57 pm

  5. ed è bello che le nuove generazioni lo hanno fatto proprio e lo cantano ancora..

    Salvatore D'Angelo

    28 dicembre 2010 at 11:59 pm


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