COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

la nostra politica

nell’ultimo incontro a grottaminarda abbiamo parlato di cairano 7x. agli inizi di febbraio ci sarà una riunione operativa sull’argomento. un’altra la faremo sull’organizzazione del blog.

stamattina parlando con alcuni amici della cp è apparso chiaro che adesso è il momento di focalizzare l’attenzione sulla nostra politica. in passato abbiamo evocato il nostro ruolo di sentinelle del territorio. è chiaro che adesso occorre organizzare le molte passioni politiche che ci portiamo dentro e che tutte ruotano sulla difesa e sulla valorizzazione dei paesi e della loro terra.

ci vediamo lunedì 17 gennaio a nusco alle ore 16.30, davanti alla cattedrale di sant’amato.

prego gli amici di liberarsi da ogni altro impegno e di essere presenti. parleremo dell’eolico e del solare, parleremo di sanità, parleremo di azioni da compiere.

la comunità provvisoria è una terra di mezzo tra il gesso inerte dei partiti e l’impotenza dei singoli individui. è il momento di mettere al servizio dei nostri territori questa felice forma politica che abbiamo inventato.

lunedì a nusco è il giorno delle sentinelle….

p.s.

data la natura dell’incontro è chiaro che è aperto anche a chi non ha mai partecipato alla vita della cp. il nostro non è un recinto, ma un onda, un’onda di montagna……

p.s.

il 17 gennaio a nusco c’è la notte dei falò. dopo la riunione chi vuole può calarsi nella festa……

armin

Annunci

Written by Arminio

12 gennaio 2011 a 11:00 am

Pubblicato su AUTORI

35 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. apriamo già qui la discussione, in modo che lunedì arriviamo a nusco già con qualche pista aperta.
    questo mi pare un modo esemplare di usare il blog: discussione virtuale che prelude a una discussione reale

    Arminio

    12 gennaio 2011 at 11:36 am

  2. davanti alla cattedrale di santo Amato. Ma scusa, Franco, proprio a quell’ora Zio Ciriaco con i due Giuseppe nipoti, facciamo una passeggiata se non piove, se non nevica anzi se nevica è più bello.
    Perchè proprio a quell’ora in quel posto.
    Sei un birbante!!! Vuoi attirare l’attenzione di Giuseppe Sindaco e va bene, poi l’attenzione di Giuseppe vice governatore assessore regionale, cugno del sindaco, e va pure bene!!!
    Ma c’è Zio Ciriaco!!! Diamine !!!, la Comunità Provvisoria non puo’ guastare la passeggiata post prandiale proprio a Nusco, al Paese Nostro.
    Come ti sei permesso Franco di ritagliarti questo spazio definito “la nostra politica>” alla stessa ora nello stesso luogo nello stesso paese dove due nipoti con lo Zio, Zio Ciriaco il Grand passeggiano.
    Hai chiesto il permesso almeno ad Agostino???
    Gia’!!! Agostino va a Teora per le tomacelle insieme ad Angelo

    Scusa Franco : delle due l’una
    o cambi data ora confermando il luogo

    O cambi luogo confermando la data e l’ora.

    Tertium non datur!!!!
    Birichino Birbante Furfante Monello altro che Scrittore Poeta Paesologo Documentarista Direttore Artistico della tua e della vta comunitaria.
    Sei un dilentante in Politica, un dilettanrte allo sbaraglio.
    Almeno mi avessi consultato!!! Ti avrei spiegato tutto
    Tu vuoi sempre cercare lo scontro, sempre apparire sui giornalacci dei pennivendoli.
    Non puoi ovinare i quattro giorni della Festa di >Sant’Antuono di Nusco edizione che dura quattro giorni, anzi ce ci fai perdere la pazienza l’anno prossimo inseriamo cairano sette x a Nusco durante la festa dei falò!!!… così impari a fare il monello anarchico insurrezionista.
    Quando è troppo è troppo troppo.
    Datti una calmata Franco, bromurati. Grazie
    Cordialmente un crn!!nczz!!!Rocco.

    rocco quagliariello

    12 gennaio 2011 at 11:49 am

  3. non ti preoccupare rocco
    staremo al chiuso,
    e poi usciremo a vedere i fuochi.
    alla fine faremo pure noi i turisti e il sindaco de mira sarà contento.
    non insorgiamo contro nessuno, purtroppo non c’è più nessuno contro cui insorgere, siamo noi a dover “sorgere”

    Arminio

    12 gennaio 2011 at 12:15 pm

  4. nella risposta di Franco il senso della comunità provvisoria dal mio punto di vista, siamo noi a dover risorgere senza gli accidiosi che scrivono nomi e cognomi solo per offendere sapendo anche di fare male. Ancora una volta le mie tesi trovano conforto, invece di cercare unione cerchiamo lo scontro. Risorgere vuol dire anche uscire dal manicomio delle incomprensioni e delle offese personali gratuite provenienti da non so quale umanesimo delle montagne.

    giovanni ventre

    12 gennaio 2011 at 12:49 pm

  5. non è che stimo molto niola
    ma questa intervista dice cose interessanti e mi pare una buona cornice per quello che ci diremo lunedì a nusco

    A partire dal film di Mario Martone “Noi Credevamo”, Marco Petroni si confronta con l’antropologo Marino Niola sul Cilento di oggi…

    A partire da alcune suggestioni tematiche evocate dal film di Mario Martone “Noi credevamo” nasce un denso scambio di opinioni con l’antropologo Marino Niola.

