COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

dieci comandamenti

1. Pensa che si muore e che prima di morire tutti hanno diritto a un attimo di bene.

2. Ascolta con clemenza il mondo nei suoi sbadigli e nei suoi furori.

3. Prendi coscienza del tuo sfinimento e dello sfinimento altrui.

4. Scordati ogni giorno di te stesso e guarda con ammirazione le volpi, le poiane, il vento, il grano. Impara a chinarti su un mendicante, ad accarezzare un cane, a non distogliere gli occhi e il passo. Senti la sofferenza di una formica schiacciata sotto i piedi, onora le viscere esposte di un maiale squartato.

5. Cerca continuamente parole migliori, senza credere troppo né alle tue né a quelle degli altri.

6. Impara a sentire l’energia del dolore, della vecchiaia, della povertà e della disperazione.

7. Vivi nascosto, coltiva il tuo rigore e lotta fino a rimanere senza fiato. Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, dai tutto te stesso, senza avarizia, senza remore.

8. Considera la vita nella sua miseria e non nella sua grandezza.

9. Diffida della ragione, dei ragionamenti, della freddezza stitica, dei cuori rinsecchiti. Evita i commerci umani, non limitarti a galleggiare, scendi verso il fondo anche a rischio di annegare.

10. Sorridi di questa umanità che si aggroviglia su se stessa e cedi la strada agli alberi.

franco arminio

p.s.

scorrendo i vari post c’è quello che riguarda l’incontro del 29 a materdomini. chi intende partecipare è pregato di mettere l’adesione nella colonna dei commenti

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Written by Arminio

25 dicembre 2010 a 10:56 pm

Pubblicato su AUTORI

5 Risposte

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  1. provo a fornire una interpretazione, una chiave di lettura…
    una sintetica essenziale “guida alla lettura” del pensiero arminiano
    folgorati sulla via di Damasco Bisaccia, Oriente…
    (di Rocco Quagliariello)

    La vita oltre la morte o la morte prima della vita durante la vita. Una vita degna di essere definita tale o una vita che è consapevole di poter dover morire,vivendo non rinunciando a vivere.

    lo sbadiglio consente di riposare il corpo e la mente prima di nuovi ardori, a ciascuno il suo bioritmo circadiano

    non ci sono vie di mezzo: o si dorme e si sbadiglia o ci si concede totalmente fino alla sfinimento con ardore veemenza e passione

    rispettare la legge naturale, la natura , osservare i fenomeni naturali per capire cosa significa essere umani, riscattarsi senza andare contronatura,meglio ancora senza umiliare la natura, senza imbrattarla, senza sciuparla, senza deturparlòa.

    riappropriarsi del senso e del significato delle parole come ci ha insegnato non solo Franco ma anche il Dott Carofiglio, magistrato scrittore.

    stare dalla parte degli umili, dei deboli, dei vulnerabili, dei diversamente abili, degli oppressi, di coloro che hanno fame e sete di giustizia. accettare il dolore come contrappeso al piacere e alla felicità, come limite della condizione umana
    ritrovare il senso ed il significato del limite.

    vivere ogni giorno come se fossse l’ultimo non significa godere sempre e cmq, quanto piuttosto arricchire la vita di libertà dignità relazioni umane sentimenti passione, financo emozioni forti come l’amore ogni giorno ogni attimo ogni respiro

    miseria e nobiltà
    la natura umana come intruglio di opposti e di contraddizioni stridenti purchè sia vita vissuta reale autentica vera.

    approfondire per quanto possibile, non per individuare le cause e le concause , ma per interpretare la realtà, provare a modificarla, un mutamento epocale non puo’ essere superficiale, deve contenere il sapore l’odore della rivoluzione non violenta ma vibrante.

    autoironìa come medicina per soffrire meno, per andare oltre per non fermarsi mai, lasciare il passo alla natura, sostanzialmnte conciliare il pero selvatico con la asfissiante modernità, traslazione di ansia cosmica grido di solitudine, ricerca di aiuto, solidarietà vera, fratellanza, carità intellettuale e materiale.
    un decalogo profetico dal valore universale.

