COMUNITA' PROVVISORIA

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parole “comunitarie” che coltivo.

 

IDENTITA’……..

Ci sono parole buone che ci sostengono nelle decisioni importanti della nostra vita,che illuminano i passi che compiamo, che ispirano i nostri modi di orientarci nel mondo,che riempiono i vuoti e gli spazi della nostra mente,dei ricordi,della memoria e danno senso ai rapporti con gli altri.Ma le stesse parole possono essere ‘avvelenate’ quando confondono realtà,finzione e aspirazione e diventano “mito” per persone ,singoli,gruppi o comunità e possono  diventare  “sostanza”,”essenza” che escludono il dibattito,il conflitto,le differenze o peggio si fanno “sostanza” biologica,storica o culturale sfociando nel razzismo,nell’etnofobia e nel fondamentalismo.Essa è parola che determina senso e consapevolezza di incompletezza,comunicazione,convivenza,scambio,interazione …alterità. Non privilegia la coerenza,la stabilità,l’unità,la chiusura ,la sufficienza ma il dubbio,il sopetto e quindi la curiosità , l’apertura,la comunicazione,lo scambio,il mutamento,la trasformazione,la creatività e l’innovazione.Identità può diventare parola avvelenata e tossica pur essendo parola nitida e bella,fiduciosamente condivisa,di uso universale quando promette ciò che non c’è,quando ci illude in ciò che “non siamo e non vogliamo”,quando fa passare per reale ciò che è desiderio, auspicio  finzione ,al massimo ,aspirazione o “falsa coscienza” e “mito” per coprire  paure vecchie e nuove  di una modernità strapiena di beni,di merci,di ricchezza e desolatamente povera di relazioni e di progetti di convivenza e condivisione.

mauro orlando

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Written by Mercuzio

10 gennaio 2011 a 12:39 pm

Pubblicato su AUTORI

9 Risposte

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  1. Mauro, anche il ‘sintetico’ ha il suo fascino…

    paolo

    10 gennaio 2011 at 2:16 pm

  2. io su quella foto non ci sono, avendo negli ultimi 3 anni frequentato assiduamente il friuli venezia giulia

    sergio gioia

    10 gennaio 2011 at 3:28 pm

  3. Sergio la domanda è un’altra, quanti di quelli ci sono ancora ???????????????????????????????????

    giovanni ventre

    10 gennaio 2011 at 4:30 pm

  4. Quoto al 100% un Mauro Mercuzio Orlando con uno straordinario e felice potere di sintesi

    Salvatore D'Angelo

    10 gennaio 2011 at 5:27 pm

  5. Bravo Mauro, mi associo. Sempre in sintesi, invito a riflettere sulla coppia identità/soggettività. Se le emtto a confronto, tendo decisamente a propendere per la seconda: la prima si eredita, la seconda si costruisce; la prima allude alla gabbia della tradizione, la seconda alla libertà della ricerca. Eppure non è bello sentirsi sospesi nel nulla…

    Michele Citoni

    10 gennaio 2011 at 5:57 pm

  6. Michele mi piace la tua riflessione.

    giovanni ventre

    10 gennaio 2011 at 6:05 pm

  7. E’ proprio una riflessione da fare, il cammino non è chiuso…

    Michele Citoni

    10 gennaio 2011 at 6:14 pm

  8. “….. invito a riflettere sulla coppia identità/soggettività. Se le metto a confronto, tendo decisamente a propendere per la seconda: la prima si eredita, la seconda si costruisce; la prima allude alla gabbia della tradizione, la seconda alla libertà della ricerca. Eppure non è bello sentirsi sospesi nel nulla…” riflessione importante per sintesi ed intensità.
    In altri tempi e in altre occasioni comunitarie avevo scritto ( non mi autocito per narcisismo ma solo per pigrizia e comodità): “Ognuno di noi ha dovuto fare delle scelte esigenti rispetto alla propria vita privata, intellettuale e professionale . Abbiamo dovuto correggere convinzioni inossidabili e vocabolari inadeguati. Abbiamo dovuto fare “tabula rasa ” delle nostre sintassi e grammatiche, perché sentivamo che questa esperienza aveva una necessità e originalità che obbligava a mettere in discussione prima di tutto noi stessi, le nostre accomodanti e pacificate pigrizie mentali e psicologiche.
    Le nostre care e vecchie categorie filosofiche e politiche si sono manifestate nella loro insufficienza sia per la comprensione della esperienza comunitaria ma anche per l’aggettivo provvisorio ……. soprattutto per interpretarne il senso , la sua rappresentazione e la sua vivibilità.
    Educati ad una salutare diffidenza culturale e politica dell’individualismo moderno se pur filosoficamente profondo (Locke,Kant, Stuart Mill) ,questa nuova esperienza sociale e culturale ci ha riaperto un quadro analitico meno dottrinario e ideologico e più aperto e critico. Abbiamo scoperto la ricchezza di un individualismo “riflessivo” ,critico, centrifugo, progressivo e attivo finalizzato a stimolare e consentire agli individui prima di tutto, di fare libere scelte per quanto riguarda la loro vita privata e pubblica per una cittadinanza attiva ,riflessiva e responsabile e la povertà pericolosa e reazionaria di un individualismo pigro , centripeto, regressivo e gregario e come tu ben scrivi “chiuso nella gabbia della tradizione”

    mercuzio

    10 gennaio 2011 at 6:41 pm

  9. La soggettività dunque si costruisce a partire dall’identità, e interagisce con le relazioni, le culture, lo spazio esterno e il tempo in cui tutto ciò avviene. Soggettività e identità sono quindi necessariamente aperte, evolutive. Una forte identità con una forte soggettività sono il miglior antidoto contro la chiusura, la paura, l’aggressività contro tutto ciò che può apparire altro, alieno, oscuro, minaccioso. E se ciò viene percepito come tale è perchè nei “soggetti percettori” v’è sia un deficit di identità che di soggettività. Da qui non si sfugge.

    Salvatore D'Angelo

    10 gennaio 2011 at 8:47 pm


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