COMUNITA' PROVVISORIA

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….i labirinti della politica irpina….

…pubblicato oggi su BuongiornoIrpinia

Vecchio e nuovo…….

La dannazione di essere “campani o irpini”,per uno che per scelta ha deciso prima di tutto di vivere nel “profondo nord” è cercare di non perdere la sua identità irpina, essere costretto a difendere anche ideologicamente di essere italiano contro la barbarica,insidiosa  e plebea “politica culturale” di Bossi e quella sofistica e manageriale di Tremonti.Torno in Irpina per gli affetti e le festività e mi ritrovo su”Buongiorno” una luna lunga e stimolante intervista dell’on De Mita.Una lunga consuetudine amicale di famiglia nel tempo mi ha costretto ad un rapporto di attenta ermeneutica del suo pensiero espresso e di obiettivo rilievo delle possibili contraddizioni nella gestione concreta del potere nella mia terra e a livello nazionale. Il fascino delle argomentazioni e gli intrigati labirinti dei ragionamenti mai banali non hanno tuttavia mai limitato o condizionato la mia analisi basata epistemolgicamente sulla libertà ,sul sospetto,il dubbio e la speranza e le scelte politiche conseguenti e alternative. Come in questo saggio e contraddittorio intervento una attenta lettura è stata stimolante e utile non solo per una presa di coscienza individuale ma soprattutto politica come “funzione da svolgere” non più come “presidio moderato del territorio” né come testimonianza se pur “orgogliosa” di essere irpini o campani. Lo scarto con gli anni d’oro del ‘demitismo’ migliore e operativo è la incapacità attuale di proporre o stimolare ancora classe dirigente adeguata al grande ragionamento della politica pensata e alle possibli risposte alle complesse esigenze locali e globali. Si dirà “mala tempora currunt” e di conseguenza si lavora con il materiale inadeguato che si ha a disposizione.
L’inadeguatezza del dibattito nella nostra provincia fa più male ed è più increscioso dei “raccapriccianti e sordi” alterchi leghisti e antipolitici che siamo costretti quotidianamente a subire al Nord come attentato alla nostra intelligenza ed esperienza.
Nel mio viaggio in aereo ho riletto “l’apologia di Socrate” e la attualità del dramma di Socrate rispetto alla “irenica” democrazia ateniese, non per semplice e aristocratico gusto di citazione , mi ha riproposto ancora una volta la centralità dell’increscioso ,doloroso e inadeguato rapporto Potere-Sapere nella storia e anche in Irpinia.
“Un vecchio” che si ostina a pensare ci propone con schietto realismo machiavellico che alla fin fine :” la politica ha come fine la conquista del potere ma che resta legata ad una funzione da svolgere. Il potere fine a sé stesso si rivela ben presto una dannazione”.
Io mi sono stentito per contrasto “un giovane” umanistico e antiquato guicciardiniano “di sinistra ” che si sente costretto dagli “arcana imperi” a recuperare il gusto e avere la presunzione di sentirsi diversi, di immaginare diversamente il proprio futuro e a pretendere dai propri governanti sempre e comunque che i valori stiano ai principi come la chiarezza alla realtà in un contesto che ci delude e ci deprime di continuo.
Sapevo che dialetticamente non c’era gara , non c’è confronto possibile per la forbice sempre più divaricata tra società politica e società civile : su queste basi non si alimenta il sano “conflitto” che è il cuore e il sangue del pensiero e della pratica della “politica” che non è solo alterco e agonismo sofistico o classico tra etica delle convinzioni o etica della responsabilità.
Questa è la dannazione vera della cultura e della politica irpina : lo scarto tra una pervicace presunzione comunque di “essere figli di un pensiero nobile” ed essere soprattutto capaci di pensare e agire fatti politici per poi “costruire motivazioni” e recuperare “identità attraverso la ricerca delle soluzioni possibili” per un futuro concreto e l’insoddisfatto “istintivo” appagamento di “una identità” e “un orgoglio” che vediamo con leggerezza sulle bandiere un po’ ridicole dei “leghismi’ nostrani in una miscela esplosiva tra antipolitica,post- o- antidemocrazia. Dannazione di tutte le richieste di i riscatti o cambi di potere in nome dell’orgoglio identitario ideologico,autoreferenziale e approssimativo. Ulteriore smacco e offesa comunque alla Politica come “grande aspirazione a dominare essa stessa “ o “ a caricarla di risposte alle questioni e non di messaggi palingenetici sulle grandi strategie”
La politica, come l’etica ,è soprattutto una scienza pratica, ossia una scienza legata alla sfera contingente dell’azione ma anche l’occasione delle possibili relazioni anche “conflittuali”.
E’ proprio il sano ,concreto e salutare “conflitto”(pòlemos) politico che manca in Irpinia non solo per motivi generazionali ma soprattutto culturali.
Più “conflitto” perché più politica pensata e praticata. Evitando sia la retorica della testimonianza che la vuota dialettica tra “vecchio e nuovo”,come effetto di spoliticizzazione del soggetto-cittadino destinato alle accattivanti e facili fauci dell’antipolitica da una parte e “dalla libertà negativa e passiva” condannata all’inazione e appagata nella non-partecipazione politica.
Infine una speranza ”….il problema del recupero della politica , partendo dalla valorizzazione della comunità come soggetto del rinnovamento” potrebbe trovarci in una discussione vera. Il viaggio esistenziale e politico che ho iniziato nella “comunità provvisoria” non ha bisogno di “pesanti e ricche valigie o masserizie identitarie”da custodire o esibire durante il cammino e neanche pretendere poteri ma di cercare strumenti diversi e praticare linguaggi ricchi e idee lunghe e possibili,”sogni pratici” che ci aiutino nella chiarezza a “trovare e costruire una motivazione che ci tenga insieme” e a definire una “funzione” utile per noi ,la nostra gente e il nostro territorio.

Mauro Orlando

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Written by Mercuzio

5 gennaio 2011 a 2:23 pm

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