COMUNITA' PROVVISORIA

terra, paesi, paesaggi, paesologia _ il BLOG

Per una politica comunitaria.

Riconosco che mi accingo a scrivere questo post in un’atmosfera pesante e molto difficile da sopportare.

I toni sempre più aggressivi che caratterizzano, in modo palmare o strisciante, le discussioni sul nostro blog mi allontanano dal desiderio di “dire la mia”, mi spingerebbero, piuttosto, a tacere.

Tuttavia, gli scritti  e gli incontri degli ultimi mesi e la mia costante presenza tutte le manifestazioni e le azioni poste in essere dalla cp e dagli amici comunitari, più in generale, mi obbligano a parlare, ad espormi, rischiando, ovviamente, di farmi sbranare ( a questo siamo arrivati!) o col silenzio o con le parole (vedremo…).

Leggendo il post di Paolo De Falco, ho avuto un ulteriore moto di sconforto vero e profondo. Questo moto è stato poi acuito da alcuni commenti seguiti ad esso.

La sensazione è ormai chiarissima dentro di me: il valore aggiunto che la cp ha, la sua risorsa e la sua forza vengono costantemente messi in discussione o depotenziati, in ogni circostanza, ogni volta che se ne presenta l’occasione. E quasi sempre a sproposito e a danno di chi, per la cp, ha lavorato e lavora.

Non sono spiegabili, ad esempio,  gli attacchi continui portati a Franco e al suo lavoro, un lavoro che lo spinge ogni giorno, da anni, in giro per i paesi, un lavoro per il quale non riceve compensi né rimborsi spese. L’atteggiamento che Franco ha, di estrema apertura, di disponibilità verso gli altri, viene travisato a suo danno.

Troppo spesso la sua autorevolezza, che travalica ormai da tempo i confini dell’Irpinia, viene svilita, sminuita o addirittura avvertita come un peso, un fastidio.

Non credete che sia ridicolo che un autore osannato in Italia abbia i suoi peggiori detrattori nella sua terra, quella terracarne che lui sente come parte del suo corpo, come un’estensione di sé?

Io sì, e non ho paura a dirlo, non temo di apparire una “vestale”, una suddita di un regno che non c’è, o che esiste solo nella testa di chi non sa riconoscere il valore altrui.

De Falco ha ragione quando dice che i limiti ce li mettiamo noi, e questo punto lo condivido, tuttavia dimentica di dire che, durante la sua permanenza a Cairano 7X del 2009, ha avuto, da parte nostra, la massima disponibilità  e la massima apertura. E questo andrebbe riconosciuto prima di tutto, prima del resto.

Molto spesso ho sentito esprimere dubbi e perplessità, insieme a inviti all’azione politica, all’impegno. Bene, allora partiamo dall’esistente, da ciò che già c’è.

Credo che nessuno possa negare che i testi di Franco, da “Diario civile” fino a “Cartoline dai morti”, passando per tutti gli articoli apparsi sui giornali, siano dei gesti politici, siano politica.

Così come “politica” è sistemare un’area in disuso, scaricare balle di paglia, ricognire un territorio, opporsi in prima persona, mettendoci nome e faccia, agli scempi che questa terra subisce ogni giorno.

Credo che nessuno possa negare che Cairano 7X sia un unicum almeno nel Sud dell’Italia, un gesto politico di altruismo senza fini nascosti, un dono fatto ad un luogo, un luogo che , grazie a questo dono, riceve visibilità e attenzione.

Che la generosità possa diventare un difetto mi sembra paradossale, che si vada a fare le pulci ad ogni frase, ogni gesto “esposto” verso l’esterno, mi sembra addirittura osceno. Che si arrivi ad attaccarci tra di noi, a discutere sul nulla pur di dissentire mi porta alla conclusione che il teatrino del quotidiano sistema di accidie e rancori che caratterizza i rapporti in Irpinia voglia essere esteso anche ad un’esperienza unica come la cp.

Con quale fine? Mi pare ovvio: il suo annullamento.

Personalmente ritengo che ci sia una paura non espressa, che si abbia paura di venire fuori definitivamente, e , quando dico “venire fuori”, intendo esprimere idee chiare, dirette, senza ambiguità, senza retropensieri. E anche questa è “politica”.

Fra di noi ci sono forze potenziali enormi, sapete benissimo che, insieme, possiamo addirittura dare fastidio, essere ingombranti per chi la politica pensa ancora di farla nei palazzi, senza stare all’aperto,senza sporcarsi le mani con la terra e con i veri problemi, restando sempre impassibile.

Il furore a cui più volte ho fatto riferimento è il furore di chi non ha timore di rinunciare a compensi, incarichi o favori. E anche questo è “politico”.

Il rigore è politico, l’impegno è politico, il lavoro è politico, lo sdegno è politico, le frasi scritte e pubblicate sono politiche, l’amore per un albero, per un campo di grano, per un cane randagio è politico.

Se tutto questo deve diventare un pretesto per aggredirsi a vicenda senza un vero motivo, se non quello del fastidio (molto provinciale e paesano) per esposizioni personali che sono naturali, scontate e  soprattutto dovute, allora non vedo alcun futuro non tanto per la cp quanto per l’Irpinia stessa( che, in passato, ha accettato di chinare il capo di fronte a ben altri personalismi, di più basso calibro e di certo molto più vili nel loro scopo).

Stare insieme vuol dire de-potenziarsi per trovare, poi, la propria nuova forza negli altri, in chi ci sostiene e  a sua volta è sostenuto. Fare comunità è questo, mescolare gesti e azioni politiche a pensieri e visioni anche utopiche ma fruttuose e vive, ricche di ricadute sul “reale”.

Forse è la paura di sognare, di volare alto quella che blocca, che crea il tappo, forse è questo il punto.

Ma, se allora arriva qualcuno che a questo sogno ci invita, uno come Franco, per fare i nomi, invece di sparargli addosso, sarebbe più giusto esprimere il proprio pensiero e trovare punti di vicinanza.

Con questo spirito sto nella cp, dal principio, con lo spirito di imparare dagli altri, di vedere nuovi orizzonti, nuovi scenari e di credere in essi, di impegnarmi, di dare il tempo che posso.

A Paolo voglio dire che non c’è disattenzione per il suo lavoro, tutt’altro, e non c’è chiusura. La partecipazione a un gruppo, la partecipazione comunitaria, prevede uno scambio costante. La cp è provvisoria e liquida, ma di certo non è assente, non lo è stata quando ha potuto dare il suo apporto. Mi spiace per il suo dispiacere, ma non trovo generoso sottolineare solo le mancanze e tralasciare del tutto ciò che di buono è venuto da un’esperienza, un incontro, un invito.

elda martino

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Written by eldarin

12 gennaio 2011 a 1:07 pm

Pubblicato su AUTORI

19 Risposte

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  1. Carissima Elda ma quando ci vediamo per il museo dell’aria …. Cia nanos

    nanosecondo

    12 gennaio 2011 at 1:18 pm

  2. Enzo, leggi il dialogo tra Adelelmo e la Augustoni, è straordinario. è una lezione di come si dovrebbe ( o potrebbe) stare al mondo.
    per il museo ci vediamo prestissimo.

    eldarin

    12 gennaio 2011 at 1:24 pm

  3. cara elda grazie per le cose che dici e per come le dici. penso che lunedì prossimo a nusco possiamo fare un buon lavoro, sempre considerando che siamo in irpinia…..
    ho scritto in privato a de falco
    ma lui mi ha invitato a scrivere pubblicamente le mie impressioni al suo intervento.
    bene.
    de falco non ha fatto un film su cairano. in questo caso sarebbe stato normale pensare una nostra presenza torino.è stato ospitato con tutta la troupe a nostre spese. io mi sono messo a disposizione come attore. cos’altro dovevo fare?
    ho scritto un breve testo in occasione dell’uscita come mi era stato chiesto. mi pare di essere stato diligente.
    fa piacere vedere che lui tenga al nostro giudizio e a dialogare con noi, ma allora può partecipare la nostro blog, a prescindere dal suo film.
    trovo un pò meschina la sua allusione al suo lavoro di ricerca sul sud e al fatto che altri “venderebbero” i paesi.
    se faccio un bilancio economico dei miei trentacinque anni di lavoro intellettuale direi che avrò speso duecentomila euro e ne ho ricavato dieci mila: francobolli,tanti all’inizio, e adesso tanto gasolio…..
    il film di de falco è girato assai bene ma è un film che a me è parso sospeso, come di un fiume che non trova la foce.
    io non sono un organizzatore di eventi culturali, nessuno mi paga per questo. mi muovo quando le cose mi entusiasmano.
    uno può dire quello che vuole del proprio lavoro, poi conta il lavoro che fai veramente.
    cartoline dai morti è un libro che quasi tutti i critici considerano perfetto. non è accaduto la stessa cosa con nevica e ho le prove.
    de falco fa benissimo a chiedere attenzione per il suo lavoro, la mia non va oltre quella già manifestata, tutto qui…..

    Arminio

    12 gennaio 2011 at 1:38 pm

  4. niente da aggiungere,elda, ho paura di espormi ulteriormente per non ulteriormente alimentare ossessioni che abbisognao sicuramente di “pena” (in senso arminiano) e generosità.Ma come diceva il grande Totò “ogni limite ha la sua pazienza” per alleggerire pesantezze che sono “rolling stones” prive di sogno e speranze.Un solo “imperativo categorigo” grottese ” tratte cu chi è meglie di te e ….facce le spese!”
    mauro

    mercuzio

    12 gennaio 2011 at 2:32 pm

  5. Nel proverbio “antropoligico” di Mauro che fa parte del patrimonio della cultura tramandata, noto che le mie idee non sono sbagliate, che la mia provocazione non è inutile, “Fattela con chi è meglio di te e paga le spese” . Caro Mauro non trovi che questo proverbio sottintenda una discriminazione verso chi non fa parte dell’Olimpo ??? I buoni esempi si devono anche mettere in pratica. Se io parlo di cultura antropologica e storia dei sanniti Hirpini con la H sto bestemmiando. Invece … ” tratte cu chi è meglie di te e ….facce le spese!” … è grande senso di apertura mentale verso il mondo e dà in modo inequivocabile il senso che si vuole dare al blog.
    Giovanni.

    giovanni ventre

    12 gennaio 2011 at 3:02 pm

  6. @ ELDA
    Carissima, ci tengo a rispondere alla tua perchè la trovo come te, vera, sincera, dura e amorevole allo stesso tempo, sofferente e pensata. Direi che la tua è una risposta giustamente amareggiata che viene fuori dalla consapevolezza di chi comunità provvisoria la vive. Tu cara Elda sei tra quelli che stanno seduti davanti al camino che non avendo un buon tiraggio respirano il fumo e non possono fare a meno di tossire. So, che il tuo sfogo è vero, autentico, e so anche che non sottintende la creazione di un campo di battaglia ma piuttosto la ricerca di un armistizio. Voglio chiarire alcune cose per me fondamentali. Io so che tu e Franco e pochi altri siete il motore di questa comunità in cui io mi ritrovo, so anche che con te posso parlare guardandoti negli occhi,perchè sono certo che dopo non sarai lì a giudicare le mie improvvisate. Elda la tua sofferenza è la mia sofferenza, ho messo in atto questa specie di “casino” perchè il 6 gennaio sono stato male, malissimo, credevo che stessi morendo così come su quel marciapiede era morta la democrazia. E, Quando Franco ha sollecitato la senatrice, non voglio neanche nominarla, perchè non merita di stare in questi scritti di persone vere, che hanno un anima ed un cuore, ho letto sulla tua faccia una sorta di fastidio, certamente, tu come me eri infastidita da quella presenza aleatoria. Sono certo che capirai le mie parola anche interpretandone correttamente il senso.
    Ti stimo e ti voglio bene,
    Giovanni Ventre

    giovanni ventre

    12 gennaio 2011 at 3:16 pm

  7. grazie elda, condivido ogni singola parola.
    riconosco anche il tuo di valore

    luciano

    12 gennaio 2011 at 3:54 pm

  8. http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-5baf1c7e-3861-4347-aa08-285c548bd1b4-podcast.html
    fahreneit
    conversazione con franco arminio del 10.01.2011

    grazie a voi
    e.

