COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

auguri agli ultimi anziani che abbiamo

ogni tanto per vecchiaia muore qualcuno

che non cercava potere né vittoria

e questa era finissima cultura.

ogni paese era una tela di eroi

la miseria per cui lavoravano oscurava

la grandezza di ciò che davano.

immaginate la mattina presto

l’uomo, la donna e il mulo

che vanno lenti verso la campagna

a scorticare la terra

con la zappa per piantarvi un seme.

immaginate noi

con le famiglie nelle nostre case

gremite di beni poco rari.

noi che senza esporci a niente

continuamente cerchiamo ripari.

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Written by Arminio

2 gennaio 2011 a 12:47 am

Pubblicato su Franco Arminio _

7 Risposte

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  1. irpinia blues :

    Luigi Capone

    2 gennaio 2011 at 3:23 am

  2. Immaginate i neri nei campi di cotone

    Luigi Capone

    2 gennaio 2011 at 3:26 am

  3. il post arminiano è malinconico, trasuda rassegnazione, non sostiene l’organizzazione della speranza, in buona sostanza ha bisogno di un incitamento all’azione, una specie di scuotimento dal torpore baluginoso degli effluvi baccanti disperati di fine inizio d’anno.

    mi pernetto di inserire un racconto di hermann hesse tratto da storie di vagabondaggio, il racconto si intitola “lago albero monte”:

    <c'era una volta un lago, sul lago azzurro ed oltre l'azzurro cielo si elevava verde e giallo un albero primaveril, più oltre auncora il cielo riposava silenzioso sulla montagna inarcata.
    un viandante sedeva ai piedi dell'albero, petali gialli cadevano sulle sue spalle, era stanco ed aveva gli occhi chiusi ed un sogno calò su di lui.
    il viandante ritorno' fanciullo e dietro la casa nel giardino udiva sua madre cantare. vide una farfalla volare soave gialla di un giallo gioioso nel cielo azzurro. corse dietro alla farfalla al di là del prato al di là del ruscello fino al lago. la farfalla volò elevandosi sull'acqua cheta chiara ed il fanciullo volò dietro di lei ondeggiò leggero felice attraverso quello spazio dorato, il sole splendeva sulle sue ali.
    Dio se ne stava seduto su una nuvola e cantava…
    Attorno a lui c'erano piccoli angeli ed uno degli angeli sembrava la madre del fanciullo e teneva un innaffiatoio verde inclinato su un'aiuola di tulipani così che essi potevano bere. Il fanciullo volò verso Lui ed anch'egli era un angelo ed abbracciò la madre.

    il viandante si destò e pensò agli angeli, udiva stillare dall'albero le foglie sottili udiva pulsare e defluire nell'albero la vita silenziosa e tenue, in flussi dorati. La montagna volgeva lo sguardo verso di lui, se ne stava appoggiato Dio in un mantello marrone e cantava…
    si udiva il canto di Dio diffondersi sulla trasparente vastità del lago, era una canzone semplice, si confondeva e risuonava con il flusso sommesso delle linfe nell'albero e con il sommesso flusso del sangue nel cuore e con il flusso sommesso e dorato che dal sogno, attraverso di lui, si effondeva…
    allora comincio' egli stesso a cantare, lentamente e prolungatamente, il canto era solo un bisbiglìo un ronzìo come di api. Il canto rispose a Dio che cantava nella lontananza , al flusso che cantava nell'albero, ed al canto effuso dal sangue.
    canto' un'ora o un anno, puerilmente e divinamente.
    Quando riprese il cammino e senza pennsieri si inoltrò nella calda campagna gli tornò alla mente la sua strada, la sua mèta ed il suo nome e che era martedi' e che la ferrovia correva verso Milano.
    Solo molto in lontananza udiva cantare, sul lago sopra il monte
    là se ne stava Dio in un mantello marrone e continuava a cantare, ma il il viandante sempre più fievole recepiva la melodìa".

    Ecco, amici compagni camerati fratelli sorelle di ogni comunità, se solo ciascuno di noi cominciasse a cantare invece che sognare ad occhi aperti…
    se soltanto avesse voglia e capacità di intonare la propria melodìa…
    Se non altro tenterebbe di esorcizzare sublimare tutto questo insopportabile immenso dolore.

    Alla riflessione dei commentatori postatori amministratori organizzatori strateghi, pensatori, poeti, scrittori, paesologi, paesanologi, fornaciari e non , sensibilità, vestali, concubine amanti consolatrici consolate. Un forte abbraccio
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    2 gennaio 2011 at 5:32 am

  4. lasciatemi fare i complimenti all’autore del commento che precede il mio. è sempre più prodigo di commenti articolati e impegnativi, che costa fatica pensare e scrivere. li ha fatti anche durante i giorni di festa, quando quasi tutti languivano tra cassate e panettoni. ed è uno che si espone, senza fare calcoli personali, sa mettere una parola di pace tra due amici o tra due amanti che hanno litigato, in un tempo in cui, con la scusa di non essere invadenti…si pensa solo ai fatti propri (altro che generosità…). beati i costruttori di pace, perchè di essi è il regno dei cieli?

    sergio gioia

    2 gennaio 2011 at 1:48 pm

  5. Franco, questo gruppo di poesie è straordinario.
    ha in sé qualcosa di epico (mutuo l’aggettivo, perché credo che te lo abbia detto anche qualcun altro, altrove), di sacro, di antico, bagnato da una lingua assolutamente nuova e contemporanea, nel senso più positivo del termine.
    è bello leggere versi come questi, hanno la tangibilità del reale e la laica religiosità del mistero che ancora pervade il mondo, nonostante gli sforzi che gli esseri umani fanno per distruggerlo.
    grazie
    e.

    eldarin

    2 gennaio 2011 at 3:00 pm

  6. grazie Sergio, dal profondo del mio cuore.
    Quando assumo un impegno, cerco di mantenerlo.
    Franco me lo ha chiesto ed io rispetto la consegna.
    Saluto anche Elda con la quale si sono intrecciati commenti sui due ulimi post arminiani a conferma che le cose accadono perchè possono accadere e sono le cose migliori.
    Buona Domenica POMERIGGIO DEL SECONDO GIORNO DEL NUOVO ANNO 2011
    RQ

    rocco quagliariello

    2 gennaio 2011 at 3:12 pm

  7. Mi auguro che almeno dieci amici compagni fratelli camerati comunitari blogger postatori commentatori moderati radical shic anarchici atei devoti credenti miscredenti nullafacenti non ancora pentiti in fase di pantimento già pentiti ex pentiti abbiano letto il racconto di hermann hesse.
    se non lo avssero fatto, hanno perso un’occasione per riconciliarsi con la bellezza di un componmento asciutto mirabile, altro che materia per la setta dei poeti non ancora estinti che vannoa monteverde quanto noi andiamo a caposele e restano a monteverde quando noi ci spostiamo a calitri e quindi alla ex fornace.
    Svegliatevi dal torpore delle poesie e delle biografie dei poeti minori . il mondo ha bisogno di coraggio , non di pantofolai.
    Grazie RQ

    rocco quagliariello

    3 gennaio 2011 at 6:46 am


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