COMUNITA' PROVVISORIA

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SCRITTURE MONDO

TRE POESIE DI FLORA RUCCO  

Tre poesie, la prima precede di più di vent’anni le altre due. Un filo rosso  le unisce, il sentimento dolente di appartenenza (e di  perdita)  a una terra che segna,  che  lacera . Col tempo  quel Sud non è più una mera espressione geograficamente individuata, ma  un luogo dell’anima. Così com’è, con l’ autismo, i  cerchi di rumorosa solitudine, il Sud è il mondo,  una landa desolata   dove  “l’Amor che tutto move” va scarseggiando fino a che  “  noi carovane in deserto/sempre più a sud/ saremo/ senz’ acqua”. (Salvatore D’Angelo)

SUDD  
 
Suddito sud

a te approdata

a questa terra tradita

bruciata arsa di fiamme

infernali

lurida e scura.

Sanguisughe violenti

ti vollero schiava

e arraffando usurpando

anche il cuore

rubarono al sud.

Arido sud

sulla pietra

da tempo

vi abbiamo seminato

il seme dorato

del grano

e ogni volta

l’aratro maschile

del sud

se n’è andato

a curare le spine

 

e le rose

soltanto

a chi ha meglio venduto

e comprato

e poi dal niente

generi fiori

per poi affossarli

a colpi di scure

 

Sudicio sud

che ti sporchi di sangue

ogni volta che arretri

ignorante

in maschere assurde

da bambini innocenti

e ti arbitri

a furbizia superba

barricando

schiacciando

chi ti vuol ricordare

giustizia  – l’amore

(arrogante impotente)

 

Sporchi  i tuoi clan

di selvaggi vestiti

chiusi di mente

e di cuore

repressi all’amore

 

sempre pronti

a ferire

a mentire

a pulire facciate

dal palmo del naso

perché l’essere dentro

ha paura

del marcio

il sozzume dei loro sistemi

parvenza di vita apparente

 

e sfinito

ti han tolto le forze

mangiato le strade

ed i boschi foreste e giardini

sputato nel mare

orinato nel fiume

 

Hanno tradito

di questa terra

la madre

voluta insincera

per coglierne meglio

i suoi frutti

gli scopi.

 

              Dal sud

              o si scappa

              o si torna

              a portare la soma

              dell’ essere un suddito

              al magico arbitrio

              dei nuovi sovrani

 

              e scappando scappando

              proietti al destino

              la magica bussola chiara

              indicante al tuo cuore

              la strada tortuosa

              dell’essere fuori dal sud

 

e la magica strada

bambina

rimpiangi

seppellita e distrutta

per la nuova coltura

dei suoi falsi

frutti.

(Tratta da ECOS, Ripostes Editore 1989)

 

 
SENZ’ ACQUA


 

 

 

 

 

 Fango dopo fango
immersi dalla polvere
sabbia dopo sabbia
il deserto che avanza.
 
Pianto dopo pianto
pietre
essiccate nel cuore…
 
Idro-medari
futuri
saremo
elemosinando acqua
come ebrei
in cammino
verso mitiche mete
del nord…
 
E il nord
sempre più a nord.
 
Implorando perdono
aggrappati
a esiguo
più sempre –
di liquido aspetto
in un’era impietrita
e distrutta…
 
E noi
carovane in deserto
sempre più a sud
saremo
          senz’acqua

 

LA TERZA FRECCIA

 

 

 

 

 

 

 

La terza freccia
di luce dorata
lenta
nel suo scoccare
mi fracassava la mente.
 
         Giorni arroventati
         bruciavano ardenti
         la freccia
         trapassata nel cuore
         languina ancora sangue.
 
E le ossa
che tu incatenasti
a quel letto
di polvere
col tempo
dimentiche
dei fiori
che a primavera
imbrigliavano gli occhi
                             all’amore.

Tratte da FLUSSI MERIDIANI, 
L’APERIA Società Editrice Caserta, 
1^ Edizione 2009

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Written by soter54

17 gennaio 2011 a 2:19 pm

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