COMUNITA' PROVVISORIA

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L’ARCA DEGLI ANTICHI

dal mattino di oggi…

di franco arminio

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Ho fatto una scoperta: se voglio fare delle belle foto devo andare ad Andretta nel giorno del mercato. Qui si possono incontrare i vecchi come ormai non si vedono più da nessuna parte. Deformati dall’artrosi, nasi giganteschi, occhi cerchiati di sangue, scialli colorati o neri, cappelli, bastoni, tutta una tribù raccolta intorno ai camioncini che vendono calze, maglie, biscotti. Ogni volto uno scatto. Nessuno si adira, tutti si lasciano fotografare senza sentirsi violati. Gli anziani di Andretta hanno tratti forti, si sente che queste loro facce sono state lungamente esposte alla fatica, al freddo e al sole dell’altura ventosa. I giovani di adesso quando saranno vecchi non avranno gli stessi volti.

Fino a mezzo secolo fa poteva capitare di sentir dire una frase del genere: è morto un vecchio di quarant’anni. Quando vediamo le foto degli anziani di una volta non dobbiamo dimenticare che spesso erano cinquantenni. Adesso la vita si è allungata. Qui siamo rimasti in pochi ma si vive di più, anche se sempre più spesso si vive da soli o con le badanti. Forse l’unico popolo che ci è rimasto è quello degli antichi. E io non mi stanco mai di scrivere di loro. Una delle cartoline del mio ultimo libro è dedicata proprio a un centenario: “Avevo novantanove anni. I miei figli venivano alla casa di riposo solo per parlarmi della festa dei cento anni. A me la cosa non mi faceva nessun effetto. Io non li sentivo, sentivo solo la mia stanchezza. E volevo morire per non sentire più neanche quella. È successo sotto gli occhi della prima figlia. Mi stava dando uno spicchio di mela e mi parlava della torta col numero cento. L’uno deve essere lungo quanto un bastone e gli zeri quanto le ruote di una bicicletta, stava dicendo.”

 

 

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Written by Arminio

5 gennaio 2011 a 8:15 am

Pubblicato su AUTORI

3 Risposte

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  1. In luoghi come Andretta non ci sono filtri. La luce arriva senza mediazioni.investe le facce i corpi le case e partecipa all’impasto quotidiano.

    fabnig

    5 gennaio 2011 at 4:03 pm

  2. questa te la dovrei rubare…….

    Arminio

    5 gennaio 2011 at 4:15 pm

  3. fabio nigro ormai non è più una sorpresa, ma una bellissima certezza.

    Salvatore D'Angelo

    5 gennaio 2011 at 6:12 pm


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