COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

a monteverde, domani 29

La polvere e la luna _  Un libro e uno spettacolo sul terremoto / di Paolo Saggese                                                                                     

All’interno del Festival della Poesia dei Paesi del Mediterraneo, che è in corso di svolgimento, sarà dedicato uno spazio particolare alla commemorazione del trentennale del sisma dell’80 secondo il programma che segue: il recital “La polvere e la luna: i poeti del 23 novembre”, Tratto dal libro omonimo a cura di Paolo Saggese (Delta 3 edizioni, 2010), della compagnia teatrale Xoana sarà proposto il 29 dicembre, a partire dalle ore 17.00, a Monteverde, presso la Sala Polivalente.

 Ecco il programma nello specifico:

Saluti

Franco Ricciardi, Sindaco di Monteverde

Antonio Vella, Vice – Sindaco

Interventi:

Giuseppe Iuliano, Centro di Documentazione sulla Poesia del Sud

Gerardo Vespucci, Dirigente scolastico

Alfonso Nannariello, CDPS

Stefano Ventura, studioso del terremoto

Michele Miscia, rappresentante della Delta 3 di Silvio Sallicandro

Silvio Sallicandro, Editore

Paolo Saggese, CDPS

BREVE SCHEDA DEL LIBRO

 La polvere e la luna. I poeti del 23 novembre, a cura di Paolo Saggese (Delta 3 edizioni, 2010)

 Nasce una nuova collana della Casa editrice Delta 3 di Silvio Sallicandro, “Ghirlande – Stèphanoi”, diretta da Paolo Saggese. Queste ghirlande, come spiega il curatore nella seconda di copertina, “sono le antologie dei poeti ellenistici, che vollero far conoscere ai posteri la poesia epigrammatica […]”, e “che vogliono consegnare ai lettori di oggi e di domani la poesia del Sud”.

Il libro, edito in occasione del trentesimo anniversario del terremoto del 23 novembre 1980, è una delle pubblicazioni più importanti tra quelle dedicate all’Irpinia degli ultimi decenni.

Impreziosito da una “Prefazione” di Mons. Francesco Alfano, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, Bisaccia, Nusco, Conza, dal titolo “Silenzio e parola” e dalla “Presentazione” di Giuseppe Iuliano e dal disegno di copertina di Angelo Verderosa, il libro si sostanzia di un ampio saggio del curatore (“La geopoetica della poesia irpina e il terremoto dell’80”), in cui si passano in rassegna velocemente i sismi del “secolo breve”, del 1910, del 1930, del 1962 e del 1980, quindi le trasformazioni non solo antropologiche ma anche poetiche, che hanno accompagnato la storia di questa parte del Sud. Inoltre, Saggese illustra e dimostra la grande differenza tra la tradizione poetica meridionale e quella settentrionale del Novecento, segnate in modo diverso dalla storia sociale e politica della nostra nazione, e quindi passa in rassegna la teoria connessa della “geopoetica” della letteratura, secondo la quale la poesia è condizionata dai luoghi in cui i poeti vivono: semplificando, la poesia è una sorta di prodotto “tipico” di una storia e di un territorio.

Ma soprattutto la raccolta è importante per le tantissimi voci qui edite, centodiciannove in tutto, divise in due sezioni: c’è un prologo di quattro poesie, dedicate al terremoto del 23 luglio 1930, quindi le rimanenti centoquindici sono dedicate prevalentemente al terremoto dell’80, ma con lo sguardo rivolto anche alla tragedia de L’Aquila dell’aprile 2009.

Qui, la vicenda umana, che ha stravolto la nostra vita, è descritta secondo molteplici punti di vista: c’è il dolore per le vittime, la speranza della rinascita, la gratitudine nei confronti dei volontari, il rancore nei confronti della mala politica o dell’affarismo, il rimpianto per la fine di un mondo visto come puro e irripetibile, la volontà di cambiare, la paura e la speranza, l’amore per la vita, la rabbia contro la Natura, il dubbio rivolto a Dio, il senso del mistero della nostra vita. Sono raccolti poeti grandi e minori insieme, in ordine alfabetico: talvolta, il minore non sfigura accanto ad una voce acclarata, altre volte si notano le ingenuità o le cadute. Ma non importa: di fronte alla vita vissuta tutto appare poesia ed è ancora più importante questa poesia perché è divenuta farmaco per l’anima, possibilità di poter continuare a vivere, di poter progettare qui un futuro insieme, riconoscendoci comunità e coro di voci e di vita.

Annunci

Written by A_ve

28 dicembre 2010 a 7:57 pm

Pubblicato su segnalazione eventi

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. IL POSTATORE DELLE ORE 7.57 DEL 28 DIC 2010 HA FATTO IL SUO DOVERE A POSTARE CON TANTA ENFATICA RETORICA E DOVIZIA DI PARTICOLARI IL POST,
    CI CHIEDIAMO:”MA IL CONTENUTO DEL POST CHI LO HA SCRITTO, DA QUALE SETTA DEI POETI NON ANCORA ESTINTI PROVIENE”
    UNA RISPOSTA TRASPARENTE AL LIMITE A TERZINE CON RIMA BACIATA SAREBBE MOLTO GRADITA
    ROCCO QUAGLIARIELLO

    rocco quagliariello

    29 dicembre 2010 at 7:10 am


I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: