COMUNITA' PROVVISORIA

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NO AL FOTOVOLTAICO sulla terra agricola

No al fotovoltaico sulla terra agricola.

Anche l’Irpinia sta cedendo a questo nuovo inquinamento. Basta andare sul Formicoso (tra Guardia e Bisaccia) e nell’alta valle del Sele (Materdomini): vedrete mantelli neri che coprono quelle che erano colline. A fronte di 5000 euro/anno ad ettaro si cedono terreni da ricoprire con pannelli. Perchè non utilizzare esclusivamente le coperture ? ci sono tanti capannoni e tanta edilizia privata e rurale ! Basta col consumo di suolo agricolo; anche se non coltivato il terreno ha un suo ruolo principe sia paesaggistico che geologico e idraulico. Chi rimuoverà i pannelli tra 20 anni ? lo sapete che restano in carico agli agricoltori e che dovranno provvedere a smaltirli ? Un’ettaro di pannelli (circa due campi sportivi) produce quanto una pala eolica.

Ad evitare che l’erba selvatica cresca e faccia ombra ai pannelli fotovoltaici o che l’erba secca possa comportare pericolo di incendio ai campi necessiterà diserbare chimicamente i terreni almeno 3 volte l’anno ! I veleni scenderanno dal Formicoso al Sele e dalla Sella di Conza al Sele.  A fine ciclo di produzione, dopo 20 anni, i contadini dovranno provvedere a smaltire da soli i pannelli (plastiche, alluminio, vetro, silicio), i sostegni in ferro e le attrezzature elettriche connesse.   Comuni, Province e Regioni dovrebbero immediatamente aprire una riflessione e bloccare le concessioni in atto per impedire l’inquinamento e il consumo ingiustificato di suolo agricolo. Il fotovoltaico è un’ottima risorsa ma bisogna obbligare gli operatori ad installarli sulle coperture delle fabbriche, delle case e degli edifici comunali (scuole, municipi, ecc.)>>.

Di questo e di altro dobbiamo parlare a Nusco per avviare un gruppo di attenzione sul nostro territorio che, nel piccolo, è l’emblema dell’Italia rurale, l’Italia finora minore, l’Italia dei paesi e dei paesaggi.

Poi ci sono altre questioni finora sempre e solo ‘accennate’ ma che richiedono impegno politico per un gruppo di persone che si vogliono bene ma che devono uscire dal recinto dell’esercizio intellettuale che si porta avanti sul  ‘blog’; qui si sprecano risorse !

C’è la questione ACQUA e ACQUEDOTTI, c’è l’EOLICO, c’è la SANITA’ pubblica, c’è la chiusura della FERROVIA. Ci sono i rifiuti e le discariche. C’è lo SVUOTAMENTO dei paesi con la forte ripresa dell’emigrazione e questa volta vanno via i ragazzi laureati! I migliori. C’è lo SPRECO di risorse pubbliche in consulenze e progetti turistici che lasciano solo depliant e libricini colorati con partecipazione a fiere in mezzo mondo; eventi che anche in Irpinia hanno bruciato fiamme e soldi e che non hanno portato finora un solo turista.

Parliamo delle istanze portate avanti da Giovanni Ventre, capiamo meglio la proposta di Enzo Luongo, apprezziamo lo sforzo che sta facendo Agostino Della Gatta con IrpiniaTurismo che in questi giorni sta portando avanti, a suo spese, un gruppo di tour operator russi.

Di questo e di altro su questo BLOG si dovrebbe discutere. Iniziamo LUNEDI’  17 a Nusco, appuntamento alle 4 e mezza di pomeriggio.

da CHIACCHIERATA PROVVISORIA A COMUNITA’ PROVVISORIA, FORZA.

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35 Risposte

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  1. Cari,
    sono troppo incompetente per avere un’opinione precisa sulla questione del fotovoltaico in agricoltura, però credo che sarebbe interesse di tutti, in qualsiasi parte del Paese, giungere ad una maggiore consapevolezza. L’unica cosa che io riesco a capire con certezza è che le aziende agricole hanno un bisogno disperato di abbattere le proprie spese e di reperire introiti regolari, per non subire continuamente la debolezza dell’Italia nella politica agricola della UE. Un’agricoltura italiana che non abbia una certa autosufficienza è destinata al naufragio. Io credo che dovremmo sviluppare delle iniziative per allargare il dibattito anche in Irpinia e Lucania e possibilmente bisognerebbe creare una rete di consulenza tecnica e legale per gli agricoltori delle nostre zonei.
    Nella Germania settentrionale (Pomerania Occidentale-Meclemburgo), ex Germania Est, ho visto distese sconfinate di pale eoliche. Posso garantirvi che è uno spettacolo desolante, non molto diverso dalle distese di trivelle degli impianti per l’estrazione del petrolio nel sud degli Stati Uniti. Se le pianure meridionali si coprissero di pannelli fotovoltaici, sarebbe un paesaggio da incubo. Perciò una legge che impedisca questo scempio era necessaria. Ma anche la sussistenza delle aziende agricole, che nel meridione sono spesso di piccole dimensioni e quindi molto esposte, non è un problema a cui voltare le spalle. Non si può fare ambientalismo, senza difendere l’agricoltura. Per favore, sapete se qualcuno si sta già impegnando su questo tema? Altrimenti, caro Angelo, vogliamo proporre questo argomento alla Comunità Provvisoria e vedere se c’è la possibilità di iniziare qualcosa (magari con Amici della Terra-Irpinia) , in cui gli agricoltori trovino un proprio spazio? La Comunità, certe volte, mi sembra un po’ aristocratica. Mi farebbe piacere se potessimo tenerci in contatto tutti e tre e penso di fare amicizia anche con Fiorella Romagnoli, che da quanto ho capito è una militante di Sinistra Ecologia e Libertà. Potrebbe darci qualche suggerimento. Per favore, datemi un parere, io non faccio politica da trent’anni e forse non sono mai stata molto tagliata per farla. Però non possiamo aspettare che il cielo ci caschi sulla testa, vi pare?
    Un abbraccio,
    Antonella Cuomo

    antonella cuomo

    13 gennaio 2011 at 9:49 am

  2. 5000 euro per ettaro? facciamo una bella fondazione, e compriamo quanti più ettari è possibile per salvarli dal ‘nero’. Partiamo da lunedì a Nusco a sottoscrivere le quote della fondazione terra?

    paolo

    13 gennaio 2011 at 9:58 am

  3. i partiti non si occupano di niente, a parte la lotta interna su chi deve essere candidato. le persone, anche intelligenti, stanno in casa o si limitano a leggere il giornale.
    a nusco, dunque……

    arminio

    13 gennaio 2011 at 10:36 am

  4. Stiamo portando avanti delle iniziative “del fare”, con delle azioni concrete per una possibile fruizione turistica organizzata del nostro territorio. Per questa iniziativa debbo ringraziare gli amici della Federalberghi Avellino che mi hanno dato la possibilità di contribuire alla costruzione di questo primo educational. Federalberghi è l’anima promotrice e sostenitrice dell’educational tour che si è concluso ieri dopo una tre giorni tutta IRPINIA. Un tour organizzato, gestito ed autofinaziato esclusivamente da Federalberghi con il nostro contributo e quello delle aziende che hanno collaborato.
    A breve un dettagliato resoconto dell’iniziativa e….da maggio, contiamo di vedere i primi risultati di questa bellissima iniziativa ed altrettanto bella esperienza.

    Irpinia Turismo

    13 gennaio 2011 at 10:43 am

  5. Finalmente leggo questo post di Angelo Verderosa, lo aspettavo, lo anelavo. Angelo pone l’accento sui problemi veri che affliggono le terre dell’osso – E queste dopo quello che Franco ha detto a Farenight mi sembra siano cose assolutamente condivisibili. Un fuoco appena acceso su cui tutti dobbiamo soffiare per alimentarne le fiamme. Angelo e Franco finalmente parlano la stessa lingua.
    Bella l’idea di Paolo. Io l’ho già messa in atto 15 ettari di territorio ad Aquilonia sottratte alle camorre dei finanziamenti a pioggia.

    giovanni ventre

    13 gennaio 2011 at 12:05 pm

  6. @ Antonella Cuomo
    Carissima, mi piace quello che scrivi, si vede che viene dal profondo, da una sofferenza costratta a latitare da chi fa finta di non vedere e non sentire. La politica ormai è un mostro che si ciba di se stesso, prima o poi morirà dilaniato dai suoi stessi denti affilati. Io ho una zienda agricola ad Aquilonia, so delle sofferenze che racconti. Sto approntando un progetto di cooperazione che presenterò a breve ad aquilonia, in sintonia con l’amministrazione comunale, particolarmente attenta al problema. Il progetto ” Colline Irpine ” prevede una serie di percorsi per arrivare a generare delle produzioni di qualità e contemporaneamente si propone di trovare i canali di smistamento dei prodotti stessi. La possibilità di far diventare i terreni produttivi senza l’ausilio dei killer travestiti da benefattori che invocano l’eolico e il fotovoltaico quale salvezza per l’economia dell’agricoltore. L’unica economia generata è quella che finisce nelle tasche di chi ottiene finanziamenti. Di fatto bisogna poi considerare l’effetto domino che si verrà a creare, non lavorare la terra vorrebbe dire avere comunque un utile. Vediamocia Nusco lunedì e scambiamoci idee e mail in modo che alla presentazione del progetto ad Aquilonia possa essere al mio fianco. Per una nuova visione del territorio, per una nuova speranza.

    giovanni ventre

    13 gennaio 2011 at 12:14 pm

  7. Vedrò di esserci, con altri amici..nella misura del compatibile. Diversamente sarò con voi. E l’idea di Paolo Bruschi va sostenuta CONCRETAMENTE, non è una boutade. Può essere un ottimo “acceleratore” per smuovere le acque morte…

    Salvatore D'Angelo

    13 gennaio 2011 at 12:28 pm

  8. ovviamente il problema non è solo quello della copertura e dell’occupazione dei terreni agricoli, è più ampio ancora. cosa ne pensereste voi se, da un giorno all’altro, abbattessero i boschi per metterci l’eolico o il fotovoltaico ( ci sono già progetti in tal senso)? sarebbe meno dannoso, meno pericoloso?
    ne parliamo a nusco, ma ne dobbiamo parlare con i dati alla mano.
    e sull’eolico vi pregherei di leggere un po’ di “letteratura in rete” o di attraversare l’altura di sera o di giorno prima di parlare dei mulini della mancha…
    saluti e meno male che, finalmente, si intravede qualche esposizione vera…
    e.m.

    eldarin

    13 gennaio 2011 at 12:47 pm

  9. l’idea di paolo è splendida. perché non invitiamo i comuni a comprare suolo e perché noi stessi non ci impegniamo a reperire fondi? io ci sto.
    e.

    eldarin

    13 gennaio 2011 at 12:49 pm

  10. “Amicus Plato sed magis amica veritas”
    “È ora di tenere insieme la tensione politica e quella poetica, la contemplazione e il conflitto. I luminari del rancore ci vorrebbero rassegnati alle misere finzioni della vita sociale oppure chiusi nei freddi loculi del nostro io. No, questa è un’epoca da attraversare ad occhi aperti, con sguardi spericolati, mossi in ogni direzione. Franco
    “….Poi ci sono altre questioni finora sempre e solo ‘accennate’ ma che richiedono impegno politico per un gruppo di persone che si vogliono bene ma che devono uscire dal recinto dell’esercizio intellettuale che si porta avanti sul ’blog’; qui si sprecano risorse…. ! Angelo
    Sono comunque un insegnante di filosofia abituato a sentirsi tirato per la giacca o preso in giro dai cosidetti “pratici” per la necessaria o presunta astrattezza dei cosidetti Filosofi .Esempio storico è il famoso “riso della servetta di Tracia “ nei confronti di Talete che cadde in una cloaca perché distratto ad ammirare le stelle e non guardare la strada che percorreva.Tant’è …non è così semplice parlare ai sordi che non voglio sentire…..come cercare di spiegare con i propri argomenti che tra il pensare e ii fare non necessariamente c’ contrasto ….anzi. Quindi solo per comodità esplicativa ho voluto mettere in contrapposizione la frase di Franco e quella di Angelo non con l’intento di crere le false contrapposizioni di Buridano con tutti gli inconvenienti di noi miseri mortali pensatori e fattori che si devono arrovellare nella scelta.In realtà non è così semplificabile trovare il bandolo della nostra matassa nella Comunità provvisoria e nel Blog. Io spero che ci sia la stessa libertà e spazio di esprimersi per l’esperienza di Agostino,delle esigenze di Giovanni, degli scritti di Franco, delle opere di Angelo, dei pensieri poetanti di Elda, dei sofismi intelligenti di Paolo, di Mario, Savatore, i due Enzo sognatori pratici o pratici sognatori, delle poesie di Gaetano,delle provocazioni non sempre benevolo di Rocco e di tutti gli altri che non cito per non annoiarvi.Io lavoro con la filosofia e la presunzioni di poter elaborare idee e voglio essere libero di fare la mia esperienza comunitaria con la mia identità e le mie idiosincrasie mentali e anche con le mie ossessioni complesse,arzigogolate, barocche eccc.. Un mio maestro di altri tempi scriveva:
    « Chi pensa sia necessario filosofare deve filosofare e chi pensa non si debba filosofare deve filosofare per dimostrare che non si deve filosofare; dunque si deve filosofare in ogni caso o andarsene di qui, dando l’addio alla vita, poiché tutte le altre cose sembrano essere solo chiacchiere e vaniloqui. »
    (Aristotele, Protreptico o Esortazione alla filosofia) Io per la mia vita mentale ed attiva del presente e del futuro che mi resta di vivere cerco di dare alle cose un grande peso, il peso della filosofia stessa, il peso delle idee. Vuol dire passare la realtà che ci circonda al vaglio del pensiero, della ragione, come esercizio di intelligenza e libertà, che sono poi le caratteristiche fondamentali dell’essere umano. Platone era uno che davvero la prendeva con filosofia. Non certo nel senso, come pensano quelli che vedono in lui il prototipo del filosofo con la testa fra le nuvole, troppo immerso nell’Iperuranio per vedere le cose così come sono, che davanti alla realtà egli chiudesse gli occhi; anzi, il suo sguardo sul mondo era lucido e si avvaleva del metro del pensiero, che è “l’occhio dell’anima”. È davvero difficile far passare questa idea, tanto più oggi che ci troviamo in un contesto in cui sembra che il pensiero sia roba vecchia e inutile, una perdita di tempo a cui anteporre, senza se e senza ma, l’agire. In Italia, oggi, va di moda il “governo del fare”. Ma fare che cosa? Come si può fare senza prima aver pensato con serietà cosa fare? Un fare svincolato dal pensare porta direttamente in un vicolo cieco. Chi fa senza pensare rischia di fare – anzi, senza dubbio fa – male. Questo i filosofi lo sanno bene e Platone sopra tutti. Ed io immeritatamente sempre con curiosità cerco di seguire queste semplici verità. Sbaglio ….sicuramente ma fa parte della mia vita e non ci rinuncio oggi come non ci ho rinunciato nel passato.Perciò ho voluto iniziare da lui e dalla Repubblica in particolare. Quando nel bel mezzo della sua opera, egli si spinge a dire che “ci sarà un buon governo solo quando i filosofi diventeranno re o i re diventeranno filosofi”, non si lascia andare certo ad una boutade, come pure viene recepita dai suoi interlocutori dialogici e da buona parte dei lettori disincantati. Con questa frase, destinata ad avere lunga eco nei secoli successivi, Platone, per bocca di Socrate, vuole indicare come la politica possa adempiere al suo mandato solo se poggia sulla solida base delle idee, della ragione e della cultura, che le diano un orientamento. Come l’utopia mette le ali alla storia permettendole di volare alto, così sono le idee a fare della politica qualcosa di alto e nobile. Il mio motto-guida sarà sempre “Amicus Plato sed magis amica veritas”….per ripetto di me stesso oltre che degli altri.
    mauro orlando

    Mauro Orlando

    13 gennaio 2011 at 1:07 pm

  11. ci risiamo con il fotovoltaico… che noia mortale…
    già vedo barricate, manifestazioni, esercito, filo spinato, come pr l discarica.
    ma non vi prende mai una forma di sfinimento, di vertigine?
    No pensate che state rompendo, sinceramente, gli attributi a qualcuno di grossa cilindrata economica e politica, oltre che di grosso potere decisionale.
    datevi una calmata. Altrimenti su questo terreno scivoloso, come pure su altri terreni ed argomenti, OGNUNO PER LA SUA STRADA
    IO NON CI STO NON CI STO IO NON CI STO
    MI INDIGNO ANDATE A LAVORARE ANDATE OGNI TANTO A POTARE UN ALBERO A PIANTARE UN ALBERO SIATE SERI
    NON SIETE CREDIBILI.
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    13 gennaio 2011 at 1:34 pm

  12. cara elda, ma i comuni possono indirizzare l’uso dei suoli senza comprarli… (non hanno soldi del resto).

    è quello, per altri versi, che vado dicendo da tempo a angelo: quando parliamo di “parco”, più che di perimetrare territori sulla carta e mettere a punto improbabili bollini di qualità, perimetriamo piuttosto l’estensione di possibili “patti civili” che gli stakeholder (mi è scappato il pragma…) sono disposti a sottoscrivere: gli amministratori a non consumare più suolo (ad esempio), i produttori di nocciole di non usare diserbanti, i ristoratori a non pulire la trippa con la soda, i salumieri a non vendere acqua nel PET…
    Magari, puoi fare un patto tra S. Andrea, Sperone, Rocchetta e Succivo…

    paolo

    13 gennaio 2011 at 1:56 pm

  13. caro paolo, le cose non stanno esattamente così. ne dobbiamo parlare di persona e, ripeto, con le carte alla mano. i comuni, allo stato attuale, possono prevenire, ma non opporsi a cose già fatte, ed è quello che è accaduto finora nel migliore dei casi…

    eldarin

    13 gennaio 2011 at 2:00 pm

  14. […] Read the original: NO AL FOTOVOLTAICO sulla terra agricola « COMUNITA' PROVVISORIA […]

  15. i comuni sono inermi … avete letto stamattina e ieri su Ottopagine a proposito della Pavoncelli ???
    Il sindaco di Conza della Campania lamenta oggi sul quotidiano esprimendosi in questo modo … ” siamo senza alcuna difesa ” La Puglia non paga un centesimo per la nostra acqua ,caso unico nel nostro Paese, forse anche in Europa … Ricordate quando ho scritto che l’Irpinia è una puttana che tutti possono possedere anche senza pagare per soddisfare le proprie voglie??? Il sindaco continua: ” La Regione Puglia e l’acquedotto pugliese giocano le proprie carte , mettono in campo tutte le forze a disposizione, tirano acqua al loro mulino. Noi irpini invece, siamo penalizzati dal fatto di appartenere ad una Regione, la Campania, che è completamente disinteressata a questo territorio ed alle sue risorse, siamo senza difese, in balia delle onde su tutti i grandi temi: dala sanità alle sorgenti, alle scuole, ai trasporti”.

    giovanni ventre

    13 gennaio 2011 at 4:39 pm

  16. Su Ottopagine di ieri:
    il dottor Antonio Cione presidente di cittadinanza attiva: ” C’era da aspettarsela la proroga. Oramai il raddoppio della Pavoncelli è uno scippo premeditato progettato con la complicità dello stato” il dottor Sabino Aquino, geologo e grande esperto del sistema idrografico dei Monti Picentini, del cui parco è stato anche presidente ci dice:
    l’acquedotto pugliese pensi piuttosto a riparare le sue condotte colabrodo, dal momento che c’è una dispersione di quasi il 50% dell’acqua che preleva dalle sorgenti del Sele. Se decidesse di fare una verifica ed una ristrutturazione non avrebbe bisogno di prelevare una maggiore quantità di acqua”.
    Io aggiungo: nnfanno verifiche e aggiusti perchè intanto si fottono il doppio dell’acqua, poi facendo la ristrutturazione si troveranno con il triplo di quello che hanno oggi. Qualcuno una volta disse two is meglio che one; Tree is meglio che one !!! E noi continuaiamo a dare senza nulla ricevere.
    E venitemi a dire che questa è globalizzazione o che l’acqua è di tutti per farmi incazzare come una belva !!! Con la nostra acqua la puglia vive, produce, fa economia … avete mai sentito parlare di ristori ???

    giovanni ventre

    13 gennaio 2011 at 4:53 pm

  17. 5000 euro ad ettaro è l’affitto annuale che gli installatori di pannelli (banche spagnole sul formicoso)pagheranno ai proprietari dei terreni.

    Ad evitare che l’erba selvatica cresca e faccia ombra ai pannelli o che l’erba secca possa comportare pericolo di incendio ai campi NECESSITA DISERBARE CHIMICAMENTE I TERRENI ALMENO 3 VOLTE L’ANNO !

    Il probabile inquinamento delle falde acquifere del Formicoso che ha sventato l’installazione della megadiscarica si realizzerà adesso con i diserbanti della monsanto.

    a_ver

    13 gennaio 2011 at 5:27 pm

  18. angelo, avevi scritto
    “A fronte di 5.000 euro ad ettaro ‘si cedono’ terreni da ricoprire con pannelli”.
    ora diventa un fitto… miiii, le parole contratto sono…

    paolo

    13 gennaio 2011 at 6:24 pm

  19. … che dire, l’ennesima bella favola !!! E i nostri politici dove sono … e se diserbassimo loro ???

    giovanni ventre

    13 gennaio 2011 at 6:32 pm

  20. a proposito dei diserbanti della Monsanto, avete letto cosa è successo col mais modificato negli Stati Uniti?
    su internet c’è un bellissimo reportage tratto da L’Internazionale.
    a lunedì.
    e.

    eldarin

    13 gennaio 2011 at 6:33 pm

  21. Un appello per la petizione in corso da oggi in Toscana !

    La giunta regionale ha approvato alcune limitazioni alla speculazione degli impianti fotovoltaici industriali sul suolo agricolo ma molti politici , nel libro paga degli speculatori , si sono già mossi per far cadere le limitazioni !

    http://www.firmiamo.it/toscana—si-alle-rinnovabili—no-alle-speculazioni

    PEr info e aggiornamenti sulla situazione :
    http://www.riparbella.blog.it

    alessandro lucibello piani

    13 gennaio 2011 at 7:15 pm

  22. Ripeto quanto detto in nota;
    Completamente in sintonia, il fotovoltaico sui terreni agricoli è devastante sia per l’agricoltura che per il paesaggio. L’eolico mi piace moltissimo mi ricorda i mulini della Mancia.

    Anna Maria Famiglietti

    13 gennaio 2011 at 7:21 pm

  23. @giovanni ventre
    Caro Giovanni, salvaguardare i terreni acquisendone la proprietà è certo il modo pù diretto e rischioso, ma anche il più individualista. E come può vivere un territorio, in cui la cultura dell’ambiente non sia patrimonio condiviso? Il progetto che stai realizzando mi interessa moltissimo, però vorrei avanzare anche la proposta di coinvolgere le capacità professionali presenti nella CP in uno studio di fattibilità, un progetto, per la trasformazione di un’azienda agricola come tante altre.
    Intendo dire che potremmo commissionare (e finanziare) un progetto per l’ottimizzazione dei consumi e della produzione di energia e potremmo offrirlo a una piccola azienda agricola, di qualcuno anche non facente parte della CP, ma che accetti di documentare la sua “case history”.
    L’utilizzazione delle energie rinnovabili mi sembra un argomento del quale ha senso discutere soprattutto in relazione alle caratteristiche dei singoli casi. Ogni azienda è diversa dall’altra, diversa nella storia, nelle caratteristiche fisiche, nella stessa capacità progettuale del suo proprietario. Mi sembra essenziale diffondere la consapevolezza che sia possibile ritagliare soluzioni individuali. Perciò io vorrei documentare, magari visivamente, la storia della trasformazione di un’azienda agricola tradizionale. Vorrei filmare le riunioni, il confronto con i proprietari confinanti, dello stesso o di diverso parere, i momenti critici determinati dagli eventuali imprevisti. Vorrei fare di questa storia uno strumento educativo da offrire alle scuole, ai consorzi, alle associazioni, per sollecitare l’interesse di piccoli proprietari che non dispongano di sufficiente informazione e che temano di vedersi imporre innovazioni sgradite.
    Noi qui stiamo parlando di terreni. Parlare di terreni significa parlare di persone. Come tu mi puoi insegnare, l’identificazione del proprietario con la sua azienda è fortissima. In un certo senso, il terreno è il suo proprietario e viceversa. Perciò non possiamo pretendere il cambiamento della mentalità corrente, senza stabilire un rapporto diretto con chi lavora la terra, anche e soprattutto quando queste persone hanno accumulato esperienze negative, temono le trasformazioni e diffidano di chi le propone.
    C’è una persona che io non conosco e di cui ho letto l’intervento qui sopra, si chiama Rocco Quagliariello, che dice “io mi indigno, andate a lavorare, andate a potare un albero”. Secondo me, non si va da nessuna parte, se le persone come Rocco non capiscono che questi non sono discorsi al vento, sono fatti proprio perché lui, tu, altri, possiate potare i vostri alberi senza subire decisioni prese sopra le vostre teste. E non si tratta di provocare i potenti, ma di capire quali sono i margini di libertà, entro i quali ogni imprenditore agricolo può sviluppare una sua attività con un minimo di garanzia per il futuro. Quali sono i margini di libertà per preservare la propria terra, assicurarsi acqua non inquinata e produrre – tanto per fare un esempio – senza essere costretti a ricomprare ogni anno le sementi, perché si piantano specie modificate, da cui è impossibile ricavare il seme.
    Sono contro ogni generalizzazione ideologica e spero che Rocco Quagliariello e altri lo capiscano. Però sono convinta che si debba uscire dall’immobilismo e dall’atavica sfiducia contadina. E’ proprio in questo modo, che si sono creati i problemi attuali, è questo isolamento che ha messo gli agricoltori – divisi fra loro – nelle mani dei politici, è così che oggi un agricoltore può trovarsi talmente in difficoltà, da non sentirsi più padrone in casa sua e sulla sua terra. E può arrivare a non parlarne con nessuno, tanto meno col suo vicino, per paura di trovarsi anche peggio.
    Dire “io non ci sto”, magari tre volte, è fuori luogo: far parte di una comunità non significa che dobbiamo mettere su famiglia insieme. Siamo tutti liberi, ognuno alla fine prende le proprie decisioni per conto proprio.
    Invece mi sembra che parlare con calma e francamente di queste cose, possa aiutarci a trovare il giusto modo per partecipare e andare avanti.
    Ovviamente, se a Rocco tutto questo dà proprio fastidio, gli chiedo scusa.
    Io non so molte cose della campagna, né so molte cose in generale. Vivo in Irpinia da poco tempo e non desidero fare la mosca cocchiera. Verrò a Nusco se mi sarà possibile, soprattutto per ascoltare e per conoscere i componenti della CP che non ho ancora incontrato. Grazie, a presto.

    antonella cuomo

    13 gennaio 2011 at 8:40 pm

  24. grazie alla comunità provvisoria sono venuta a conoscenza di questo scempio, perpretato ai danni delle terre irpine. Ma che senso ha? E cosa c’è dietro o chi c’è dietro a tutto questo? Insomma l’Irpinia deve diventare una pattumiera per forza? E’ colpa nostra se i giovani decidono di andare via perchè non c’è lavoro e si resta in pochi in un territorio troppo appetibile, per non essere guastato?
    Bisognerebbe saperne di più, capire chi à il padrone del gioco, avere un interlocutore. Un contadino che deve diserbare e poi smaltire i panelli del fotovoltaico è una figura troppo marginale e secondaria.
    Non posso venire a Nusco, il 17. Ma spero dio esserci le altre volte.

    emilia

    13 gennaio 2011 at 10:42 pm

  25. Basta con gli incentivi spropositati agli speculatori che non aiutano, ma danneggiano, la prospettiva di un sistema energetico sostenibile e un vero sviluppo delle energie rinnovabili. Venerdì 14 gennaio alle ore 12 a Roma, presso la sede nazionale di Italia Nostra, in viale Liegi 29/31, le Associazioni che si oppongono alla devastazione del territorio collinare e montano d’Italia causata dall’invasione delle torri eoliche e del fotovoltaico sui terreni agricoli, presenteranno alla stampa e all’opinione pubblica le loro proposte volte a rafforzare gli aspetti positivi delle recenti norme emanate dal Governo per disciplinare la materia delle energie rinnovabili e a respingere gli attacchi degli speculatori.

    Intervengono: Rosa Filippini, Presidente degli Amici della Terra; Maria Rita Signorini e Oreste Rutigliano, Gruppo energia di Italia Nostra; Carlo Alberto Pinelli, Presidente onorario di Mountain Wilderness Italia; Carlo Ripa di Meana, Presidente del Comitato Nazionale del Paesaggio.

    Con l’adesione e la partecipazione, tra gli altri, di: Alessandra Mottola Molfino; Mario Pirani; Giorgio Ruffolo; Remo Bodei; Giacomo Marramao; Renzo Bragantini; Stefano Rodotà; Ugo Bilardo; Piero Craveri; Andrea Romano; Luisa Bonesio; Carlo Alberto Graziani; Pietro Bellasi.

    Evento promosso da
    Amici della Terra, Comitato Nazionale del Paesaggio, Italia Nostra, Mountain Wilderness Italia

    Aderiscono:
    Comitato per la Bellezza, Fare Verde, Movimento Azzurro, Altura

    P.s. L’irpinia è in realtà già devastata dai campi eolici realizzati e gli oltre 115 autorizzabili dalla provincia e per non parlare dei mega campi autorizzabili a livello regionale. Lo so, purtopoo l’eolico non fa tutto questo scalpore sponsorizzato com’è dai grillini di turno e dai legambientisti di turno.

    Vi segnalo due siti fondamentali per comprendere meglio, senza alcuna intermediazione, tantomeno la mia :

    http://www.amicidellaterra.it/adt/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=101&Itemid=372

    http://www.viadalvento.org/

    Saluti e fate buone cose a Nusco lunedì.

    luca b

    13 gennaio 2011 at 10:47 pm

  26. Il fotovoltaico su terreno e per di più agricolo è una iattura, sia per il paesaggio che per l’agricoltura. L’eolico permette di avere più energia con utilizzo di pochissimo terreno e a mio avviso è anche bellissimo ed avveniristico.

    Anna Maria Famiglietti

    14 gennaio 2011 at 10:29 am

  27. Cara Antonella, ho detto del mio terreno non per personalismo ma per porre l’accento sul fatto che la mia scelta è direttamente proporzionata all’amore per la stessa e per i luoghi di cui stiamo parlando. Sono completamente a tua disposizione, anzi ti chiedo di più sarebbe bello se mi affiancassi in questo percorso arduo e difficile. Quello che troverò per strada non sarabbo bandiere e bande musicali, ma piuttosto trappole e cecchini pronti a spararti in fronte per porre fine al sogno. Ovvio che la terra è dei contadini e che oltre ai teritori dobbiamo investire chi il territorio lo rende fruttuoso. Filmare le riunioni è una buona idea, così si potrà redigere quel documento da mostrare ai ragazzi nelle scuoleo ai consorzi … Rocco Quagliariello è un pò lo spirito ribelle della counità, a cui però bisogna riconoscere la cultura e l’intellienza che lo contraddistinguono.
    Spero che sarai a Nusco lunedi.
    Buona giornata da Giovanni Ventre

    giovanni ventre

    14 gennaio 2011 at 10:36 am

  28. Luca, proponi una campagna irpina per un corretto uso delle rinnovabili coniugate al rispetto del territorio e delle potenzialità agricole dello stesso. Possiamo pensare a installare dei gazeebo per il corso un sabato ed una domenica … iniziamo a dire alla gente quello che accade alle loro spalle …
    Ho firmato la petizione per la toscana !!!
    Pensiamo di proporne una in Campania.
    Muoviamoci, il tempo ci è nemico !!!

    giovanni ventre

    14 gennaio 2011 at 10:41 am

  29. c’è posto in piazza macello…

    iside

    14 gennaio 2011 at 12:51 pm

  30. Cari Giovanni e Luca,
    c’è piena disponibilità da parte mia per essere presente al gazebo e per partecipare ad ogni iniziativa concreta.
    L’idea di documentare i momenti di discussione – progettazione – realizzazione nasce dalla consapevolezza di quanto sia importante creare i presupposti della memoria.
    L’Università Orientale ha (spero che abbia ancora) un laboratorio di post-produzione video presso il CILA. Potremmo interessare alla produzione la Facoltà di Scienze Politiche.
    Non so ne siete al corrente, ma un professore della Facoltà è il Sindaco di San Potito Ultra. Ed è un eccellente storico, che conosce a fondo i problemi politici ed economici del Mezzogiorno. E’ il Prof. Giuseppe Moricola.
    Fra i Sindaci irpini, credo sia stato uno dei primi a considerare i problemi della salvaguardia ambientale.
    Comunque, la mia è solo una proposta come tante altre…
    Per Nusco, spero di trovare un passaggio :-)

    antonella cuomo

    14 gennaio 2011 at 3:01 pm

  31. si ai gazeebo provvisori per una sensibilizzazione comunitaria.

    giovanni ventre

    14 gennaio 2011 at 3:06 pm

  32. Voglio raccontare di una bella cosa accaduta in questa provincia, una cosa che dimostra quanto siano errate le valutazioni dei cosidetti decisori.
    Grazie a Pietro Mitrione, sei entità distinte si sono ritrovate unite in un progetto di valorizzazione e rilancio della tratta ferroviaria Avellino Rocchetta Sant’Antonio, ramo secco per antonomasia. Il 1° settembre 2009 sulla corsa della levataccia, partenza intorno ale sei del mattino, salivano su quel treno grazie a facebook qualcosa come una ottantina di persone. Creato il gruppo abbiamo programmato e messo in atto 20 viaggi in un anno, facendo salire sul treno più di duemila persone paganti. Fino a quel momento erano state poste in atto altre iniziative ma tutte organizzate con i soldi di papà ( Regione Campania o altri enti). Ci sono stati tra noi organizzatori anche momenti di tensione, di scontro democratico ma abbiamo dimostrato che insieme si possono raggiungere determinati scopi a servizio del territorio. Ora mi chiedo e vi chiedo se sei persone sono state capaci di muovere così tanta gente cosa accadrebbe se gli enti fossero capaci di porre in atto un vero progetto di fruizione della linea ferroviaria e dei territori attraversati ??? Tra l’altro dato che mi hanno insegnato a pensare male e agire bene, posso credere che la soppressione della tratta sia dovuta non alla passività, c’è infatti la Benevento Campobasso che è più passiva della nostra ma rimane misteriosamente funzionate, ma ha lo scopo di bloccare qualcosa che dimostra alla gente che con impegno e sacrificio anche senza l’aiuto di nessun ente o partito o politico si possono mettere in atto delle rivoluzioni ???
    Abbiamo fatto una serie di Conferenze stampa alla Provincia, ci fosse stato mai presente qualcuno degli assessori, dei consiglieri, … tutta gente impegnata in stanze chiuse … mah !!!
    Per questo dobbiamo amdare tra la gente, riempire il vuoto lasciato da politici attenti solo ad accumulare soldi e potere e che solo nei periodi elettorali sanno sorridere chiedendoti il voto dopo che ti hanno fatto piangere per i cinque anni precedenti.

    giovanni ventre

    14 gennaio 2011 at 3:23 pm

  33. COPIO INCOLLO E DIFFONDO QUESTA REPLICA … UN OTTIMA SPIEGAZIONE !

    In replica all’improvvida iniziativa degli assessori al ‘”ambiente” toscani, il nostro circolo ha emesso il seguente comunicato stampa:

    il problema rappresentato dall’ingresso della tecnologia fotovoltaica in agricoltura deve essere ancora inquadrato nella sua giusta prospettiva :

    ■La produzione di energia elettrica non è un attività agricola.

    ■L’agricoltura produce cibo, che è la prima forma di energia rinnovabile scoperta dall’uomo e la più importante di tutte, dato che lo mantiene in vita.

    ■L’agricoltura, anche nei momenti migliori della PAC, quando veniva additata dagli altri settori produttivi come un’attività semi-parassitaria, non è mai arrivata a ricavare più del 60% del suo reddito dai contributi europei.La produzione elettrica da fotovoltaico percepisce dal GSE un incentivo che moltiplica di sei volte il valore di mercato del kWh (da 7 a 46 €cent.).

    Questa situazione sottopone l’agricoltura ad un damping spietato che le sta causando una crisi irreversibile, per questo, in Germania , già dal luglio 2010 è stata abolita ogni forma di incentivazione sul FV realizzato in terra agricola.

    ■I terreni agricoli incolti a causa della bassa redditività contingente, non sono equiparabili ad una cava dismessa, perché possono tornare produttivi nell’arco di un mattino, con una semplice maggese.

    ■Il FV in terra agricola non ha nessuna giustificazione strategica, dal momento che si sostituisce una forma di energia più efficiente (la fotosintesi) con una meno (il fotovoltaico)

    ■Il FV dispone in Italia di superfici utili su tetti e lastrici solari in grado di soddisfare 5 volte il fabbisogno energetico nazionale diurno.

    ■Il FV industriale in terra agricola, una volta istallato, non necessita quasi di alcuna manodopera, quindi, per gli addetti agricoli è causa di disoccupazione ed è inoltre più assimilabile ad una rendita finanziaria che non ad un attività produttiva.

    Le rivolte per il pane, in atto in questi giorni nel Maghreb, dovrebbero aprire gli occhi ai nostri politici.

    L’Italia, nel periodo gennaio/luglio 2010 ha importato 6,7 milioni di tonnellate di cereali e nei settori zootecnico ed ittico la situazione è assai peggiore.

    Il nostro paese non ha l’autosufficienza alimentare.

    La sola ragione che fa preferire ai grandi speculatori del FV, la terra agricola ai tetti o cave dismesse è puramente economica: minor costo d’istallazione = maggiori profitti

    Ma queste considerazioni, se sono giustificabili per un imprenditore dedito al profitto, non lo sono per i nostri amministratori, il cui ruolo dovrebbe essere di salvaguardia dei beni collettivi, dal paesaggio naturale all’autosufficienza alimentare.

    Ci sorprende quindi che a riunirsi a Firenze, per osteggiare la determinazione della giunta regionale toscana a proteggere il nostro patrimonio agricolo, non siano stati gli assessori alle attività produttive o all’industria, che in qualche modo avrebbero anche avuto il diritto di sentirsi minacciati, ma quelli all’ambiente.

    Non riusciamo infatti a comprendere in che modo, la mancata istallazione di impianti industriali in terra agricola, possa contrariare degli assessori deputati a proteggere l’ambiente.

    Andrea Marciani

    Circolo Legambiente di Manciano

    alessandro lucibello piani

    14 gennaio 2011 at 7:01 pm

  34. Leggere il post sopra esposto infonde tristezza ed alimenta rabbia. La prima domanda che mi sovviene è la seguaente ???
    Ma veramente a livello di Comunità Europea non si ha consapevolezza dei disastri che stanno mettendo in atto ???
    la seconda invece riguarda Comunità provvisoria e il parco dell’Irpinia d’Oriente … a Conza della Campania se non ricordo male, Nicolo Sorbo, al quale chiederei di approfondire sul blog le questioni che ha con lucidità e competenza sollevato nel convegno, affermò quanto seue:
    Bisogna che si stabiliscano destinazioni d’uso delle aree agricole. Gli Enti Locali devono stabilire che le aree agricole devono essere sfruttate per la sola pratica agricola e poi ancora pose l’accento sulla legge 480/78 che consente di riassegnare se ho ben capito la terra demaniale a chi vuole renderla produttiva. Anche di di questo dobbiamo farci carico .
    Organizziamo un incontro ad Avellino imperniato sulla agricoltura e le possibilità di lavoro che potrebbe offrire a chi abbia voglia di mettersi in gioco. Si potrebbe fare questo chiedendo collaborazione a Stapa Cepica, a confagrigoltori e a coldiretti …
    Facciamo capire alla gente che la terra può rendere anche senza essere violentata.

    giovanni ventre

    16 gennaio 2011 at 11:10 am

  35. … dimenticavo :
    mi piace questo interfacciarsi con realtà diverse che hanno gli stessi problemi, ecco quello che intendevo quando parlavo di territorio … il nostro amato territorio aperto a tutti e il territorio di altri aperto a noi senza preclusioni ma con una ben demarcata differenza culturale antropologica che non serve a rivendicare o anelare un ritorno al passato ma che semplicemente faccia riconoscere un italiano da un arabo. Domani a Nusco ore 16.30. Vi prego di essere presenti, è un momento fondamentale.

    giovanni ventre

    16 gennaio 2011 at 11:15 am


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