    “Ogni angelo è tremendo” R. M. Rilke

    Tenta una scrittura storica l’ultimo film di Mario Martone “Noi credevamo”. In programmazione nelle sale dal novembre scorso, la pellicola del regista napoletano prova a interrompere una tradizione con tante ombre mettendone in luce alcuni passaggi. Attraverso lo sguardo di tre amici (Domenico, Angelo e Salvatore) di un paesino del Cilento, due figli di proprietari terrieri e un figlio del frantoiano (“o trappetaro” ) si raccontano alcuni velleitari tentativi insurrezionali e due episodi poco conosciuti del Risorgimento: i falliti attentati a Carlo Alberto e a Napoleone III. Le scene si svolgono a Torino, Parigi, Londra, nel Cilento, in Aspromonte. Aleggia tra le immagini l’angelo della Storia caro a Walter Benjamin.

    “La storia della cultura accresce il peso dei tesori che gravano sulle spalle dell’umanità. Ma non dà a quest’ultima le forze di scuoterseli di dosso e quindi di prenderli in mano”. “Noi credevamo” è un film che ha per oggetto la memoria storica. Parlare del passato e, quindi, della nostra storia significa rivedere una parte di quello che è stato fatto per poter meglio capire e, di conseguenza, meglio affrontare il presente. Una lettura che ha origine a sud. Separazioni e riunioni, piccole spedizioni avventurose, mentre su ogni cosa pesa, angosciante, la Storia. Anni che scorrono, capelli che ingrigiscono. La memoria non è, infatti, possibile senza un’immagine che ne crei un pathos della sensazione e del pensiero. In pochissime scene del film compaiono elementi del presente. Lo scheletro di un edificio abusivo costruito sulla costa cilentana rapisce lo sguardo e appare come elemento che unifica e rende fluido lo scorrere delle storie. Una denuncia consapevole che suona molto più drammatica dopo l’uccisione del sindaco di Acciaroli, che aveva collaborato alle riprese del film. Un omaggio postumo di rara efficacia. Quando si parla di mafia, ‘ndrangheta e camorra bisogna pensare che la malavita è stato un problema endemico del nostro sud ben prima dell’unità: i briganti preesistevano al brigantaggio ecc… Il rudere abusivo agisce come Pathosformel, formula di pathos che sottolinea l’aspetto stereotipo e ripetitivo del tema storico con cui ogni volta ci si misura per dare espressione alla vita in divenire. E’ il senso dell’incompiuto che dall’edificio si proietta sulla Storia creando un movimento di caduta semplice e senza deviazioni che mostra tuttavia un insieme di biforcazioni possibili dove agiscono forze in conflitto, tensioni deviate. Su questo piano inclinato sembra scivolare anche la gestione del territorio.

    “Un’intervista su luoghi, corpi e identità – dice Marino Niola – mi sembra una bella sollecitazione a riflettere, anche a partire dal film di Martone, di cui in settembre ho presentato ad Acciaroli una proiezione straordinaria in onore di Angelo Vassallo. Il film mi è parso buono perché guarda la costruzione della nazione in una prospettiva sghemba e, provvidenzialmente, decentrata. Una lettura che invita a guardare al di là della categoria di centro ( e dunque di margine) nell’analisi delle dinamiche generatrici di spazi (fisici, sociali, politici, culturali). Insomma verso una più complessa topografia dello spazio sociale”.

    A proposito di margini si mette in gioco una questione importante del nostro tempo: il rapporto tra flussi e luoghi?
    La lettura della realtà ha una cadenza cinematografica, la velocizzazione contemporanea ha nel cinema la sua macchina secondo l’intuizione di Walter Benjamin. Il film di Mario mette in gioco queste riflessioni attraverso un’operazione coraggiosa che dimostra un’intelligenza del reale. “Noi credevamo” prova in maniera corretta come margine non significhi assolutamente marginale. Il margine più è forte culturalmente più ha una forza centripeta. Storie e materiali eterocliti trovano un territorio comune nella costruzione dell’Italia facendo vivere una tensione verso il cambiamento, nella direzione di nuove forme di relazione”.

    Contemporaneità e ideali?
    Il nostro tempo vive un’orgia ideologicida, che combatte gli ideali. Quest’ansia di azzeramento provoca smarrimento e l’assenza di luoghi, spazi comuni. Continuiamo a vivere nelle nostre differenze. Società e individui sono imprigionati nella loro diversità, senza relazioni che favoriscano l’incrocio delle differenze. Differenza è sinonimo di relazione ma questo rimane un concetto senza diventare una pratica sociale. Sono temi che preludono e costituiscono le basi paradigmatiche della biopolitica. Siamo presi in una serie di flussi/contatti non solo digitali ma soprattutto fisici. Siamo corpi irrelativi e soli. Qualunque cosa ci appare come una minaccia, un pericolo. Stiamo assistendo ad un processo di irreversibile medicalizzazione della realtà. L’abbandono delle ideologie è una perdita del sociale che determina, anche , l’evanescenza delle economie. Contatto/benessere contro contagio/malessere. Dioniso, divinità del margine, dio straniero che arriva da lontano, dio della maschera è celebrato perché inatteso. I rituali dionisiaci si chiamano epidemie perché esprimono i pericoli ma soprattutto il desiderio di contatto. Afrodite, dea dell’eros e del contatto ha come attributo quello di pandemia. Stessi termini che esprimono la medicalizzazione delle relazioni sociali. Si pensa sempre di curare le società immunizzandole.