    RQ

    rocco quagliariello

    26 dicembre 2010 at 5:34 am

  2. Mi auguro che questo modesto contrivbuto interpretativo essenziale e sintetico possa ssere il primo di una sere di contributi infiniti che possano diventare materiale per un catalogo dei comandamenti paesologici del buon vivere arminiano, come traccia del secondo anno di paesologia, naturale prosieguo dell’anno 2010 che sta per finire sul calendario.
    grazie RQ

    rocco quagliariello

    26 dicembre 2010 at 5:41 am

  3. Intensi questi dettami laici. Mi piace paragonarli a quelli cantati da De Andrè, immenso cavaliere anarchico della libertà.

    luca b.

    27 dicembre 2010 at 1:55 pm

  4. riprendo il post arminiano commentato ,prevedibilmente, con la stitichezza emotiva affettiva di cui molti conterrani si pavoneggiano, eppure il post ha un respiro ampio rofondo

    stamane ho letto sul Il Mattino di Avllino l’articolo del Poeta “paesi piccoli qui può starci una grande vita”

    il Poeta ci invita a “lasciare circolare tra Noi sogno e ragione”, a “spendere le nostre residue forze prima che il tempo ce le sottragga” e ci ricorda, concludendo l’articolo, che “un piccolo paese puo’ essere il luogo di una grande vita”…

    Franco HAI DIMENTICATO IL CORAGGIO LA LEALTA’ LA SEMPLICITA’ LA LEGGEREZZA L’UMILTA’

    NON BASTA SOGNARE
    NON E’ SUFFICIENTE RAGIONARE
    NON E’ ACCETTABILE POETARE SCRIVERE DOCUMENTARE
    IL DIRETTORE ARTISTICO DELLA VITA E’,PURTROPPO, IL POTERE
    SENZA POTERE NON SI VA DA NESSUNA PARTE NEL POTERE CI SONO LE LEVE DELLE SCELTE E DELLE DECISIONI CHE CONTANO CH GOVERNANO I PROCESSI DEL CMBIAMENTO FINALIZZATI A TENTARE DI MODIFICARE LA REALTA’

    PRENDIAMOCI IL POTERE, PARTENDO DAI PICCOLI PAESI, PER TRASFORMARE IL SOFGNO IN REALTA’ E LA RAGIONE IN COMPORTAMENTI ED AZIONI RAGIONEVOLI PER CONSENTIRE CHE NEI PICCOLI PAESI CI SIA UNA GRANDE VITA CHE NON DURI PERO’ IL RESPIRO DI UN ATTIMO O UNA SETTIMANA O VENTI GIORNI IN UN ANNO.
    CON STIMA AFFETTO SINCERA AMICIZIA
    ROCXCO QUAGLIARIELLO

    rocco quagliariello

    3 gennaio 2011 at 7:53 am

  5. con questo spirito comunitario, con questoa vocazione al sacrificio ed all’azione, non si riesce nemmeno ad organizzare la speranza, carissimo Franco.
    Le rendite di posizione nella comunità provvisoria e sul blog non giovano a nessuno.
    A grottaminarda non si puo’ andare con lo stesso sprito dell’anno 2010, anno paesologico.
    Siamo ben oltre, infinitamente oltre il 2010, il gambero ha fatto molti passi indietro.
    Solo qualcuno, te in in primis, è andato avanti ,per chi lo ha compreso e per chi riesce a seguirti.
    Spieghiamo pubblicamente a cosa serve la riunione di sabato a Grottaminarda , spiegamolo bene , spieghiamolo chiaramente senza omettere nulla e senza malintesi fraintesi o incomprensioni.
    Vogliamo sapere a Grottaminarda il giorno otto gennaio 2011 cosa si organizza perchè lo si fa, per chi lo si fa, per raggiungere quale obiettivo e per condividere cosa in che modo con chi
    Grazie. Attendiamo coordinate in post accessibili a tutti non filtrati dalla moderazione dei commenti
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    3 gennaio 2011 at 10:41 am


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