    eldarin

    12 gennaio 2011 at 4:28 pm

  9. Carissimi, ho tante cose da dire in merito a questo scambio di opinioni che state avendo e spero di farcela a venire lunedì (in realtà avevo pensato di fare un salto a Nusco sabato pomeriggio, e non lunedì). Vi pregherei anche, se possibile, di dare un po’ di risalto nel blog all’iniziativa di martedì 18 a Candela. Questo il link con tutti i riferimenti http://www.facebook.com/event.php?eid=188460291165286
    Grazie mille

    marco bottigliero

    12 gennaio 2011 at 4:37 pm

  10. Giovanni …veramente “basta”.Non t i capisco in questa tua ossessionante martellamento a leggere sempre ogni parola secondo i toui pregiudizie.Lamentavi di cambria ed io mi sono disponibile per un incontro, richiami conseguenti azioni concrete alle nostre idee e ragionamenti che nessuna ti ha mai vietato in via di principio e i in senso concreto, lamenti poca democrazia nel Blog e scrivi una serie di intervennti e commenti che ammazzerebbero anche gli elefanti,parli di Olimpo e gruppi di potere disinvoltamente, ritieni che bisogna considerare sepre esolo quelli presenti enon pensare agli assenti, e poi ti contraddici attccando solo quelli che si espongono liberamenete.Io sono abituato ad assumermi la resposabilità delle mie idee ed opinioni e per abitudinenon attribuisco mai la resposabilità dei miei erreori alle legittime opinioni degli altri.Per quel che mi riguarda veramente “basta” almeno per quello che è il mio interesse e benessere personale .Io continuerò con sempre più dtere3mianatezza adifendere con parole efatti quelle che sono i miei sentimenti ed idee della Comunità provvisoria e il Blog.
    semper con amicizia
    mauro orlando

    mercuzio

    12 gennaio 2011 at 5:43 pm

  11. A Franco: l’unica frase che non avrei quotato da Paolo, ma che si trovava presa in mezzo alle 11 o 12 righe quotabili, è quella sulla vendita dei paesi. Pagine e considerazioni sui paesi come le tue che leggevo sul Mattino nel 2002 dopo un rientro da 8 anni all’estero mi facevano pensare che tu in Irpinia eri l’unico che vedeva delle cose come le vedevo io, e per questo chiesi a Stefania di accompagnarmi a conoscerti a Bisaccia. Sono pagine quindi che al tuo posto avrei scritto e di cui ho scritto pure io, in mille testi privati senza pubblicazione e con la forma differente del guardare al mezzo pieno, seguendo il mio slancio emotivo in quella direzione. La differenza con la tua maniera del guardare al mezzo vuoto o svuotato sta tutta nella tua presenza sul territorio in diserzione da sé verso il mio anelare a nuovamente arruolarmici, o non rassegnarmi a un’uscita. Lo capisco chiaramente.

    A Elda, della quale ho molto apprezzato l’intervento militante dei pensieri e delle opere, avrei voluto scrivere in privato il giorno 7, dopo che aveva edotto di mille cose interessantissime, di cui ha conoscenza non superficiale e desiderio di diffusione quanto di ulteriore approfondimento, un altro intellettuale emotivo attaccato alla propria matrice, sebbene principalmente agente in altra disciplina.

    A entrambi i vivi ringraziamenti per i validissimi spunti e puntelli vitali che offrono e profondono, essenzialmente politici, ma anche la speranza di essere del pari ascoltati nella globalità del discorso prima di un lecito dissenso o disavallo. Scevri da passate o statiche o superficiali o altrui o preconcette o chiuse o religiose o nostalgiche o immigliorative interpretazioni.

