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l’arte del ‘900 nella fornace

di VINCENZO CASTALDO     _    _     _  La pittura contemporanea non deve essere catalogata e descritta con astrusi artifizi perché è il prodotto di espressioni personali e può essere manifestata dallo spirito più semplice. È questo il senso della mostra «Frammenti d’Arte», inaugurata da Carlo Massimo Franchi nell’ex Fornace di laterizi a Sant’Andrea di Conza. La collettiva d’arte, rientrante nell’ambito della rassegna culturale di idee e progetti «Colori d’Autunno», promossa da Angelo Verderosa, l’amministrazione comunale e il portale web «IrpiniaTurismo», raggruppa un’ampia selezione di dipinti di pittori contemporanei che, con il loro genio artistico, hanno dato lustro all’arte italiana nel corso degli ultimi decenni. Renato Guttuso, Ezio Farinelli, Salvador Dalì, Francesca Giacomazzi, Angelo Dionigi Fornaciari, Athos Faccincani, Romano Mussolini, Michele La Sala e Romano Buratti sono solo alcuni degli artisti presenti in mostra, le cui opere, come spiegano i curatori, «vogliono rappresentare le tante tessere di un mosaico – per questo ”frammenti d’arte” – pronto ad accogliere i visitatori alla scoperta della bellezza della pittura contemporanea e delle emozioni che essa trasmette».

Un’occasione speciale per immergersi tra i colori dei maggiori pittori italiani del novecento, famosi e apprezzati in tutto il mondo da pubblico e critica. Con questa mostra, che resterà aperta fino a giovedì dalle 17 alle 21, si chiude la sessione invernale della rassegna «Colori d’Autunno», un esperimento collettivo di rianimazione culturale che riprenderà in primavera e «su cui investiamo – sottolinea il direttore di ”IrpiniaTurismo”, Agostino Della Gatta – per produrre nuove relazioni e nuove idee che possano promuovere e valorizzare i piccoli Paesi dell’Alta Irpinia». Partendo dalla consapevolezza della storia e delle risorse locali, terra e territorio in primis, «la speranza del gruppo di sperimentazione – spiega l’architetto Verderosa – è che attraverso l’arte si possa ragionare in modo nuovo, per dare autosostenibilità a processi non solo culturali, ma anche di produzione economica; processi autoctoni, insomma, capaci di creare una rete di nuove consapevolezze». Da ottobre ad oggi, con cadenza mensile, sono state organizzate molteplici iniziative attraverso «Colori d’Autunno», tra cui un convegno sull’architettura e l’archeologia industriale, una mostra d’arte internazionale dedicata agli artisti armeni, una mostra fotografica sulle fabbriche dismesse, un incontro-dibattito sulle produzioni agricole nell’ambito dell’idea del Parco rurale dell’Irpinia d’Oriente, nonché escursioni e mostre-mercato con i prodotti di eccellenza dell’entroterra irpino. Il tutto presso l’ex-Fornace di laterizi – uno dei pochissimi luoghi di testimonianza del ’900 industriale irpino – che da fabbrica di mattoni si è trasformata in fabbrica di idee».

IL MATTINO 28.12.2010

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