    Luoghi e potere?
    Una sociologa olandese Saskia Sassen, attenta studiosa della globalizzazione sostiene che è nel mescolamento che c’è la crescita. L’Olanda è un paese che ha sempre vissuto di alterità. L’identico non è altro che una trama del diverso. Molte parole comuni hanno spesso a che fare con il potere. Per esempio: lord e lady legano la loro radice ai processi di panificazione e di lievitazione. Sembrerà strano ma sono parole che contengono un antico idioma indoeuropeo. Nelle antiche civiltà il segreto della panificazione era riservato a uomini importanti nel contesto sociale. Il lievito è per l’appunto l’estraneo, il fermento che viene da fuori e fa crescere. Non a caso , il pane azzimo senza lievito è un pane di penitenza. Nel mio saggio “Si fa presto a dire cotto”, racconto, tra le altre, la leggenda del segreto della lievitazione rubato alla Sibilla. La Madonna spia la Sibilla, la maestra e le ruba il lievito mettendolo sotto le ascelle. Da quel giorno si dà vita a un furto creatore, con quel gesto la Madonna fonda la modernità/postmodernità.

    Veniamo alla questione dei confini? Nella difesa ottusa dei confini ci fa da bussola la tecnologia additandoci delle possibilità di sconfinamento. Nuove mappe mettono in discussione il concetto di confine. I confini decidono e definiscono un territorio operando una divisione, mentre nella rete c’è la condivisione e si creano comunità leggere. Territori come il Cilento apparentemente condannati alla marginalità diventano icone di un buon vivere. Carlo Petrini parla di territori buoni, giusti e puliti. L’antico stigma si trasforma in risorsa (basti pensare alla Notte della Taranta a Melpignano nel Salento). Lo sviluppo del sud è impregiudicato ed è proprio l’assenza che può rappresentare una risorsa. Angelo Vassallo aveva intuito questa possibilità di sviluppo di frontiera come una risorsa sostenibile per il suo territorio. Un territorio di margine non è marginale ma è un luogo dove questa condizione traccia la storia. La criminalità organizzata prospera dove c’è un’idea di sviluppo antica. Il giorno in cui si dimostrerà che il Cilento non è Ibiza la criminalità andrà altrove. Uno degli argini al dilagare delle infiltrazioni criminali è la rete della comunità locale. Nel Cilento si stanno formando degli operatori economici con una formazione e un’esperienza fatta all’estero. Occorre puntare sulla leggerezza e la trasparenza del cristallo e non sulla pesantezza del ferro, dell’industria meccanica. L’antropologia recita la sua parte nell’indicare questi fermenti positivi facendo emergere una poetica dell’essere che per dirla con Heidegger aiuta lo sviluppo di modi di abitare poeticamente il territorio. Il sud è glocal perché capace di trasmettere localismi con segni ad alta definizione. Il Salento, ancora una volta, ne è la prova.

    La memoria rappresenta spesso una possibilità di interrogare i luoghi?
    La memoria non deve smettere mai di essere abitata. Luoghi e memoria sono la stessa cosa. Lo spazio abitato è memoria che diventa luogo. L’Italia del boom economico ha perso la memoria inseguendo un’idea dissennata dello sviluppo. Ancora oggi si insegue il nuovo a tutti i costi ma bisogna comprendere che la trasformazione necessita processi selettivi.

    Marino Niola è un antropologo della contemporaneità. Insegna Antropologia dei Simboli, Antropologia delle arti e della performance e Miti e riti della gastronomia contemporanea all’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa di Napoli È editorialista de La Repubblica. Collabora con Il Venerdì, Le Nouvel Observateur, Il caffè di Locarno. Dal 2008 al 20 giugno 2010 è stato presidente del Teatro Stabile di Napoli

    Arminio

    12 gennaio 2011 at 3:11 pm

  6. sulla vita privata dell’Antropologo citato corrono voci… anche su alcune conversazioni in agro di pollica Acciaroli, in certi tavoli, in certe conviviali al tramonto ad ovst col sole rosso sul mare corrono voci,…

    tante voci, tante storie, tante interviste.
    politica politica politica Politica…

    Nel profondo ,infatti, la Politica è una passione totale come l’amore, come la droga, come il gioco non solo d’azzardo.
    Il suo oggetto è la collettività stessa di cui il Politico si sente ad un tempo padrone Strumento e Servitore… Ne puo’ ricavare un’energia che lo porta a dire qualsiasi cosa, stronzate e cazzate comprese, a giustificare qualsiasi mezzo , a resistere ad ogni affranto…
    Occorrono straordinari equilibrio ed autocontrollo per non farsene travolgere, ammesso che sia possibile!
    Per questo, non soltanto, far Politica è affascinante.

    rocco quagliariello

    12 gennaio 2011 at 3:23 pm

  7. grazie Franco per questo contributo che riesce bene a definire che il luogo è prima il luogo e poi un luogo.

    giovanni ventre

    12 gennaio 2011 at 3:24 pm

  8. Franco, dunque ci vediamo lunedì, per una bella passeggiata a Nusco. Non prenoto interventi perché i temi non sono alla mia portata. Ti ascolterò volentieri.
    p.s. per l’intanto mi tocca stare dalla parte della fiom, pensa tu…

    paolo

    12 gennaio 2011 at 7:17 pm

  9. ci vediamo a nusco.
    e.

    eldarin

    12 gennaio 2011 at 7:51 pm

  10. vediamoci a nusco. mi spiace che alcuni amici saranno a san sossio per un altro incontro. è comunque un buon segno. alla fine questi incontri hanno sempre un senso, il problema è il giorno dopo…..

