COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

COSTRUIAMOCI LA FESTA…

cafri amici tra le feste comandate il 29 dicembre a materdomini possiamo costruirci la nostra festa. parlatene anche a chi non conosce la comunità provvisoria, non siamo una setta, non vogliamo appartarci, ma mischiarci…..

la bellezza è che noi possiamo anche non riuscire a infrangere l’autismo corale, ma ci stiamo provando…..

metto qui un pezzo tra i tanti a cui sto lavorando in questi giorni. se non avessi avuto l’incombenza di questo libro da consegnare tassitavamente ai primi di gennaio

sarei col sindaco alaia che sta difendendo la dignità dell’irpinia davanti al quirinale.

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ANCHE IN UN PICCOLO PAESE È POSSIBILE UNA GRANDE VITA

Per noi che ci presumiamo vivi e capaci di capire ed agire adesso c’è una sola scelta: disporsi ad una lotta estesa, ubiqua, perenne. L’epoca impolitica ci vuole convenzionalmente disposti ad accudire le nostre cose e a lamentarci del mondo che si disfa. Invece bisogna accudire il mondo. E il nostro mondo è questo luogo. Qui deve e può accadere tutto. Bisogna spendere generosamente il proprio tempo. La politica non consiste nel parlare di politica, ma nel scegliere momento per momento chi ci è avverso e chi ci sostiene. La politica e i suoi alti conflitti per tenere fluido il sangue sociale, per impedire la trombosi collettiva. C’è da prendere la via della resistenza. Farsi partigiani della buona vita, non virtualizzata, né omologata. Una vita che tiene insieme la muta lussuria di una rosa e la necessità di un discorso civile. Bisogna mettersi al capezzale di questi paesi. Mettere a frutto i semi del loro perenne soffrire. Paesi delle mancanze. Del vento che scompiglia e agita. Qui più che altrove non si può stare fermi. La morte è sullo sfondo, ovunque e comunque. La morte prenderà ognuno, ma non può prendere quello che mettiamo tra noi. Nessuno può uccidere le nostre fantasie di avvicinamento. Lasciamo circolare tra noi sogno e ragione. Spendiamo le nostre forze prima che il tempo ce le sottragga. Un piccolo paese può essere il luogo di una grande vita.

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Written by Arminio

25 dicembre 2010 a 10:58 am

Pubblicato su AUTORI

6 Risposte

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  1. la morte è l’epilogo della vita importante è arrivarci col cuore leggero di chi sa di aver fottuto la vita per il tempo che gli è stato concesso

    ventre giovanni

    25 dicembre 2010 at 8:29 pm

  2. L’uomo è sempre “parole d’amore” . La stessa morte fa parte della vita se la stessa viene vissuta con coerenza tra quello che si è e quello che si dice di essere. Ascoltarsi con rispetto e amore è una delle prerogative degli uomini l’unica che può dare significato alla vita e alla stessa morte che supera noi stessi e ci fa diventare immortali nel cuore delle persone che ci hanno conosciuto. Ecco qui voglio augurare sinceramente a tutti di riuscire sempre a testimomiare parole d’amore perché solo così ogni momento della nostra vita si sopra trasformare in una rinascita. Il 29 dic è il mio compleanno non so se potrò partecipare all’incontro ma testimonio qui il mio tentantivo di rinascere ogni anno come uomo intero clown nanos

    nanosecondo

    26 dicembre 2010 at 4:21 pm

  3. nanos ma quale miglior compleanno se non a materdomini
    davanti a san gerardo e ai comunitari

    Arminio

    26 dicembre 2010 at 4:32 pm

  4. … Non te lo prometto sto con i miei figli … Ma ci proverò abbracci libertàri nanos

    nanosecondo

    26 dicembre 2010 at 6:05 pm

  5. ci sarò !!!

    giovanni ventre

    27 dicembre 2010 at 9:32 am

  6. bisognerebbe rendere profondo onore al sindaco Alaia, al suo coraggio e alla sua generosità. corriamo su un treno che sta per scomparire ma non sosteniamo un uomo che per una causa giusta (chiede solo che Caldoro riceva e si confronti con sindaci irpini per il piano sanitario come in una qualunque società democratica) rischia la sua stessa vita. Non una parola in questo blog, se non un cenno di Franco. Credo che ognuno posti e porti avanti le proprie piccole cause, come in questo blog così nella vita della nostra “rancorosa” provincia, senza alcuna attenzione per quelle degli altri. questa è schizzofrenia e mi fermo qui.

    sergio pag

    27 dicembre 2010 at 10:27 am


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