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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Illustre Presidente Napolitano,

da molti giorni il sindaco di Sperone Salvatore Alaia manifesta davanti al Quirinale. Sappiamo bene che il Capo dello Stato italiano non può occuparsi delle rimostranze di ogni singolo cittadino, ma il suo intervento diretto potrebbe risolvere rapidamente questo specifico caso. Alaia manifesta lo sdegno suo e di tutti noi per la sanità irpina che non ha mai funzionato e che quando sarà attuato il Piano della Regione Campania nella nostra zona sarà praticamente azzerata.

Di certo, signor Presidente, si renderà conto che prima delle questioni di politica sanitaria, di cui lei non è responsabile, si pone un problema di garanzie democratiche: di tale problema noi le chiediamo, come cittadini italiani, di chiedere conto. Il governatore della Regione Campania ha deciso di non ricevere i sindaci irpini che hanno manifestato e continuano a manifestare contro il piano. E fin qui la cosa potrebbe essere anche tollerabile, sebbene non corrisponda ai compiti di chi, eletto su basi democratiche, ha il preciso dovere di ascoltare le istanze che provengono dai cittadini.

È necessario che lei sappia, Caro Presidente, che il governatore della Campania è arrivato per due volte a rifiutare di essere presente a un incontro con i sindaci deciso proprio nei palazzi della Regione.

I Piani Sanitari sono sempre discutibili e la Regione ha il diritto di operare le scelte che ritiene più opportune, se queste, però, non ledono i diritti fondamentali dei cittadini, primo fra tutti il diritto alla salute e alle cure sanitarie pubbliche.

Nessun rappresentante di un governo democratico può permettersi di prendere in giro i cittadini di una provincia che hanno manifestato il loro dissenso al Piano Sanitario in maniera assolutamente pacifica.

Caro Presidente, con questa lettera non le chiediamo di assumere decisioni fuori dal suo stile o fuori dai suoi compiti istituzionali. Ciò  che le chiediamo è di ricevere e di ascoltare un sindaco che esercita il suo diritto di protestare e di manifestare per una causa serissima e degna di considerazione. La democrazia di cui lei è il massimo garante le permette di dare ad Alaia e a tutti noi la risposta che riterrà più adatta. Qualunque sia, noi l’accetteremo, ma è chiaro, caro Presidente, che non può essere il silenzio a cui abbiamo assistito finora.

BISACCIA, 4-01-2011

Franco Arminio

N.B.: se volete potete inviare tramite il sito http://www.quirinale.it (nella home page – in alto a destra su POSTA) oppure direttamente all’indirizzo: https://servizi.quirinale.it/webmail/

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Written by Arminio

4 gennaio 2011 a 2:59 pm

Pubblicato su AUTORI

2 Risposte

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  1. a proposito, notizia di oggi: il senatore calabrò
    è stato pagato per fare da consulente sul piano sanitario.
    avevano detto che svolgeva gratuitamente la sua funzione….

    Arminio

    4 gennaio 2011 at 6:07 pm

  2. Caro Franco, la lettera è ottima: equilibrata, vera e garbata e credo che avrà il suo effetto. E’ sempre difficile scrivere alle autorità importanti. Mia madre, con l’aiuto di mia sorella, scrisse a Pertini e così dopo 20 mesi di roulotte avemmo il prefabbricato e il compagno Gio – dalla vergogna – saltò la finestra abbandonando la commissione assegnazione prefabbricati e gli amministratori ebbero una solenne strigliata dal prefetto; avemmo- come era doveroso – senza alcuna spesa- l’attacco della corrente elettrica: ci volevano obbligare a fare i ladri di energia con fili volanti o a “chiederela” $$ a dei vicini!
    Qualche domanda su Calabrò: Si tratta di quello dell’Autority e che si prende anche i premi letterari del circolo dei panecuocolesi a Melbourne?

    Gaetano Calabrese

    4 gennaio 2011 at 6:41 pm


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