    Arminio

    12 gennaio 2011 at 7:58 pm

  11. @ rocco quagliariello – 12 gennaio 2011 alle 11:49 am
    “Hai chiesto il permesso almeno ad Agostino???”
    IL PERMESSO, SE CE NE DOVESSE ESSERE BISOGNO, DI CERTO NON VA CHIESTO A ME….
    Gia’!!! Agostino va a Teora per le tomacelle insieme ad Angelo
    CON CHI, QUANDO, E DOVE VADO IO, sono cose mio, se permetti!
    EVITA CITAZIONI INUTILI E FUORI LUOGO
    Agostino

    agostino

    12 gennaio 2011 at 8:26 pm

  12. …. così di un bel blog, finalmente siamo riusciti a farne, compiutamente, una brutta chat. Apprezzo il progresso e mi adeguo.
    Prego quindi quelli che pensano che staranno al coperto di portare un mazzo di carte, qualche ‘mezzabirra’ e un po’ di salatini. Giusto per ingannare l’attesa per vedere i fuochi, tanto del resto sarà, come sempre, inutile parlare. (Per mancanza di tempo, si capisce).

    EnzLu, dell’Irpinia da bere.

    enzlu

    12 gennaio 2011 at 8:39 pm

  13. enzo, ma a nusco ci sei?
    cominciamo a dire cosa facciamo noi, non lasciamoci assillare da quello che fanno gli altri…..

    Arminio

    12 gennaio 2011 at 8:41 pm

  14. Non so ancora se ci sarò. La demenza senile che incede imperterrita mi suggerisce di non farlo.
    Sto lavorando, e ne traggo grande soddisfazione, alla redazione di un progetto PON-Campania per potermi affittare con una mia società la Ferrovia Rocchetta-Avellino, così la facciamo finita di fare ed di essere derisi come piagnoni meridionali.
    Ho proposto questo progetto a qualche nostro amico e come al solito sono stato tacciato di essere pazzo. (“ma tu veramente pensi che si possa fare? eeeehhhh!”)
    Ho proposto analogo (o anagolo?, mah!) progetto per potermi rilevare in affitto l’ospedale di Bisaccia e anche qui sono passato per pazzo.
    Poiché si possono fare le due cose con i soldi pubblici europei, a costi irrisori per chi intende partecipare, e poiché solo un pazzo può pensare e progettare cose così disperate (come tutte le cose che faccio ultimamente) dati i tempi che la nazione corre e dati i luoghi in cui io vivo (l’Irpinia variamente appellata), vorrei evitare di venire in posti così storicamente importanti per la politica irpina, (‘la capitale dell’Impero’ come io la chiamo, sede di quell’Imperatore che ‘…tanti lutti addusse agli Irpini’), in cui mi sentirei a disagio e metterei a disagio tante volenterose persone, oltre al rischio concreto di tediarvi con le mie futili argomentazioni, soprattutto dovendo parlare di ‘politiche’.
    Già sarete circondati da personaggi in cerca di pulpito, che non avete bisogno di un bel gioioso pazzo tra i piedi, a far da giullare della compagnia.

    EnzLu

    enzlu

    12 gennaio 2011 at 9:06 pm

  15. Porgo scuse formali ad Agostino che non ha colto il senso raffinato dell’iroìa autoironic mordace con la quale Franco ed io abbiamo deciso di intraprendere una nuova stagione di impegni condivisi nell’agire comune pro comunitate.
    Scusami Agostino: immaginavo che fossi nuscano ma non a tal punto.
    Ti senti “Toccato” anche per una “ciitazione inutile e fuori luogo”, quando proprio tu mi hai donato la brochure sulle tomacelle teoresi del diciassette gennaio non solo come operatore turistico e promotore del turismo alto irpino, ma come amico…
    Le scuse sono formali, ovviamente, appartengono alle buone maniere ma non modificano la sostanza dei rapporti amicali tra agostino Angelo i teoresi e me.
    Sul blog ci si espone, ci si mette in gioco. Si impara a giocare, come accade nella vita rimanendo persone serie volitive.
    Oltre la forza ,la potenza.
    Le chances che la vita mi ha concesso son tante e saranno infinite , n quanto me le vado cercando, non mi regala niente nessuno, ci mancherebbe.
    Il mio destino è nel cognome che porto di cui vado fiero nel mondo.
    Napoli mi ha fatto uomo, Siena mi ha fatto scaltro, ma la genìa è alto irpina.
    Non è colpa di nessuno se Ciriaco e Giuseppe Sindaco mi hanno offerto la cittadinanza nuscana invitandomi a vivere a Nusco lasciando Santangelodeilombardi dopo averla, semma, recintata…
    Comunque il rimprovero di Agostino non muta di un millimetro e neppure di un nanomillimetro di micron il mio cammino il percorso comunitario leggere e giocoso
    Se qualcuno è depresso, malinconico, psicoemotivamente nevrotico fino alla monomania tubulare , potrei aiutarlo se me lo chiedesse, ma si ha paura timore anche di chiedere aiuto di questi tempi.
    Quante donne ho salvato da derive solipsichistiche autolesionistiche dal marciapiede e dal manicomio.
    Quante donne ho amato e continuo ad amare, per carità intellettuale e non solo per diletto
    Quante donne ,nel silenzio, mi amano solo Dio lo sa…
    Quante donne mi odiano avendomi amato, solo io lo so.
    Quante donne invidiano altre donne che ho amato e che mi amano, tutti lo sanno.
    Essere medico è fattispecie divers da ogni altra umana attività. Fare il medico è un mestiere come gli altri.
    Conosco colleghi medici che non conoscono il latino il greco l’inglese , guazzano nella loro crassa ignoranza
    Conosco colleghi medici che all’Università stavano per sottrazion di esami e non per addizione di sapere medico. Il loro obiettivo era il pezzo di carta col minimo dispendio, poveri pazienti!!!
    Conosco medici che hanno ottenuto il pezzo di carta senza aver mai aperto un libro prima della laurea, figuriamoci dopo.
    Conosco politici che hanno sistemato colleghi medici in ospedali, ASL , comvenzionui co SSN SSR e timbro regionale per ricettazione convenzionata.
    Conosco medici che ,quando il paziente si racconta, non lo ascoltano, poveri colleghi, miseri pazienti…
    conosco il dolore, la sofferenza, la malattia , la cura, il prendersi cura.
    Tutto questo dovrebbe indurre ammirazione rispetto amicizia rafforzare legami umani, affetti, invece induce invidia malvagità rancorosa morbosa gelosìa.
    Miseria morale, fatti da parte specie in questa provincia dove ci sono ancora persone citadini sudditi che ammazzano colpendo alle spelle senza guardarti negli occhi, miseria morale…
    Le scuse le ho inoltrate, pochi comprendono l’ironì amara che lega il nostro stare insieme.
    pazienza, continueremo a meravigliare coloro che si nutrono di aurea mediocritas, la maggioranza, rimanendo sempre dalla parte dei deboli degli umili degli sconfitti dei vulnerabili dei fragili, delle persone che vivono di pane e dignità.
    Qualcuno lo ha compreso e questa è una fortuna.
    Miserabili coloro che non credono se non vedono non toccano non sentono non percepiscono non contattano non utilizzano.
    Miserabili costoro, perchè hanno perduto financo la speranza.
    Andate al Diavolo, Andate a lavorare. Siate seri.
    Rocco Quaglariello

    rocco quagliariello

    13 gennaio 2011 at 4:36 am

  16. ps con Elda Mauro e Salvatore Saldan facciamo i conti a Nusco, sullo spam dei mie commenti nei post che portano la loro firma si intende.
    Facciamo i conti giocando, divertendoci, pazziando un poco, come si conviene in un giorno di festa secolare millenaria del Paese attualmente più accogliente , pulito, bello della nostra truculenta accidiosa rancorrosa piccola svizzer irpina.
    Chiedetevi perchè il tasso suicidiario in Irpinia è alto , intergenerazionale ed interclassista …
    RQ

    rocco quagliariello

    13 gennaio 2011 at 4:55 am

  17. pps
    la storia dell’umanità è la storia della corruzione, della disubbidienza, della trasgressione, del desiderio del proibito, delle guerre imperialiste, della grandezza miserabile dell’Impero, della razza ariana, antisemita, della malvagità del popolo israeliano, del conflitto arabo medio orientale, della guerra santa tra musulmani e cristiani ortodossi e non ortodossi clericali vaticanisti sanpietrini,del conflitto israelo palestinese per uno spicchio un lembo minuscolo di terra santa che santa non è mai stata, è la stori dei grandi scri fiumi intorno ai quali sono nate le civiltà dei barbari e dei sottomissori oltre che dei sottomessi, è la storia delle concubine, delle feste e dei riti pagani tribali, della lotta per la sopravvivenza.
    Ma siete proprio sicuri che gli americani ci hanno liberato dall’oppressore nazi fascista, siete proprio sicuri che l’rmata rossa sconfisse le truppe hitleriane con la forza e non invece per la inclemenza dei rigori nevosi invernali?
    Ha ragione mauro quanto ci ricorda che il conflitto è alla base di ogni relazione ed attività riferibile all’umano.
    Odio i falsi profeti, ho sempre odiato le varie versioni degli scribi e farisei che hanno riportato nelle varie lingue le verità biblche e le sacre scritture , come cavolo conveniva descrivere i fatti i luoghi.
    La verità non esiste. La Verità non è mai esistita
    L’amore non esiste. Esistono, al più, umani che si sforzano di amarsi di amare ed essere amati, poi il compromesso è sempre sulla convenienza, sull’utilitarismo becero, sulla transazione in basso
    La comunitòà Provvisoria ed il Blog comunitario non possono non potranno sfuggire a questo dstino ineludibile.
    PAROLE PAROLE PAROLE PAROLE PAROLE PAROLE PAROLE ARIAFRITTA ARIAFRITTA ARIAFRITTA ARIAFRITTA ARIAFRITTA
    RESPIRATE ARIAFRITTA CIBATEVI DELLE PAROLE.
    MA NON ROMPETE LE PROPAGGINI ATTRIBUZIONALI A NESSUNO
    VIVETE E LASCIATE VIVERE TUTTI. QUESTO E’ IL MESSAGGIO VERO DELL’INTUIZIONE ARMINIANA.
    VOLETE DE FI NI TI V A M E NTE COMPRENDERLO””’
    GRAZIE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    RQ.

    rocco quagliariello

    13 gennaio 2011 at 6:38 am

  18. @ Enzo lu
    é vero il progetto sulla avellino Rocchetta ???
    Fammi sapere di più.

    giovanni ventre

    13 gennaio 2011 at 8:27 am

  19. Enzlu, io non ti ho preso per pazzo sul progetto della Rocchetta, anzi: ne parlammo all’impiedi da Luciano, presente anche Angelo e – scripta manent –
    era il senso del mio unico commento sul “tema ferroviario”.
    Quindi facciamolo davvero un piccolo sforzo di non sentirci sempre soli contro il resto del mondo, ma ‘sempre tesi’ ad occuparne il centro…

    paolo

    13 gennaio 2011 at 9:21 am

  20. In clima di chat, posso rispondere a qualcuno, qui:

    @ Paolo: non ne ho parlato solo a te, e non mi riferivo a te (l’avevo dimenticato quel ragionamento), penso che capirai.

