COMUNITA' PROVVISORIA

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Arcore, la notte

di Andrea Di Consoli

Ci chiedono gentilmente di passare in un’altra stanza; non proprio in una stanza, ma in una discoteca buia, un privè claustrofobico con le tende chiuse. Sembra un bunker interrato.

Gli amici suoi, prima di salutarlo, gli fanno un cenno rassicurante, come a dire: sono ragazze a posto, nessuna di loro è fuori di testa, vai tranquillo, goditi la notte.

Nel bunker c’è musica in sottofondo, fa caldo, non si respira, è anche vietato fumare. Nel centro della stanza c’è un palo di ferro per la lap-dance, come in un locale per scambisti. Mi gira la testa, ho la nausea, forse ho bevuto troppo.

Mi guardo intorno e vedo queste ragazze che ballano abbracciate a due a due con la schiena inarcata, e ridono a crepapelle, non si capisce bene perché. Alcune sono russe, altre rumene, altre ancora brasiliane. Forse sono venti, forse di meno, e tutte si muovono a proprio agio su tacchi altissimi. Lui sta seduto su una poltrona in penombra e non capisco bene se stia guardando o se si sia addormentato – per via della testa un po’ curva, e dell’immobilità. Una ragazza – forse russa – è rimasta in tacchi e autoreggenti e si appende al palo di ferro girando più volte su se stessa; altre due – forse brasiliane – si stanno baciando intrecciando rapidamente le lingue, ma anche un bambino capirebbe che lo stanno facendo per finta. Lentamente si spogliano tutte, e rimangono in tacchi e autoreggenti. Si sentono gridolini, urlii scemi, risate improvvise.

Lui adesso si alza e si avvicina alle ragazze; ma non sorride più come prima a tavola; anzi, è cupo, ha un volto stanco e teso. Tre ragazze lo mettono in mezzo alla loro danza e lo soffocano con i loro profumi intensi e nauseanti. E’ una recita cupa, uno spettacolo buio – e, così chiusi, si perde la concezione del tempo. Alcune ragazze perdono il controllo: in fondo basta bere un po’ di champagne in più e non ci si vergogna neanche un po’ di baciare i seni freddi di una ragazza che, come te, senza capirne bene il motivo, si sta esibendo davanti a quell’uomo ricco e potente nonostante, appena ieri, fosse una bambina, e nonostante, appena ieri, vivesse in una squallida stanza in una squallida periferia di Mosca, di Rio de Janeiro o di Bucarest.

Ma si vede che il suo piacere principale è guardarle, guardare avidamente tutti questi capelli lungi e ben pettinati, tutti questi seni turgidi, tutte queste gambe lunghe, tutte queste labbra rosse, tutti questi occhi vivi: tutta questa maledetta giovinezza.

Gli piace da impazzire, la bellezza, ma non gli passa neanche per la testa la certezza che queste ragazze, domattina, al sorgere dell’alba, avranno mal di testa, mal di piedi, malumori e che andranno a dormire in brutte stanza ammobiliate o in alberghi disadorni, e che dormiranno con in sottofondo il trillo disturbante degli sms di clienti furibondi e insistenti a tutte le ore. Sul comodino avranno una busta gialla con dei soldi, ma nei loro sogni ci sono ancora cose tenere: principi azzurri e abbracci di mamma.