    Luca Maria Sessa

    12 gennaio 2011 at 6:26 pm

  12. @luca
    le mie orecchie sono spalancate, e tu lo sai bene.

    eldarin

    12 gennaio 2011 at 7:53 pm

  13. e’ questione di riconoscimento del significato di una leadership in un contesto di gruppo e comunità non verticistico o verticale, bensì circolare.
    Io credo che la posizione che Franco Arminio ha all’interno del blog è una posizione che accoglie i pensieri e le azioni che compiono altri individui.
    forse non sempre ne dà il peso che il proponente vorrebbe, ma non si capisce perchè dovrebbe sempre farlo, visto gli impegni e considerato che a volte si possono pure non condividere le posizioni. Intanto questo luogo resta ancora un luogo virtuale dove poter ritrovare opinioni contrastanti,e questo è un bene.

    luca b

    12 gennaio 2011 at 8:21 pm

  14. caro luca
    si, qualche volta posso essere distratto, ma in questo caso basta insistere.
    comunque io sono felice non tanto delle opinioni divergenti ma delle azioni divergenti, cioè che si facciano delle cose, magari anche con le parole, pure le parole sono un fare….
    non mi interessa essere un leader ma un motore
    un motore non immobile….
    penso che lunedì a nusco questa storia della politica dobbiamo affrontarla con estrema chiarezza…
    ci devi essere!

    Arminio

    12 gennaio 2011 at 8:37 pm

  15. Condivido quanto deto da Elda. Io non partecipavo più alle discussioni del blog da quando due anni fa mi accorsi che erano interventi pieni di invettive, livori, addirittura offese personali. Mi sembra strano che un gruppo di persone culturalmente valido possa discutere a un livello tanto basso al punto da cadere nel chiacchierlccio come tante donnicciuole da strada. Mi scuso, ma a distanza di due anni, vedo che il livorore verso qualcuno o qualcosa è rimasto intatto, ognuno a mettere in mostra se stesso invece che a aessere un gruppo, ognuno a parlare o sparlare contro l’altro, qualsiasi cosa faccia, a sfilosofare, con dentro un’acredine spesso senza limite a danno di tutti. Perché tutto questo non l’ho capito?

    domenico cambria

    13 gennaio 2011 at 9:33 am

  16. —> Domenico Cambria,
    la registra teatrale siciliana Emma Dante quest’attitudine da lei descritta la chiama ‘Sud dell’anima’.
    Ci vuole pazienza.
    Serve una sana ecologia della parola.
    Saluti,
    Salvatore D’Agostino

    Salvatore D'Agostino

    13 gennaio 2011 at 10:06 am

  17. … è che non ci è chiaro che democrazia non è unanimismo, che discernimento non è intolleranza, che scelta può portare coflitto…
    bisogna iniziare il conflitto dice Arminio, io direi bisogna iniziare a fare scelte.
    nello specifico, parlare di irpo-sanniti con una qualche prospettiva – anche la più vaga – riferita all’oggi, costitutiva di una base identitaria dell’agire ‘politico’ in senso lato, non mi interessa per niente.
    Parlo per me e valgo, forse, per uno. Poco male se sono io ad essere di troppo. Cambierò aria …

    paolo

    13 gennaio 2011 at 10:20 am

  18. ogni tanto mi affaccio al blog, non potendo vedervi di persona, e rimango stupito dal fervore di attività che una provincia addormentata riesce a produrre. Sono tante piccole cose, alcuni più grandi, ma finora il filo del discorso non si è interrotto. Se in ogni provincia d’Italia ci fosse una CP (e la cosa non è impossibile), vivremmo in un paese diverso. Temo che la facilità con cui si può intervenire, il liquido dei nostri pensieri che cola nei post, ingigantisca fatterelli personali che non rendono l’idea di quello che si sta facendo. Traduciamo le parole in opere e andiamo avanti. Saluti da una Milano nebbiosa

    alberto

    14 gennaio 2011 at 11:00 am

  19. ciao, Alberto. la tua attenzione, la tua generosità… faremo di tutto per meritarle ancora!

    paolo

    14 gennaio 2011 at 11:09 am


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