    @ altri: quando i progetti saranno ‘concretamente fattibili’, cioè terminati, forse mi interesserà ancora parlarne. Giacchè è una mia caratteristica personale interessarmi solo della possibilità concreta di farle le cose, cioè di appurare realmente se è un’idea che si possa veramente realizzare. Verificata la fattibilità e realizzata perlomeno una volta concretamente, quell’idea perde di interesse per la mia mente e mi dedico ad altro.

    Stesso comportamente l’ho avuto con la C.P.. So che una C.P. magnifica e diversa da com’è è possibile e all’inizio era così, ora mi interessa molto meno. Ecco perché dico che ora si può entrare ed uscire senza troppe storie o problemi, essendo di fatto già morta e resuscitata più volte sotto multiformi aspetti diversi.

    EnzLu

    enzlu

    13 gennaio 2011 at 10:00 am

  21. Io capisco.
    Sei tu però che, tutto sommato, continui per la tua strada.
    Vediamoci a Nusco (o altrove) e parliamone, anzi progettiamo, così siamo intonati al tema.
    Angelo sarà sicuramente della partita e Valentina e Pietro e Luca e Giovanni e Agostino e chissà quanti altri.
    Forgiati dalle articolesse di Mauro, cosa mai sarà un business plan?…

    paolo

    13 gennaio 2011 at 10:30 am

  22. paolo con l’ultima chiusa tendi al roccoquagliariellomedicopensieroironicosalaceaggressivo causticocorrosivoironicomalevolopungentesarcastico satiricosferzantetaglientevelenoso affettuosoossequiosobaldanzosocapriccioso santangiolesecaposeleselioneseavellinesenuschese
    e chiedo venia ad enzo per lo sforamento chat.
    Io trovo geniale l’idea dell’Ing. Luongo per sanità e ferrovia; sembra una vera provocazione ma nel nord europa è la prassi. Studiare fuori per portare idee sintonizzate con il resto del mondo, questa è la missione che i nostri genitori pensarono di affidarci mandandoci a napoli per 7 anni.
    Mica per fare la chat al caldo dei combustibili petroliferi in via di esaurimento.

    a_ver

    13 gennaio 2011 at 6:32 pm

  23. testamento comunitario (dalla terrazza)

    l’amicizia vera è àgape, philìa valori condivisi complicità eros
    l’astrazione è funzione dell mente, del cervello iperformalizzatore non della creatività e dell genialità
    se si si riesce a coniugare il sapwer essere con il dover essere e non solo col saper agire si puo’ tentare di attribuire un senso ed un significato alla vita
    la cultura è conoscenza meditata della vita, sapienza ed esperienza, senz l’una l’altra non serve a nulla al massimo a celebrare quotidianamente masturbazioni cerebrali
    la psicoterapi è cosa diversa dalla psicosintesi e dalla psico magìa
    solo una dinamica produttiva di progresso conferisce valore allo sviluppo, quantunque sostenibile
    l’empatì è indispensabile al saper essere medico di se stesso prima che degli altri
    per amare gli altri, essere amati, è necessario avere amore per se stessi coltivarlo autostimarsi senza velleitarismi narcisistici
    il peso superegoico diventa un macigno sulla strada della libertà e dello sviluppo completo della personalità
    lo stato di grazie nella vita non è durevole, quando c’è assume aspetti miracolistici prodigiosi
    lo squarcio, il taglio, la rottura sono la regola non l’eccezione, come pure la ricomposizione e la manutenzione degli affetti
    andare oltre il condivisibile è un atto concreto che immette nell’amicizia il collante dell’amore, dunque del rispetto e della fiducia
    andare oltre significa non avere alcuna possibilità che ad agire sia sempre e comunque l’interesse la convenienza l’opportunismo)non c’è interesse che possa essere agito in presenza di una rottura)
    “io sono per te comunque” significa entrare in una condizione di sospensione degli impulsi dell’egoismo.
    due amici sono tali solo a patto che siano davvero in grado di avere consapevolezza di se stessi nel vincolo amicale come due querce di uno stesso bosco, due colonne dello stesso tempio greco.
    nessuna delle due si appoggia all’altra, nessuna delle due fa ombra all’altra, entrambe sono nella pienezza di sé senza che per questo si turbi l’equilibrio che tiene impiedi il tempio, lussureggiante il bosco .
    un morso puo’ duirar infinitamente più di un odore percepito e memorizzato nei filuzzi olfattivi della memoria, propaggini del cervello neuro gliale assonale dendritico, potenziali d’azione, membrane del sodio del potassio , sodio clorurati.
    il mugolìo non sempre è autenticamente segnale di piacere, di orgasmo autentico.
    la dona quasi sempre simula orgasmi, quando gode non perde mai il controllo della suituazione che intende padroneggiare, non sa fare l’amore…
    l’immaginario erotico della donna è sempre un sottomissione ricattatoria vendicativa…
    l’adrenalina aumenta fino ad esaurirsi nella resa incondizionata nello sfinimento
    l’ossitocina invece è l’estasi prolungata ma la donna non lo sa, nessuno glielo ha spiegato…
    la donna ritiene che l’ossitocina del parto e dell’allattamento con la prolattina sia sempre la stessa, anche quando fa l’amore…
    non riesca a distinguere il ruolo di madre dal ruolo di amante, si comporta sempre come una moglie il ruolo sociale che le conviene di più, rimanendo concubina
    la donna agisce per sottrazione non per accumulo , men che meno per addizione.
    la dipendenza degli uomini dalle donne è ineludibile, come pure la inferiorità di genere, la linea della vita è femminile.
    il maschio tuttavia serve alla donna per raggiungere i suoi scopi, per celebrare le sue vendette, talvolta per fare l’amore.
    l’uomo ha imparato a diventare donna almeno quanto la donna sia diventata androgina efeba mascolina, pelosamente testosteronica.
    cerchiamo estrogeni nei cibi,basterebbe un cerotto…
    l’uomo nudo è ridicolo almeno quanto la donna è volgare.
    FINE.
    ABSIT INIURIA VERBIS.

    I destinatari del testamento sono , nell’ordine casuale diffuso caotico disordinato: Teresa

    Monica, Maria Teresa Elda Lucrezia Antonella,Anne, Daniela, Anna Rita, Elvira, Simona, Margherita,Lucìa, Vincenza, Giuseppina, Giulia,Nadia,… delle altre ricordo gli occhi non il nome…

    Franco Angelo Enzo1, Enzo2, Mauro, Salvatore1 Salvatore2 , Giovanni, Sergio l, Sergio 2, Michele, Paolo, Francesco, Adelelmo, Luca, Claudio, Luigi, Giuseppe1 Giuseppe 2, Ciriaco il Grande,Agostino, Marcello, Antonio1 Antonio 2, Silvio, Salvo.

    I miei figli Chiara Francesco

    Mia madre…

    RQ

    rocco quagliariello

    14 gennaio 2011 at 5:19 am

  24. Comunità Provvisoria,
    io sono siciliano ma mi sento, in qualche modo, parte della vostra ‘Comunità provvisoria’, poiché condivido lo spirito vi anima.
    Il 17 gennaio vorrei essere con voi.
    Quindi essendo un blog ‘senza confini’ perché non aprite le vostre porte anche a chi vive lontano?
    Come?
    Attraverso Skype o cose simili.
    Che ne pensate?
    Un abbraccio,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    14 gennaio 2011 at 11:31 am

  25. in realtà gli avvenimenti principali li trasmettiamo on line in diretta con la nostra tv (quando è possibile avendo una connessione), basta digitare:

    http://www.livestream.com/cp_tv/

    qui troverai le trasmissioni che annunciamo anche sul blog.

    Se puo servire?
    EnzLu

    enzlu

    14 gennaio 2011 at 1:37 pm

  26. Enzlu,
    io penso a qualcosa di meno live e più intimo.
    Come la possibilità di offrire, a qualcuno che vive altrove, di essere presente attraverso un PC+Webcam e collegamento Skype.
    Attraverso Skype si può anche parlare.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    15 gennaio 2011 at 10:21 am

  27. Forse non sai che attraverso la nostra tv si può partecipare “live” via chat e/o via facebook direttamente al colloquio con il relatore nella sala o nel luogo dove si tengono gli avvenimenti, ponendo domande e/o parlando all’intera adunanza.
    Spero che “ti aggradi di più” questo ‘must’ della C.P.
    Se poi proprio non …… a beh, ma allora …..

    EnzLu

    enzlu

    15 gennaio 2011 at 12:06 pm

  28. Enzlu,
    domanda: verrà trasmessa la riunione del 17 gennaio?
    A dopo,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    15 gennaio 2011 at 12:10 pm

  29. mi sono davvero scocciato di tenere in piedi il Blog comunitario provvisorio pure la Domedica sedici gennaio, il giorno prima di lunedì diciassette gennaio duemilaundici , giorno in cui tutto il mondo guarda osserva in tutti i modi possibili radio video sul cellulare, telecamere di documentaristi, telecamere di netwoks localistici, telecmere di netwoks nazionali e regionali, telecamere rai, radiotelevisio web strea che trasmette da Calitri le cose importanti che si celebrano a NUSCO, balcone di Irpinia… senza le quali l’anno, ogni anno di questo secolo come dei millenni precedenti e futuri, comincia male, aprotopaicamente si intende, “frusti là”. meno male che stavolta non c’è nerone, altrimenti con tutti quei falò!!!
    absit iniuria verbis
    RQ

    non me ne vogliano i Teoresi e le loro squisite tommacelle con la maschera “squa…………..”
    RQ

    rocco quagliariello

    16 gennaio 2011 at 3:14 pm

  30. —> Rocco Quagliarello,
    lei pensa veramente che con i suoi commenti ‘tiene in piedi il blog della CP’?
    Buon fine domenica,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    16 gennaio 2011 at 3:50 pm

  31. uhm …
    Mi duole comunicarLe che, non conoscendoLa, non sapendo nulla circa la sua persona in qualità di commentatore di Post sul nostro Blog comunitario, non posso rispondere all Sua domanda.