Ora ci chiede di fare silenzio e ci raggruppa nella parte di sala più illuminata – mentre parla, mi fisso a guardare le scie di rossetto sul palo di ferro. Con sicurezza ci seleziona – si è messo di nuovo a scherzare –, alle altre, invece, indica un posto dove andare, una via d’uscita. Rimaniamo in otto, e ci fa strada verso il centro benessere della villa, dove ci sono piscina e sauna. Faccio in tempo, sbirciando un orologio a pendolo, a vedere che sono le tre e mezza. Sono sfinita, barcollo sui tacchi e, appena arrivata, mi sdraio su una poltrona bianca. Le altre ragazze, prese dall’euforia, si buttano nell’acqua senza sfilarsi i tacchi e le calze autoreggenti. Lui è a bordo piscina e ordina alle ragazze di baciarsi. Loro lo fanno, ridendo. Lui ripete solo: “Meraviglioso, è meraviglioso”. Non dice altro. Poi chiama a sé una ragazza – sembra adulta, ma è una ragazzina ancora gonfia di quel tipico gonfiore delle adolescenti che ancora non hanno varcato la linea d’ombra – e, prendendola per mano, la conduce nella stanza dei massaggi. Tra di noi si fa silenzio; un misto di attesa, di dubbio e di stanchezza ci ammutolisce; qualcuna nuota, soprattutto le russe, che evidentemente sono abituate a farlo; altre, a bordo piscina, parlano avidamente di soldi in un italiano aspro e arrangiato. Dopo appena cinque minuti lui e la ragazza tornano in piscina e lei, sorridente, si tuffa nell’acqua. Cosa sarà potuto accadere in soli cinque minuti? Ce lo chiediamo con gli occhi interrogativi, ma senza parlare. In un crescendo di confusione, lui le chiama una per volta, e sempre si chiude per cinque minuti nella stanza dei massaggi. Finché tocca a me, proprio a me. Sento il cuore in gola, ho i battiti impazziti. Mi sembra che stia sragionando un po’ – è totalmente spettinato, e ha la faccia stravolta. Mi prende per mano e, in quel preciso momento, penso che in fondo adesso – saranno le cinque del mattino – io che non sono niente e lui che è l’uomo più potente della mia nazione, siamo due persone sole, semplicemente ammalate della stessa malattia. Chiude la porta e mi fa sdraiare su un lettino. Mi accarezza le gambe, il ventre, le braccia, i capelli, le labbra. Vorrei alzarmi per fare qualcosa – forse, in questo circostanze, si è costretti a fare qualcosa. Invece mi costringe con un gesto della mano a stare sdraiata. Provo a guardarlo negli occhi, nonostante la penombra. Forse se ne accorge, infatti abbassa la testa e posa le labbra e la bocca sulle mie gambe. Poi si alza e, con la voce rotta, mi dice: “Andiamo bellissima, è tardi”. Ma, non appena alzata, toccandomi le gambe, mi accorgo che sono bagnate. Dio mio, sono le sue lacrime! Ma non faccio in tempo – e forse nessuno in Italia fa più in tempo – a chiedergli il perché di quelle lacrime, il perché di tutta quell’infelicità.

Andrea Di Consoli

 

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Written by Arminio

18 gennaio 2011 a 10:35 pm

Pubblicato su AUTORI

27 Risposte

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  1. Andrea, questa è la “tragedia” di un uomo ridicolo (bellissimo il titolo di stamani sul FATTO QUOTIDIANO). Con questo approccio, qui, il tuo talento – che è tanto ed è grande – è davvero sprecato. Sinceramente.

    Salvatore D'Angelo

    19 gennaio 2011 at 12:05 am

  2. che c’è di ridicolo ad andare a letto con sei o sette fantastiche diciotenni tutte insieme?

    sergio gioia

    19 gennaio 2011 at 12:53 am

  3. Invito Luca bttista a pubblicare sul Blog Comunitario nel Post “contro le speculazioni del fotovoltaico ” il commento delle ore 4.56 am odierne inviato nel suddetto Post e non comparso.
    Diffido Luca Battista dal fare del suddetto commento di cui possiedo copia originale unica un uso diverso dal pubblicarlo nel Post sul Blog dopo averlo rimosso dalla spam mediatica in cui wordpress lo ha collocato provvisoriamente.Affettuosità.
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    19 gennaio 2011 at 5:02 am

  4. inviti e diffide facciamoli tramite e.mail o telefono; grazie; evitiamo di utilizzare il blog come una chat privata; grazie.

    a_ver

    19 gennaio 2011 at 8:52 am

  5. Franco, questi articoli di Di Consoli sono pietosi, in tutte le accezioni possibili del termine.
    Di Consoli si ostina a sbirciare nel privato dell’uomo e s’è appeso pure lui al palo della lap dance. Io no, io sto appeso al lampione di Palazzo Chigi.

    paolo

    19 gennaio 2011 at 9:20 am

  6. Credo che solo un affabulatore sensibile e capace possa oggi cogliere il senso “tragico” di una vita inautentica,sino al ridicolo, sovraesposta e prigioniera degli “arcana imperi” e della civiltà delle comunicazioni……ma onestamente non è la sua tragedia che mi interessa ma quella di tutte le persone che nle bene e nel male sonoscotrette ad essere coinvolte in queesta esperienza che non è solo individuale ma collettiva….

    mercuzio

    19 gennaio 2011 at 2:25 pm

  7. commento di Rocco Quagliariello rimosso dall’amministratore in quanto ingiurioso verso terzi

    rocco quagliariello

    19 gennaio 2011 at 3:34 pm

  8. dietro il mostro l’uomo.
    Di Consoli ce lo ha qui sceneggiato.

    lucrezia r.

    19 gennaio 2011 at 4:01 pm

  9. Amici, voglio invitarvi ad una considerazione. Ho letto nei giorni scorsi di telefonate intercettate da cui si evince che le “ragazzine” telefonavano a casa alle madri, ai padri, ai fratelli, ” mi fanno entrare, stasera lo incontro” e dall’altra parte : Vai amore, fai le cose per bene, così ci sistemiamo tutti. Ora io m chiedo … perchè non spostiamo il telescopio per un attimo dalla parte più logica, perchè invece di criminalizzare solo Berlusconi e le porcherie che combina non facciamo una analisi di questa società morta in cui le ragazzine vengono dai mass media e dalle famiglie indirizzate a PROSTITUIRSI pur di fare soldi ??? Perchè ci scandalizziamo se Berlusconi fa il porco e non ci scandalizziamo quando il grande Fratello è di fatto un lupanare ??? Perchè nessuno parla di Uomini e donne dove la De Filippi inscena streep tease e altre porcate con donne che nella realtà familiare dovrebbero essere le nonne che lavorano a maglia ??? Forse perchè questi non sono Berlusconi ??? Avete ragione sono peggio !!! Loro le porcate le fanno alla luce del sole .

    giovanni Ventre

    19 gennaio 2011 at 5:43 pm

  10. @lucrezia
    Un uomo che è presidente del Consiglio dei Ministri. Il nostro Presidente del Consiglio dei Ministri. Un uomo che si copre di ridicolo. Probabilmernte ammalato. Ricattato e ricattabile. Un uomo delirante, convinto di essere al di sopra della legge. Ma anche un uomo che sa bene quello che fa, conscio del controllo ferreo sul sistema di comunicazione che ha messo in piedi. Che sa come utilizzarlo , come creare i “diversivi” per incantare i serpenti (cfr la storiella della “fidanzata fissa”). Non solo la (trita) solitudine del satiro o dell’uomo di potere. Ma la perversa capacità del manipolatore. Del cartaro. Del Magnifico Cartaro. Nessun mostro, per me. Ma un uomo. Un uomo che deve essere messo in condizioni di curarsi e di non nuocere al proprio paese, a noi. La corte di nani (papponi)e ballerine è un dejà vu che si accompagna sempre agli scorci da basso impero. Lo sanno anche i bambini. Di tutto questo, non c’è traccia nel testo, nemmeno di riflesso o per induzione, perchè troppo note le caratteristiche del personaggio.Molto meglio le paginate di stamani sul FQ: alcuni articoli rendono con grande efficacia il quadro di quella corte di “nani, papponi e ballerine”, e allo stesso tempo mettono bene in evidenza gli aspetti politici e istituzionali del problema ( i soli e veri problemi di questo “caso”) Dunque, non è in discussione il talento di Andrea, che – ripeto – è tanto ed è grande. Ma è l’uso (sprecato) che qui ne ha fatto . Opinione personale.

    Salvatore D'Angelo

    19 gennaio 2011 at 6:03 pm

  11. Una vergogna è una tragedia, una milione di vergogne sono una statistica, direbbe Baffone. Ci si abitua. Ci si acconcia. Ci si sceneggia…

    paolo

    19 gennaio 2011 at 6:41 pm

  12. “.. vergini che si offrono al drago…”
    in questa dottissima frase del 2009 di Veronica la chiave di lettura di questo mercimonio, trattandosi di un uomo ricco e “malato” non c’è cura che tenga.
    @Salvatore
    narrazione “sprecata”? non direi, è solo un’altra prospettiva della faccenda.

    lucrezia r.

    19 gennaio 2011 at 7:24 pm

  13. per me è meglio una donna che lo fa a pagamento di una che non lo fa nè a pagamento nè gratis… in tanti commenti di qua sopra vedo la riproposizione del solito tabù del sesso. ma veramente dobbiamo campare solo per mangiare, dormire, vedere il calcio in tv, leggere poesie e pensare?

    sergio gioia

    19 gennaio 2011 at 8:28 pm

  14. chi non ha la fortuna di avere un partner di cui si senta invaghito, infatuato e carnalmente perennemente eccitato…che deve fare in attesa che arrivi l’amore…stare tutto il tempo a visitare il santuario di montevergine, come ho fatto io stamattina?

    sergio gioia

    19 gennaio 2011 at 8:36 pm

  15. @giovanni ventre: i comportamenti, economici individuali sociali e culturali, sono principalmente dettati dalla struttura di incentivi che ci si trova intorno ogni giorno, e mutano nel tempo la forma della cultura aggregata

    è una chiave di lettura anche dello smontaggio del sud

    Luca Sessa

    19 gennaio 2011 at 8:39 pm

  16. @lucrezia

    Lo so benissimo che è un’altra prospettiva. Ma è proprio quella qui proposta che non mi convince.Perchè non è credibile, così’ come viene organizzata e proposta la narrazione, rispetto al “modello” cui si ispira: troppe cose drammaticamente serie rimangono fuori per far spazio a una “proiezione” sul personaggio di un sentimento assolutamente fuorviante, che vorrebbe essere di pietas, ma che qui – e con l’incombenza del modello reale- suona pietistico, se non addirittura di un grottesco involontario.

    “Dio mio, sono le sue lacrime! Ma non faccio in tempo – e forse nessuno in Italia fa più in tempo – a chiedergli il perché di quelle lacrime, il perché di tutta quell’infelicità. ”

    Una ragazza che, incassata la paghetta, pensa queste cose? Capisco le esigenze di mimesi, suvvia però…

    Eddài, che manco quei vecchi cinici della curia cardinalizia ci credono più a questa storiella, pure loro, che lo hanno ben ben spremuto ( a livello di privilegi legislativi) incominciano a preoccuparsi per la “tenuta” del regime..

    Massù, li hai ascoltati i telegiornali? Il Vecchio Satiro ha subito sciolto le sue lepri ad ammannire proprio la solfa “del povero vecchio solo” a cui nessuno crede circa i suoi “nobili” intenti generosi (per la platea del pubblico da rotocolco tv, accanto alla immarcescibile intemerata del perseguitato dalle toghe rosse)…l’hai sentita la Began e la variopinta corte di papponi e lenoni di regime?
    Gli stessi che – intercettati nella realtà vera- fanno poi la cresta sul danaro sganciato per tacitare le ricattatrici o per pagare le prestazioni…

    Che traccia c’è di tutto questo, nella narrazione qui sopra?

    No, Andrea ha talento e potrebbe far molto meglio, in proposito.

    Si rilegga il BEL AMI di Maupassant e vi si ispiri. Ne trarrà solo benefici.

    Salvatore D'Angelo

    20 gennaio 2011 at 12:33 am

  17. a Berlusconi

    lasci andare tutti coloro che sostengono che ella è gravemente malato, in primis la sua ez moglie la soubrette d’antan ,Veronica Lario, ex spogliarellista quarta misura coppa c, come abbiamo potuto ammirare sul quotidiano di proprietà “Libero” nella trascorsa estate…

    lasci perdere coloro che sui Blog anarco insurrezionisti si divertono, masturbandosi cerebralmente, a parlare unicamente e soltanto di Lei e delle Sue res gesta…

    lasci nella melma tutti coloro che non sono ancora diventati “berlusconiani” in attesa di diventarlo appena faranno la Sua conoscenza diretta ed avranno l’occasione, la chance della loro vita…

    Quante mamme le portarebbero “in dote ed in dono” la figlia prediletta pur di vederla “velina” o “soubrette” in prima seconda o terza serata…

    Quanti padri sarebbero disposti a rimuovere l’onta della perdita momentana della loro “onorabilità reputazione” pur di sapere che una figlia è stata “sistemata” per la vita dal Magnate “papy”.

    Quanta gente ammira le sue capacità di aver costruito un impero economico, aziendale imprenditoriale politico partendo dal nulla, con la Sua intelligenza, la Sua astuzia, la Sua tenacia, la Sua potenza che supera la forza e la volontà…

    Quanti politici della prima seconda terza quarta quinta sesta e settima fila Le debbono gratitudine e riconoscenza…

    Quante “veline” diventate Deputato o Ministro…

    Racconto aneddotico per i comunitari invidiosi

    …Quando sedeva a tavola, il Suo gatto montava su una sedia opposta alla Sua e con aria stupida decorosa aspettava che terminasse il pasto…
    poi riceveva il cibo dalle mani del suo padrone e scompariva per riapparire il giorno successivo lla stessa ora.
    quella scomparsa preoccupo’ l’intendente al gatto che temeva per il colpo emotivo che Ella avrebbe potuto subire per quella dipartita momentanea provvisoria, tuttavia sembrò non preoccuparsene molto esattamente come non si preoccupò della morte del suo segretario…
    tutti sanno che è stato uno dei più grandi ministri che il nostro Paese abbia mai avuto, tutto divenne una manìa collettiva contagiosa, da quando si alzava fino a quando andava a letto la notte era sempre circondato da una dozzina di esemplari famelici, assatanati di danaro, assetati di potere mediatico televisivo ad ogni costo, si deliziava a vederli saltare spoglirsi fare capriole, allargare e richiudere la porta del paradiso terrestre…
    una delle sue stanze era stata adibita ad allevamento di tali esemplari per il quale erano stati incaricati due attendenti del Kaiser i cui noni risultano tuttora sconosciuti, in codice “pin” e “pom”…
    Mattina e sera nutrivano quelle creature con denaro puzzolento, ma appena stampato, croccante… Quando morì lasciò un vitalizio per quelle creature indifese capaci solo di aggredire e di parassitare…
    lascio’ quattordici creature ricche, famose e mediaticamente pronte per la scalata alla celebrità…
    Amilcare , il gatto di Anatoe France, venne sostituito da >Pascal , gatto del cuoco di France, che aveva ascoltato durante un pranzo una discussione sul filosopo francese omonimo. Pascal era un randagio che vagava per le strade della Francia , giocava sulle ginocchia con una mano mentre con l’altra firmava i mandati di esecuzione del Cinque Marzo…

    Questa potrebbe essere la cifra che distingue la vena narrativa di Andrea dalla vena narrativa di Rocco…

    Ai lettori del Blog l’ardua sentenza!!!!

    Andate a lavorare. Siate seri. Prima votate poi riflettete!!!!

    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    20 gennaio 2011 at 4:13 am

  18. Non so spiegarmi il perchè persone che per altre occasioni danno commenti e contributi di grande qualità culturale ed esistenziale su queste Blog ……spesso decadono in pettegolezzi e commenti veramente scadenti.Il testo letterario di Andrea è un esercizio di intelligente drammatizzione di un fatto politico di interesse nazionale e molti di noi si sono comportati al riguardo come se fossero al “Bar” o dal “barbiere” con considerazioni che sicuramente non fanno bene a chi li esprime e al Blog che li ospita.Spesso io sono orgoglioso del nostro Blog in questo caso un pò me ne vergogno e non ho più voglia di affrontare il problema con serietà ed impegno. Non capisco ma …..mi adeguo….”quousque tandem abutere !?!?!?.Questo sfogo mettetela nel conto della mia stanchezza personale……….

    mercuzio

    20 gennaio 2011 at 7:52 am

  19. andrea ha una posizione coraggiosa su berlusconi.
    quando scrive un testo come questo è ben consapevole dei rischi che corre. ma uno scrittore non può avere posizioni precostituite e non bisogna confondere un testo letterario con la cabina elettorale.
    detto questo va dato atto a salvatore che non ha espresso il suo dissenso in maniera rancorosa.

    arminio

    20 gennaio 2011 at 9:07 am

  20. Franco, che sia coraggiosa, non c’è che dire. Certo non lo aiuta, il fatto che c’è mezza italia e tre quarti del vaticano a avere di queste posizioni coraggiose…

    paolo

    20 gennaio 2011 at 10:22 am

  21. @arminio

    “uno scrittore non può avere posizioni precostituite”

    Concordo assolutamente. Ma qui Andrea (secondo il mio parzialissimo parere) ha peccato proprio di questo: precostituendo la tesi dell'”uomo solo”, dà vita a un testo letterario affrettato, tutto schiacciato a inseguire la cronaca quotidiana, tenendo fuori tutte le vere e grandi potenzialità della materia per trarne fuori qualcosa di espressivamente potente e significativo sul piano letterario.

    Non a caso ho citato il BEL AMI di Maupassant. Un testo straordinario, dove l’Autore “sparisce” e fa parlare personaggi e situazioni. Ne viene fuori uno squarcio d’ambiente illuminante non solo dell’ epoca (la Francia di Luigi Napoleone) ma a valenza universale circa le dinamiche del potere e del suo sottobosco : Bel Ami è un giornalistucolo senza alcun talento che fa carriera all’ombra del sottobosco politico e dei suoi vizi, sfruttando le “debolezze” dei suoi protagonisti , sfruttando soprattutto – da autentico pappone morale o prosseneta – il talento delle donne (inteso sia in senso giornalistico sia per la loro avvenenza). La maestrìa di Maupassant è straordinaria; dopo centocinquanta e più anni quel romanzo ha ritmo, brio, ironia, disincanto,leggerezza, una verve stupefacente e i personaggi fittizi sembrano più vivi e veri dei tanti zombi che si agitano nel nostro sottobosco, in “questo” sottobosco.

    Insisto, conosco ogni scritto di Andrea e so quanto grande ne sia il talento, la voracità narrativa, la capacità di entrare dentro i personaggi attraverso l’immaginazione . Ma questo testo mi sembra troppo affrettato, troppo schiacciato sulla cronaca, a tesi “precostituita”.

    Il personaggio B. e la sua curva (della notte) meriterebbero l’ approccio, il respiro del romanzo (satirico, da vaudeville, d’ambiente scelga lui). Un romanzo che nessuno ancora ha scritto, e da scriversi.

    La politica e la cabina elettorale non c’entrano, se non in maniera tangenziale al discorso letterario.

    Salvatore D'Angelo

    20 gennaio 2011 at 10:30 am

  22. aspettiamo la replica di andrea
    se ne ha voglia.
    cara salvatore
    tu prendi molto sul serio la scrittura, questo ti fa onore.

    arminio

    20 gennaio 2011 at 10:51 am

  23. posso solo dire: E’ TUTTO MOLTO INQUIETANTE!!!

    paolo battista

    20 gennaio 2011 at 11:11 am

  24. Il comune senso del pudore, così una volta si dava un freno alle vogliose perversioni che da sempre accompagnano l’uomo e la storia. Non so se è vero ma qualcuno ha addirittura affermato che nel magnifico quadro del cenacolo, la figura che sta mano nella mano con Gesù Cristo, fosse Maria Maddalena, o comunque una donna. L’uomo e la donna hanno iniziato a vivere un conflitto dal tempo dei tempi, il Paradiso terrestre da cui fummo scacciati per colpa di Eva e anche perchè Adamo non seppe imporre alla stessa di non peccare. Il peccato è innato, chi di voi non ha mai fatto una porcheria??? Non vi è mai capitato di scopare in un ascensore bloccandolo tra due piani, o su una panchina fingendo di coccolarsi o in macchina in luoghi dove a pochi metri viveva gente proba, o ancora masturbarsi in un cinema o insieme a degli amici solo per il gusto di trasgredire ??? Se vogliamo fare finta di essere tutti casti e puri allora vi dico che siamo semplicemente degli ipocriti. io sono stato in collegio dai francescani e potrei scrivere un libro sugli incontri e i pasaggi non tanto segreti che congiungevano le celle maschili e quelle femminili, per non parlare poi della promiscuità dei rapporti tra aspiranti monaci … Quello che fa Berlusconi nella vita privata va distinto a logica da quello che fa nelle funzioni di Presidente del consiglio. Ricordate Bill Clinton e la ragazza che amava i babbà ??? Era il 1998. Anche allora, in America montò una rabbia capeggiata da un giudice di parte avversa chiamato dai giornalisti Sexgate. Il rifiuto del presidente di ammettere la verità, fu utilizzato dai suoi avversari politici per ottenere la procedura d’impeachment; le accuse erano di falsa dichiarazione giurata e intralcio alla giustizia. Il Senato giudicò Clinton “non colpevole” per i principali capi d’accusa, evitandone le dimissioni. Clinton, che alle future elezioni veniva dato per certo perdente vinse contro tutto e contro tutti. Ora accadrà la stessa cosa anche in Italia, come fate a non capire che un uomo anche un presidente che ama le donne, le belle donne, è agli occhi della gente una persona normale ??? Ma quando vi trovate davanti ad una bella donna, vi girate dall’altra parte ??? E se quella donna vi farebbe capire che è disposta a darvela scappate via ??? Questa mia non è una assoluzione a Berlusconi è semplicemente un contributo alla logica da parte di chi non vive la politica solo come fatto ideologico. Qualcuno potrebbe affermare che non è vero che la procura di Milano da venti anni non fa altro che occuparsi di Berlusconi ??? E se un giudice lo facesse con voi cosa pensereste ??? Il grande problema è che bisogna separare la politica dalla magistratura … fino a quando le promozioni dei magistrati avvengono nelle sede dei partiti … siamo tutti a rischio, forse un giorno qualche giudice indagherà anche i comunitari della provvisorietà in forza della loro stabilità non sempre riconosciuta.
    P.S. il mio pensiero vale anche all’incontrario, dalla parte delle donne !!! Perchè se una donna non vuole … trattasi di violenza !!!
    Un abbraccio affettuoso

    radojevic jhon anthony peter

    20 gennaio 2011 at 12:11 pm

  25. = Scusate Amici, ma la letteratura è la migliore finzione per indagare la realtà che è immensa e che nell’animo dell’uomo è molto molto imperscrutabile. Una cosa è scrivere un testo letterario e una cosa scrivere una invettiva, una cronaca, una riflessione.
    La letteratura “de-scrive”, scrive intorno alle cose, prospetta una visuale, colora una situazione, decora un accadimento, pro-ietta, pro-spetta -a favore di un qualcosa- una visione esteriore e al tempo stesso intimistica facendosi narrazione, racconto nella verosimiglianza del reale! Chi scrive porta un pezzo di sé al telescopio e al microscopio della sua coscienza e non si dimette totalmente da se stesso ma non non può né deve impersonare la coscienza collettiva, né cavalcare l’onda facile del pensiero morale, non deve darci “ il muro già costruito [G.C.]”, ma solo calce e mattoni “ in libertà-necessità di spazio temporale [G.C.]”, per costruire il nostro limite morale degli accademinti prospettati.
    Confondere lo scrittore con i fatti della cronaca o pensare di utilizzarlo solo per questo significa togliergli la creatività del gesto : [“scrittura, fatto che diventa concreto scaturito dall’inesistenza [G.C.]” e pretendere solo la comunicazione significa avere soltanto informazioni e opinioni precostituite al vaglio grosso di noi stessi, senza passare per la raffinazione del dubbio, dell’incerto agire umano.
    – Bravo, Andrea!
    – Buonagiornata a tutti, Gaetano convinto!=

    Gaetano Calabrese

    20 gennaio 2011 at 12:13 pm

  26. Caro Salvatore, non me ne vorrai, ma diversi commenti che precedono distruggono l’articolo di Di Consoli molto meglio della tua raffinata critica letteraria.
    Ovviamente distruggono anche un pò la mia fiducia…
    io non penso che ce la faremo…

    paolo

    20 gennaio 2011 at 12:55 pm

  27. @ paolo

    Non si tratta di “distruggere” , ma di confrontarsi. Andrea si pone sul piano del “racconto”,forma narrativa che ha un codice, uno stile, una sostanza. Personalmente, su questo mi confronto; questo è il “terreno” del post.
    Di Andrea Di Consoli ho letto tutto, ma proprio tutto, quanto ha fin qui scritto, e in alcune occasioni (anche di lavoro) ne ho anche trattato. Ne stimo e ne apprezzo qualità e talento. Che, lo ripeto, sono tanti/e e grandi. Ma qui, secondo me, ha clamorosamente toppato. Tutto qua. Sempre opinione personale, si capisce.

    Salvatore D'Angelo

    20 gennaio 2011 at 2:18 pm


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