COMUNITA' PROVVISORIA

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Moratoria per eolico e fotovoltaico a terra contro le speculazioni.

Come contributo al dibattito avviato su questo blog, ed in attesa della annunciata petizione, pubblico il documento di Amici della Terra Italia, diffuso venerdì 14 nell’ambito di una rilevante ed affollate conferenza stampa svoltasi a Roma e  promossa da Amici della Terra, Comitato Nazionale del Paesaggio, Italia Nostra, Mountain Wilderness Italia con l’adesione di Comitato per la Bellezza, Fare Verde, Movimento Azzurro, Altura.

In Irpinia la situazione non è più felice di altri paesaggi e territori tenuti  sotto scacco da speculatori senza alcun scrupolo per il paesaggio, anzi pericolosissimi perchè il loro business è ammantato di “verde” e di “ecologia”.

Qui  soltanto per  sottolineare che prima di un problema paesaggistico ed agricolo eolico e fotovoltaico rappresentano un problema economico, nel senso che massicci investimenti ed incentivi per favorirne la installazione  in grandi centrali sono perfettamente inutili in termini di ricadute energetiche sui consumi finali del sistema Italia. (L.B.)

In questi giorni il Parlamento sta esaminando il decreto legislativo di recepimento della Direttiva europea 28/2009 che impegna l’Italia a coprire con il 17% di energia rinnovabile i consumi finali di energia entro il 2020. Cogliendo opportunamente questa occasione, il Governo ha predisposto un testo di riforma e di riordino dell’intera partita degli incentivi, definendo nuovi sistemi distinti per fonte e fra impianti di piccola taglia e grandi impianti industriali. Lo schema di decreto è complesso anche a causa delle procedure transitorie per il passaggio dall’attuale al nuovo sistema. La congruità delle nuove incentivazioni dipenderà soprattutto dai decreti attuativi e dal modo in cui verranno amministrati. Molti aspetti dello schema sono assai critici come la deregulation in materia di impianti a terra inferiori a 1 MW, altri sono di dubbia interpretazione

Ma una cosa è certa: con la riforma, il Governo e il Parlamento hanno deciso di affrontare le distorsioni speculative messe in evidenza in questi ultimi anni dalla nostra rete di ambientalisti attenti alla salvaguardia del territorio e del paesaggio, dai commentatori e dai giornalisti, dalla Magistratura con un gran numero di inchieste sull’ingresso nel settore della criminalità organizzata, dall’Autorità per l’energia con le stime sull’aggravio economico nelle bollette e dal GSE con i dati a consuntivo che evidenziano un rapporto fra energia erogata e potenza installata inferiore alle aspettative.

La riforma rappresenta, dunque, un’importante presa d’atto di denunce che non possono essere smentite né ignorate. Vanno, perciò, respinti gli attacchi delle lobby che vorrebbero demolirla, stralciandone gli articoli più significativi al solo scopo di mantenere le proprie posizioni di privilegio.

Ma non basta: la riforma ha tempi lunghi di attuazione e non sarà operativa prima di un anno. Nel frattempo, rischiamo di assistere ad una corsa sfrenata alle nuove installazioni per acquisire i diritti vigenti prima che decadano. Chiediamo una MORATORIA di tutte le autorizzazioni per i nuovi impianti a terra fino a quando la riforma non sarà pienamente operativa. Se è vero che il sistema attuale non è più sostenibile, gli investimenti devono essere decisi solo in base alle nuove regole, quando esse saranno definitivamente approvate.

Qualsiasi timore di non riuscire a raggiungere gli obiettivi europei a causa del blocco degli investimenti che una moratoria provocherebbe è infondato. E’ vero il contrario. L’attuale concentrazione degli incentivi sulle sole rinnovabili elettriche sta dando risultati marginali e deludenti e impedisce al nostro paese di imboccare con decisione la strada più innovativa, efficace e consona alle proprie caratteristiche: quella delle rinnovabili termiche, di quelle elettriche correttamente integrate negli edifici, delle tecnologie di efficienza energetica, degli interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare.

Lo dicono le cifre ufficiali pubblicate dal Piano del Governo e dal Gse:

  • Negli ultimi 10 anni la potenza installata dell’eolico ha avuto un incremento del 34% annuo. Ciò significa che, mantenendo il sistema attuale, nel 2013 sarebbero già raggiunti e superati gli obiettivi definiti dal Piano del Governo per il 2020 (12.000 MW installati). A fronte di queste installazioni, il contributo effettivo dell’eolico ai consumi finali di energia è stato, nel 2009, dello 0,38 %. Con i 12.000 MW installati al 2020, il PAN prevede una produzione di elettricità pari ad appena l’1,2% dei consumi finali di energia. Nel 2009 gli impianti eolici funzionanti hanno lavorato in media per sole 1.336 ore equivalenti a fronte di uno standard di 2.000 ore considerato competitivo in Europa. Occorre fermare al più presto questa corsa allo spreco di risorse economiche, che sono scarse non meno del prezioso territorio di cui disponiamo.
  • Quanto al fotovoltaico, osserviamo che dei 2.504 MW installati al 2009, ben il 66% sono impianti di oltre 50 kW, cioè grandi impianti, generalmente installati su terreni agricoli per lucrare con facilità, grazie agli incentivi attuali. Appena il 26,6% della potenza fotovoltaica riguarda impianti inferiori ai 20 kW, quelli cioè correttamente installati sui tetti e che vanno a beneficio diffuso delle famiglie. Quanto mai opportuna è quindi la norma a tutela dei terreni agricoli, voluta dal Ministro Galan. Inoltre, è certamente utile continuare ad assicurare il sostegno alla diffusione del fotovoltaico sui tetti di case e capannoni industriali.

Written by lucabattista

18 gennaio 2011 a 12:27 am

5 Risposte

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  1. c’è un articolo di carlo petrini su repubblica che è il caso di linkare, perché si allinea al discorso e alle firme raccolte ieri a Nusco.
    firmata la petizione, confermo la mia propensione per azioni di maggiore efficacia rispetto al risultato desiderato. Ad esempio, non è tempo di ‘legare’ eventi come il 7x alle amministrazioni, e quindi alle comunità, che aderiscono al principio di fermare il consumo di suolo non edificato?

    paolo

    18 gennaio 2011 at 9:23 am

  2. Ieri a Nusco abbiamo messo il dito in una delle piaghe che stanno affliggendo le terre dell’osso. Ora facciamo in modo che le cose dette vengano messe in atto. Organizziamo un tavolo di esperti in materia e produciamo un documento in base al quale muoverci organizzando una vera e propria campagna di informazione all’incontrario, dal basso, andiamo a dire alla gente e agli amministratori disinformati quello che sta accadendo e che viee fatto passare per oro colato e invece è solo piombo.

    giovanni ventre

    18 gennaio 2011 at 9:29 am

  3. concordo, ieri abbiamo avviato una linea che ci chiama ad un maggiore impegno civico, sociale. chiunque abbia un poco di tempo libero potrebbe darci una mano. ognuno può proporre iniziative iniziando però a farsene carico; sono sicuro che troveremo sempre generosità e partecipazione. utilizziamo il blog per maturare i nostri pensieri e per informare e vediamoci almeno con cadenza mensile per confrontarci e intraprendere azioni concrete. seppure una petizione, una lettera ai giornali, un manifesto, un convegno specialistico, un viaggio per registrare e capire cosa si fa altrove. nel bene e nel male. basta con l’osservare e con il parlare fine a se stesso. ai parolai inconcludenti che ieri hanno fatto sceneggiata a nusco urlando e agitando è consentito adesso solo scrivere e riscrivere parole vuote sul blog.
    i lettori capiscono e patiscono.

    O sanctus Deus, quanta mala patimur pro Ecclesia sancta Dei.

    p.s.
    ROCCO se non chiedi pubblicamente scusa sul Blog almeno quante volte hai preso la parola ieri a Nusco non ti voglio più vedere e nemmeno commentare.
    Ieri te ne sei andato perchè non volevi esporti sulla stampa provinciale mettendo la tua firma su una petizione civica. Il tuo santo preotettore non avrebbe approvato.
    Ritiro il mio sostegno alla tua candidatura a sindaco del tuo borgo recintato natio.
    serva me, servabo te.

    a_ver

    18 gennaio 2011 at 9:38 am

  4. Quello che non finisce mai di stupire, e che non finirà mai di stupire – ma come è possibile? come è possibile? uno si chiede – è che tutto questo po po di roba passa sopra la testa di tutti noi.

    Ti svegli una mattina e il campo verde davanti casa è coperto di pannelli fotovoltaici per l’intero, e l’amico che lo coltivava ha i suoi buoni motivi.

    Lo lavorava e lo lavorava e ci tirava fuori in un mese due giornate di guadagno appena.

    Poi la mattina dopo stanno montando le pale eoliche alte mezzo chilometro.

    La terza ci mettono una antenna per i telefonini alta mille metri, tanto i telefonini li usiamo tutti, e tutti capiremo (tranne chi abita lì, nei dintorni dell’antenna).

    La mattina dopo arrivano le trivelle per vedere se c’è pure il petrolio.

    Il giorno dopo sistemiamo le falde freatiche.

    Visto che ci siamo vediamo che si può fare con l’acqua dolce.

    Tralascio tutta la questione dei rifiuti.

    Ma come è possibile?

    Ma quando arriva qualcosa che non ci stupisce;che uno vede che è FATTA BENE da subito; qualcosa, insomma, di cui andare fieri?

    Arriverà?

    Speriamolo.

    Un abbraccio

    Adelelmo

    Adelelmo Ruggieri

    20 gennaio 2011 at 9:20 pm

  5. per l’Amministratore del Blog,che ha tolto pubblicamente il suo autorevole appoggio alla mia candidatura, con tono concorde arminiano

    l’alibi del fotovoltaico( liberamente articolato da chi scrive:

    esiste una scienza che si occupa di mostri, la teratologia, una specie di chirurgo che amputa i prodotti invalidi,avendo perso difese immunitarie,con qualche piccolo tocco di cosmetico griffato.

    rimuovendo i limiti espressi o impliciti si estende l’effetto normativo delle regole applicate in base agli umori ed ai bioritmi circadiani

    delle due l’una

    le regole: o si applicano sempre per tutti o si interpretano come suggeriva al buon Dio uno dei padri della Patria tal Alcide De Gasperi…

    Fossero vincolanti per tutti, staremmo tutti zitti omologati, buoni buoni, a cuccia, anzi portati con la manina al guinzaglio

    invece esiste la libertà di pensiero, di ideazione e di parola e di azione, all’interno di valori universali condivisi ,fuori da schematismi ideologici o peggio amcora settari massonici

    l’oracolo influisce nel processo da cui nasce la questione di sorpresa, imprevidibilità, stupore…

    i codici vengono interpretati dalla Cassazione altrimenti non ci sarebbe il ricorso al terzo grado di giudizio
    il terzo grado non è l’interrogatorio ma il garantismo. quello che ha deciso un primo giudice, una prima corte di giurati puo’ essere ribaltato e passare giudicato definitivo, non provvisorio

    ovviamente per il terzo grado si spende di più, infinitamente di più, in quanto occorre andare a Roma, vestirsi bene, superare vari metal detector, fare silenzio in aula, ascoltare, depositare atti, quando si è autorizzati, infine, esporre brevemente sinteticamente le proprie argomentazioni.

    I cassazionisti conoscono bene queste regole di procedura e di comportamento al terzo grado di giudizio

    invece si preferiscono i giudizi sommari , quelli da bar sport, quelli in base ai quali di un articolo si legge solo il titolo sulle locandine davanti alle edicole…

    l’art 1 comma 3 contiene parole secche dal taglio imperativo ” addotto l’impedimento il giudice …rinvia”

    il comma 4 gli lega ancora più strettamente le mani esigendo che fissi una seconda udienza di rinvio sucecssiva alla durata dell’incombente continuato legittimo impedimento nella misura asserita dall’istante.

    Il testo è chiaro, come pure la sua storia.

    E’ un surrogato del lodo Alfano,furbesco e manipolatorio…

    non si puo’ colpire il “parvum monstrum” se le norme diventano invalide, leggi invalide, alea giudiziaria, sotto la maschera dell’impedimento si nasconde una stasi automatica, si contrabbanda un privilegio assoluto di immunità lesivo del principio di uguaglianza

    la paura è tutta dentro la metafora mitologica del Minotauro.

    a buon intenditor… altro non ho da aggiungere sulla questione, mi auguro che ciò che ho appena scritto venga almeno interpretato nella maniera corretta, non pretendo capito.
    Con benevolenza, senza cordialità
    Rocco Quagliariello

    rocco quagliariello

    21 gennaio 2011 at 5:59 am


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