    E’ proprio sicuro, Lei, di aver indirizzato a me il Suo commento e la Sua domanda?

    potrebbe fare come Gigi Marzullo, umiliato in televisione dal maestro compianto Federico Fellini alcuni decenni orsono, nonostane cio’ ancora in raiuno palinsesto notturno per alti meriti di mancato medico ed ottimo amico di Del Noce oltre che della banda rai demitiana immarcescibile: si dia lei stesso risposta alla domanda. Bravo presentatore.
    Buonissima serata festiva domenicale.
    al piacere di conoscerla se qualcuno dei Comunitari o dei Saggi del Blog dovesse offrirci l’opportunità di presentarci.
    RQ

    rocco quagliariello

    16 gennaio 2011 at 5:17 pm

  32. —> Rocco Quagliarello,
    “in qualità di commentatore di Post sul nostro (ndr cioè vostro) Blog comunitari” —> come non detto.

    Buona serata,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    16 gennaio 2011 at 6:07 pm

  33. Prendo atto che , sul Blog, non si puo’ discutere, non ci si puo’ relazionare, non ci si puo’ conoscere
    Ma chi sarà mai Salvatore d’Agostino e come ha fatto ad intercettare in rete web il nostro Blog Comunitario
    Mistero!!! Con viva cordialità comunitaria, stiamo tentando di fare politica, anzi Politica. Grazie
    RQ

    rocco quagliariello

    17 gennaio 2011 at 5:01 am

  34. …. dalla terrazza( film con Paul Newman):
    Chi sarebbero i Poeti Testimoni del tempo, del contesto politico, della contemporaneità liquida?
    Qui, Signore e Signori, c’è gente che non fa altro che lamentarsi, questo non va, quello non c’è, quest’altro ci manca.

    Nessuna proposta costruttiva, tutto a demolire, sfsciacarrozzismo d’avanguadia, codice letterario ISBN non abbiamo bisogno di leggere poesie mentre si combatte, non abbiamo bisogno di commuoverci rimanendo in pantofole, con il barattolo di Nutella mezzo pieno, il cellulare acceso a mssaggiare porcherìe, gli occhi sulla rete, una chat sul network sociale di tendenza.
    “Se non hai un tuo spazio f b, non sei nessuno”!!!
    “Se non conosci l’inglese di “madre lingua”, non sei nessuno!!!
    “Se hai letto trentamila libri”, non sei nessuno!!!
    Se non sai potare un albero, se non sai piantare un albero e farlo crescere secondo le regole della Terra ,non sei nessuno!!!!!!
    Se non sai scrivere e pubblicare un libro, non sei nessuno!!!!!!!!!!
    Se non sai fare l’amore, se non sai far godere una donna, al limite la donna di un altro, non sei nessuno

    Ora ho compreso pecchè Omèro mise in bocca ad Ulisse la parola “nessuno” !!!!!!!!!!!!!!!!!

    Tutti sono nessuno e nessuno è ciascuno.

    Nullità di una proposta, proposte indecenti non ricevibili. A me questa Comunità Provvisoria non piace non interessa . A me questo Blog comincia a piacere se diventa ancora più democratico, trasparente
    aperto, libero, senza spazzatura mediatica.
    Il filtro sui Post e sui commenti dovrebbe essere sull’intelligenza, non sulle parole espresse , sulla sostanza non sulla forma, con buona pace dei postatori che non conoscono come funziona il sistema operativo word press del Blog.

    regole comunitarie: un grande bluff.

    andate ad ascoltare la poco nota canzone interpretata con sofferto pathos da Domenico Modugno
    A cosa servono le nuvole.
    Il testo è di PierpaoloPasolini… Toh! sempre lui che ritorna nella Comunità e sul Blog, per chi riesce a comprendere quel che ha scritto quel che ha rappresentato ed anche perchè decise di partecipare al Laceno d’Oro d’annata, dormendo sull’Albergo del Lago che or non c’è più.
    L’albergo più bello del piano di Laceno inselvatichito come il lago prosciugato, fallito, distrutto, cessato, morto.
    Comunità Montana!!!! Dov’eri???
    Sindaci di Bagnoli Irpino dove eravate???
    Partiti Politici ex PCi ex DC dove eravate rimasti?

    >la nostra politica è stata già scritta ed interpretata. C’è posto solo per le comparsate e per le veline escorticine scorticate o vestali rancorose accidiose , parassitismo all’ingrosso, mentre il Vate dimagrisce, perde acqua dai tessuti, degenera, invecchia, depauperandosi .
    E’ rimasto un gruzzolo di cellule neuronali intestinali, nella pancia, nel cervello viscerale, finchè dura…
    ahimé. toc toc, cuccicuccibaubau, gnam gnam, baubaumiciomicio, papy è bello altro che noemi…
    Absit iniuria verbis.
    RQ

    rocco quagliariello

    17 gennaio 2011 at 7:16 am

  35. —> Rocco Quagliarello,
    appena ho letto questa sua frase: «Ma chi sarà mai Salvatore d’Agostino e come ha fatto ad intercettare in rete web il nostro Blog Comunitario. Mistero!!!»
    Mi sono fatto una bella e sana risata.
    Per evitare il fantasma dell’autismo dietrologico, in sintesi: sono una persona normale, che vive nel centro della Sicilia, ama leggere, camminare, il paesaggio, l’architettura e la città (urbanistica).
    Ho avuto la possibilità d’intervistare Franco Arminio e di conoscere il blog attraverso un sano WILFING.

    Mi dica cosa vuol sapere?
    Chi pensa che io sia?

    Aperto al dialogo non dietrologico.

    Buona giornata,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    17 gennaio 2011 at 1:20 pm


I commenti sono chiusi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: